NON VI E' DUBBIO CHE UNA NAZIONE PASSATA DA UN REGIME MONARCHICO AD UN REGIME REPUBBLICANO SIA UNA NAZIONE «DECLASSATA», E CIÒ NON PUÒ NON ESSERE AVVERTITO DA CHIUNQUE ABBIA UNA SENSIBILITÀ PER VALORI I QUALI, PER ESSERE SOTTILI E IMMATERIALI, NON PER QUESTO SONO MENO REALI.

venerdì 7 giugno 2013

La Monarchia e il fascismo - terzo capitolo - VII

La nuova Camera dominata dalla minoranza  a tendenza nazionale.

E' chiaro che le elezioni sono guidate dalla tecnica dello squadrismo e le liste del Blocco si imperniano più o meno tutte sullo spirito imposto dal fascismo. Anche il Partito Liberale costituito da poche settimane, arrivato buon ultimo nella competizione politica dei partiti organizzati, si orienta intorno al nuovo movimento: certi liberali, da Salandra a Giolitti, da Sarrocchi a Giovannini, da Bergamini a Croce, guardano al fascismo come se fosse una specie di ricostituente per la loro debolezza. L'Albertini sul Corriere della Sera pur riconoscendo al fascismo il merito di aver fermato l'avanzarsi della tirannia disgregatrice social comunista, cerca di dare al blocco la caratteristica liberale, di quell'ideale che vuole uno Stato forte e conscio dei suoi fini in modo da permettere all'individuo di perfezionarsi nella esplicazione della sua attività nella massima libertà ma nell'ambito delle leggi e senza permettere monopoli ad alcuna organizzazione, bianca, rossa o nera: « Così noi intendiamo lo Stato. Così, forse un po' confusamente, lo intesero i fasci quando vollero scuotere la tirannide delle organizzazioni rosse e nere imperversanti in Italia. Se nella repressione del delitto essi eccedettero, ciò fu perché lo Stato vero era assente. Noi vogliamo che esso risorga in tutta la sua maestà e di nuovo si assida in mezzo alle competizioni degli individui e delle fazioni, legislatore, giudice ed arbitro ».

La domenica elettorale del 15 maggio è segnata da manifestazioni le più opposte: entusiasmo fino al delirio. oppure incidenti sanguinosi. Mentre a Verona alla sera Mussolini parla all'Arena straboccante di popolo, portato in trionfo fra interminabili acclamazioni, luminarie e fiaccolate, si registrano in talune località  15 morti ed innumerevoli feriti. Durante i tre mesi della battaglia elettorale, dal 1° marzo al 31 maggio, cadono 350 uomini ed i feriti sommano ad un migliaio. Nel solo giorno della votazione vi furono 44 morti. Ma le elezioni rappresentano il trionfo della tendenza nazionale. Ed il fascismo che fino ad oggi era considerato un fenomeno psicologico, diventa oramai un vero fattore politico. Mussolini viene eletto in più d'un collegio ed a MIlano riporta 73.483 preferenze (20.000 più di Turati) nella lista del blocco che ha avuto 196.000 voti. La fisionomia della Camera è

sensibilmente cambiata, contrassegnata dal gruppo nazional-fascista salito a 47 deputati, uomini agguerriti e disposti a tutto osare (1).

La nuova Camera risente pertanto del difetto della proporzionale aggravato dalla piaga delle preferenze, cattivo ripiego al sistema che costringe l'elettore a sostituire il simbolo del partito di una grande circoscrizione alla persona del collegio uninominale, credendo di riversare sul candidato più procacciante la sua sovranità di libera scelta. Nullameno, sia pure con questo difetto costituzionale la Camera offre al governo la possibilità di poter governare con una certa fermezza. E Giolitti ne dà subito prova puntando i piedi sulla grave agitazione degli impiegati.
Questi, dietro iniziativa dei mutilati ai quali non sono state concesse le provvidenze richieste per il loro stato, occupano i ministeri guidati da gruppi che fanno aperta professione di comunismo. Cacciati gli occupanti dalla forza pubblica i ministeri rimangono chiusi ed i servizi più vitali sono subordinati a interessi di categorie. Ma il fatto più increscioso è che gli impiegati sono venuti nella determinazione di una risoluzione estrema e violenta quando oramai la massima parte delle loro domande era stata accolta. Giornali e opinione pubblica sono apertamente contro l'agitazione. Il Popolo d’Italia depreca che col loro contegno gli impiegati rechino offesa alla Nazione ed al popolo italiano < che si svena sotto il torchio delle imposte, per stipendiare il formicaio immane della burocrazia ». L’Avanti! che di solito non lesina agli impiegati, per speculazione politica, simpatie e solidarietà, riconosce che la potenza contributiva del cittadino italiano è oramai sfruttata fino al limite estremo » e non può appoggiarne le pretese.


Giolitti forte della nuova situazione fa infliggere al personale colpevole di insubordinazione le punizioni regolamentari e si dichiara inflessibile e deciso a mantenerle. Egli non può ammettere che l'autorità dello Stato possa venire diminuita proprio da quei funzionari che lo Stato rappresentano. Segno di buon augurio questo energico e deciso atteggiamento del Presidente del Consiglio che rincuora i pavidi ancora timorosi davanti a certe improvvise esplosioni di vendette sovversive come quella dell'uccisione del mutilato Platania. decorato di 3 medaglie d'argento e due croci di guerra, guardiasala alla stazione di Rimini, fatto segno, da uno sconosciuto, a 5 colpi di rivoltella mentre si trova in servizio, e l'orrendo misfatto di Pistoia in cui un rivenditore del Popolo d’Italia tale Inglesio Urbani trascinato in un circolo comunista è immerso con la testa nell'acqua bollente, squartato, fatto in cinque pezzi che, rinchiusi in un sacco, sono gettati in una barca.






(1) Ecco il confronto fra la composizione della Camera vecchia e la nuova:

                                                                  Camera vecchia                   Camera nuova

Costituzionali                                           239                                         228
Nazional fascisti                                                                                      47
Popolari                                                   100                                         107
Socialisti                                                  138                                         122
Comunisti                                                 18                                           16
Repubblicani                                           13                                            7
Tedeschi                                                                                                  4
Slavi                                                                                                          4

508     535

Nel collegio di Ferrara si ha questo sorprendente capovolgimento:
Blocco      1919: voti 6.939 1921: voti 49.252
Socialisti  43.700     » 17.000
Popolari   7.200  » 3.719 

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