- l'assoluto disinteresse internazionale nei confronti della grave violazione del diritto nei confronti della nostra nazione ed in quelli dei nostri fucilieri di Marina del San Marco. Se mandiamo migliaia di uomini (e mezzi) a rischiare la vita in capo al mondo per non avere alla prova dei fatti alcun peso a livello internazionale non si capisce cui prodest cotanto rischio di vite umane;
- i nostri alleati, USA, UE, pare si siano lavati le mani di questo problema che crea umiliazione alla nostra Nazione;
- i costi di queste missioni incidono su delle finanze nazionali che in questo momento sono esauste: tra poco, così continuando, ci sarà bisogno di mantenere l'ordine nel nostro Paese piuttosto che in quelli altrui.
- se il mondo si disinteressa di noi è bene che a noi ci si pensi da soli.
NON VI E' DUBBIO CHE UNA NAZIONE PASSATA DA UN REGIME MONARCHICO AD UN REGIME REPUBBLICANO SIA UNA NAZIONE «DECLASSATA», E CIÒ NON PUÒ NON ESSERE AVVERTITO DA CHIUNQUE ABBIA UNA SENSIBILITÀ PER VALORI I QUALI, PER ESSERE SOTTILI E IMMATERIALI, NON PER QUESTO SONO MENO REALI.
venerdì 12 aprile 2013
Rifinanziare le nostre missioni militari all'estero?
lunedì 11 marzo 2013
I Maro' restano in Italia
Lo ha annunciato il ministro Terzi
Non rientreranno in India a scadenza permesso. Farnesina: 'L'India viola il diritto internazionale'
11 marzo, 17:22
Lo si legge in una nota della Farnesina.
http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2013/03/11/Maro-restano-Italia-annuncia-Terzi_8380909.html
mercoledì 23 gennaio 2013
UN’ALTRA ITALIA È POSSIBILE?
venerdì 14 dicembre 2012
Umberto Ambrosoli: 'Non sono di destra'
«Io lo cito senza alcun imbarazzo, per la sua visione di cosa può essere anche oggi la sinistra».
Vivaddio! Ci voleva uno come lei, di formazione monarchica...
«Un momento. Che i miei genitori si siano conosciuti all'Umi, Unione monarchica italiana, è un fatto. Che il mio nome, Umberto, venga dal senso dato alle circostanze di quell'incontro, anche. Ma io non ho mai militato in formazioni politiche monarchiche. E' un modello istituzionale che reputo anacronistico».
«Non rammento di esserci mai stato. E' vero invece che a 14 anni, nel rispetto della memoria di mio padre, ho fatto parte di una associazione non politica ma di conservazione della tradizione. E in seguito di un ordine cavalleresco intitolato, se non ricordo male, ai santi Maurizio e Lazzaro. Facevamo beneficenza. Mi ci portò l'avvocato Lodovico Isolabella (sponsor di Pisapia sindaco di Milano, già leader dei monarchici milanesi, tuttora dominus dello studio professionale dove Ambrosoli esercita, ndr.), delegato degli Ordini cavallereschi lombardi. Lasciai dopo l'arresto di Vittorio Emanuele di Savoia nell'inchiesta di Potenza: il riferimento storico di quegli Ordini era comunque la real casa, e quella vicenda ne aveva definitivamente tradito il significato».
