NON VI E' DUBBIO CHE UNA NAZIONE PASSATA DA UN REGIME MONARCHICO AD UN REGIME REPUBBLICANO SIA UNA NAZIONE «DECLASSATA», E CIÒ NON PUÒ NON ESSERE AVVERTITO DA CHIUNQUE ABBIA UNA SENSIBILITÀ PER VALORI I QUALI, PER ESSERE SOTTILI E IMMATERIALI, NON PER QUESTO SONO MENO REALI.

mercoledì 27 marzo 2013

La Monarchia e il Fascismo- VII


Le elezioni politiche del 16 novembre.

Nella campagna delle elezioni politiche, per i collegi di Ravenna e Forlì troviamo candidati della Consociazione repubblicana romagnola elementi che operano nell'ambito dei Fasci di combattimento: Pirolini, Mario Gibelli, Pio Schinetti, Ferdinando De Cinque (fondatore con Ferruccio Vecchi e Pietro Nenni del fascio di Bologna), Ubaldo Comandini, Ulderico Mazzolani. A Bologna si tengono delle riunioni dove, si proclamano i candidati, presenti i rappresentanti del Fascio e dell'Unione repubblicana. E così a Roma i repubblicani e i combattenti formano il Fascio d'Avanguardia coi socialisti riformisti e fanno comizi presieduti da Ettore Ferrari Gran Commendatore della Massoneria, e fra i candidati sono inclusi Innocenzo Cappa (che sarà un giorno fatto senatore da Mussolini), Giuseppe Romualdi, Giovanni Cuccia, Paolo Ceci, Attilio Susi, aderenti almeno spiritualmente al fascismo e in testa ai sottoscrittori brilla Romolo Vaselli futuro grande imprenditore. del Regime. Il settimanale fascista Roma Futurista, proclamandosi repubblicano invita a votare per la lista del Fascio d'Avanguardia, avvertendo che chi vota altrimenti è da considerarsi antifascista. I veri fascisti di Roma sono dunque i repubblicani. E infatti l'Iniziativa riproduce con risalto l'articolo. A Milano il repubblicano Maestro Arturo Toscanini, « condottiero di anime, dominatore di sensibilità ed espertissimo pilota di uragani sonori » è in lista con Mussolini.
Nei comizi parla Decio Canzio Garibaldi repubblicano storico dei più autorevoli e fascista dichiarato. Altro candidato è il Marinetti che sull'Iniziativa scrive testualmente: « Liberata l'Italia dall'ingombro della Monarchia, Senato, Papato mediante la forza dinamica di eccitatori di energia giovanile, la vampa patriottica dell'arditismo, le scuole di coraggio fisico e di eroismo, le mostre libere del genio creatore, il proletariato dei geniali italiani darà finalmente il suo massimo rendimento di luce italiana nel mondo ». Esempio tipico di collegamento fra il futurismo e l'arditismo repubblicano, entrambi tanto cari a Mussolini. I proclami degli arditi, pionieri del primo fascio milanese, hanno largo appoggio sui periodici del Partito R.I. Ed è proprio la filo fascista Iniziativa, alla quale collabora Randolfo Pacciardi, che si associa con gioia alle parole che Alceste De Ambris scrive sul Fascio: « la guerra è stata vinta malgrado la Monarchia »!

Le due correnti politiche non scesero in campo con la lista concordata, ma è pur vero che era stata trattata una Alleanza che avrebbe dovuto agire sulla piattaforma della guerra; la cosa andò a monte per una pura questione di dettaglio, il che indusse il Bazzi a delporare l’accaduto al Congresso repubblicano di Roma.
Ma l'appoggio fascista i repubblicani lo ebbero attraverso i combattenti ed i mutilati le cui organizzazioni - eccettuata la Lega proletaria facente capo ai socialisti ufficiali - aderivano spiritualmente al Popolo d’Italia come apparve al Congresso che fu un  trionfo  del mussolinismo. Le loro non numerose liste sono quasi tutte concentrate in Romagna dove già fermenta il lievito fascista; negli altri collegi si sono fusi invece con altri partiti borghesi peraltro tanto detestati. Nei resoconti dei giornali ricorre sovente la qualifica di « fascista repubblicano » diretta ad esponenti del partito.

A Milano la lista del fascio riesce a racimolare poco più di quattromila voti, e il Maestro Toscanini ottiene 373 preferenze. L'Avanti! in una breve nota di cronaca intitolata Suicidio, scrive: «Nelle acque del Naviglio è stato pescato un cadavere in stato di avanzato stato di putrefazione. Era quello di Benito Mussolini».

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