NON VI E' DUBBIO CHE UNA NAZIONE PASSATA DA UN REGIME MONARCHICO AD UN REGIME REPUBBLICANO SIA UNA NAZIONE «DECLASSATA», E CIÒ NON PUÒ NON ESSERE AVVERTITO DA CHIUNQUE ABBIA UNA SENSIBILITÀ PER VALORI I QUALI, PER ESSERE SOTTILI E IMMATERIALI, NON PER QUESTO SONO MENO REALI.

martedì 20 febbraio 2018

9 maggio 1946: Umberto di Savoia da Luogotenente a Re D’Italia



Testo della conferenza del 4 Febbraio 2018 per il Circolo Rex
di Domenico Giglio


EPILOGO
In queste ore infatti si decide se e come reagire alla decisione del Governo presa alle 2 di notte, con il voto unanime del Consiglio dei Ministri eccettuato il voto del liberale Leone Cattani Ministro dei Lavori Pubblici, e l’astensione di De Courten ministro della Marina che si riteneva ministro tecnico.-Si scontrano nuovamente i fautori di una risposta forte che già il Re in precedenza aveva respinto perché avrebbe portato fatalmente alla guerra civile che per il Sovrano e lo era stato anche per il Padre in occasione di determinate decisioni ( firma cosiddette leggi razziali ed entrata in guerra nel 1940 che ora ipocritamente gli vengono rinfacciate ) significava un trono macchiato di sangue e la rottura dell’unità nazionale che era stata raggiunta proprio con e grazie alla Casa Savoia. A queste considerazioni storico-politiche si aggiungeva la profonda fede religiosa di Umberto alieno dalla violenza ed il suo senso di responsabilità ed umanità perché fossero evitati nuovi morti.
Le quattro alternative erano le seguenti: dimettere il Ministero ribelle e nominarne uno nuovo; tacere ed andare avanti come se nulla fosse accaduto; rimanere-protestando; protestare e partire. Il Re respinse subito i primi due mentre ci si soffermò sul terzo, in quanto alcuni consiglieri ritenevano-che il Re con la sua sola presenza in Roma poteva esercitare una influenza morale sulla Corte di Cassazione essere cioè l’unica vera forza per coloro che intendevano rispettare la legge. Anche questa ipotesi fu però scartata per cui rimase l’ultima e fu questa che il Re scelse. Si apriva però il problema di una legittima protesta e quindi della stesura del proclama che partendo, Umberto II avrebbe-indirizzato alla nazione. Proclama alto e preciso nella rivendicazione dei diritti calpestati ma netto altrettanto nell’invito ai monarchici di astenersi da qualsiasi atto di rivolta verso le nuove istituzioni.
I consiglieri del Re in questa ultima mattina furono come già in precedenza il giurista Carlo Scialoia il senatore Alberto Bergamini ed i politici Enzo Selvaggi e Roberto Lucifero che insieme con Bergamini erano stati eletti alla Costituente nel già citato Blocco della Libertà e, logicamente il Ministro della Real Casa. I “politici” erano per una risposta forte e fino all’ultimo pregavano il Re, “Maestà non parta” ma tenuto conto della volontà del Sovrano addivennero alla stesura di quel messaggio agli italiani dove dopo una prima bozza in cui si definiva l’atto del Governo come un “colpo di stato” si affermava egualmente chiaro e forte che si era trattato di “un gesto rivoluzionario unilaterale ed arbitrario”, che aveva posto il Re nella alternativa da Lui rifiutata “di provocare spargimento di sangue”. Così Umberto II compiva con la partenza per l’esilio un “sacrificio nel supremo interesse della Patria” ma elevava al tempo stesso una ferma protesta contro la violenza perpetrata. Ma a questa protesta il Re faceva seguire coerente con la nobiltà del suo atteggiamento tenuto dal 5 giugno del 1944 un invito ai monarchici di continuare ad operare per il bene della nazione sciogliendo infine quanti lo avevano prestato dal giuramento di fedeltà al Re, ma non alla Patria.
Così alle ore 16,09 del 13 giugno il velivolo “S.M.95”, ovvero un “Savoia Marchetti”, con a bordo Umberto II si levava in volo dall’aeroporto di Ciampino, e contemporaneamente veniva ammainata la bandiera tricolore con scudo sabaudo e corona reale dalla Torre del Quirinale.

