NON VI E' DUBBIO CHE UNA NAZIONE PASSATA DA UN REGIME MONARCHICO AD UN REGIME REPUBBLICANO SIA UNA NAZIONE «DECLASSATA», E CIÒ NON PUÒ NON ESSERE AVVERTITO DA CHIUNQUE ABBIA UNA SENSIBILITÀ PER VALORI I QUALI, PER ESSERE SOTTILI E IMMATERIALI, NON PER QUESTO SONO MENO REALI.

martedì 1 maggio 2018

Giovannino Guareschi, 110 anni dalla nascita


di Emilio Del Bel Belluz

Il 1 maggio 2018 si ricordano i centodieci anni dalla nascita dello scrittore Giovannino Guareschi, uno dei più grandi scrittori che l’Italia abbia mai avuto. Più passano gli anni e più ci si accorge che ci manca. Tante volte nell’asprezza della vita mi sono avvicinato a lui e leggendo le sue pagine, mi sono sinceramente convinto che la vita per quanto difficile valga la pena di viverla, magari apprezzando le cose più semplici.
Quando penso a lui, lo vedo come l’amorevole padre dei suoi amati figli, che non hanno mai dimenticato la figura di questo genitore. Purtroppo, la figlia Carlotta ha raggiunto suo padre. Non posso non pensare a loro due, che nel cielo parlano tra loro e con il nostro Padre Celeste.
 Allo stesso tempo, credo che Dio gli abbia riservato un posto speciale che, di solito, viene dato a quelli che hanno saputo creare bellezza e gioia.
Non si può dimenticare Guareschi, perché fa parte di quegli uomini buoni come il pane. Proprio per questo, a Motta di Livenza, ho commissionato a un panificio di fare un pane gigantesco, di dieci chili, per ricordare i centodieci anni del buon Guareschi. Questo pane verrà offerto a coloro che vorranno onorare la memoria dello scrittore. Mi sembrava il modo migliore per rappresentarlo.
Nella mia vita non ho avuto la fortuna di conoscerlo, perché nel 1968, alla sua morte, avevo solo nove anni. Scoprii la sua opera all’oratorio dove proiettavano i film, tratti dai suoi romanzi che parlavano delle vicende di Don Camillo e del suo avversario politico e di fede ,Peppone. L’ho sempre amato leggendo i suoi libri, raccogliendo le sue edizioni, e leggendo tutto quello che trovavo scritto su di lui. Il mio paese è attraversato dal fiume Livenza, e molte volte ho immaginato d’essere assieme a Guareschi che mi parlava del suo amato Po, della vita dei pescatori, della bellezza che offrono i fiumi.
Tante volte osservando il fiume mi venivano alla mente le pagine che ha scritto, il paese, Brescello, che ha ispirato le pagine più belle. Credo che il sogno di ogni persona sia quello di avere un caro amico come lui, capace di risolvere i problemi della vita, affidandosi con fiducia all’amore che Dio riserva per i propri figli.
Anche mio padre lo amava, perché come lui provò cosa fosse la prigionia, ma non ebbe la fortuna di esser nel suo stesso campo di concentramento. Anche nella sofferenza della guerra gli avrebbe insegnato ad avere fiducia nella Provvidenza. Nella mia vita ho avuto la fortuna di conoscere alcuni ufficiali che erano stati nel suo stesso campo di concentramento e che mi parlavano di Giovannino come di un caro amico, consolatore. Eppure la sua vita non è stata facile, gli avversari gli hanno dato del filo da torcere, ma in tutte le avversità primeggiava quel nobile signore che era.
Tante volte ho pensato a Re Umberto II, che aveva amato questo scrittore e lo aveva consolato nei duri momenti del suo esilio in Portogallo durato più di trentasette anni. Le pagine di Guareschi erano amate dal sovrano e Guareschi amava il suo Re. In Portogallo, la gente del posto lo amava e lo rispettava sapendo la sofferenza di un uomo lontano da quel Paese che aveva nel cuore, e Guareschi conosceva la sofferenza di chi deve pagare una colpa senza averla commessa.
Il Sovrano nelle pagine guareschiane ha trovato il sorriso, la pace. Guareschi è presente nei suoi libri, nelle persone che lo leggono con affetto, è presente al piccolo paese dove è nato, è presente nel Don Camillo che parlava con il crocefisso crocifisso, quel Cristo che lo amava. A Motta di Livenza, sono in tanti che lo ricordano. Alcuni anni fa venne allestita una mostra dedicata a lui che richiamò molte persone. Il suo mito continua, e per questo il pane di dieci chili verrà fatto per ricordare la bontà di Guareschi, in questi tempi difficili, dove sembra prevalere l’indifferenza e la cattiveria verso gli altri.