NON VI E' DUBBIO CHE UNA NAZIONE PASSATA DA UN REGIME MONARCHICO AD UN REGIME REPUBBLICANO SIA UNA NAZIONE «DECLASSATA», E CIÒ NON PUÒ NON ESSERE AVVERTITO DA CHIUNQUE ABBIA UNA SENSIBILITÀ PER VALORI I QUALI, PER ESSERE SOTTILI E IMMATERIALI, NON PER QUESTO SONO MENO REALI.

sabato 16 dicembre 2017

La Regina Elena a Vicoforte: rassegna stampa aggiornata







































venerdì 15 dicembre 2017

I Reali a Vicoforte: nostra considerazione.

I siti diffondono in maniera esponenziale la notizia della traslazione delle salme di Re Vittorio Emanuele III e della Regina Elena a Vicoforte.
La notizia ci rallegra in misura minima. Quel tanto che ci permetterà di fare Loro visita senza macinare chilometri. Quel tanto che ci farà pensare "al sicuro" la salma venerata del nostro grandissimo Re Vittorio che riposava da troppo tempo in una terra a rischio.
Non siamo felici né del luogo scelto né dell'arrivo "alla chetichella" dei nostri Sovrani. Capi di Stato. Di uno Stato infinitamente più degno di quello attuale
Commossi fino alle lacrime, con il grido di "VIVA IL RE!" che ci trabocca dal cuore, indichiamo il PANTHEON come solo luogo destinato alla definitiva sepoltura dei nostri Re morti in terra d'esilio, sicuramente più generosa della nostra!


Qui e solo qui i Re d'Italia!

Vicoforte: tornano le salme di Re Vittorio Emanuele III e della Regina Elena di Savoia?

La notizia, che ci coglie assolutamente di sorpresa (non felice), è riportata da molti siti.

Proponiamo ai nostri lettori una rassegna stampa:




Da Montpellier a Mondovì, torna in Italia in gran segreto la salma della Regina Elena

Il triste giornalaccio dall'infausto nome riporta oggi questa notizia che ci pare del tutto inverosimile.
La riportiamo con tutte le cautele del caso perché i nostri lettori siano sempre informati



Le spoglie traslate al Santuario di Vicoforte. La nipote Maria Gabriella di Savoia: "Grazie al presidente Mattarella per averlo reso possibile"

di PAOLO GRISERI

Da Montpellier a Mondovì, torna in Italia in gran segreto la salma della regina Elena
La regina Elena accanto a Re Vittorio Emanuele III
La salma di Elena di Savoia, moglie di Vittorio Emanuele III, è tornata oggi in gran segreto in Italia ed è stata deposta nel santuario di Vicoforte, vicino a Mondovi, nel Cuneese. 

In un comunicato la nipote Maria Gabriella di Savoia, ringrazia “il Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella, che ha permesso il trasferimento della salma in Italia”. Il rientro della salma coincide con il settantesimo anniversario della morte di Re Vittorio Emanuele III, morto e tuttora sepolto ad Alessandria d’Egitto.

Nel messaggio di ringraziamento a Mattarella Maria Gabriella di Savoia ha anche espresso l’auspicio che il ritorno della salma della nonna possa servire a ricordare la scomparsa del nonno. 
[...]

http://torino.repubblica.it/cronaca/2017/12/15/news/da_montpellier_a_mondovi_torna_in_italia_in_gran_segreto_la_salma_della_regina_elena-184243489/

domenica 10 dicembre 2017

Una bella pubblicità

Ogni tanto ci capita di fare attenzione ad alcuni prodotti che non hanno vergogna della propria storia  e della storia nazionale.
Qualche tempo fa abbiamo richiamato l'attenzione dei nostri lettori su Baratti e Milano, storico locale di Torino, amato e citato da Re Umberto II, per la bella vetrina colma di ricordi sabaudi.
Questa volta osservando per caso la pubblicità del pandoro Bauli abbiamo notato la nostra bellissima bandiera che passa e ripassa davanti allo scorrere del tempo rappresentato da una passeggiata.


