NON VI E' DUBBIO CHE UNA NAZIONE PASSATA DA UN REGIME MONARCHICO AD UN REGIME REPUBBLICANO SIA UNA NAZIONE «DECLASSATA», E CIÒ NON PUÒ NON ESSERE AVVERTITO DA CHIUNQUE ABBIA UNA SENSIBILITÀ PER VALORI I QUALI, PER ESSERE SOTTILI E IMMATERIALI, NON PER QUESTO SONO MENO REALI.

domenica 15 aprile 2018

Recensione della autobiografia di Re Simeone II


In autunno, alla sua prima pubblicazione in Italia, il libro "Simeone II di Bulgaria. Un destino singolare", con il suo autore riscuotono un ampio successo di pubblico alla presentazione a Roma, in Via Giulia 142, nella sede della casa editrice che ne ha curato la stampa e l’uscita, la Gangemi International.

Simeone II (Simeone di Sassonia-Coburgo-Gotha) è stato Re di Bulgaria dal 1943 al 1946 e 62° Primo Ministro della Bulgaria dal 21 luglio 2001 al 16 agosto 2005, discendente di Vittorio Emanuele III, Re d’Italia durante la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, in quanto la figlia Giovanna Regina di Bulgaria era la mamma di Simeone; fu oltre che l’ultimo re di Bulgaria anche l’unico re in Europa a divenire Primo Ministro, dopo un esilio durato cinquanta anni: il 25 maggio del 1996, ritornò in Bulgaria per la prima volta dal settembre del 1946. 

