NON VI E' DUBBIO CHE UNA NAZIONE PASSATA DA UN REGIME MONARCHICO AD UN REGIME REPUBBLICANO SIA UNA NAZIONE «DECLASSATA», E CIÒ NON PUÒ NON ESSERE AVVERTITO DA CHIUNQUE ABBIA UNA SENSIBILITÀ PER VALORI I QUALI, PER ESSERE SOTTILI E IMMATERIALI, NON PER QUESTO SONO MENO REALI.
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lunedì 19 febbraio 2018

Un regime imperfetto che non cambiò l’Italia


Studiare la storia per smontare l'allarme fascismo
Ecco tutte le linee di continuità tra Stato liberale e fascismo
 
di Francesco Perfetti
17/02/2018

Verso la metà degli anni Sessanta cominciarono ad apparire i primi risultati della ricerca di Renzo De Felice sul fascismo e sulla biografia di Mussolini. La storiografia imboccò la strada di una analisi realmente storica e fondata sulla ricostruzione di quella stagione politica al di là delle deformazioni della politica e dell’ideologia.
Molti risultati degli studi di De Felice – all’inizio guardati con scetticismo o sufficienza – divennero patrimonio della letteratura storiografica più avvertita: la differenza per esempio tra «movimento» e «regime», il riconoscimento dell’esistenza di un diffuso «consenso» al fascismo e via dicendo. Ed entrarono a far parte del comune sentire.
Negli ultimi tempi, però, quali che ne siano le motivazioni, la polemica politica, attraverso la riscoperta di un risibile pericolo neo-fascista, ha riportato indietro di interi decenni i discorsi sul fascismo, addirittura all’epoca precedente gli studi defeliciani.
Si è tornati, per motivi puramente politici e propagandistici, a una utilizzazione estensiva e demonologica del termine «fascismo» che non ha più nessun riferimento concreto e reale con il fenomeno storico che esso dovrebbe evocare. In una situazione del genere è da salutare con grandissimo apprezzamento l’uscita in libreria di un importante e denso saggio di Guido Melis dal titolo La macchina imperfetta. Immagine e realtà dello Stato fascista (Il Mulino, pagg. 624, euro 38), che si propone di studiare, con equilibrio e grande finezza, i meccanismi essenziali del regime.
Si tratta di un lavoro, opera di uno studioso della storia delle istituzioni e dell’amministrazione pubblica, che, sia pure da una prospettiva diversa, riprende e prosegue il cammino storiografico iniziato da Renzo De Felice.
Il problema centrale dello studio di Melis è quello del rapporto tra lo Stato fascista e lo Stato liberale. In altre parole, è quello di cercare di capire come, e fino a che punto, la «macchina» del fascismo sia riuscita a incidere sulla continuità amministrativa e burocratica dello Stato preesistente per portare avanti la sua opera di rottura o, se si preferisce, la sua rivoluzione.
Melis fa notare come, fra le carte della Presidenza del Consiglio sia conservata una busta intestata «Consiglio dei Ministri» recante la data 31 luglio 1943-XXI con questa frettolosa annotazione sul frontespizio del fascicolo interno: «Non ha avuto luogo per mutamento del Ministero».
È significativo, più che curioso, il fatto che la fine del regime, all’indomani del 25 luglio 1943, sia stata, da un qualche burocrate, declassata al livello di un puro e semplice cambiamento di governo.
La verità è che le istituzioni del fascismo, a cominciare proprio dalla struttura burocratica, si sono trovate a convivere con le vecchie istituzioni dello Stato liberale.
Il fascismo giunse al potere all’indomani della conclusione della Grande Guerra in una situazione di crisi generale, politica, economica e sociale determinata dalle immani trasformazioni anche psicologiche indotte dal conflitto.
La classe dirigente venuta fuori dal conflitto era, come ben sottolinea Melis, «non priva di forti individualità», ma «dominata ossessivamente dal culto del capo e da un impulso primordiale all’obbedienza gerarchica, insieme frutto della pedagogia della trincea e portato storico dei grandi fenomeni di irreggimentazione sociale imposti dall’industrializzazione».
Questa classe politica fece il suo ingresso nei gangli di una struttura statuale che, dal punto di vista delle istituzioni, si ricollegava direttamente allo Stato liberale dell’anteguerra con la sua architettura burocratico-amministrativa e con la sua legislazione fortemente radicata in un impianto normativo ancora ottocentesco.
Il fascismo, giunto dunque al governo, si trovò, così, ad operare in un contesto istituzionale, burocratico, amministrativo e legislativo consolidato anche se, per comune ammissione, bisognoso di ritocchi o ammodernamenti dovuti alle nuove sfide, diretta conseguenza del conflitto mondiale, di una società che stava diventando di massa e stava imboccando la strada dell’industrializzazione.
Esso fece ricorso al personale, peraltro di elevato livello e di grande competenza, che aveva consentito il funzionamento della macchina burocratico-amministrativa della tarda età giolittiana.
Gli uomini di Mussolini, una volta insediati nei posti di comando, si appoggiarono al personale in ruolo nella amministrazione pubblica o a tecnici di settore e grande importanza ebbe la figura del capo di gabinetto.
In alcune amministrazioni – si pensi, per esempio, al Ministero degli Esteri, dove per diversi anni la carica di Segretario Generale venne ricoperta da Salvatore Contarini, uomo della destra conservatrice di tradizione liberale – tutte queste personalità operarono, più che come cerniera, come fattori di collegamento con l’Italia liberale.
L’analisi proposta da Guido Melis col supporto di un ampio e preciso apparato statistico pone implicitamente, quanto meno a livello di personale burocratico-amministrativo, il problema della continuità-rottura fra lo Stato liberale e lo Stato fascista.
Si tratta di una questione rilevante dal punto di vista storiografico perché, al di là delle biografie intellettuali del personale burocratico-amministrativo, pone il problema della natura stessa del regime e della sua effettiva capacità di essere o trasformarsi in un regime compiutamente totalitario.
In effetti, a ben vedere, il traguardo della realizzazione di uno Stato totalitario non venne raggiunto. La struttura della stessa «diarchia», cioè a dire la convivenza tra fascismo e Monarchia, lo rendeva di fatto impossibile.
E del resto lo Stato fascista non ebbe carattere monolitico: nelle sue strutture si trovarono a convivere fascisti in senso proprio, ma anche esponenti dell’Italia liberale, uomini che rappresentavano interessi economici, ovvero oligarchie o potentati.
Un grande mix, insomma, che si ritrovava anche nella convivenza di istituzioni preesistenti al fascismo e di istituzioni da questo create ex novo.
Una convivenza spesso dialettica se non ambigua. Appare, in proposito, interessante il fatto che la più celebrata rivoluzione economica del fascismo, cioè il corporativismo con quel che esso avrebbe dovuto comportare, finì per essere messa da parte dalla nascita, a partire dagli anni Trenta, di quello «Stato imprenditore» e di quella «economia mista» che sarebbero sopravvissuti al regime.
In proposito osserva Melis: «Emerge la novità ambigua di uno Stato-partito costruito ex novo modificando in profondo la Costituzione liberale, ma al tempo stesso condizionato sino all’ultimo dalla sopravvivenza degli antichi equilibri: cioè dal modello dello Stato ideato a fine Ottocento dai maestri del diritto costituzionale e amministrativo».
Emerge, in altre parole, l’immagine di uno Stato che, rispetto ai suoi propositi di realizzare un regime totalitario, si rivelò, come recita il titolo del volume di Melis, «una macchina imperfetta»

