NON VI E' DUBBIO CHE UNA NAZIONE PASSATA DA UN REGIME MONARCHICO AD UN REGIME REPUBBLICANO SIA UNA NAZIONE «DECLASSATA», E CIÒ NON PUÒ NON ESSERE AVVERTITO DA CHIUNQUE ABBIA UNA SENSIBILITÀ PER VALORI I QUALI, PER ESSERE SOTTILI E IMMATERIALI, NON PER QUESTO SONO MENO REALI.

giovedì 1 febbraio 2018

Generale Enrico Cialdini, Duca di Gaeta

IL GENERALE DI FERRO CHE PIEGÒ I BRIGANTI

La produzione storiografica sul Risorgimento è sterminata e comprende una gran copia di autori sia italiani sia stranieri. Il testo più celebre e celebrato è la monumentale biografia sul Gran Conte scritta da Rosario Romeo, quel Cavour e il suo tempo che in tre ponderosi volumi ricostruisce un’epoca intera incentrandola attorno alla figura del grande statista. Le biografie su Giuseppe Garibaldi abbondano ed in molte lingue, a conferma della fama internazionale dell’Eroe dei Due Mondi. Sorprende quindi un poco che sia mancata una biografia su Enrico Cialdini, uomo che, sebbene non abbia avuto l’importanza di un Cavour o di un Garibaldi, è stato comunque fra i protagonisti dell’unificazione italiana. Questo vuoto è stato finalmente colmato da Roberto Vaccari, autore del libro Enrico Cialdini. Il generale di ferro, uscito nel dicembre 2017 (Elis Colombini Editore, Modena).


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La trattazione di Vaccari risulta equilibrata ed in sostanza obiettiva, lontana tanto dalla demonizzazione di Cialdini cara ad una certa pubblicistica ideologizzata quanto da una visione agiografica del generale modenese. Il biografo si sofferma pertanto anche sulle vicende più dibattute di questo personaggio, quali le misure da egli adottate contro le bande brigantesche, l’Aspromonte ed i contrasti con Garibaldi, infine il suo comportamento nel 1866.