NON VI E' DUBBIO CHE UNA NAZIONE PASSATA DA UN REGIME MONARCHICO AD UN REGIME REPUBBLICANO SIA UNA NAZIONE «DECLASSATA», E CIÒ NON PUÒ NON ESSERE AVVERTITO DA CHIUNQUE ABBIA UNA SENSIBILITÀ PER VALORI I QUALI, PER ESSERE SOTTILI E IMMATERIALI, NON PER QUESTO SONO MENO REALI.

mercoledì 24 luglio 2019

Buona memoria o l’oro di Mosca



Avere una certa età ed una buona memoria consente di non stupirsi o meravigliarsi di fronte ad eventi attuali, come adesso il caso di possibili finanziamenti russi ad un movimento politico italiano e della scoperta che su tale problema la magistratura milanese avesse aperto da mesi un fascicolo. 
Peccato che anni or sono, parliamo degli anni 1950 e 1960, né a Milano né in altre procure fossero stati aperti analoghi fascicoli su finanziamenti, questa volta reali, consistenti, effettivi, che sempre da Mosca, allora URSS (Unione repubbliche socialiste sovietiche), partivano a beneficio del Partito Comunista Italiano consentendogli una disponibilità economica per sedi del partito, giornali, manifesti e propaganda che surclassava gli altri partiti italiani, salvo briciole per i socialisti nenniani. E di questi finanziamenti vi erano state date notizie su giornali non comunisti, vi erano state indagini giornalistiche accurate e documentate, per cui non erano rimaste segrete, ma evidentemente in molti posti di comando, non solo giudiziari, ma anche governativi vi erano le famose scimmiette che non vedevano, non udivano e non parlavano, mentre se avessero visto, udito e parlato, forse la storia italiana da quegli anni avrebbe preso un diverso indirizzo. Ma specie la Democrazia Cristiana allora preferiva operare per dividere il partito monarchico, suo pericoloso concorrente, specie nel Meridione e perché non si costituisse alla sua destra un consistente coagulo liberaldemocratico, alieno da nostalgie, tralasciando la battaglia anticomunista, per la quale aveva preso i voti e lasciando che i comunisti si infiltrassero in tutti i settori della vita non solo politica e se poi, decenni dopo, il crollo dell’URSS coinvolse nella caduta anche i partiti comunisti occidentali i meriti vanno cercati altrove.
Domenico Giglio

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