giovedì 20 aprile 2017

Leggi razziali e 8 settembre. I Savoia secondo Montanelli

vittorio emanuele III_benito mussolini - Copia
di Alberto Alpozzi


Vittorio Emanuele III, il re Soldato, attraversò due guerre mondiali, il fascismo, le leggi razziali, l’armistizio dell’8 settembre e la caduta della monarchia. In Italia la monarchia era di tipo costituzionale e regolata dallo Statuto Albertino del 1848, che rimase formalmente tale, pur con modifiche, fino al 1946.
Il Fascismo prese il potere nel 1922, dopo la Marcia su Roma. Benito Mussolini ebbe nel 1924, come Capo del Governo, la fiducia dei partiti democratici, popolari e liberali dell’epoca con 306 voti favorevoli e 112 contrari ottenendo 35 deputati fascisti al Governo.
Le legge razziali vennero approvate nel 1938: alla votazione, svolta con scrutinio segreto, presero parte 164 senatori, i voti contrari furono nove, i senatori ebrei non si presentarono a Palazzo Madama.
Furono abrogate con due regi decreti del 20 gennaio 1944.
Montanelli“Premesso che le leggi razziali furono una cosa ignobile, insensata e per nulla condivisa dal sentimento popolare, salvo una esigua frangia di fanatici che forse non si resero conto della loro criminosità, è assolutamente vero che la Costituzione faceva al re obbligo di firmarle come qualsiasi altra legge approvata dal Parlamento”.
Infatti sulla loro approvazione, con firma del re, si pronunciò la Corte Suprema di Cassazione con la sentenza del 26 giugno 1950 n. 1624: “non possono considerarsi prive di efficacia giuridica per costituzionalità di fronte all’ordinamento giuridico del tempo”.
Prosegue Montantelli“Altrimenti al re non sarebbero rimaste che altre due alternative: o tentare un colpo di Stato per mettere alla porta Mussolini e il fascismo, o abdicare. Il colpo di Stato sarebbe stato un fallimento perché in quel momento Mussolini aveva in mano tutte le leve del potere, comprese le forze armate, e per di più poteva contare sull’appoggio incondizionato della Germania nazista che non glielo avrebbe certamente fatto mancare. Abdicando, il re avrebbe salvato la propria anima, ma affrettato la sottomissione dell’Italia a Hitler e così aggravato anche la condizione degli ebrei. Non solo, ma avrebbe privato il Paese dell’unico punto di riferimento istituzionale se un giorno si fosse trovato ancor più coinvolto nelle avventure naziste. Come poi avvenne”.
[....]

domenica 21 febbraio 2016

Quelli che "il Re ha consegnato l'Italia al Fascismo"... La Monarchia e il Fascismo - Appendice 4

Caricatura di De Gasperi, coraggiosamente, finalmente, astenuto
SEDUTA DEL 16 LUGLIO 1923

(Riforma della legge elettorale)



Votazione della seconda parte dell'ordine del giorno Larussa: «... approva i principii della riforma elettorale e passa alla discussione degli articoli».

(Anche su questa seconda parte accettata dal Governo, questo pone la questione di fiducia).

Hanno risposto sì:

Abisso, Acerbo, Albanese Giuseppe. Aldi Maj, Alice, Amatucci, Arcangeli, Aroca, Arpinati.

Baldassarre, Banelli, Bartolomei, Bassino, Baviera, Belotti Bortolo, Benedetti, Beneduce Giuseppe, Benni, Berardelli, Bevione. Bianchi Vincenzo, Bilucaglia, Bonardi, Boncompagni Ludovisi, Brezzi, Broccardi, Buonocore, Buttafochi.