Un buon motivo per scegliere Bauli, questo Natale.









sabato 9 dicembre 2017

AMEDEO GUILLET, IL “COMANDANTE DIAVOLO” CHE NON SI ARRESE

Personaggio d’altri tempi, abile cavaliere, eroe di guerra e fine diplomatico,  Amedeo Guillet coniugò virtù sportive e militari con alto senso dell’amor di Patria.
Il barone Amedeo Guillet, nobile figura di italiano d’altri tempi che ha sempre improntato la sua vita all’ideale di amor patrio è morto a Roma il 16 giugno 2010, all’età di 101 anni. Discendente di una famiglia della nobiltà savoiarda originaria di S. Pierre d’Albigny (attuale Dipartimento francese della Savoie), nasce a Piacenza il 7 febbraio 1909. Il padre è Ufficiale dei Carabinieri, ferito e decorato al valor militare sul Podgora, epopea della Benemerita nella Grande Guerra; la madre è di facoltosa ed antica famiglia di Capua (già Napoli, ora Caserta).
La vita di Amedeo Guillet è ricca di vicende leggendarie che hanno dell’inverosimile e che hanno fatto di lui un personaggio speciale nelle guerre cui ha partecipato, in modo attivo, nel decennio 1935/1945.
Nel 1928 entra nell’Accademia Militare di Modena e nel 1931, sottotenente di Cavalleria, è destinato al 13° Reggimento Cavalleggeri di Monferrato. Per il rango occupato dalla famiglia nell’alta società e per la sua eminente abilità in campo ippico ha accesso finanche a Casa Savoia (è tra gli amici più intimi della principessa Jolanda, abile cavallerizza). Fra gli amici di famiglia annovera, fra gli altri, il Duca d’Aosta, futuro viceré dell’Africa Orientale Italiana, e Italo Balbo, Governatore della Libia. Selezionato per la squadra che partecipa alle Olimpiadi di Berlino del 1936, interviene, nella primavera del 1935, ad uno stage ippico presso la rinomata scuola di equitazione di Orkenyi (Budapest). Frequenta così una famiglia della nobiltà magiara legandosi affettivamente ad una ragazza tanto che darà al suo cavallo preferito il nome del padre, Sandor.
Al profilarsi dell’impresa etiopica si fa raccomandare dallo zio Amedeo, all’epoca Generale d’Armata, pluridecorato della Grande Guerra, per essere assegnato ad un reparto mobilitato, convinto della missione civilizzatrice dell’impresa tendente al riscatto sociale di quelle popolazioni ferme a concetti arcaici.

[...]

mercoledì 6 dicembre 2017

Messaggio della Principessa Margherita per la morte di Re Michele

"Rumeni,

Il nostro paese ha perso Re Michele I. Per nove decadi, lui ha dedicato alla Romania tutte le forze che Dio gli ha conferito. E solo la morte ha potuto mettere fine alla sua stanchezza ed al suo paziente lavoro.

Noi abbiamo sofferto un'immensa perdita. Una perdita personale come una perdita per l'intera Nazione. Noi piangiamo insieme, consci di essere uniti nella nostra sofferenza. Pregando Dio di donarci la sua forza, in questo terribile momento.

Un esempio di incrollabile devozione nei confronti del suo popolo, con un alto senso del dovere e forti principi, lui ha scritto la più preziosa pagina della storia contemporanea della nostra nazione.

La sua gentilezza e compassione hanno sconfitto tutto il male del secolo passato, e la sua saggezza ha assicurato costanza alla nostra identità, in tempi di seria deviazione dal naturale percorso del nostro Stato e Nazione. il Re è stato parte del tessuto del nostro popolo e noi tutti dobbiamo essere veramente fieri di lui.

Col suo lavoro, Re Michele si è fatto continuatore del legame che lega la Famiglia Reale con la Nazione Rumena. Per il nostro domani, lui ci ha donato il suo oggi.

Una nuova epoca inizia per la mia Famiglia e per la Casa Reale di Romania. Ispirata dagli stessi sentimenti di mio padre, io continuerò il suo lavoro, per l'adempimento della nostra missione nei confronti del Popolo di Romania.

Così Dio ci aiuti!"

- Margherita di Hohenzollern-Sigmaringen, Custode della Corona di Romania, dal suo proclama ufficiale per la morte de padre, Re Michele I, nel 5 dicembre 2017

martedì 5 dicembre 2017

E' morto Re Michele di Romania

Michele I di Romania, che fu re del paese dal 20 luglio 1927 all’8 giugno 1930 e dal 6 settembre 1940 al 30 dicembre 1947, è morto oggi in Svizzera a 96 anni. 
Era malato da anni, e soffriva di tumore della pelle e leucemia. Michele I, il cui nome da regnante in romeno era Mihai, diventò re per la prima volta a soli sei anni, perché suo padre Carlo II aveva rinunciato ai diritti al trono scappando con l’amante all’estero. 
Il suo primo regno, che era stato condotto da una serie di parenti e dignitari, fu interrotto dalla classe politica romena che richiamò in patria Carlo II. 
Nel 1940 un colpo di stato del primo ministro filonazista Ion Antonescu depose Carlo II e rimise sul trono Michele I, che però collaborò a un nuovo colpo di stato filosovietico nel 1944.

