NON VI E' DUBBIO CHE UNA NAZIONE PASSATA DA UN REGIME MONARCHICO AD UN REGIME REPUBBLICANO SIA UNA NAZIONE «DECLASSATA», E CIÒ NON PUÒ NON ESSERE AVVERTITO DA CHIUNQUE ABBIA UNA SENSIBILITÀ PER VALORI I QUALI, PER ESSERE SOTTILI E IMMATERIALI, NON PER QUESTO SONO MENO REALI.

venerdì 22 febbraio 2019

Il Re smonta gli argomenti fallaci dei separatisti catalani


    di Carmen Enriquez




















21/02/2019 19:01
Ancora una volta, doveva essere il Re a mettere i puntini sule “i” e affrontare l'errore di quelli che siedono sul banco degli imputati del “procés” ripetono senza scrupoli affermando che per loro la democrazia è al di sopra della legge e del diritto.


Mentre i politici provenienti da diverse forze presenti in Parlamento sono impegnati scambiarsi accuse e a dirsi in faccia ogni tipo di infamia - vera o falsa- il che ci fa prevedere la disastrosa campagna elettorale incombente, Felipe VI ha usato una grande dose di buon senso con le sue parole al Congresso Internazionale dei Giuristi tenutosi a Madrid questa settimana

Dire con forza ai più prestigiosi professionisti nel mondo occidentale che "non è lecito a fare appello a una presunta democrazia al di sopra della legge e del diritto, perché senza il rispetto delle leggi non esistono né convivenza né democrazia, ma l'insicurezza, l'arbitrarietà e, in ultima analisi, il fallimento dei principi morali e della società civile" significa affrontare senza timore di critiche l'argomento fallace che i separatisti catalani hanno usato nella Corte Suprema  cercando di giustificare i loro gravi crimini. 

Questo è esattamente ciò che ha fatto il Re in modo inequivocabile, che nessuno possa ingannarsi e sappia con certezza che l'argomento che hanno usato coloro che sono coinvolti nel referendum il 1 ottobre 2017 è ingiusto e falso.

Ma non finisce qui la necessità per il monarca di raccogliere una grande dose di pazienza e integrità contro il movimento indipendentista catalano, perché dal prossimo fine settimana Don Felipe deve prepararsi ad affrontare di nuovo una serie di offese e atti di mancanza di rispetto che indubbiamente, i responsabili della Generalitat della Catalogna, del Parlamento catalano e del Comune di Barcellona prepareranno agli atti di apertura del Mobile World Congress 2019 che inizierà questa domenica nella capitale catalana.

Il presidente Quim Torra, quello del Parlamento, Roger Torrent, e il sindaco Ada Colau devono tramare da giorni per chiarire al Re che non sono a favore della Monarchia parlamentare, ne della subordinazione della Generalitat allo Stato spagnolo e questo dà loro la luce verde per essere scortesi e irrispettosi verso la prima autorità della Nazione. 
Un atteggiamento imperdonabile e ulteriormente aggravato l'anno precedente, nel caso di Colau dicendo privatamente a Re Filippo che non aveva nulla contro di lui, ma non è d'accordo con l'istituzione della Corona. La tipica ambiguità di qualcuno che tenta futilmente di essere allo stesso tempo buono con Dio e con il diavolo.




Nessun commento:

Posta un commento