Caccianiga, Calò, Camera. Camerata Camerini Capanni, Capasso, Capobianco, Cappa Innocenzo, Caradonna, Carapelle, Carloni V incenzo Carnazza Carlo, Carnazza Gabriello, Carusi, Casalicchio, Casarello, Casertano, Catalani, Cavazzoni , Celesia, Cerabona, Cermenati, Chiostri, Ciano, Ciappi, Ciocchi, Cirincio, Codacci lPsanelli, Colonna di Cesarò, Colosimo, Compagna, Corgini, Corradini Camillo Cotugno Crisafulli Mondio, Cristofori, Cuomo

D'Alessio, D'Ayala, De Bellis, De Capitani d'Arzago, De Filippis Delico, D'Elia, Dello Sbarba, De Nava, De Stefani, De Vecchi, De Vito, Di Francia, Di Marzo, Di Salvo, Donegani, Drago, Ducoz, Dudan.

Falcioni, Faudella, Fazio, Fazzari, Federzoni, Fera, Ferrari Giovanni, Ferri Leopoldo, Finocchiaro Aprile Emanuele, Finzi, Fontana, Franceschi, Fulci, Fumarola, Furgiuele.

Gai Silvio, Gasparotto, Gentile, Giolitti, Girardini Giuseppe, Giuffrida, Giunta, Giuriati, Grassi, Gray Ezio Maria, Graziano, Greco, Guaccero, Guarino Amella, Guglielmi.

Imperati, Improta.

La Loggia, Lancellotti, Lanfranconi, Lanza di Scalea Lanza di Trabia, Larussa, Lissia, Lo Monte, Lo Piano, Luciani, Luiggi, Lupi.

Macchi Luigi, Manaresi, Mancini Augusto, Mantovani, Marchi Giovanni, Marescalchi, Marino, Mariotti, Marracino, Martire, Mattei Gentili, Mattoli, Mauro Francesco, Maury, Mazzarella, Mazzini, Mazzucco, Mendaia, Miliani G. Battista, Mininni, Morisani, Murgia, Mussolini.

Netti Aldo.

Olivetti, Ollandini, Orano, Orlando. Ostinelli, Oviglio.

Pallastrelli, Palma, Pancano, Paolucci, Paratore, Pascale, Pasqualino Vassallo, Pellegrino, Pennisi, Persico, Pesante, Pestalozza, Petrillo, Pezzullo, Philipson, Pighetti, Pivano, Poggi, Porzio, Prunotto, Pucci.

Quilico.

Raineri, Renda, Riccio, Roberti, Rocco Alfredo, Rosadi, Rossi Cesare, Rossi Luigi, Rubilli, Ruschi.

Sacchi, Saitta, Salandra, Sandroni, Sanna Randaccio, Sardi,
Sarrocchi, Scialabba, Scotti, Serra, Siciliani, Signorini, Sipari, Spada, Squitti, Stancanelli, Suvich.

Tamborino, Terzaghi, Tinozzi, Tòfani, Tommasi, Torre Andrea, Torre Edoardo, Tortorici, Toscano, Tosti, Tovini, Tripepi, Troilo, Tumiati.

Ungaro.

Vairo, Valentini Ettore, Vassallo Ernesto, Veneziale, Venino, Vicini, Villabruna, Vittoria, Volpini.

Zegretti.

Hanno risposto no:

Abbo, Agostinone, Alessio, Amedeo, Arcani, Argentieri, Assennato.

Baldesi, Baldini, Baratono, Basso, Beghi, Belloni Ambrogio, Bellotti Pietro, Beltrami, Beltramini, Bennati, Bentini, Binotti, Bisogni, Bocconi, Bogianckino, Rombacci, Bosi, Bovio, Buffoni, Buozzi, Bussi.

Caldara, Campanini, Canepa, Canevari, Cao, Cavina, Cazzamalli, Chiesa, Cigna, Ciriani, Conti, Corsi, Cosattini, Costa, Croce.

D'Aragona, De Andreis, De Angelis, De Giovanni Alessandro, Del Bello, Di Giovanni Edoardo, Di Vittorio, Donati, Dugoni.

Ellero, Ercolani.

Fabbri, Filippini, Flor, Florian, Frontìni.

Galeno, Gallani, Gallavresi, Garibotti, Garosi, Giacometti, Gonzales, Graziadeì, Groff.

Innamorati.

Lazzari, Lollini, Lombardi Nicola, Lombardo Pellegrino, Lopardi, Lucci.

Macrelli, Maitilasso, Mancini Pìetro, Marabini, Marchioro, Mastino, Mastracchi, Matteotti, Mazzolani, Mazzoni, Merissi, Merloni, Mingrino, Modigliani, Momigliano, Monici, Montemartini, Morgari, Mucci, Musatti.

Nobili, Noseda.

Pagella, Panebianco, Paolino, Picelli, Piemonte, Pieraccini, Pistoia.

Quaglino.

Rabezzana, Ramella, Reale, Remondino, Reuth Nicolussi, Riboldi, Romita, Rondani, Rossi Francesco.

Salvalai, Sandulli, Sardelli, Sbaraglini, Scagliotti, Smorti, Stanger.

Tassinari, Tinzl, Todeschini, Toggenburg, Tonello, Treves, Trozzi, Tuntar, Turati.

Vella, Ventavoli, Viotto, Volpi.

Walther.

Zanardi, Zaniboni, Zanzi, Zirardini Gaetano.

