NON VI E' DUBBIO CHE UNA NAZIONE PASSATA DA UN REGIME MONARCHICO AD UN REGIME REPUBBLICANO SIA UNA NAZIONE «DECLASSATA», E CIÒ NON PUÒ NON ESSERE AVVERTITO DA CHIUNQUE ABBIA UNA SENSIBILITÀ PER VALORI I QUALI, PER ESSERE SOTTILI E IMMATERIALI, NON PER QUESTO SONO MENO REALI.

martedì 29 maggio 2018

Era giusto nominare Savona


L’annosa questione dinastica, dalla quale ci siamo sempre e pervicacemente chiamati fuori, ci impedisce talvolta di trattare come vorremmo notizie riguardanti i Principi di Casa Savoia.
Facciamo rarissime eccezioni in occasioni del tutto particolari.
Questa è una di quelle rarissime eccezioni per la grave crisi delle istituzioni repubblicane di questi giorni e per la presa di posizione che  è coerente con il pensiero dei monarchici .

"Outing" politico di Amedeo d'Aosta: era giusto nominare Savona

Il Duca esterna sulla vicenda politica del giorno: hanno vinto leghisti e grillini, le scelte toccano a loro


Arezzo, 28 maggio 2018 - Ci fosse stato lui al Quirinale, come pure accadeva per i suoi antenati, adesso Paolo Savona sarebbe ministro dell’economia e non saremmo di fronte a una crisi che ricomincia punto e a capo. Sì, ha le idee chiare Amedeo d’Aosta (anzi, «di Savoia», come dice lui) quando di domenica mattina alza il telefono e chiama La Nazione, il quotidiano che il Duca ha sempre detto essere un punto di riferimento per lui: «Dipendesse da me - spiega secco - io Savona lo nominerei subito».
Ohibò, che anche un rampollo di famiglia reale si sia convertito al populismo grillin-leghista? «Niente di più sbagliato - replica lui - non ho votato né per la Lega né per i Cinque Stelle. Ma mi pare giusto che adesso governino con gli uomini che si scelgono. Le elezioni le hanno vinte loro, per me è un problema di democrazia».
Ma come la mettiamo con le posizioni eterodosse di Savona che per Mattarella scatenerebbero una reazione degli altri paesi della Ue? «Non c’entra. Chi vince decide gli uomini che saranno al potere. Se no che si fanno a fare le elezioni?».
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