NON VI E' DUBBIO CHE UNA NAZIONE PASSATA DA UN REGIME MONARCHICO AD UN REGIME REPUBBLICANO SIA UNA NAZIONE «DECLASSATA», E CIÒ NON PUÒ NON ESSERE AVVERTITO DA CHIUNQUE ABBIA UNA SENSIBILITÀ PER VALORI I QUALI, PER ESSERE SOTTILI E IMMATERIALI, NON PER QUESTO SONO MENO REALI.

mercoledì 1 giugno 2016

Il libro azzurro sul referendum - II parte

1) Luogotenenza generale « del Re » mutata senza provvedimenti di Legge in luogotenenza generale « del Regno ».
2) Il conte Sforza
3) Intervista Matthews - Dichiarazioni di Bonomi - Parri.





Il decreto della Luogotenenza precisava trattarsi di Luogotenenza Generale «del Re».

In atti ufficiali senza provvedimenti di legge fu mutata la dizione in Luogotenenza Generale « del Regno » indicante una forma di carenza dell'istituto monarchico.


Il Conte Sforza

«Il conte Sforza, al consiglio dei Ministri di questa mattina in Salerno, mentre il maresciallo Badoglio si accingeva a trattare gli argomenti all'ordine del giorno, si è alzato per accusare Vostra Altezza Reale di aver chiamato il popolo italiano responsabile della guerra. E' vero oppure il signor Sforza ha mentito?

«Io avrei detto una simile cosa? » , scatta Umberto. E tende la mano aggiungendo seccamente: « Se qualcuno osasse venire qui e dirmi che fio chiamato il popolo italiano responsabile della guerra lo scaraventerei fuori di quella finestra! Io ho una concezione tale della democrazia, che l'ultimo mio pensiero potrebbe essere quello di offendere il Popolo italiano per il quale, nel nome del quale una monarchia veramente democratica deve agire!»

Pochi giorni dopo ne riparlammo ed ebbi l'esatta spiegazione dell'accaduto: « Io ho detto soltanto che era ingiusto dare la responsabilità della guerra alla monarchia stessa. Se un inganno da qualcuno fu compiuto, oltre che il popolo enne fatto alla monarchia che, fatalmente, non essendo alle origini della guerra, si sarebbe trovata in caso dì sconfitta, a pagare più di tutti un errore non suo»

« Ma l'intervista venne chiesta direttamente dal corrispondente del Times?».

« No  ».

« L'articolo fu solloposto all'esame preventivo? ».

« Me ne fu inviata copia, che però intervenne quando l'articolo già era stato pubblicato a Londra».

« La copia conteneva la frase che il signor Sforza ha sbandierato al consiglio dei Ministri chiedendo una pubblica sconfessione ?».

Il Principe apre un cassetto, mi consegna un ritaglio di giornale.

«Il signor Lumby ha immediatamente smentito ogni cosa sul Times!, Oltre smentire il giornalista inglese ha definito « sleale» il comunicato contro Umberto di Savoia stilato a Salerno dal più strano (lei Consigli dei Ministri (presente Badoglio) e dichiara il giornalista inglese che Umberto di Savoia  «non ha mai chiamato il Popolo italiano responsabile della guerra».

«Perché questa smentita non è stata pubblicata sui giornali italiani del Sud? ».

«L'ho chiesto all'ambasciatore inglese, e ne ho avuto assicurazione».

Detto fuori colloquio, tale smentita non fu mai pubblicata.

E Vittorio Emanuele III?Non prevenuto né reso edotto per primo, neppure dal Governo, fu sorpreso del grave fatto e addolorato.

« Perché il maresciallo Badoglio non mi ha avvertito prima di ogni qualsiasi decisione? Forse perché ho dichiarato ufficialmente che intendo ritirarmi dalla vita politica dando la luogotenenza a mio figlio?
« E perché non ha informato mio figlio?

« Gli avevo recato la copia d'un giornale socialista. che favorito abusivamente dal, ministro Mancini durante una breve sospensione della seduta, aveva diramato per primo il comunicato in questione.

« Sono certo che la buona fede di Badoglio - dichiara alla fine il Re sia stata sorpresa come pure quella dell'ammiraglio De Courten e del Generale Orlando presenti. Ma pare per lo meno strano che essi abbiano accettato sereni la tesi dei nemici della monarchia, senza almeno sentire prima dalla viva voce di mio figlio se l'accusa rivoltagli avesse fondamento o no! ».


Intervista Matthews - Dichiarazioni di Bonomi - Parri

«Allo scorcio del 1944 un giornalista americano, Albert Matthews notoriamente legato a vari esponenti del partito d'azione, chiedeva al Luogotenente
un'intervista: Umberto ne fu sconsigliato da Lucifero e Bergamini essa poteva
essere dannosa ma volle concederla, seguendo in ciò il parere di Visconti Venosta e di Bonomi allora Presidente dei Consiglio. Va detto anzi che Bonomi ne vide il testo prima che fosse reso pubblico e lo chiosò di varie osservazioni. Poco dopo, specie in seguito alle insistenze di Togliatti, avallò con la propria firma la smentita del Consiglio dei Ministri in cui si sosteneva che il governo era completamente all'oscuro del contenuto dell'intervista» (1).

*

L'On. Ivanoe Bonomi ebbe occasione di dire al Ministro Lucifero in presenza dell'Ambasciatore Don Renato Prunas allora Segretario Generale del Ministero degli Esteri e di altre personalità: «Nella mia Mantova si riprodusse Le situazione del 1921.22 non era possibile dichiararsi monarchico; alle camicie nere si sostituirono le camicie rosse con manganello per impedire la liberi espressione della volontà popolare...».

*

Parri che si era reso garante sul sito onore del rispetto alla tregua istituzionale avalla una dichiarazione del Partito d'azione nella quale si reclamava la decadenza della Monarchia e permise che si desse la caccia ai reduci della Russia che osavano descrivere gli orrori di laggiù. Tentò di Scatenare lo scandalo dei confidenti dell'Ovra per compromettere alcuni avversari del suo Governo ma la mossa si rivolta contro di lui; viene provato che Nenni aveva ottenuto la soppressione di 17 fascicoli fra i quali quelli dello stesso Nenni, di Brosio Ruini, Molè, De Gasperi, Spataro, Croce, Cianca, ecc. A questa soppressione si era rifiutato il direttore generale della P.S., ma Parri interviene e ne ordina la consegna » (2).


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