Si astengono.

Agnesi, Aldisio, Amendola, Angelini, Anile.

Baccì, Banderali, Baracco, Baranzini, Beneduce Alberto, Bertini, Bertone, Bianchi Umberto, Biavaschi, Boggiano Pico, Bonomi Ivanoe, Bosco Lucarelli, Bresciani, Brunelli, Bubbio.

Cappa Paolo, Cappelleri, Carbonari, Càsoli, Cicogna, Cingolani, Corazzin, Curti.

De Gasperi, Degni, Di Fausto.

Fantoni, Ferrarese, Fino, Finocchiaro Aprile Andrea.

Galla, Gavazzeni, Giavazzi, Grandi Achille, Gronchi, Gua. rienti.

Imberti.

Jacini.

La Rosa Luigi, Locatelli, Longinotti, Lucangeli.

Manenti, Marconcini, Martire, Mauri Angelo, Merlin, Miceli Picardi, Micheli, Miglioli, Milani Fulvio, Montini.

Novazio.

Pecoraro, Pellizzari, Perrone, Peverini, Piscitelli, Piva, Presutti

Rocco Marco, Rodinò, Romani, Rosa Italo.

Sensi, Stefini.

Tamanini, Termini, Tupini.

Uberti.

Visco.

Zucchini.

Sono in congedo:

De Caro, Di Pietra, Rossini, Tíraboschi.

Ammalati:

Cascino, Mauto Clemente,Padulli, Piatti, Pogatchnig, Sorge, Visocchi.

Assenti per ufficio pubblico:

Ferrari Adolfo.

Risultato della votazione della seconda parte dell'ordine del giorno Larussa sulla riforma della legge elettorale:

Presenti: 451; votanti: 374; maggioranza: 188; hanno ri. sposto sì: 235; hanno risposto no: 139; si sono astenuti: 77.

domenica 7 febbraio 2016

Quelli che "il Re ha consegnato l'Italia al Fascismo"... La Monarchia e il Fascismo - Appendice 3

SEDUTA DEL 15 LUGLIO 1923

(Riforma della legge elettorale)

Votazione della prima parte dell'ordine del giorno Larussa:

«La Camera confermando la sua fiducia al Governo... ».

Hanno risposto sì:

Abisso, Acerbo, Agnesi, Albanese Giuseppe, Aldi Bar, Aldisio, Alice, Angelini, Anile, Arcangeli, Aroca, Arpinati.

Bacci, Baldassarre, Banderali, Banelli, Baracco, Baranzini,

Bartolomei, Bassino, Baviera, Belotti Bortolo, Benedetti, Beneduce Giuseppe, Benni, Berardelli, Bertini, Bertone, Bevione, Bianchi Carlo, Bianchi Vincenzo, Biavaschi, Bilucaglia, Boggiano Pico, Bonardi, Boncompagni Ludovisi, Bosco Lucarelli, Bresciani, Buzzi Broccardi, Brunelli, Brusasca, Bubbio, Buonocore, Buttafochi.

Caccianiga, Calò, Camera, Camerata, Camerini, Capanni, Capasso, Capobianco, Caporali, Cappa Innocenzo, Cappelleri, Caradonna, Carapelle, Carbonari, Carboni Vincenzo, Carnazza Carlo, Carnazza Gabriello, Carusi, Casalicchio, Casaretto, Casertano, Càsoli, Catalani, Cavazzoni, Celesia, Cerabona, Cermenati, Chiostri, Ciano, Ciappi, Cicogna, Cingolani, Ciocchi, Cirincione, Cadacci Pisanelli, Colonna di Cesarò, Colosimo, Compagna, Corazzin, Corgini, Corio, Corradini, Cotugno, Crisafulli Mondio, Cristofori, Cuomo, Curti.

D'Alessio, D'Ayala, De Bellis, De Capitani d'Arzago, De Filippis Delfico, De Gasperi, Degni, D'Elia, Dello Sbarba, De Nava, De Stefani, De Vecchi, De Vito, Di Fausto, Di Francia, Di Marzo, Di Salvo, Donegani, Drago, Ducos, Dudan. Falcioni, Fantoni, Farina, Faudella, Fazio, Fazzari, Feder

zoni, Fera, Ferrarese, Ferrari Giovanni, Ferri Leopoldo, Fino, Finocchiaro Aprile Emanuele, Finzi, Fontana, Franceschi, Frova, Fulci, Fennarola, Furgiuele.

Gai Silvio, Galla, Gasparotto, Gavazzeni, Gentile, Giavazzi,

Giolitti, Girardini Giuseppe, Gìuffrida, Giunta, Giuriati, Grandi Achille, Grassi, Gray Ezio Maria, Graziano, Greco, Gronchi, Guaccero, Guarienti, Guarino Amella, Guglielmi.

Imberti, Imperati, Improta.

Jacini.

La Loggia, Lancellotti, Lanfranconi, Lanza di Scalea, Lanza

di Trabia, La Rosa Luigi, Larussa, Lissia, Locatelli, Lo Monte, Longinotti, Lo Piano, Lucangeli, Luciani, Luiggi, Lupi.

Macchi Luigi, Manaresi, Mancini Augusto, Manenti, Mantovani, Maschio Giovanni, Marconcini, Marescalchi, Marino,

Mariotti, Marracino, Martire, Martini, Mattei Gentili, Mattoli,

Mauro Francesco, Maury, Mazzarella, Mazzini, Mazzucco, Mendaia, Merlin, Miceli Picardi, Micheli, Milani, Fulvio, Mìliani C. Battista, Montini, Morísani, Murgia, Mussolini.

