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| Squadristi |
L'intolleranza, il disordine
bolscevico, hanno indotto le masse e la borghesia a cercare un rifugio.
Dobbiamo quindi considerare
ora e valutare quanta
parte ha l'azione dei fascismo
nell'arginare la propaganda e l'azione rivoluzionaria del bolscevismo, cioè
quella quotidiana opera sovvertitrice, dello stillicidio sistematico degli
scioperi e dei colpi di mano.
Se il 1919 fu l'anno dei
primi orientamenti, il 1920 l'anno delle prime affermazioni. La strenua difesa della
Vittoria e l'accanita opposizione a Wilson per la sistemazione dell'Adriatico,
gli fanno guadagnare le simpatie dei combattenti e della gioventù
nazionalista inquadrata nei «Sempre pronti», al comando di Raffaele Paolucci.
In questa sua campagna Mussolini affronta e sacrifica amici che gli furono al
fianco durante l'intervento. Rimprovera aspramente a Gaetano Salvemini la sua amicizia
con certo signor Luchaire, capo di un ufficio dì propaganda a Firenze per il
consolidamento dell'imperialismo francese. Sostiene costui il diritto di espansione
della democrazia francese e lo nega al popolo italiano: egli pubblica pure una
rivista che agita questi principii ed il Salvemini vi collabora; aderisce cioè all'imperialismo francese e contesta col Luchaire il diritto al popolo
italiano di espandersi (1). Ma il
Salvemini è stato sempre un tenace oppositore dei nostri diritti non solo coloniali,
ma soprattutto nei confronti con la nostra sicurezza nel mare Adriatico,
solidale in questo con le teorie dello Sforza, al quale Mussolini pone alcuni
scottanti quesiti: « Ma dunque ignora l'on. Sforza le contumelie e gli intrighi
e le provocazioni che hanno accompagnato da parte dei nostri vicini le nostre
peripezie in Albania? Ignora che gli stessi organi ufficiosi di Belgrado hanno
incoraggiato gli insorti albanesi e che il nostro abbandono di Valona è stato
salutato in tutta la Iugoslavia con frasi per noi ingiuriose?».
Intanto continuano le
reazioni delle folle contro le intemperanze
dei socialisti ed incomincia ad affluire l'elemento operaio e contadino nelle
organizzazioni fasciste. La valle padana, l'Emilia in modo particolare gli offre
larga messe; in Romagna, dove il pensiero è
nato nel culto della Patria e rappresenta la luminosa tradizione garibaldina,
il tentativo di connubio coi rossi non riesce incontrandosi pur tuttavia le due
parti in una propaganda deleteria di diffamazione contro le istituzioni. Il
fascismo invece cori la sua attività
animatrice spiegata sul terreno nazionale riesce a conquistare anime e cuori: domani
saranno le implacabili legioni quadrate fatte di popolo, della rude gente dei
campi. Quei piccoli borghesi che sono i mezzadri, i quali costituiscono il grosso
dell'armata repubblicana, passano ai fasci. Fenomeno di capitale importanza - poiché
in Romagna l'attività sindacale è la maggiore forza politica – che si spiega
così: la violenza socialista e repubblicana, cioè
questa tensione perenne in clima di agitazione e di rivolta, compromette
l'economia mezzadrile ed i coloni si rifugiano sotto la protezione di chi
promette loro tranquillità di lavoro. Ed
è così che la Romagna prima e poi tutta
la valpadana diventano fasciste. Lo stesso Nenni che non è ancora passato al
socialismo bolscevizzante,
rimprovera i suoi amici repubblicani di non sapersi decidere ad una aperta
chiarificazione e scrive al « Caro Mussolini: in fondo io non rimprovererei i
miei ex amici repubblicani di essere fascisti che così avrebbero un metodo - ma
d'essere delle anime sperdute nel buio, né fascisti, né socialisti, a volte filo-fascisti,
a volte filo-socialisti. Che confusione e che malinconia». Il Nenni si
intrattiene ancora sulle simpatie che i repubblicani hanno per il fascismo e li
rimprovera per il loro inopportuno atteggiamtento anti-monarchico: « In queste
condizioni non può sfuggire ai repubblicani che un problema istituzionale - nel
senso tradizionale della parola - in Italia non c'è o almeno non è così
preminente, così importante da richiamare l'attenzione della opinione pubblica
».
Ciononostante nel ravennate,
dove fioriscono le più forti associazioni dei « mazziniani veri » si lavora a
preparare non la repubblica borghese, ma bensì la repubblica sociale, quella
voluta da Mussolini, quella tal repubblica che sei anni prima egli aveva
tentato di instaurare durante la settimana rossa con relativi alberi della
libertà in piazza ed i polli a 50 centesimi la coppia... Ma l'eccidio di
palazzo d'Accursio fa dimenticare alla borghesia conservatrice e patriottarda i
trascorsi barricadieri del rosso tribuno e si accoda ai suoi gagliardetti, che
attraversano fra ali di popolo acclamante le vie di Bologna. A poche settimane
di distanza un'imboscata comunista a Ferrara provoca imponenti funerali alle
vittime e la rivolta si estende, Il trionfo del fascismo è oramai consacrato:
la inconcepibile epilettica arroganza dei partiti di sinistra e lo smarrimento
per non dire la paura della borghesia, sono gli elementi del successo.
(1)
Il Salvemini aveva sposato La moglie divorziata del Luchaire ed il figlio di
questi, Jean (padre di Corínne la nota artista cinematografica) sarà fucilato a
Vincennes per aver aderito al governo di Vichy.

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