NON VI E' DUBBIO CHE UNA NAZIONE PASSATA DA UN REGIME MONARCHICO AD UN REGIME REPUBBLICANO SIA UNA NAZIONE «DECLASSATA», E CIÒ NON PUÒ NON ESSERE AVVERTITO DA CHIUNQUE ABBIA UNA SENSIBILITÀ PER VALORI I QUALI, PER ESSERE SOTTILI E IMMATERIALI, NON PER QUESTO SONO MENO REALI.

lunedì 2 febbraio 2015

La Monarchia e il Fascismo - decimo capitolo - II

Entusiasmi ecclesiastici per Mussolini

In occasione della sigla al Patto a Quattro (1) lo Osservatore Romano così commenta la seduta del Senato del 9 giugno 1933: «Vive ed agisce perchè ha già dettato un discorso come quello del Capo del Governo italiano: il quale, non solo ha palesato quante strade siano state tracciate ed aperte per condurre all'intese di pace, ma queste, che potevano condurre a contrasti e conflitti siano state ripudiate e cancellate. Tributiamo pertanto il nostro plauso a quella che giuridicamente sarebbe oggi, solo, la promessa di una conquista, ma con tanto maggior letizia quanto più essa in realtà è ormai una conquista promettente.»

Due giorni appresso lo stesso giornale riporta la visita dei tremila pellegrini spagnoli al Papa il quale parlando loro del Patto a Quattro dice che era rimasto nel dubbio, nelle incertezze, in mezzo a contrarietà: «quel che oramai tutti chiamano il Patto a Quattro, questo Patto delle grandi Nazioni europee, che, se non altro assicura al mondo intero - preziosa assicurazione - un periodo di dieci anni di pace, di più facili intelligenze, di più facili armonizzazioni degli interessi, anche se contrastanti e difficile a mettersi insieme, è stato attuato».

Il Santo Padre conclude dicendo ai pellegrini, a questo proposito, che «Noi qualche cosa abbiamo veramente diritto e il dovere di attribuire alle preghiere che, più che mai in questi ultimi tempi e massime nell'Anno Santo, veniamo chiedendo a tutti e dovunque per la pace e per il sollievo del mondo »...

Ed il venerando cardinal Vannutelli, decano dei Sacro Collegio, afferma: «Il nostro Duce ha ordinato e disciplinato mirabilmente la vita italiana. Ha fatto molte grandi opere, buone e molte altre di certo ne compirà con l'aiuto del Signore». Monsignor Videmari, allora vescovo di Ogliastra così si esprimeva: «Un governo nuovo e virile sta rinnovando ogni cosa. E sia con ordini dati in varie occasioni, sia con i mirabili suoi diaconi Mussolini ha esaltato insperatamente la religione di Cristo e la millenaria fede apostolica come vanto ed onore dell'Italia».

Quando Mussolini si reca a visitare il Duomo di Milano il cardinale Schuster vi fa apporre a ricordo una lapide il cui testo vale la pena di riportare:

« Benito Mussolini - splendore dell'Epoca sua - qui il 30 ottobre 1934 Anno XII dell'Era Fascista - il Cardinale Ildefonso Schuster consenziendo alla dignità e all'onore del Tempio in forme egregie provvide - con nobiltà e fermezza - un tale fatto rammemorando - che a pieno e con maggiore gratitudine - solo i secoli futuri diranno».

Queste parole sono state integrate da quelle apparse in altra lapide nell'ottobre del 1936:

«Gesù Re dei popoli - dona anni lunghi e vittoriosi - all'Italia e al Duce - perchè la civiltà del mondo - tragga luce perenne - da Roma cristiana » (2).