Netti Aldo.

Olivetti, Ollandini, Orano, Orlando, Ostinelli, Oviglio.

PallaRtrelli, Palma, Pantano, Paolucci, Paratore, Paecale,

Pasqualino Vassallo, Pecoraro, Pelleffino, Pennisi, Persico, sante, Pestalozza, Petrifio, Peverini, Pezzallo, Philipson,

Pighetti, Piscitelli, Piva, Pivano, Poggi, Porzio, Prunotto, Pucci.

Quilico.

Raineri, Renda, Riccio, Roberti, Rocco Alfredo, Rocco

Marco, Rodinò, Romani, Rosa Italo, Rosadi, Rossi Cesare, Rossi Luigi, Rubilli, Ruschi.

Sacchi, Saitta, Salandra,- Sandroní, Sanna Randaccio, Sardi,

Sarrocchi, Scialabba, Scotti, Sensi, Serra, Spada, Speranza, Squitti, Stancanelli, Stefini, Suvich.

Tamanini, Tamborino, Terzaghi, Tinozzi, Tofani, Tommasi,

Torre Andrea, Torre Edoardo, Tortorici, Toscano, Tosti, Tovini, Tripepi, Troilo, Tumiati, Tupini.

Uberti, Ungaro.

Vairo, Valentini Ettore, Valentini Luigi Vassallo Ernesto,

Veneziale, Venino, Vicini, Villabruna Vittoria, Volpini.

Zegretti, Zucchini

Hanno risposto no:

Abbo, Agnini, Agostinone, Alessio, Amedeo, Arcani, Argentieri, Assennato.

Baldesi, Baldini, Baratono, Basso, Beghi, Belloni Ambrogio, Beltrami, Bennani, Bentini, Binotti, Bisogni, Bocconi, Bombacci, Bosi, Bovio, Buffoni, Buozzi, Bussi.

Caldara, Campanini, Canepa, Canevari, Cao Pinna, Cavina,

Cazzamalli, Chiesa, Cigna, Ciriani, Conti, Corsi, Cosattini, Costa, Croce.

D'Aragona, De Andreis, De Angelis, Del Bello, Di Napoli,

Di Vittorio, Donati Dugoni

Ellero, Ercolani

Fabbri, Filippini Flor, Florian, Frontini.

Galeno, Gallani, Gallavresi, Caribotti, Garosi, Giacometti,

Gonzales, Graziadei, Groff.

Innamorati.

Lazzari, Lollini Lombardi Nicola, Lombardo Pellegrino,

Lopardi, Lucci, Lussu.

Macrelli, Maitilasso, Mancini Pietro, Marabini, Marchioro,

Mastino Mastracchi, Matteotti, Mazzolani, Mazzoni, Merizzi, Merloni, Mingrino, Modiglìani, Momigliano, Monici, Montemartini, Morgari, Mucci, Musatti.

Noseda, Nobili.

Pagella, Panebianco, Paolino, Picelli, Piemonte, Pieracrini, Pistoia, Podgornik.

Quaglino.

Rabezzana, Ramella, Remondino, Reuth Nicolussi, Riboldi, Romita, Rondani, Rossi Francesco.

Salvalai, Sandulli, Sardelli, Sbaraglini, Scagliotti, Scek, Smorti, Stanger.

Tassinari, TinzI, Todeschini, Toggenburg, Tonello, Treves, Trozzi, Tuntar, Turati.

Vella, Ventavoli, Viotto, Volpi.

Walther, Wilfan.

Zanardi, Zaniboni, Zanzi, Zirardini Gaetano.

Si astengono:

Amendola, Bianchi Umberto, Cutrufelli, Di Giovanni Edoardo, Finocchiaro Aprile Andrea, Reale, Visco.

Sono in congedo:

De Caro, Di Pietra, Rossini, Tiraboschi.

Sono ammalati:

Cascino, Mauro Clemente, Padulli, Piatti, Pogatsching, Sorge, Visocchi.

Assenti per ufficio pubblico:

Ferrari Adolfo.

Risultato della votazione della prima parte dell’ordine del giorno Larussa sulla Riforma della legge elettorale:

Presenti: 450; votanti: 443; maggioranza: 222; hanno votato sì: 303; hanno votato no: 140; astenuti: 7.


La Camera approva la prima parte dell’o.d.g. Larussa.

mercoledì 27 gennaio 2016

Quelli che "il Re ha consegnato l'Italia al Fascismo"... La Monarchia e il Fascismo - Appendice 2

SEDUTA DEL 25 NOVEMBRE 1922

Pieni poteri. 


Votazione dell'o.d.g. Sanna - Randaccio


«La Camera, ritenendo che, nell'interesse supremo della Patria, sia necessario munire il Governo del Re di ampi poteri che gli consentano di risolvere liberamente, senza le difficoltà della procedura parlamentare, i più urgenti problemi della finanza e della pubblica amministrazione, passa alla discussione degli articoli ».

Hanno risposto sì:

Abisso, Acerbo, Albanese Giuseppe, Albanese Luigi, Aldi Mai, Aldisio, Altice Amatucci, Angelini, Anile.

Bacci, Banderali, Banelli, Baranzini, Bassino, Baviera, Belotti Bortolo, Benedetti, Beneduce Giuseppe, Benni, Berardellì, Bertone, Bevione, Bianchi Carlo, Bianchi Vincenzo, Biavaschi, Bilucaglia, Boggiano Pico, Bonardi, Boncompagni.Ludovisi, Bonomi Ivanoe, Bresciani, Brezzi, Broccardi, Brunelli, Brusasca, Bubbio, Buonocore, Buttafochi.