Insieme a Simone II di Bulgaria, era uno degli ultimi due re ancora in vita ad essere stati capi di stato durante la Seconda guerra mondiale.

domenica 3 dicembre 2017

La Toscana e Re Vittorio Emanuele II

Il Governo della Toscana eserciterà il potere in nome del Re

Il 29 settembre 1859 il governo della Toscana emette un proclama nel quale viene presa una decisione importante per il futuro della Toscana. Non potendo avere soddisfatta la volontà di annessione al regno sabaudo sardo-piemontese, il governo della Toscana ne accelera i tempi e proclama che d’ora in poi eserciterà il suo potere in nome di Sua Maestà Vittorio Emanuele di Savoia, re eletto. E’ un importante proclama perché di fatto con esso termina l’autonomia dello stato granducale toscano. Questo il testo del proclama

“ TOSCANI!

L’Assemblea de’ vostri Rappresentanti legittimi deliberava essere fermo volere della Toscana far parte d’un forte Regno costituzionale sotto lo scettro di RE VITTORIO EMANUELE di Casa Savoia. 
Le assemblee di Modena ,di Parma e delle Romagne, emanarono unanimemente conformi deliberazioni. Questi voti solenni sono stati esauditi.La Maestà del Re Eletto accolse il libero atto di sudditanza del popolo toscano,modenese,parmense e romagnolo;e dichiarò che primo atto della sua sovranità sarebbe il far valere i diritti che quei popoli gli avevano dato. E il diritto di provvedere a loro stessi,provvedendo alla indipendenza della nazione. La guerra intrapresa da Napoleone e da Vittorio Emanuele era una solenne ricognizione di quel diritto,perché fu fatta per liberare l’Italia dal predominio austriaco e per costituire la nazionalità italiana.
Tutti gl’italiani vennero chiamati a profittare della grande occasione. E i popoli dell’Italia centrale accorsero alle armi.I toscani ebbero il doppio onore di militare sotto la gloriosa bandiera italiana,e sotto le aquile invincibili dell’Impero Francese. 
Questo concorso ad una guerra non di conquista,ma di emancipazione nazionale,autorizzò la formazione del nuovo Regno d’Italia; al quale gli altri Stati europei possono dare recognizione, non legittimità.
Questa viene dal consenso spontaneo e solenne de’ popoli elettori e del Re Eletto.Per essi il patto è compiuto ed irrevocabile. Per essi il regno forte è cosa fatta, il Re Eletto è il loro Re. Ma finchè il Re Eletto non prenda a reggere personalmente i toscani,se il Governo presente deve reggerli per la Maestà Sua, deve anche gloriarsi e fortificarsi nel suo Nome Augusto. Così l’assetto nuovo della nazione italiana procederà con sicurezza,e gli ostacoli tutti uno dopo l’altro cadranno,e l’Europa dovrà la sua quiete e il suo vero equilibrio alla concordia e alla fermezzadegl’italiani. Toscani,il vostro Governo proclama che d’ora in poi eserciterà il suo potere in nome di 

S. M. VITTORIO EMANUELE DI SAVOIA, RE ELETTO.

(1) Dato in Firenze, il dì ventinove settembre milleottocentocinquantanove
B.Ricasoli. C. Ridolfi, E Poggi, R. Busacca, V. Salvagnoli, P. de Cavero
Celestino Bianchi segretario”

1) Il Regno Sabaudo è Monarchia costituzionale basata sullo Statuto Albertino concesso da Re Carlo Alberto nel 1848.Al vertice dello stato c’è il Re, il quale riassume in sé il potere legislativo, esecutivo e giudiziario non esercitato in maniera assoluta perché limitato dalla presenza del parlamento che riconosce alla persona del Re il potere sovrano: in questo senso il Re è chiamato eletto.


Marcello Camici
mcamici@tiscali.it

http://www.tenews.it/giornale/2017/12/02/il-governo-della-toscana-esercitera-il-potere-in-nome-del-re-72789/

venerdì 1 dicembre 2017

Il libro azzurro sul referendum - IX cap - 1

La votazione
Lo svolgimento del « referendum».
Cronaca oraria:
4 giugno mattina: prevalenza per la Monarchia;
primo pomeriggio: leggera prevalenza per la Repubblica;
pomeriggio: parità;
sera: prevalenza per la Monarchia (mancano risultati centro
meridionali);
notte: prevalenza per la Repubblica.




