NON VI E' DUBBIO CHE UNA NAZIONE PASSATA DA UN REGIME MONARCHICO AD UN REGIME REPUBBLICANO SIA UNA NAZIONE «DECLASSATA», E CIÒ NON PUÒ NON ESSERE AVVERTITO DA CHIUNQUE ABBIA UNA SENSIBILITÀ PER VALORI I QUALI, PER ESSERE SOTTILI E IMMATERIALI, NON PER QUESTO SONO MENO REALI.

lunedì 10 settembre 2018

Gallura effetto nostalgia per Maria Gabriella

Una visita nella Gallura sulla orme dei suoi avi. È quello che ha voluto fare la principessa Maria Gabriella di Savoia, la terza figlia, seconda femmina, dell’ultimo Re d’Italia Umberto 

di Sebastiano Depperu



















Una visita nella Gallura sulla orme dei suoi avi. È quello che ha voluto fare, giovedì pomeriggio 6 settembre, la principessa Maria Gabriella di Savoia, la terza figlia, seconda femmina, dell’ultimo Re d’Italia Umberto II e della Regina Maria José. «La mia famiglia era molto legata alla Sardegna - ha detto la principessa -, un forte legame ci unisce all’isola da tempi immemorabili. Tutti la portiamo nel cuore». E le emozioni che cercava le ha trovate di sicuro facendo tappa in tre posti significativi: Arzachena (al Nuraghe la Prisgiona), a Luras (nel sito degli olivastri millenari e davanti al Municipio) e a Tempio (in Comune).
Nel suo giro nell’interno è stata accompagnata da Renzo Persico (presidente del consorzio Costa Smeralda) e dall’archeologa Angela Antona che, ad Arzachena, le ha illustrato l’importanza del nuraghe. È stata accolta dal vicesindaco Cristina Usai e dall’assessore Gabriella Demuro che l’hanno omaggiata di pubblicazioni e dello stemma del Comune. Un turbinio di emozioni per la principessa rese possibili da Persico che si è proposto di accompagnarla, visto che si trovava ospite di amici a Porto Cervo. Poi, è stata la volta degli olivastri millenari di Luras, dove le corde del suo cuore sono state toccate diverse volte.

Accolta dal vicesindaco Mauro Azzena, la principessa si è commossa quando davanti all’ulivo, un lurese, Pier Paolo Cabras, le ha regalato la foto dove si vedevano loro al seppellimento della Regina Maria Josè e lui che portava la bara. Le stesso Cabras le ha ricordato che, in occasione dei funerali, aveva portato la terra del terreno dove si trova proprio l’olivastro millenario che stava visitando. «L’emozione più forte l’ho provata quando il signor Cabras - ha spiegato - mi ha mostrato la fotografia delle esequie di mia madre dicendomi che aveva portato della terra su cui questo ulivo millenario era nato. Poi, ho avuto una grande gioia quando sono entrata nella sala consiliare di Tempio e il sindaco mi ha mostrato la targa ricordo con i nomi dei miei genitori. È stato un viaggio denso di storia, unicità ambientali, bellezza, calore umano, sentimenti ed emozioni che mi hanno toccato il cuore».

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