Caccianiga, Calò, Camera, Camerata, Camerini, Capanni,Capasso, Capobianco, Caporali, Cappa Paolo, Cappelleri, Caradonna, Carapelle, Carbonari, Carnazza Carlo, Carnazza Gabriello, Carusi, Casalicchio, Casaretto, Casertano, Catalani, Cavazzonì, Celesia, Celli, Cerabona, Cermenati, Chiostri, Ciano, Ciappi, Cicogna, Cingolani, Ciocchi, Ciriani, Cirincione, Cocuzza, Codacci.Pisanelli, Colosimo, Compagna, Corgini, Corradini, Cotugno, Crisafulli Mondio, Cristofori, Cuomo, Curti, Cutufelli.

D'Alessio, D'Ayala, De Bellis, De Capitani d'Arzago, De Caro, De Filippis Delfico, De Gasperi, D'Elia, Dello Sbarba, De Nava, De Stefaní, De Vecchi, De Vito, Di Fausto, Di Francia, Di Marzo, Di Salvo, Donegani, Drago, Ducos, Dudan.

Falcioni, Fantoni, Faranda, Farina, Faudella, Fazio, Fazzari, Federzoni, Fera, Ferrari Giovanni, Ferri Leopoldo, Finocchiaro-Aprile Andrea, Fino cchiaro-Aprile Emanuele, Finzi, Fontana, Franceschi, Frova, Fumarola, Furgiuele.

Gallo, Gasparotto, Gavazzini, Giolitti, Girardi i ni Giuseppe,

Giunta, Giuriati, Grassi, Graziano, Gronchi, Guàccero, Gua-
rienti, Guarino-Amella, Guglielmi.

Imperati, Improta.

Jacini.

Krekich.

La Loggia, Lancellotti, Lanfranconi, Lanza di Scalea, Lanza di Trabia, La Rosa Luigi, Larussa, Lissia, Locatelli, Lo Monte, Longinotti, Lo Piano, Lucangeli, Luciani, Luiggi, Lupi.

Macchi Luigi, Mancini Augusto, Marchi Giovanni, Marino, Marracino, Martini, Masciantonio, Mattei-Gentili, Mattoli, Maury, Miazzarella, Mazzucco, Mendaja-Merlin, Miceli-Picardi, Micheli, Milani Fulvio, Miliani G. Battista, Mininni, Misuri, Montini, Morisani, Murgia, Mussolini.

Nasi, Netti Aldo, Novasio.

Olivetti, Ollandini, Orano, Orlando, Ostinelli, Oviglio.

Padulli, Paleari, Pallastrelli, Palma, Pancano, Paolucci, Paratore, Pascale, Pasqualino Vassallo, Pecoraro, Pellegrino, Pellizzari, Perrone, Persico, Pesante, Pezzullo, Philipson, Pietravalle, Piscitelli, Pivano, Pogatischnig, Poggi, Porzio, Pucci.

Quilico.

Raineri, Reale, Renda, Riccio, Roberti, Rocco Marco, Rodinò, Romani, Rosa Italo, Rosadi, Rossi Luigi, Rubilli, Ruschi.

Sacchi, Saitta, Salandra, Sandroni, Sanna-Randaccio, Sardi, Sarrocchi, Sensi, Serra, Siciliani, Signorini, Sitta, Soleri, Sorge, Spada, Speranza, Squitti, Stancanelli, Stefini, Suvich.

Tamanini, Tamborino, Tangorra, Termini, Tinozzi, Tòfani, Tommasi, Torre Andrea, Torre Edoardo, Toscano, Tosti, Tròilo, Tumiati, Tupini.

Ungaro,

Vairo, Vallone, Vassallo Ernesto, Veneziale, Venino, Visco, Vittoria.

Zaccone, Zegretti.

Rispondono no:

Abbo, Amedeo, Argentieri, Assennato.

Baglioni, Baratono, Belloni Ambrogio, Bellotti Pietro, Beltrami, Bentini, Binotti, Bisogni, Bocconi, Bosi, Buffoni, Buozzi, Bussi.

Caldara, Campanini, Canepa, Canevari, Cao, Cavina, Caz. zamalli, Chiesa, Conti, Corsi.

D'Aragona, De Andreis, De Angelis, De Giovanni Alessandro, Del Bello, Donati. Dugoni.

Ellero, Ercolani.

Filippinì, Fior, Florian, Frontini.

Galeno, Gallanì, Garosi, Giacometti, Gonzales.

Lazzari, Lollini, Lucci.

Macrelli, Maitilasso, Majolo, Marchioro, Mastino, Mastraechi, Matteotti, Mazzolani, Merizzi, Merloni, Mingrino, Modigliani, Monici, Montemartini, Morgari, Mucci, Musatti.

Nobili.

Pagella, Panebianco, Paolino, Piemonte, Presutti.

Ramella, Riboldi, Ròndani, Rossi Francesco.

Salvalai, Sardelli, Sbaraglini, Smorti.

Tonello, Treves, Trozzi, Turati.

Vacirca, Vella, Ventavoli, Volpi.

Zanardi, Zanzi, Zirardini Gaetano.

Sono in congedo-

Alessio, Càsoli, Corneli, Di Giovanni Edoardo, Di Pietra, Giavazzi, Imberti, Lombardi. Nicola, Mauri Angelo, Meda, Rossi Cesare, Terzaghi, Valentini Ettore, Villabruna.