Lo svolgimento del referendum

4 giugno mattina: «Secondo nostre informazioni da ottima fonte i risultati della votazione per il «referendum» sino alle prime ore di questa mattina mostrano una sensibile prevalenza per la Monarchia. In molti centri dell’Italia meridionale si sarebbe già accertata una percentuale d’oltre l’80 per cento di voti dati alla Monarchia, mentre nelle stesse roccaforti rosse del Settentrione la prevalenza repubblicana non andrebbe al di là del 60-70 per cento... (I).
4 giugno - primo pomeriggio: Un comunicato del Ministero Interno dichiara che i primi risultati del «referendum» danno una leggera prevalenza alla repubblica ma che i dati in possesso del Ministero concernono in massima parte l’Italia Settentrionale e solo in minima parte il resto del Paese.
Primi dati dell’Italia Settentrionale: votanti: 8.400.000;
Per la Monarchia: votanti: 3.900.000 (46 per cento);
Per la Repubblica : votanti : 4.500.000 (54 per cento).
4 giugno pomeriggio: Votanti: 15 milioni: parità tra Monarchia e Repubblica.
4 giugno tardo pomeriggio: votanti: 18 milioni.
Per la Monarchia : 54 per cento.
Per la Repubblica : 46 per cento (2).

Notizie jugoslave da Londra (Daily Mail, 4 giugno).

«I Comandi jugoslavi della zona spostano ostentatamente i loro 50.000 uomini lungo la linea Morgan, piazzando le artiglierie, manovrando i reparti, in modo che possono essere ben visti dalle truppe inglesi e americane ».

Intercettazioni telefoniche al Nord (3).

(servizio di controspionaggio di fonte riservata)
«Nenni e Togliatti intendono impedire con un vasto e organizzato moto di piazza il successo per la Monarchia... Si precisa a proposito delle forze jugoslave trattarsi di movimento di dodici divisioni. Gli alleati dispongono, nella zona antistante, di due divisioni.... ».

Comunicazione al Quirinale (4).

(servizio di controspionaggio di fonte riservata)
«Vistosi movimenti di truppe jugoslave lungo la linea Morgan. Forte preoccupazione negli ambienti militari alleati... Si calcola approssimativamente che i comunisti dispongano di una forza armata di 75 mila uomini distribuiti soprattutto nel Nord Italia; tale forza è in agitazione... Si delinea un piano intimidatorio concordato... Segue un inspiegabile silenzio sulle cifre da parte delle fonti ufficiali».

4 giugno ore 22. La prevalenza monarchica sui dati finora pervenuti si aggira sul 54 per cento, mancano sempre le cifre dell’Italia meridionale e insulare (5). Escono edizioni straordinarie dei giornali di sinistra proclamanti una maggioranza repubblicana. Dal Ministero dell’Interno che durante tutto il pomeriggio aveva lasciato filtrare notizie favorevoli ai monarchici, confermate dai calcoli fatti da altre organizzazioni, si dà notizia di lieve maggioranza repubblicana sui dati dell’Italia settentrionale).

4 giugno ore 22,30. Votanti 19.000.000. Dopo l’arrivo dei dati dell’Italia Centrale e Meridionale annuncio da parte dei Ministri socialcomunisti di notevole maggioranza repubblicana, in contrasto coi risultati noti parziali di queste regioni che davano schiacciante maggioranza monarchica.
Mancano 5 milioni circa di voti, tra i quali mezza Napoli e Palermo.

