NON VI E' DUBBIO CHE UNA NAZIONE PASSATA DA UN REGIME MONARCHICO AD UN REGIME REPUBBLICANO SIA UNA NAZIONE «DECLASSATA», E CIÒ NON PUÒ NON ESSERE AVVERTITO DA CHIUNQUE ABBIA UNA SENSIBILITÀ PER VALORI I QUALI, PER ESSERE SOTTILI E IMMATERIALI, NON PER QUESTO SONO MENO REALI.

venerdì 29 dicembre 2017

A Vicoforte anche i giovani monarchici: «Dove c'è un re, le cose vanno meglio»

28/12/2017 di Marco Turco
«Siamo qua prima di tutto per onorare l'Italia, e poi per rendere omaggio a una figura che ne ha fatto la storia». Si definiscono monarchici, anzi "monarchisti". Stupisce però l'età: 25 anni in media. Non li puoi certo chiamare "nostalgici", loro non hanno mai vissuto quell'Italia - quella di Vittorio Emanuele III, morto 70 anni fa (il 28 novembre 1947) e da due settimane tumulato a Vicoforte. Loro sono qua per omaggiarlo: sono i giovani che fanno parte dell'Istituto per la guardia d'onore alle tombe reali, o del "Fronte monarchico giovanile". Vengono da Treviso, Milano, Torino.
Quanti siete, in Italia?
Circa 500-600. Almeno quelli iscritti ad associazioni come queste. Poi però ci sono molti altri... diciamo, "quiescenti". Tante persone, anche giovani, che hanno queste idee ma non le palesano.
Vi definite "simpatizzanti" monarchici?
Ci definiamo monarchici, anzi "monarchisti". Prima di tutto, abbiamo amor patrio: prima deve venire l'Italia. Sì, crediamo che ci debba essere un re. Noi non siamo per la restaurazione, ma per la instaurazione. La nostra idea è semplice: la monarchia è l'unica cosa che ha unito l'Italia da quando è stata unificata e per tutta la sua storia. Nei 70 anni seguenti, guardate cosa è successo.
Cosa sarebbe successo di male?
Diciamo che non è successo nulla. Governi su governi che a volte duravano pochi mesi, corruzione, mafia...

E secondo voi la monarchia cambierebbe le cose?
Basta guardare nel resto d'Europa, per capire che i Paesi in cui le cose vanno meglio sono quelle dove c'è un re: Spagna, Svezia, Danimarca. Sono dati di fatto.
[...]