NON VI E' DUBBIO CHE UNA NAZIONE PASSATA DA UN REGIME MONARCHICO AD UN REGIME REPUBBLICANO SIA UNA NAZIONE «DECLASSATA», E CIÒ NON PUÒ NON ESSERE AVVERTITO DA CHIUNQUE ABBIA UNA SENSIBILITÀ PER VALORI I QUALI, PER ESSERE SOTTILI E IMMATERIALI, NON PER QUESTO SONO MENO REALI.

giovedì 1 novembre 2018

Le Cartoline della Grande Guerra al Sacrario delle Bandiere


Parole e immagini in pochi centimetri quadrati di cartoncino



Per il Centenario della Vittoria della Grande Guerra è in corso una mostra dal titolo “La posta militare. Le cartoline della Grande Guerra”, organizzata dal Raggruppamento Autonomo del Ministero della Difesa, allestita nel Sacrario delle Bandiere delle Forze Armate, visitabile fino al 9 Dicembre del 2018.
Durante la Grande Guerra circolarono oltre 4 miliardi di lettere e cartoline, un numero enorme se si pensa al livello di analfabetismo. Attraverso la cartolina, (oggetto ormai in via di estinzione), viene ripercorso il periodo bellico, dalla Neutralità dell’Italia fino alla Vittoria e al Milite Ignoto: Quanto sentimento, poesia e bellezza in un cartoncino di soli pochi centimetri quadrati.

Lo Spirito dell’Intervento armato al Presente: Le Radiose Giornate di Maggio.

Le cartoline in mostra, all’interno del Sacrario, luogo che conserva e custodisce anche le bandiere della Grande Guerra, sono distinte per gruppi, ciascuno evidenzia un tema: Satirico-umoristico, politico, scene di vita militare, ruolo della Croce Rossa, feriti e mutilati di guerra, prigionieri di guerra, irredentismo, prestito di guerra, la vittoria, cartoline postali fotografiche; quelle dedicate alle Forze Armate, che sottolineano la vita militare e le imprese belliche compiute dai vari Corpi; commoventi quelle dedicate agli affetti, ai sentimenti, al distacco e al ritorno e poi significative quelle a tema religioso. Una varietà di tematiche e di finalità molto ampia che mostra l’importanza di questo semplice mezzo di comunicazione.
Fin dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale l’uso della cartolina fu molto diffuso, circolarono soprattutto quelle ufficiali in franchigia, ossia senza affrancatura, ma timbrate dall’Unità Militare d’appartenenza, con testi già stampati. La richiesta aumentò fino al punto che si arrivò a distribuire tra i soldati circa due milioni di cartoline al giorno. La produzione fu affidata anche all’industria privata, fornendo cartoline non ufficiali, ma sempre in franchigia. Nel 1916 questo servizio venne sospeso, lasciando circolare in franchigia solo quelle ufficiali.



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