NON VI E' DUBBIO CHE UNA NAZIONE PASSATA DA UN REGIME MONARCHICO AD UN REGIME REPUBBLICANO SIA UNA NAZIONE «DECLASSATA», E CIÒ NON PUÒ NON ESSERE AVVERTITO DA CHIUNQUE ABBIA UNA SENSIBILITÀ PER VALORI I QUALI, PER ESSERE SOTTILI E IMMATERIALI, NON PER QUESTO SONO MENO REALI.

sabato 25 gennaio 2020

I monarchici tornano in Trentino

“Un sovrano di Casa Savoia sarebbe una garanzia d’imparzialità per cittadini e Parlamento”
Vogliono il ritorno dei Savoia e a proposito dell’Autonomia dicono: “Va rispettata così come le minoranze tedesche e ladine ma per prendere queste zone fu fatta la Prima guerra mondiale alla quale presero parte anche dei patrioti trentini, morti loro stessi per un’Italia unita, Trento è italiana”

TRENTO. Era il 10 giugno 1946 quando la Corte di cassazione proclamò i risultati del referendum sulla forma istituzionale dello Stato che sancì la vittoria dei repubblicani con il 54,3% dei voti (in Trentino si arrivò all’85%), mentre i monarchici si fermarono al 45,7%). Fra le conseguenze più immediate ci fu l’abdicazione di Umberto II di Savoia, passato alla storia come “il re di maggio” proprio per la breve durata del suo regno.

Due anni più tardi, con l'entrata in vigore della Costituzione repubblicana (1° gennaio 1948), Umberto II venne esiliato, lo prevedeva una delle stesse disposizioni finali e transitorie del testo costituzionale. La dipartita politica del re però non coincise con la scomparsa dei monarchici che pure avevano ottenuto un buon risultato nel referendum del 1946. Così venne fondato il Partito Nazionale Monarchico che alle elezioni parlamentari del 1953 raccolse il 6,85% che si tradusse in 40 seggi, un traguardo che non sarà più eguagliato. Di lì fu un vertiginoso tracollo fatto di scissioni e sempre meno consensi fino alla definitiva scomparsa dalla politica che conta.

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Articolo scritto coi piedi, come da testo in grassetto, ma almeno una buona notizia...

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