NON VI E' DUBBIO CHE UNA NAZIONE PASSATA DA UN REGIME MONARCHICO AD UN REGIME REPUBBLICANO SIA UNA NAZIONE «DECLASSATA», E CIÒ NON PUÒ NON ESSERE AVVERTITO DA CHIUNQUE ABBIA UNA SENSIBILITÀ PER VALORI I QUALI, PER ESSERE SOTTILI E IMMATERIALI, NON PER QUESTO SONO MENO REALI.

sabato 3 novembre 2018

Lettera al quotidiano Alto Adige

Opera Nazionale Combattenti

di Waldimaro Fiorentino

Egregio Direttore, 
i due temi più importanti sui quali si dibatte al Parlamento italiano sono quelli del reddito di cittadinanza e della maggiore occupazione giovanile.
Tengo a rammentare che i due temi hanno dei recedenti in Italia.
Nel 1917. con Decreto Luogotenenziale del 29 aprile 1917, n. 670. Re Vittorio Emanuele III varò una delle prime leggi in Europa di Assistenza ai colpiti da disoccupazione involontaria.
Altra iniziativa di grande portata voluta da Vittorio Emanuele III fu la istituzione dell'Opera nazionale combattenti, che si colloca in un periodo particolarmente cruciale  per la storia del mondo intero, mentre nella Russia imperversava la rivoluzione sovietica e altrove si agitavano fermenti che minacciavano di far permeare ovunque i germi di rivoluzioni dagli effetti imprevedibili ed incontrollabili.
Fu in quel clima che venne varata l'Opera nazionale combattenti, istituita con Decreto Luogotenenziale del 10 dicembre 1917. n.1970. alla vigilia della smobilitazione che avrebbe riversato in una società impoverita dalia guerra e una industria bellica non più necessaria, milioni di giovani condannati alla disoccupazione disadattati alla vita civile, dopo 42 mesi di abbrutimento per una guerra dalla ferocia senza precedenti.
L'opera nazionale combattenti distribuì la proprietà di poderi, molti di proprietà dei Savoia, a decine di migliaia di giovani che altrimenti sarebbero stati esposti alla disoccupazione e che potevano diventare strumento dì dottrine rivoluzionarie. Ed a quell’opera, a guerra conclusa, vennero affidate bonifiche storiche, in ogni regione d'Italia, anche in quelle di nuova acquisizione: bonifiche che produssero 210 mila ettari di dissodamenti e sistemazioni montane.
182 ettari di trasformazioni fondiarie. 22 mila ettari di dissodamenti, nonché la costruzione di diverse città, come Latina, Sabaudia, Pomezia, Aprilia, Pontinia.