NON VI E' DUBBIO CHE UNA NAZIONE PASSATA DA UN REGIME MONARCHICO AD UN REGIME REPUBBLICANO SIA UNA NAZIONE «DECLASSATA», E CIÒ NON PUÒ NON ESSERE AVVERTITO DA CHIUNQUE ABBIA UNA SENSIBILITÀ PER VALORI I QUALI, PER ESSERE SOTTILI E IMMATERIALI, NON PER QUESTO SONO MENO REALI.

lunedì 30 novembre 2020

Puntualizzazioni opportune e necessarie

Pubblicato  il 27  novembre  su  "Un sogno  italiano" diretto  da Salvatore Sfrecola


Superando il disgusto per le vergognose dichiarazioni di ministri e sottosegretari in merito alle chiusure sciistiche ed al coprifuoco anche per il Santo Natale, da veri “sepolcri imbiancati” quali sono, cerchiamo di diffondere alcune importanti statistiche, di cui non vi è traccia nella stampa di “regime”. Cominciamo dal dato più importante e cioè che i 1.509.875 colpiti, rappresentano poco più del 2,50% rispetto alla popolazione “ufficiale” di 60 milioni, per cui, anche ulteriori incrementi, prima della vaccinazione della popolazione ben difficilmente potranno portare il dato dei colpiti dal virus a percentuali più preoccupanti. Il secondo dato, altrettanto importante è il numero dei decessi di 52.250 cioè il 3,46% rispetto al totale delle persone colpite, mentre imponente è il numero dei guariti di cui la maggioranza è guarita rimanendo in casa, curandosi normalmente, con sistemi che avrebbero dovuto essere maggiormente segnalati nei famosi giornali, evidenziandone le modalità ed i medicinali adeguati, alleggerendo così il carico ospedaliero, che è la maggiore preoccupazione governativa. 

Tornando al numero dei decessi allo stesso è stato dato grande rilievo, ( un giornalista del grande Corriere lo ha definito “strage”, forse non conoscendo il significato di questo termine ) per cui vediamo qual è il numero dei decessi in Italia, ante Covid :nel 2015 sono stati 653.000, poi nel 2016, furono 613.000, nel 2017 risalirono a 650.614, nel 2018 calarono lievemente a 636.000 e nel 2019 ritornarono a 647.000. Come si nota il numero è sempre intorno ai 650.000 tranne il 2016, per cui l’aumento di quest’anno rappresenta meno del 10%, rispetto al passato, dato non trascurabile, ma neanche tragico, come è invece il tono catastrofista del governo. 

E di questi decessi qual è la loto composizione ? Il dato disaggregato ( tutti i dati citati sono ufficiali ISTAT ), più recente si riferisce al 2017 e vede il 35,8% dei decessi per malattie cardiocircolatorie,l’8,20% per malattie respiratorie, ed il 27,7% per cause tumorali, in cifra 180.081, cioè più di tre volte le attuali vittime del corona virus. E’ quindi il caso di farne una tragedia, con gravissime conseguenze economiche e sociali alle quali le formule assistenziali, oltre al loro costo non indifferente, non danno che risposte temporanee ed assistere alla ulteriore diminuzione delle nascite, ( gravissimo problema per il nostro futuro di italiani), all’aumento degli squilibri mentali, degli atti autolesivi e suicidari dei giovani e giovanissimi, con possibili future conseguenze, alle violenze contro le donne. 

Tutto questo per aver seguito gli estremisti del rigore, dimenticando che sempre ed ovunque l’estremismo, anche ispirato alle migliori intenzioni, è anch’esso una malattia, il cui rimedio è nella moderazione dei toni, nell’enunciare le precauzioni da adottare ed i pochi e chiari obblighi, e farli eseguire dando il tempo ragionevole per verificarne i risultati senza il ridicolo balletto, “oggi sì, e domani chissà”.

Domenico Giglio



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