4 giugno notte. (6). Telefonate notturne. Nella notte secondo notizie attendibili, si sono verificate numerose telefonate tra il Ministero dell’Interno e il Capo del P.C.I., tra questi e i giornali di estrema sinistra dell’Italia settentrionale. Sono state comunicate notizie di maggioranza repubblicana da darsi senza precisare la cifra.
Comunicazioni Telefoniche, a) Mr. Chinigo Direttore dell’International News Service al generale Infante; b) on. De Gasperi al Ministro Lucifero; c) Ordini ai giornali di sinistra.
a) Mr. Chinigo: «Secondo indiscrezioni di fonte Viminale nelle ultime ore si sarebbe verificata una forte maggioranza repubblicana... circa 2 milioni di voti... ».
Risposta: «E’ un assurdo, inspiegabile rovesciamento di fronte».
b) On. De Gasperi: «Sono io il primo ad essere sorpreso. La situazione è mutata. Occorre un esame attento».
Il Ministro Falcone Lucifero informa il Re, che ascolta la notizia senza battere ciglio. «Eravamo tutti e due commossi, per quanto non volessimo darlo a vedere. Le sconfitte rivelano gli uomini meglio delle vittorie».
c) I giornali di sinistra (in particolare «l’Unità», «l’Avanti», «l’Italia Libera», a quanto pare anche il « Popolo ») hanno avuto l’ordine di rifare la prima pagina, cambiando repentinamente i titoli, in modo da dare con estremo rilievo l’annunzio della vittoria repubblicana.

(1)  Da Italia Muova, 4-5 giugno.

(2) Un generale che occupava un posto di rilievo al Ministero della Guerra si trovò il pomeriggio del 4 giugno nell’ufficio del Ministro della guerra Brosio mentre si svolgeva una telefonata col Ministro Romita. Interpellato sull’andamento del «referendum» Romita diede notizie evidentemente molto pessimistiche, cui Brosio rispose costernato: «Come, molto male? Possibile?». E poco dopo: «Ma insomma, non c’è più nulla da fare?»... Seguì la notte del 5 giugno. (Da Storia segreta di un mese di regno, pag. 100).

(3) Da Storia segreta..., pag. 101.

(4) Da Storia segreta..., pag. 1 (X), 101, 102; da Italia Nuova. 5 giugno.

(5) « Dal confronto dei risultati delle Prefetture, delle Questure, dei Comandi dei Carabinieri, del Ministero dell’Interno, della Presidenza del Consiglio, del P.D.I. e di alcune «fonti fiduciarie», si delinea concordemente una sensibile prevalenza della Monarchia. Risulta una maggioranza di circa 700.000 voti. Il Re dice al Ministro Falcone Lucifero: «Ho l’impressione che si stia attuando l’ipotesi prevista nel messaggio agli italiani rivolto da Genova. Offrirò dunque a breve scadenza il «secondo referendum». (Da Storia segreta... pag. 99-100).

(6) «Voci incontrollabili insistono nell’affermare che nella famosa notte sul 5 giugno, dopo che con futili motivi erano stati allontanati dal Viminale i rappresentanti dei partiti ed elementi dei Carabinieri notoriamente monarchici, sarebbero stati scaricati sacchi della nettezza urbana contenenti schede stampate alla macchia e segnate sul simbolo « Repubblica ».Si parla di 4 milioni di schede e la cifra corrisponde al conteggio sulla base dei dati ufficiali dell’Istituto di Statistica, quanto a quello che il giorno dopo circolava per Roma riferito da elementi di fiducia del Ministero dell’Interno. L’on. Coppa porta a questo proposito la testimonianza, da lui divulgata in scritti e ripetuta in pubblici comizi dell’on. Arturo Labriola il quale asserisce che «in realtà la Monarchia aveva avuto 4 milioni di voti in più di quelli che le erano stati assegnati, vale a dire la Monarchia aveva superato di 2 milioni le cifre della Repubblica ». (Da La Monarchia e il Fascismo di Mario Viana, ed. l’Arnia. 1951, pag. 66).

giovedì 30 novembre 2017

Armando Diaz: conferenza del Circolo Rex

CIRCOLO DI EDUCAZIONE E CULTURA POLITICA

REX

“il più antico Circolo Culturale della Capitale”

***

Dopo  Caporetto, poco si scrive della resistenza sul Piave  e  sul Grappa ed a chi si deve questa battaglia d’arresto e la successiva  battaglia  vittoriosa di Vittorio Veneto che pose  fine  alla  guerra  consacrando la vittoria dell’Italia  ed  il  completamento della sua Unità. Eppure  tutto  ciò  ha  un  nome: Armando  Diaz  e  su  questo  tema  parlerà

domenica  3 Dicembre, ore 10.30

Dr. Gian  Luigi  Chiaserotti: 

"Armando  Diaz , il  Duca  della  Vittoria”


Sala Roma, presso “Associazione Piemontesi a Roma”,
via Aldrovandi 16 (ingresso con le scale), o 16/B (ingresso con ascensore)
raggiungibile  con  le  linee  tramviarie  “3”  e  “19”  ed  autobus, “ 910” ,” 223”  e “ 52”
***

Ingresso libero