Dopo che nel 1945, un anno prima, il Principe reggente Kyril, suo zio, venne fucilato per un colpo di Stato comunista sostenuto dall’Unione Sovietica. Simeone II aveva nove anni quando s’imbarcò prima per Istanbul per far scalo ad Alessandria d’Egitto, iniziare gli studi e poi trasferirsi a Madrid. Il libro nasce dall’esigenza di “conoscere il passato per capire il  presente”, ma anche per dovere di spiegazione, testimonianza storica e non lasciare che “la grande Storia” si costruisca senza “le piccole storie individuali", perché, “soltanto incrociando entrambi gli elementi è possibile pervenire ad una conoscenza, quando non alla verità”, soprattutto se questa testimonianza e bisogno  di spiegazione vengono da uno dei protagonisti della nostra Storia di europei; è allora che Simeone ha superato la propria cultura di eccesso di pudore del parlare di sé, fedele alla tradizione regale sancita in modo esemplare dalla regina Vittoria: “Never complain, never explain”. Il verificarsi di una serie di eventi, spiegati nel libro, le incomprensioni causate dalle sue decisioni politiche divenute passaggi storici cruciali, le maldicenze dei detrattori all'opposizione, le ingiustizie subite soprattutto nella mancata restituzione di alcuni beni dopo il suo ritorno - ad un certo punto scrive, dichiarandosi “stanco di dover sempre ricordare il ruolo svolto dalla mia famiglia nella nostra Storia, sfinito di vedere come si cerchi di cancellare il fatto che io sia il Re." - fanno si che i suoi figli e suoi nipoti, come nella dedica in esergo esplica, conoscano meglio le proprie origini e possano sempre crescere con loro. Simeone ha sentito come un dovere morale il bisogno di raccontare la sua vita, per restituirla alla Storia: l’esilio, il dramma della comunità degli esuli compatrioti, il regime sovietico in Bulgaria, il crollo del sogno comunista, i rapporti diplomatici con la comunità internazionale, l’esperienza di c.d.a. nelle più importanti compagnie del mondo, i rapporti con i capi di Governo e i Re, con Franco, ma anche con Juan Carlos I, Hassan II del Marocco, Hussein di Giordania, fanno di questo libro una finestra temporale per rivivere con gli occhi da protagonista gli anni della nostra Storia, dal dopo Guerra ad oggi.
I cinquant’anni d’esilio non gli hanno impedito di ritornare in patria, costruire il Movimento Nazionale per la Stabilità e il Progresso (NDSV) e portare la Bulgaria nella NATO, 2004, apporre le più importanti firme e gestire le trattative decisive per l’ingresso del suo Paese nell’Unione Europea, nel 2007.
Simeone, malgrado le avversità affrontate, ha sempre voluto tenere lontane l’amarezza, la vendetta e il rancore, a partire dalla morte del padre e dall’esecuzione di numerose persone a lui care. Verso la fine del libro lascia spazio anche ad una domanda che sembra coinvolgerci nella riflessione: commise un errore a praticare la riconciliazione nazionale, legittimando l’evoluzione pacifica del processo da nazione post-comunista a Paese membro della NATO, a non punire chi fu nei quadri dell’allora Partito comunista bulgaro (BKP), che per alcuni significò assoluzione? Così facendo ci lascia delle frasi che partecipano al dibattito odierno su temi attuali, come quando della religione scrive: “Mentre l’ateismo sembra guadagnare sempre più terreno, per me l’essenziale è avere fede, a prescindere dalla parrocchia di appartenenza”. “Le grandi abbazie d’Occidente contribuirono alla salvaguardia della conoscenza, in un momento cardine della Storia del nostro continente, oltre che alla conservazione dei valori che avrebbero in seguito fatto da cornice alle nostre democrazie, all’idea stessa di diritti dell’Uomo” quindi è vero che L’Europa ha una lunga storia cristiana, ma “pur essendo profondamente credente, ritengo che la religione sia una questione personale” e aggiunge che “fatica a vedere come questa possa riunire tutti ad identificarci nelle fonti del Cristianesimo e farci progredire”. Lezioni di politica: “mi rifiutavo di prendere decisioni con le spalle al muro. Quel che non avrà importanza tra cinque anni, non può averne oggi.” Non avendo l’ossessione della voglia di essere rieletto, poteva permettersi di attuare politiche che “solamente la sua coscienza gli dettava”, libero di agire, senza programmi populisti per compiacere il popolo, ma perseguendo solamente il bene della Nazione e del suo popolo. “La politica concepita in modo funzionale alla continuità è l’unica che abbia valore, la sola che possa permettere di ottenere risultati a lungo termine.
Dovremmo smetterla di perderci in tanti particolarismi e conciliare la nostra eredità con la prospettiva di un futuro che corrisponda alle esigenze della nostra gioventù [...] la stimolazione reciproca fa sì che coltiviamo ancor di più ciò che rispetto al vicino ci contraddistingue”.
Dell’Unione Europea ne ama ringraziare il merito, più grande di tutti, di essere riuscita a far cessare ogni tipo di conflitto al suo interno, d’essere un esempio di sviluppo economico e protezione dei diritti dell’uomo e dell’ambiente: “Appartenendo ad una generazione che ha conosciuto le atrocità della Guerra, posso assicurare che la pace di cui godiamo rappresenta già di per sé un’enorme conquista” e continua “L’Unione ci conferisce il peso economico necessario per negoziare alla pari con gli altri grandi blocchi; non ci rendiamo conto della potenza economica che rappresentiamo e di cui tutto il mondo invidia il nostro modo di vivere”, ma non ne risparmia per questo critiche, ammettendo che può esistere un modo migliore di spiegarsi della UE, senza dover imporre i propri punti di vista; rammaricandosi di una certa mancanza d’empatia, quanto di più essenziale possa esistere come qualità, specialmente in politica.

Alla fine della giornata, il convegno, presieduto dall’Amministratore Delegato della Gangemi Editore, Emilia Gangemi e grazie anche all’intervento di Carlo Ricotti, Docente LUISS, per il supporto alla retrospettiva storica, si è risolto con un rigoglioso dibattito sul passato, ma anche sulle dinamiche del presente
di cui Re Simeone ha dato interessanti letture. L’incontro è durato 45 minuti, alla fine dei quali il Re Simeone aveva un impegno istituzionale presso l’Ambasciata, non prima però di scambiare dei ringraziamenti reciproci con l’editore Giuseppe  Gangemi, dopodiché il Re ha avuto altresì il tempo di fermarsi per gli autografi, le dediche e le fotografie ufficiali. Il libro potrà così ora essere acquistato sia in Italia che all’estero, ma anche online in formato ebook.


Pier Paolo Piscopo, Abitare la Terra anno XVII, 2018