sabato 8 dicembre 2012
Della carenza di buon senso
sabato 3 novembre 2012
La commedia degli attuali equivoci
Il primo a chiarirsi è stato quello della tanto conclamata equidistanza del grillismo rispetto alle malefatte della politica ovunque collocata, seguendo tale investitura di poche ore la conferma da fonte del tutto insospettabile di berlusconismo o similia, quale la trasmissione della pasionaria rossa Gabanelli, di quanto peraltro già ampiamente noto sulla gestione familistica dei fondi pubblici destinati all’IDV da parte del suo fondatore e sul suo sterminato patrimonio immobiliare contestualmente accumulato. Adesso sappiamo che per il comico genovese i suoi compagni possono permettersi qualsiasi malversazione senza dover rinunciare nemmeno alla più alta dellemete, a differenza dei suoi avv
Il secondo equivoco emerge dal fatto che, lungi dal contestargli i 56 immobili di cui sopra (d’altronde si può capire l’imbarazzo su queste questioni da parte di un signore che, avendo da almeno un decennio smesso di lavorare, pare continui a dichiarare un reddito di 4 milioni annui) Grillo imputa a Di Pietro non meglio definite “ambiguità” su tematiche come la TAV e il G8, rispetto alle quali evidentemente lo avrebbe voluto veder sfilare al fianco dei black blok ed alla testa dei “Centri Sociali”.Così gli elettori moderati e di destra che hanno votato o sono tentati di votare per Grillo sono avvisati, se non se ne fossero già accorti, su cosa li aspetta se il loro nuovo beniamino dovesse assurgere al ruolo politico pesantissimo che gli si profila.
Di qui ancor di più la necessità di una seria auto-critica da parte del sistema politico italiano nel suo complesso per le condizioni in cui il grillismo si sta gonfiando all’infinito. E non meraviglia, visto il clima di regime che si respira sempre più in questo Paese, che nessuno si sia domandato quanto a queste condizioni abbia contribuito e stia contribuendo il governo-Monti, che di fatto del grillismo sta diventando il più efficace dei brodi di coltura. Ciò sia per il senso di impotenza che sta fornendo la politica ufficiale in un commissariamento di fatto non privo di atteggiamenti sprezzanti o comunque supponenti nei suoi confronti, sia soprattutto per gli effetti deprimenti delle politiche ottusamente recessive in atto, grazie alle quali tutti i fondamentali dell’economia italiana- dal pil alla disoccupazione allo stesso debito pubblico- si sono pesantemente aggravati.
Con Monti che se ne gloria nei consessi internazionali in cui ci si occupa solo dei problemi dei banchieri, ma con i Partiti condannati a sostenerlo a pagarne il conto presso un Popolo giustamente esasperato anche perché privato di fatto della Sovranità che gli spetta e che nessuno aveva diritto a scippargli.
mercoledì 31 ottobre 2012
La nuova democrazia
Il PDL ha operso 650.000 voti. Il PD ne ha persi soltanto 250.000.
Adesso in Italia la gara sarà a chi perde di meno.
martedì 30 ottobre 2012
E' successo un fatto nuovo
O perlomeno che ancora non era giunto alle nostre orecchie. La maggioranza degli elettori, in Sicilia, non si è recata alle urne."Una Repubblica fondata sul disordine". Se ne accorgono, infine.
A partire dagli anni Sessanta del secolo scorso è incominciato un processo di destrutturazione delle istituzioni
"Democratici" a corrente alternata
SABATO L'INTITOLAZIONE DI DUE VIALI A RE UMBERTO II E MARIA JOSÈ
Villa Ada, drappi neri sulle targhe dei Savoia
Protesta di alcuni militanti dell'associazione «RomaFutura»: siamo antifascisti e antimonarchici, amiamo la Costituzione
martedì 18 gennaio 2011
Collante tra il popolo e la politica
Collante tra il popolo e la politica
di Massimo Mallucci
La crisi economica avanza, di pari passo all’affermazione della Repubblica Universale, capace di dare potere ad oligarchie sempre più ristrette che depredano i vari popoli delle loro sovranità.
Non si tratta di una crisi economica ma di una vera e propria “crisi del sistema” che ha istituzionalizzato la corruzione e imposto l’insicurezza, ormai generalizzata.
Il regresso, sul piano delle libertà è evidente।
I sistemi elettorali, con le loro liste bloccate, appoggiano i voleri di chi detiene forti imperi economici che impongono scelte di vita, nell’ambito di un dominio universale.
L’economia virtuale e le banche d’affari vengono indicate, sempre meno, dai commentatori della situazione economica e politica, quali reali fonti di danni e preoccupazioni per le popolazioni.