Sono ammalati:

Agnesi, Arcangeli, Carboni Vincenzo, Corco-Ortu, Farioli, Lofaro, Mauro Clemente, Mauro Francesco.

Assenti per ufficio pubblico:

Cappa Innocenzo, Ferrari Adolfo, Grandi Achille, Marescalchi, Piva.


Risultato della votazione sui pieni poteri: 

Presenti e votanti: 365; maggioranza: 183; hanno votato sì: 275; hanno votato no: 90.


sabato 16 gennaio 2016

Quelli che "il Re ha consegnato l'Italia al Fascismo"... La Monarchia e il Fascismo - Appendice 1

Elenco dei Deputati che nella seduta del 17 novembre 1922 votarono sulla fiducia al Governo di Mussolini. 




SEDUTA DEL 17 NOVEMBRE 1922

Ordine del giorno Terzaghi

"La Camera, fiduciosa nelle sorti della Patria udite le dichiarazioni del Governo le approva, e passa all'ordine del giorno".

Il Governo ha posto la questione di fiducia.

Rispondono sì:

Abisso (d.s.), Acerbo (f.), Agnesi (p.p.), Albanese Giuseppe (d.s.), Albanese Luigi (L), Aldi-Mai (a. poi l.d.), Alice (d. poi l.d.), Amatucci (d.s. poi d.it.), Angelini (p.p.), Anile (p.p.), Arcangeli (d.s.), Arpinati (i.).

Baldassarre (m.), Banderali (p.p.), Banelli (f.), Baracco (p.p.), Bartolomei (d.s.), Bassino (d.l. poi d.it.), Baviera (m. poi d.it.), Belotti Bortolo (l.d. poi d.l.), Benedetti Tullio (d.l. poi d.), Beneduce Alberto (s.r.), Beneduce Giuseppe (d.s. poi d.), Benni (l.d.), Berardelli (s,r.), Bertone (p.p.), Bevione Giuseppe (d.l.), Bianchi Carlo (d.l. poi d.it.), Bianchi Vincenzo (d.s. poi d.), Biavaschi (p.p.), Bilucaglia (f.), Boggiano Pico (p.p.), Bonardi Carlo (d.s.) Boncompagnil Ludovisi (p.p. poi m.), Bonomi Ivanoe (s.r.), Bosco-Lucarelli (p.p.), Bresciani Carlo (p.p.), Brezzi Broccardi (d.l.) Brunelli (p.p.), Buo. nocore (d.l. poi d.it.), Buttafuochi (t.).


Caccianiga (l.d. poi d.l.), Calò (d.s. poi di.), Camera (s.r.), Camerata (a.), Camerini (di. poi I.d.), Capanni (f.), Capasso (s.r.), Capobianco (s.r.), Caporali (d.s. poi d.it.), Cappa Innocenzo (m.), Cappelleri (p.p.), Carapelle (p.p.), Carbonari (p.p.), Carboni Vincenzo (di. poi d.), Carnazza Carlo (d.s.), Carnazza Gabriello (d.s.), Carusi (m.), Casalicchio (a.), Casaretto (l.d.), Casertano (d.s.), Càsoli (p.p.), Catalani (a.), Cavazzoni (p.p.), Celesia (f. poi I.d.), Celli (s.r.), Cerabona (s.r.), Cermenati (d.s. poi d.), Chiggiato (a.), Chiostri (f.), Ciano (f.), Ciappi (d.l. poi d.it.), Cicogna (p.p.), Cingolani Mario (p.p.), Ciocchi (d.l.), Ciriani (s.r.), Cirincione (a.), Cocuzza (s.r.), Codacci-Pisanelli (l.d.), Colonna di Cesarò (d.s.), Colosimo (d.l. poi d.), Compagna (a. poi I.d.), Corazzin (p.p.), Corgini (f.), Coris (p.p.), Corradini Camillo (d.l. poi d.), Crisafulli Mondio (a.), Cucca (d.s. poi d.), Cuomo (d.l. poi d.it.).

D'Alessio (d.s.) D'Ayala (n.), De Bellis (d.l. poi d.), De Capitani d'Arzago (l.d.), De Caro (d.s. poi d.it.), De Filippis Delfico (d.l. poi d.), De Gasperi (p.p.), D'Elia (s.r.), Dello Sbarba (s.r.), De Nava (d.l.), De Stefani (f.), De Vecchi (f.), Di Fausto (p.p.), Di Francia (a.), Di Giovanni Edoardo (s.r.), Di Marzo (d.l. poi d.it.), Di Pietra (d.s. poi d.it.), Di Salvo (l.d.), Donegani Guido (di.), Drago (s.r.), Ducos (di. poi I.d.), Dudan (L).

Falcioni (d.l. poi d.it.), Fantoni (p.p.), Farina (p.p.), Farioli (p.p.), Faudella (s.r.), Fazio (d.l. poi d.), Ferrarese (p.p.), Ferrari Giovanni (a.), Fazzari (d.l. poi d.), Federzoni (n.), Fera (d.s.), Ferri Leopoldo (p.p.), Fino (p.p.), Finocchiaro-Aprile Andrea ( ' d.l. poi d.it.), Finocchiaro-Aprile Emanuele (d.s.), Fìnzi (f.l. Fontana (a. poi I.d.), Franceschi (Ld.), Frova (p.p.), Fulci (d.s.), Fumarola (d.s.), Furgiuele (d.l. poi d.).

