NON VI E' DUBBIO CHE UNA NAZIONE PASSATA DA UN REGIME MONARCHICO AD UN REGIME REPUBBLICANO SIA UNA NAZIONE «DECLASSATA», E CIÒ NON PUÒ NON ESSERE AVVERTITO DA CHIUNQUE ABBIA UNA SENSIBILITÀ PER VALORI I QUALI, PER ESSERE SOTTILI E IMMATERIALI, NON PER QUESTO SONO MENO REALI.

lunedì 28 maggio 2018

72 anni portati male

1918
Questa volta lo scricchiolio sinistro delle istituzioni repubblicane, in prossimità dell’infausta ricorrenza del loro 72° compleanno, ha avuto una intensità maggiore.
Un presidente della repubblica, eletto da un parlamento precedente che non aveva tutte le carte in regola per via di una sentenza della corte costituzionale che dichiarava illegittima la legge elettorale che ne aveva determinato la formazione, ha posto il suo veto sulla scelta di un ministro di una maggioranza formatasi in parlamento (anche se non nelle urne) negando di fatto la possibilità ad un nuovo governo di nascere.
Nella storia della repubblica è la prima volta.

Non facciamo il tifo per nessuno degli attori: non per la Lega, non per i grillini, non per il successore degli abusivi del Quirinale.
2018

Constatiamo che la libera espressione del voto nell’Italia repubblicana, fondata sulla resistenza, sul referendum truffaldino del ‘46 e sulla costituzione che ne derivò, è stata ridotta a mera ratifica delle decisioni prese da persone che non vengono elette, né in Italia né tanto meno in Europa. E che se la ratifica non avviene l’arbitro, primo responsabile di questa situazione per aver firmato una legge elettorale i cui effetti erano amplissimamente previsti, gioca contro.

Nel 1918 la Monarchia seppe imporre il rispetto della Nazione Italiana al resto del mondo.
Nel 2018 assistiamo impotenti al suo collasso. 

Sic transit gloria mundi!