Il lavoro, l’occupazione e la produzione sono gli elementi dell’economia reale che, al contrario, noi monarchici, continuiamo ad indicare come tradizionali punti di riferimento per la sicurezza economica e per stabilire l’andamento della politica di un Paese.
Irlanda, Portogallo e Grecia sono soltanto l’inizio di una crisi inevitabile che investirà le istituzioni europee, costruite a tavolino, per gli affari di pochi che danneggiano il lavoro, il sacrificio e i risparmi dei molti.
Intanto i padroni della politica credono di poter addormentare i popoli con sempre più ampie laicizzazioni dei costumi che, in effetti, determinano soltanto una falsa libertà.
L’Europa che perde le proprie identità Cristiane e dimentica la propria storia, si sveglierà, certamente, quando l’occupazione di un fanatismo islamico avrà già imposto usi e costumi che non potranno essere messi in discussione.
I nostri politici non sembrano preoccuparsi di nulla e continuano a fare la loro bella vita, tra privilegi mai visti prima, senza vergognarsi di ciò che riportano i giornali e senza preoccuparsi, soprattutto, di offrire al Paese stabilità politica e sicurezza.
Noi monarchici riteniamo perfetta la definizione fornita dal Principe Amedeo di Savoia Aosta, in occasione di una recente intervista al quotidiano “La Stampa”, ove indica la Monarchia come “un collante tra il popolo e la politica”.
Gli esempi di tutti i giorni e i paragoni che possono essere fatti con i Paesi a sistema monarchico gli danno ragione.
La mancanza di questo “collante” che è, appunto, la Monarchia, consegna la politica a gruppi di potere che fanno gli affari loro, in perenne guerra, come avveniva tra le fazioni del basso impero.
L’unico a richiamare gli uomini al senso della ragione e della responsabilità sembra essere Papa Benedetto XVI che, ancora recentemente, ha ricordato la necessità di “costruire un’Europa che, fedele alle sue imprescindibili radici cristiane, possa rispondere pienamente alla sua vocazione e missione nel mondo”. Pare che ben pochi gli diano retta ma questa classe politica che ha raggiunto forme di degenerazione impensabili, non riesce neppure a capire che la propria fine è dietro l’angolo.
Gli avvertimenti arrivano dalle persecuzioni, sempre più diffuse e feroci, contro i cristiani nelle varie regioni del mondo.
L’Arcivescovo di Bagdad denuncia “l’ondata di attacchi sempre più forte contro i cattolici”. Dopo la strage avvenuta nella Cattedrale, le abitazioni dei cristiani vengono ormai attaccate a colpi di mortaio.
Cosa fa il governo dell’Iraq e soprattutto i finanzieri cristiani che impongono la presenza di militari in quel Paese?
Nella Repubblica Democratica del Congo, ove dall’Europa arrivano quotidianamente aiuti economici massicci, le nostre Chiese vengono attaccate, l’ultima è la Parrocchia di San Giovanni Battista, nel nord Kivu, dove il Parroco è stato assassinato.
Pochissime notizie vengono diffuse di tali fatti dai costruttori del consenso che hanno in mano giornali e televisioni ma le persecuzioni aumentano.
In Indonesia la violenza e gli attacchi contro le Chiese Cristiane, di tutte le confessioni, sono cresciute in modo esponenziale.
I Vescovi lanciano gli allarmi ma nel nostro occidente, troppo occupato a progettare affari, tutto ciò passa in seconda linea e ne escono indebolite l’Europa e le nostre Nazioni che non capiscono i gravissimi errori politici ed economici che vengono commessi con una presenza che sembra garantire soltanto vantaggi economici, per alcuni, in quei Paesi dove non si rispetta chi effettivamente porta aiuto e sostegno.
Tratto da : http://italia-reale.alleanza-monarchica.com/
lunedì 15 novembre 2010
La crisi delle istituzioni repubblicane e gli scenari prossimi venturi della nostra Nazione.
Il ribaltone per favore no
La crisi della repubblica è ormai sotto gli occhi di tutti.
Chissà cosa riusciranno ad inventarsi ancora per prolungarne l'agonia.




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