NON VI E' DUBBIO CHE UNA NAZIONE PASSATA DA UN REGIME MONARCHICO AD UN REGIME REPUBBLICANO SIA UNA NAZIONE «DECLASSATA», E CIÒ NON PUÒ NON ESSERE AVVERTITO DA CHIUNQUE ABBIA UNA SENSIBILITÀ PER VALORI I QUALI, PER ESSERE SOTTILI E IMMATERIALI, NON PER QUESTO SONO MENO REALI.

sabato 19 maggio 2018

Piccolo grande Re


Vittorio Emanuele III - Un'altra storia

La storia di Vittorio Emanuele III è stata finalmente riscritta.

Questo libro, ora nella sua seconda edizione ampliata ed aggiornata,  costituisce infatti la prima biografia realmente revisionista sul conto del penultimo Re d’Italia. L’autore ha infatti inteso approfondire le ricerche su Vittorio Emanuele III, ricercando quelle verità, finora sconosciute, riguardo sia il personaggio storico, come anche relativamente all’uomo, nel tentativo di volerlo inquadrare storicamente ed umanamente nella maniera più serena e pertanto più obiettiva, scevra quindi da qualunque condizionamento politico.
 La pacata ricerca della verità, quindi, intesa come logica esattezza delle cose, è stato il motore principale di tale ricerca, ritenendo semplicemente corretto fornire finalmente una sorta di difesa, anche se solo virtuale, che appunto a Vittorio Emanuele III, in quel “processo” storico in cui, di fatto, non gli è mai stata davvero concessa e che lo vede nella figura di “imputato” quasi unico, oramai da 70 anni, per tutti gli eventi negativi derivanti dal fascismo e dalla seconda guerra mondiale.
Già il titolo di questo libro lascia intendere che a Vittorio Emanuele III l’autore abbia saputo riconoscere dei meriti, oltre che sottolinearne ovviamente anche gli errori, sebbene umanamente comprensibili, proprio analizzandone il personaggio, iniziando dal punto di vista umano, prima ancora che da quello del Sovrano. Secondo tale orientamento, quindi, fatti noti come l’avvento del fascismo in Italia, la pretesa “complicità” con lo stesso Mussolini, il 25 luglio, l’8 settembre, il Regno del Sud, l’abdicazione, l’esilio, ma anche i difficili anni del primo novecento, il colonialismo, la prima guerra mondiale, il primo dopoguerra, il biennio rosso, sono stati descritti ed analizzati secondo una prospettiva diversa da quella massimamente diffusa, fornendo alla fine un’immagine molto più obiettiva e pertanto quasi irriconoscibile di Vittorio Emanuele III, il tutto al solo fine di rendere onore alle parole di Publio Cornelio Tacito quando affermava che “La Storia non è partigiana. La Storia non ha partito politico. La Storia è solo il tempo che viene narrato e descritto”.
Proprio il significato più puro di questa affermazione è stato il vero filo conduttore di questo, come di tutti gli altri lavori svolti finora dall'autore, nella sua veste di storico e di biografo di Casa Savoia.
Questa frase di Publio Cornelio Tacito, antica oramai di quasi 2000 anni, è stata quindi tenuta presente in ogni passaggio della stesura di questo libro incentrato sulla figura di Vittorio Emanuele III, cosa che finora pochissimi storici, ovvero autori di libri o articoli scritti sul suo conto, hanno dimostrato di aver saputo (o voluto) fare, preferendo, invece, spesso allinearsi ai dettami della storia cosiddetta “ufficiale”.
Nelle pagine di questo libro, l’autore ricorda spesso che Vittorio Emanuele III, durante il suo regno, ha dovuto affrontare eventi a dir poco determinanti, se non proprio assolutamente cruciali, per la vita e la storia d'Italia.
Vittorio Emanuele III, che il "mestiere di Re" (come egli stesso usava indicare il suo importante ruolo istituzionale)  proprio non avrebbe voluto farlo, si ritrovò invece a doverlo fare in un periodo tremendo ed a dover prendere quindi decisioni, spesso da egli stesso non condivise, ma comunque ritenute assolutamente necessarie per la vita e la sopravvivenza dello stesso Paese.
Naturalmente, non appena finita la seconda guerra mondiale, sappiamo tutti (e bene) che Vittorio Emanuele III è stato fin da subito il bersaglio preferito e condiviso da più parti (anche ideologicamente opposte) che hanno trovato comunque utile e conveniente riversare su di lui colpe vere o presunte, ma ad ogni modo senza mai dargli la giusta possibilità di replica.
È caratteristico di ogni tirannia la negazione del diritto, a partire proprio dalla negazione del diritto ad un giusto processo e pertanto a quello di una giusta difesa, da qualunque tipo di accusa; questo, purtroppo, è ciò che invece è avvenuto sul conto di Vittorio Emanuele III e che massimamente continua ad avvenire.
In questo libro Guglielmo Bonanno di San Lorenzo ha cercato quindi di scremare qualunque forma di condizionamento ideologico e/o politico e di adottare quindi la necessaria serenità nel ripercorrere, una dopo l'altra, le maggiori accuse rivolte a Vittorio Emanuele III nel corso di questi ultimi 70 anni circa, assumendone una ideale ed ipotetica "difesa" in quel processo storico che dura dal 1946 e che ha visto quest’ultimo unicamente nella figura di accusato, senza facoltà di replica.
Non è questo un compito facile per un autore, anzi. Proprio perché esseri pensanti, tutti noi siamo portati a modellare un fatto, un evento o un personaggio storico ai nostri desideri o talvolta ai nostri auspici. Proprio per questo motivo ogni passaggio di questo libro è stato oggetto di un’attenta valutazione, relativa proprio alla maggiore esattezza storica possibile (in virtù della documentazione in possesso) e della voluta moderazione, a partire dalla terminologia adottata, proprio per non dare all’insieme l’immagine di un testo orientato, come quasi sempre avviene invece quando si analizzano periodi storici o personaggi di una certa particolarità o importanza.
Da questo libro, di Vittorio Emanuele III ne emerge quindi la figura dell’uomo, prima ancora di quella del Re, assolutamente diversa da quella a cui siamo stati "abituati" a riferirci finora, tanto che a tratti appare quasi incredibile, quasi non si stesse parlando di lui, visto quanto finora è stato detto e scritto sul conto.
In estrema sintesi, in ogni momento della stesura di questo libro, si è voluto sempre tenere presente i concetti di esattezza storica, ritenuta a parere dell’autore, autentica conditio sine qua non, al fine di fare finalmente chiarezza su alcuni dei passaggi più importanti della nostra storia. Una chiarezza utile a tutti coloro che, senza odio e senza astio, hanno a cuore soltanto la Storia, quella vera.
Di grande interesse storico ed umano appare il nuovo capitolo inserito in questa edizione e relativo alle tristemente famose "leggi razziali", oggetto di autentico tormento interiore per il Re Vittorio Emanuele III che mai le volle e che, in ultimo, fu costretto a ratificare, in virtù di quanto spiegato, peraltro in forma assai precisa, dall'autore del libro.
Un volume, questo, indispensabile per poter avere una visione più ampia e trasparente del Re che regnò dal 1900 al 1946, nel periodo indubbiamente più difficile per il nostro Paese.

Per informazioni o per l'acquisto di questo volume, scrivere a libri@guglielmobonannodisanlorenzo.it