Gai Silvio (0, Galla (p.p.), Gasparotto (d.s.), Gavazzeni (p.p.), Giavazzi (p.p.), Giolitti (d.l. poi d.), Girardini (d.s.), Giuffrida (d.s. poi s.r.), Giunta (f.), Giuriati (f.), Grassi di.), Gray Ezio (n.), Graziano (d.l. poi d.it.), Greco (n.), Gronchi (p.p.), Guaccero (a.), Guarienti (p.p,), Guarino Amella (d.s.), Guglielmi (a. poi m.).

Imberti (p.p.), Imperati (m.), Improta (d.l. poi d.).

Jacìni (p.p.).

La Loggia (s.r.), Lancellotti (f.), Lanfranconi (f.), Lanza di Scalea (a.), Lanza di Trabia (l.d.) La Rosa Luigi (p.p.), Larussa (di.), Lissia (d.s. poi M.), Locatelli (p.p.), Lombardi Nicola (s.r.), Lo Monte ( ' a. poi I.d.), Longinotti (p.p.), Lo Piano (s.r.), Lucangeli (p.p.), Luiggi (n.).

Mancini Augusto (d.s.), Manenti (p.p.), Mantovani (a.), Marchi Giovanni (l.d.), Marconcini (p.p.), Marescalchi (a. poi

I.d.), Mariotti (a. poi I.d.), Martini (p.p.), Masciantonio (di. poi d.), Mattei-Gentili (p.p.), Mattoli (d.l. poi d.), Mauro Francesco (p.p.), Maury (a. poi I.d.), Mazzar ella d.s. poi d.it.), Mazzini (l.d.), Mazzucco (f.), Meda (p.p.), Mendaja (di. poi d.it.), Merlin (p.p.), Miceli-Picardi (p.p.), Micheli (p.p.), Milani Fulvio (p.p.), Miliani G.B. (di.), Mininni (d.l. poi d.it.), Misuri (f.), Morisani (d.l. poi d.), Murgia (di. poi d.), Mus solini (f.).

Nasi (d.s.), Negretti Netti Aldo (d.c,.), Novasio (p.p.).

Olivetti (d.l.), Ollandini (d.s.), Orano (m.), Orlando (d.l. poi d.), Ostinelli (f.), Oviglio (f.).

Padulli (p.p.), Paleari (p.p.), Pallastrelli (d.l. poi d.), Palma (d.l. poi d.it.), Pancano (d o.), Paolucci (n.), Paratore (d.l. poi d.it.), Pascale (d.s. poi d.it.), Pasqualino Vassallo (d.s.), Pecoraro (p.p.), Pellegrino (d.l. poi d.), Persico (d.s.), Pestalozza (p.p. poi m.), Petrillo (l.d.), Peverini (p.p.), Pezzullo (d.l. poi dit.), Philipson (d.l. poi I.d.), Piatti (di. poi f.), Pietravalle (d.s.), Piscitelli (p.p.), Piva (p.p.), Pivano (di. poi d.), Pogatschnig (l.d.), Poggi (d.l. poi d.), Porzio (di.. poi d.), Presutti (d.s. poi d.it.), Pucci (a.).

Quilico (a. poi dl.).

Raineri (di.), Renda (d.l. poi d.), Riccio (l.d.), Roberti (p.p.), Rocco Alfredo (n.), Rocco Marco (p.p.), Romani (p.p.), Rosa Italo (p.p.), Rosadi (di. poi d.), Rossi Cesare (di. poi d.), Rossi Luigi (di. poi d.), Rossini (d.s. poi d.I.), Rubilli (d.s. poi d.), Ruschi (a. poi I.d.).

Sacchi (d.s.), Saitta (s.r.), Salandra (l.d.), Sandroni (m.), Sanna-Randaccio (d.s.), Sardi (f.), Sarrocchi (l.d.), Scialabba (d.s.), Selmi (p.p.), Serra (d.s.), Signorini (p.p.), Sipari (d.s. poi d.), Sitta (di. poi d.), Soleri (d.l. poi d.), Sorge (ds.), Spada (a. poi d.it.), Speranza (p.p.), Squitti (di. poi d.it.), Stancanelli (d.s.), Stefini (p.p.), Stella (p.p.), Suvich (n.).

Tamanini (p.p.), Tamborino (d.l. poi d.), Tangorra (p.p.), Termini Terzaghi (f.), Tinozzi (d.I. poi d.ìt.), Tofani (d.s. poi d.l.), Tommasi (p.p. poi m.) Torre Andrea (d.l.), Tortorici (s.r.), Toscano (s.r.) Tosti di Valminuta l.d.), Tovini (p.p. poi m.), Tripepi Troilo (d.l. poi d.), Tumiati (d.s.), Tupini (p.p.).

Ungaro (d.s. poi d.l.).

Vairo (d.s. poi d.it.), Valentini Luciano (a. poi I.d.), VallIone (m.), Vassallo Ernesto Veneziale (d.s. poi d.it.), Venino (a. poi I.d.), Vicini (f.), Villabruna (d.l. poi d.), Visco (d.l. poi d.it.), Visocchi (d.l. poi d.it.), Vittoria (d.s.), Volppini (a.).

Zaccone (p.p.), Zegretti (d.l. poi d.).


s = socialista; s.u. = socialista unitario; r = repubblicano; p.p. = partito popolare s.r. socialista riformista; d = democrazia; a = agrario; I.d. liberale democratico c = comunista; n.= nazionalista; d.l. democrazia liberale; d.i. = democratico italiano; m. = gruppo misto; d.s. = democrazia so. ciale; s. d'a. = sardo d'azione.