NON VI E' DUBBIO CHE UNA NAZIONE PASSATA DA UN REGIME MONARCHICO AD UN REGIME REPUBBLICANO SIA UNA NAZIONE «DECLASSATA», E CIÒ NON PUÒ NON ESSERE AVVERTITO DA CHIUNQUE ABBIA UNA SENSIBILITÀ PER VALORI I QUALI, PER ESSERE SOTTILI E IMMATERIALI, NON PER QUESTO SONO MENO REALI.
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domenica 11 dicembre 2022

Luigi di Savoia Aosta, Duca degli Abruzzi


di Marco Valle

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Un uomo, tante vite e tanti sogni che divennero imprese. Ecco Luigi Amedeo di Savoia duca degli Abruzzi, un personaggio poliedrico, affascinante e decisamente anticonformista. Anche troppo per i suoi reali parenti. Con l’eccezione di uno spirito libero come la regina Margherita, moglie di re Umberto e tutrice di Luigi dopo la morte, a soli trent’anni della madre, gli altri membri di Casa Savoia faticarono a comprendere Luigi o non lo capirono del tutto. Racchiusi in logiche dinastiche passatiste, per tutti o quasi i Sabaudi il terzogenito di Amedeo, l’effimero re di Spagna, venne visto come un simpatico eccentrico, il parente eroico ma bizzarro.  Talvolta ingombrante, persino fastidioso.

Il cugino Vittorio Emanuele III, che pur lo stimava e gli era a suo modo (ovvero ad intermittenza e parsimonia…) amico, gli negò pervicacemente il permesso per sposare Katherine Elkins, il grande amore di Luigi. La ragazza, figlia del senatore statunitense Davis Elkins magnate del carbone e dell’acciaio, era pur sempre una borghese, certamente ricchissima ma protestante e cosmopolita mentre Vittorio voleva appioppare a Luigi una granduchessa dei Romanov o qualche aristocratica balcanica. Risultato niente nozze e tanti flirt in giro per il mondo con una sorpresa finale (ma lo vedremo dopo).

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 Luigi Amedeo di Savoia Aosta, il principe avventuroso (e rubacuori) (ilgiornale.it)

giovedì 20 aprile 2017

Luigi Amedeo D'Aosta - Il Duca degli Abruzzi




Andrea Carotenuto
Genova - Galantuomo, nobile di casa Savoia ma anche esploratore artico e grande appassionato di vela al punto da fondare a Genova lo Yacht Club Italiano che oggi, all’ombra della Lanterna, porta il suo nome. Palazzo Reale rende omaggio alla figura di Luigi Amedeo, duca degli Abruzzi con una mostra “Il Duca e il mare” che, fino al 16 luglio consentirà di ammirare i preziosi cimeli di casa Savoia negli appartamenti privati usati dal rampollo reale durante la sua permanenza nel capoluogo ligure.
L’iniziativa coinvolge tre istituzioni cittadine con il proposito di descrivere il forte legame che ha avuto Genova con il mare e il porto alla fine dell’Ottocento, inizio Novecento anche attraverso importanti figure storiche: Palazzo Reale di Genova rievoca, in una mostra, la figura di Luigi Amedeo, duca degli Abruzzi, che nei primi decenni del Novecento abitò nell’appartamento nobile al primo piano dell’ala di levante del Palazzo; la Biblioteca Universitaria di Genova dedica la propria esposizione, attraverso fotografie d’epoca, libri antichi e cimeli di ogni genere, agli uomini che, del mare e dei mestieri ad esso connessi, hanno fatto la loro ragione di vita; il Castello D’Albertis Museo delle culture del mondo, approfondisce la vita quotidiana del viaggiatore ottocentesco attraverso l’inserimento nel percorso museale di scatti di E.A. d’Albertis, cofondatore del Regio Yacht Club, che ha coltivato tutta vita la passione per il mare e vi ha costruito intorno un castello.
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