NON VI E' DUBBIO CHE UNA NAZIONE PASSATA DA UN REGIME MONARCHICO AD UN REGIME REPUBBLICANO SIA UNA NAZIONE «DECLASSATA», E CIÒ NON PUÒ NON ESSERE AVVERTITO DA CHIUNQUE ABBIA UNA SENSIBILITÀ PER VALORI I QUALI, PER ESSERE SOTTILI E IMMATERIALI, NON PER QUESTO SONO MENO REALI.

mercoledì 28 agosto 2019

Il libro azzurro sul referendum - XV cap - 1-4


Colpo di Stato

Il Consiglio dei Ministri prima della definitiva proclamazione della Corte di Cassazione afferma che l’esercizio delle funzioni di Capo dello Stato spetta « ope legis» al Presidente del Consiglio (notte del 13 giugno)
1) Dichiarazione del Consiglio dei Ministri.
2) Dichiarazioni in Consiglio dei Ministri: Nenni, Bracci, Corbino, De Gasperi. - Voto contrario di Cattani.
3) Dichiarazione di Cattani.
4) Giudizio dell’Avvocato Carlo Scialoia.
5) Fermento popolare a Napoli. Giudizio dell’avv. Carlo Scialoia.
6) Fratture: determinazione del «Comitato indipendentisti ».
7) Commento del « Times and Tide ».
8) Il trapasso non fu legale.
9) Quasi una metà del popolo italiano per il Re.

Dichiarazione del Consiglio dei Ministri (notte del 13 giugno 1946)

«Il Consiglio dei Ministri riafferma che la proclamazione dei risultati del « referendum » fatta il 10 giugno dalla Corte di Cassazione nelle forme e nei termini dell'art. 17 del D.L.L. 23 aprile 1946, n. 219 ha portato automaticamente alla instaurazione di un regime transitorio durante il quale, fino a quando l'Assemblea Costituente non abbia nominato il Capo provvisorio dello Stato, l'esercizio delle funzioni di Capo dello Stato medesimo spetti « ope legis» al Presidente del Consiglio in carica. Tale situazione costituzionale creata dalla volontà sovrana del popolo, nelle forme  previste dalla legge luogotenenziale, non può considerarsi modificata dalla comunicazione odierna di Umberto Il al Presidente del Consiglio.
Il Governo, sapendo di poter contare sul senso di disciplina di tutti gli organi dello Stato, rinnova il suo appello a tutti cittadini, perché nel momento attuale, decisivo per le sorti del Paese  all’interno e nei rapporti internazionali, lo sorreggano concordemente con la loro vigile disciplina e col loro patriottismo nel compito di assicurare la pacificazione e l’unità nazionale».

Dichiarazioni in Consiglio dei Ministri (1) Nenni, Bracci, Corbino, De Gasperi


Nenni: Tutto ora è chiaro; conforme alla legge e alla volontà del popolo. Se per avventura l’ex Re non vi si inchinasse, si porrebbe fuori legge; allora sarà più che giusto mettergli le mani addosso». Qui è il nodo: i signori del Viminale si erano radunati quella notte avendo tutto pronto per l’uso della forza. Se il Re non fosse partito l’Italia sarebbe stata gettata nel sangue per opera di un gruppetto di faziosi! Bracci: « La partita è decisa; Umberto non può più esercitare le funzioni di Capo dello Stato. Noi riconosciamo solo il Presidente e lo annunciamo stasera al popolo. Non è solo la nostra volontà, è la volontà della legge e del Paese. Nessuno può disubbidirle, né il Savoia, né noi, né lo stesso Presidente. Al Presidente spetta ora valersi dei poteri come meglio crede. Noi collaboreremo ». Corbino: «In definitiva la questione riguarda la persona di De Gasperi. Vorrei sapere se si rende conto della responsabilità che assume con questo o. del g., considerato che domani egli potrà apparire come un usurpatore ». De Gasperi: « Se il Consiglio vuole così approviamo pure l'o. del giorno fermo restando però che nessuno assumerà tali poteri ». Ognuno di noi si ritiene impegnato in tal senso ». Al termine della riunione i ministri e lo stesso Presidente si offrirono quasiia alla curiosi dei giornalisti; il più imprudente fu proprio De Gasperi che, appena richiesto se intendesse assumere le funzioni di Capo dello Stato rispose testualmente : « Che significa? Di fatto lo sono Capo dello Stato! Se assumere significa prender possesso di qualche cosa che non si ha, non ho nulla da assumere. In pratica ho il diritto di intervenire come Capo dello Stato e, se sarà necessario firmare una legge, la firmerò ». Cattani vota contro e chiede sia messa a verbale la motivazione « Perchè lo ritengo pericoloso per la pace degli italiani». 

Dichiarazione di Cattani in Consiglio dei Ministri

« Mi risulta che alcuni firmatari di ricorsi alla Cassazione sono stati arrestati. Questi metodi sono inqualificabili, ed io chiedo immediati provvedimenti in favore della libertà di pensiero e di azione».

Giudizio dell'Avv. Carlo Scialoia sul comunicato del Governo

« lo penso, che si debba decidere così: il Sovrano resta a Roma sino al ver detto. In giornata invia al Governo una protesta scritta, sì da mettere il Consiglio in stato di accusa. Se la cosa deve scoppiare, scoppierà su un estremo di legalità » (1) Da Storia segreta. pag. 205.

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