NON VI E' DUBBIO CHE UNA NAZIONE PASSATA DA UN REGIME MONARCHICO AD UN REGIME REPUBBLICANO SIA UNA NAZIONE «DECLASSATA», E CIÒ NON PUÒ NON ESSERE AVVERTITO DA CHIUNQUE ABBIA UNA SENSIBILITÀ PER VALORI I QUALI, PER ESSERE SOTTILI E IMMATERIALI, NON PER QUESTO SONO MENO REALI.

lunedì 8 aprile 2013

La Monarchia e il Fascismo - VIII

Con la proporzionale ha inizio la decadenza del Parlamento.

I Sovrani acclamati mentre si recano all'inaugurazione della legislatura
La  proporzionale ha sconvolto tutta la struttura politica sia nel parlamento che nel paese. Il collegio uninominale è sostituito col concetto proporzionalista. La  democrazia, il liberalismo parlamentare, scompaiono e subentra la « partitocrazia ». La libertà personale dei deputati è sostituita dalla tirannia dei partiti. Così nel paese l'elettore è alla mercé dei partiti o meglio dei loro esponenti che sono dei veri despota.

La giornata elettorale si è svolta in un clima a tensione rivoluzionaria, fra ondate giacobine: giacobinismo socialista, fascista, repubblicano e popolare (1). Le masse intossicate da una propaganda colpevole mirano a deprimere l'autorità dello Stato che va man mano decadendo, insidiata da tutte le parti. La guerra aveva dato al popolo italiano il respiro della grande storia ma si tenterà di sommergere questo respiro nelle contese fratricide delle parole redditizie e nelle agitazioni di piazza, poiché gli estremisti di sinistra rinnegano la guerra; rinnegano quattro anni di sofferenza e di martirio, rinnegano la gioia del combattimento e il sublime patire per un ideale. Rinnegano persino la angosciosa tristezza del dolore ed il diritto socratico del lirico morire. Di fronte a questo spasimare di rinuncie e di rivolte i difensori della fede nazionale non fanno che agitare un'altra bandiera di rivolta. Concordi così tutti nel tentativo di abbattere lo Stato e le istituzioni, gli unici strumenti di solidarietà, per cercare di sostituirvi le aspirazioni del proprio partito.

Col nuovo sistema la vecchia Camera del 1913 ne esce completamente trasfigurata: i liberali democratici e costituzionali da 319 scendono a 179, i radicali da 73 a 39, i repubblicani da 17 a 8, mentre i popolari da 29 passarono a 100 ed i socialisti ufficiali da 52 balzarono a 155. Il 1° di Dicembre ha luogo l'inaugurazione della nuova legislatura, e la Regina e il Re nell'aula della Camera sono entusiasticamente applauditi. I socialisti ufficiali ed i repubblicani non presenziano alla manifestazione. Le cronache del tempo narrano come lungo tutto il percorso dal Quirinale a piazza Montecitorio e viceversa, i Sovrani siano accolti da acclamazioni che divengono deliranti quando rientrati alla Reggia sono costretti ad affacciarsi più volte al balcone per ringraziare la folla che agita cappelli e fazzoletti e intona l'inno al Piave. In seguito a tali dimostrazioni gli estremisti scatenano scioperi in tutta Italia con episodi di violenza, e alla Camera i loro rappresentanti iniziano un'azione di ostruzionismo a qualunque iniziativa così che i giornali sono concordi nel rilevare il disorientamento in cui è costretto il governo per questa indecorosa condotta. Scrive il socialista Garzia Cassola sul Secolo del 15 dicembre: «Ci pareva di essere non davanti ad una assemblea legislativa, ma nel bel mezzo del più tumultuoso comizio di piazza. Tutti fanno la voce grossa, tutti si industriano di apparire più audaci, anzi più rivoluzionari. E' un mercato, è una fiera, è la confusione delle lingue. Coloro che per tradizione e per abito mentale rappresentano meglio il principio di conservazione danno dei punti ai socialisti infatti oggi i cattolici hanno data intera la misura della loro demagogia, generando il tumulto e togliendo a se stessi ogni credito».

In mezzo a tanta confusione l'on. Modigliani, spalleggiato dall'estrema sinistra termina un lungo discorso auspicando il rinnovamento di tutte le finalità, rinnovamento che secondo il deputato toscano si chiama in quest'ora storica la Repubblica, oggi borghese, domani socialista». Ma l'on. Nitti Presidente del Consiglio ha buon gioco per chiamare a raccolta la maggioranza e costringere l'estrema sinistra nel suo rifugio settario.

Al di fuori e al di sopra di noi, al di fuori e al di sopra delle tre competizioni, è Colui il quale ha avuto durante la guerra una tale virtù, una tale probità, che sì è messo lo ripeto, al di fuori e al di sopra di tutti noi. A Lui che ha sempre considerato ogni trionfo della democrazia come la forza stessa delle patrie istituzioni, alla Maestà del Re mando, in nome del Parlamento e del Paese, un saluto riconoscente e riverente: Viva il Re! ».

il Vivissimi generali e reiterati applausi e grida di Viva il Re!, da tutte le parti della Camera ad eccezione dell'estrema sinistra che risponde con grida di Viva la repubblica.

Da ogni settore della Camera moltissimi deputati si affollano al banco del Governo e plaudono ripetutamente al Presidente del Consiglio. Alcuni deputati dell'estrema sinistra rispondono con canti e grida di Viva il socialismo! Clamori e proteste da altre parti e grida di Viva il Re, Viva l’ltalia! (2).
E' Presidente della Camera l'on. Orlando il quale si guarda bene dall’intervenire per protestare - come suo dovere - contro le parole dell'on. Modigliani.

L'on. Nitti ottiene la fiducia. Nella compilazione della riposta al discorso della Corona i repubblicani dichiarano di non aderire, e l'Avanti! nel riferire il fatto così commenta: « Come è noto costoro rispondono alla Corona soltanto quando vengono chiamati al potere. E allora rispondono di sì ».


(1) Al paganesimo politico socialista bolscevizzante del Partito Popolare contrasta la struttura dei quadri dirigenti. Nelle elezioni del 16 novembre 1919 i candidati sono così classificati:

Conti, marchesi, principi . . . .   . N. 23
Cavalieri, commendatori … > 45
Avvocati . . . .   > 138
Altri professionisti . . . .> 136
Senza professione . . . . . .> 35
Operai . . . . . . . . . .     > 36

N. 413

L'Avanti! commenta: Non c'è male davvero; la causa di Cristo è in buone mani, fra principi, commendatori ed avvocati il Vangelo corre pericolo di diventare un... manuale per fare le monete false!.

(2) Atti parlamentari - Camera dei deputati.

Nessun commento:

Posta un commento