NON VI E' DUBBIO CHE UNA NAZIONE PASSATA DA UN REGIME MONARCHICO AD UN REGIME REPUBBLICANO SIA UNA NAZIONE «DECLASSATA», E CIÒ NON PUÒ NON ESSERE AVVERTITO DA CHIUNQUE ABBIA UNA SENSIBILITÀ PER VALORI I QUALI, PER ESSERE SOTTILI E IMMATERIALI, NON PER QUESTO SONO MENO REALI.

giovedì 18 gennaio 2018

La Monarchia Sabauda secondo Carlo Francesco d’Agostino

di Nicodemo Graber
Il rientro in Italia delle spoglie mortali del re Vittorio Emanuele III di Savoia e della consorte regina Elena ha suscitato vivaci polemiche ampiamente riprese da stampa e altri media. Polemiche che hanno coinvolto lo stesso mondo cattolico fedele alla Tradizione.
La sepoltura del Re Soldato e della regina Elena nella cappella di San Bernardo del santuario sabaudo di Vicoforte ha così offerto occasione per un rinnovato interrogarsi, in casa cattolica, sulla legittimità dello Stato italiano di cui Vittorio Emanuele III fu il monarca per quarantasei anni.
Un simile interrogarsi porta con sé la necessità d’una valutazione cattolica del Risorgimento, di pensare la Questione Romana e la sua soluzione con i Patti Lateranensi, rimette al centro l’idea di legittimità come classicamente compresa.
Per il cattolicesimo la potestà politica non è un puro potere, è invece autorità moralmente qualificata che rimanda ad un ordine di giustizia oggettivo e perenne, è autorità che viene da Dio e a Dio deve rispondere. Ecco la grande questione della legittimità della potestà politica.
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