Il regime, nella sua incontenibile esaltazione, ha anche trasferito la ricorrenza del Capo d'anno che non cade più il 1 di gennaio, ma il 28 ottobre, giorno iniziale del calendario e della numerazione annuale. Questa non avrà più origine dalla nascita di Gesù Cristo, ma dalla marcia su Roma. Nemmeno questa riforma che rasenta la bestemmia trattiene certi grandi prelati ed è lo stesso cardinale Schuster che il 28 otobre 1935 consacra la comunanza tra Chiesa e Regime, della nuova era, l'Era Fascista: < Questa mattina in Duomo avete voluto abbinare la solennità dei Santi Simone e Giuda col 13' anniversario della marcia su Roma. Questo non è punto un mescolare il sacro al profano, ma è proprio un fare della sana filosofia della storia o meglio è un fare opera di fede, sollevando gli eventi della vita nazionale ad una più alta visione nella luce di quella Divina Provvidenza che coordina i fatti e li dirige al nostro miglior bene. Il 28 ottobre ha infatti aperto un nuovo capitolo nella storia della penisola, anzi nella storia della Chiesa cattolica il Italia ».

Neppure i federali parlano così, eppure il Principe della Chiesa va anche più in là; egli accetta di parlare alla Scuola di Mistica Fascista ed il 28 di febbraio del 1937 vi pronuncia una allocuzione dalla quale togliamo questo singolare brano: «lo volentieri paragonerei la situazione di Roma alla morte di Giulio Cesare, alle condizioni disastrose dell'Italia dopo Caporetto, con l'indebolimento dell'autorità statale di fronte ai partiti cozzatisi fra loro. Ma come allora la Divina Provvidenza inviò Ottaviano, cosi anche in Italia sorse l'Uomo Provvidenziale, il Genio il quale salvò lo Stato fondò l'Impero e diede alle coscienze italiane la più perfetta unità nazionale in grazia della Pace Religiosa».

Ma l'alleanza tra fascismo e Papato si può considerare come un fatto naturale perché ambedue sono istituzioni autoritarie ed anti-liberali. Nel periodo immediatamente precedente la marcia su Roma l'Osservatore Romano aveva avuto una ripresa di avversione al liberalismo. Un tale che firmava g. scriveva dei corsivi semplicemente disgustosi, dove la nota dominante era la menzogna. Si accaniva contro la «liberaleria» per certi innocui, incidentali coincidenze di vedute, in particolarissimi dettagli di quistioni di importanza municipale, per concludere che il liberalismo è il padre del bolscevismo! Ma non accennava mai al bolscevismo autentico del Partito Popolare e di Miglioli quando questi invitava i contadini all'occupazione delle cascine, al furto del bestiame ed all'estromissione dei padroni. Del resto, non aveva detto il cardinal Gasparri a don Sturzo: «meglio collaborare con Turati che con Sonnino» ? E Benedetto XV: «Dunque don Sturzo avrà capito che noi preferiamo i socialisti ai liberali di tipo Sonnino...». Il Vaticano si schiera tutto a favore del regime, salvo poche, limitate, circoscritte, interessate discordanze, come la Enciclica del 30 giugno 1931, Non abbiamo bisogno, la condanna all'Indice di Gentile e di Oriani (come di Croce del resto) e la dichiarazione di nullità del giuramento imposto ai funzionari, atto questo di discutibile moralità in quanto istigava i furbi al doppio giuoco ed al tradimento.

Tuttavia la Chiesa si accorda con Mussolini capo di una fazione, mentre aveva sempre ignorato il Re d'Italia, il Re liberale e democratico per eccellenza.


(1) Il Patto a Quattro, conseguenza del patto di Locarno, doveva impegnare Italia e Francia, Inghilterra e Germania (con la successiva e significativa adesione del Belgio) ad una politica di collaborazione e di pace, in funzione anti-russa. Venne siglato a Stresa ma non si addivenne alla firma definitiva a causa della ostilità francese.


(2) Con lo spirare del vento contrario e con la... crisi di coscienza del Vaticano voltosi improvvisamente all'antifascismo ed al repubblicanesimo, le due lapidi sono state fatte prudentemente scomparire.


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