CONSIDERAZIONI FINALI
Solo oggi dopo 72 anni si può capire e constatare che ammainando quella bandiera che era quella del Risorgimento e della Unità Nazionale non si ammainava un pezzo di stoffa ma un insieme di valori dalla fedeltà, all’ onore all’ amor di Patria alla lealtà al senso del servizio verso lo Stato ed il Sovrano, allo spirito unitario e nazionale, che avevano accompagnato prima l’ascesa dell’Italia ed allora anche dopo lutti e dolori della guerra già ne stavano accompagnando la ripresa della quale aveva posto le basi il vecchio Re ed ora stava proseguendo il nuovo Sovrano, come tardivamente ed in molti casi ipocritamente riconobbero anche gli avversari.

DOMENICO GIGLIO


Appendice:







BIBLIOGRAFIA:

1) Italicus (Ezio Saini) - “Storia segreta di un mese di Regno” - edizioni “Sestante” - Roma - 1947
2) Falcone Lucifero - “L’ultimo Re - Diari del Ministro della Real Casa 1944 - 1946” - Edizioni Mondadori - “le Scie” - ottobre 2002
3) Vittorio Prunas Tola e Niccolò Rodolico - “Libro azzurro sul referendum” -editrice Superga - 1963
4) Ludovico Incisa di Camerana - “L’ultimo Re - Umberto II di Savoia e l’Italia della Luogotenenza” - edizioni Garzanti - Milano 2016
5) Gianni Oliva - “ Umberto II. L’ultimo Re “ - edizioni Mondadori - Milano 2000
6) Aldo A.Mola - “ Declino e crollo della Monarchia in Italia “ edizioni Mondadori - “le Scie” - 2006
7) Giovanni Artieri - “Cronaca del Regno d’Italia“ - volume II - edizioni Mondadori - Milano 1978
8) Giovanni Artieri - “Il Re“ – edizioni del “Borghese” - Milano 1959 (il libro a cura di P. Cacace e F. Perfetti è stato ripubblicato con il titolo “Umberto II - il Re Gentiluomo - Colloqui sulla fine della Monarchia - edizioni “le Lettere“ - Firenze 2002)
9) Giovanni Semerano e Camillo Zuccoli - “Dalla parte del Re - 1946 la verità sul Referendum” - edizioni “Monarchia Nuova” - Roma 1996
10) Franco Malnati - “La grande frode “ - edizioni Bastogi – 1997
11) Paolo Monelli - “Il giorno del Referendum“ - edizioni “Le lettere“ - Firenze 2007
12) Luigi Barzini - “La verità sul referendum “ - edizioni “Le lettere“ - Firenze 2005
13) Aldo A. Mola - “Storia della Monarchia in Italia“ - edizioni Bompiani – 2002
14) Aldo A. Mola - “Il referendum Monarchia - Repubblica del 2-3 giugno 1946 - Come andò davvero “edizioni Bastogi - 2016
15) Domenico Fisichella - “Dittatura e Monarchia – L’Italia tra le due guerre “- edizioni Carocci - Roma 2014
16) Falcone Lucifero - “Il Re dall’esilio“ - edizioni Mursia - Milano-1978
17) Fernando Etnasi - “Repubblica o Monarchia“ – edizioni Dies – 1966
18) Carlo Richelmy – “Cinque Re “ - editrice Gherardo Casini – 1952
19) Francesco Cognasso - “I Savoia” – editrice Corbaccio – Milano 1999
20) Alfredo De Donno - “I Re d’Italia- vita pubblica e privata dei Savoia-Carignano -1831-1946“. Edizioni Panella - Roma 1971
21) Oreste Genta - “S.M.Umberto II nei due anni di Regno“ - conferenza tenuta al Circolo REX il 21-1-1990 - editore INGORTP-
22) Luciano Regolo - “Il Re Signore” - editrice Simonelli -1998
23) Vincenzo Staltari - “Umberto II”- editrice Istituto Teano - 2003
24) Franco Garofalo - “Un anno al Quirinale“ - editrice Garzanti
25) Enrica Rodolo - “I Savoia” - editrice Piemme - 1998
26) Silvio Bertoldi - “Savoia - Album dei Re d’Italia“ - editrice Rizzoli - 1996
27) Aldo A. Mola - “Umberto II di Savoia“ - editrice Giunti - 1996