NON VI E' DUBBIO CHE UNA NAZIONE PASSATA DA UN REGIME MONARCHICO AD UN REGIME REPUBBLICANO SIA UNA NAZIONE «DECLASSATA», E CIÒ NON PUÒ NON ESSERE AVVERTITO DA CHIUNQUE ABBIA UNA SENSIBILITÀ PER VALORI I QUALI, PER ESSERE SOTTILI E IMMATERIALI, NON PER QUESTO SONO MENO REALI.

martedì 7 maggio 2013

La Monarchia e il Fascismo - secondo capitolo VIII


Squadristi
Le masse danno segni di stanchezza e con la borghesia guardano a Mussolini, il «rosso tribuno romagnolo».

L'intolleranza, il disordine bolscevico, hanno indotto le masse e la borghesia a cercare un rifugio.
Dobbiamo quindi considerare ora e valutare quanta
parte ha l'azione dei fascismo nell'arginare la propaganda e l'azione rivoluzionaria del bolscevismo, cioè quella quotidiana opera sovvertitrice, dello stillicidio sistematico degli scioperi e dei colpi di mano.
Se il 1919 fu l'anno dei primi orientamenti, il 1920 l'anno delle prime affermazioni. La strenua difesa della Vittoria e l'accanita opposizione a Wilson per la sistemazione dell'Adriatico, gli fanno guadagnare  le       simpatie dei combattenti e della gioventù nazionalista inquadrata nei «Sempre pronti», al comando di Raffaele Paolucci. In questa sua campagna Mussolini affronta e sacrifica amici che gli furono al fianco durante l'intervento. Rimprovera aspramente a Gaetano Salvemini la sua amicizia con certo signor Luchaire, capo di un ufficio dì propaganda a Firenze per il consolidamento dell'imperialismo francese. Sostiene costui il diritto di espansione della democrazia francese e lo nega al popolo italiano: egli pubblica pure una rivista che agita questi principii ed il Salvemini vi   collabora; aderisce cioè all'imperialismo francese e    contesta col Luchaire il diritto al popolo italiano di espandersi (1). Ma il Salvemini è stato sempre un tenace oppositore dei nostri diritti non solo coloniali, ma soprattutto nei confronti con la nostra sicurezza nel mare Adriatico, solidale in questo con le teorie dello Sforza, al quale Mussolini pone alcuni scottanti quesiti: « Ma dunque ignora l'on. Sforza le contumelie e gli intrighi e le provocazioni che hanno accompagnato da parte dei nostri vicini le nostre peripezie in Albania? Ignora che gli stessi organi ufficiosi di Belgrado hanno incoraggiato gli insorti albanesi e che il nostro abbandono di Valona è stato salutato in tutta la Iugoslavia con frasi per noi ingiuriose?».

Intanto continuano le reazioni delle folle contro    le intemperanze dei socialisti ed incomincia ad affluire l'elemento operaio e contadino nelle organizzazioni fasciste. La valle padana, l'Emilia in modo particolare gli offre larga messe; in Romagna, dove il pensiero è nato nel culto della Patria e rappresenta la luminosa tradizione garibaldina, il tentativo di connubio coi rossi non riesce incontrandosi pur tuttavia le due parti in una propaganda deleteria di diffamazione contro le istituzioni. Il fascismo       invece cori la sua attività animatrice spiegata sul terreno nazionale riesce a conquistare anime e cuori: domani saranno le implacabili legioni quadrate fatte di popolo, della rude gente dei campi. Quei piccoli borghesi che sono i mezzadri, i quali costituiscono il grosso dell'armata repubblicana, passano ai fasci. Fenomeno di capitale importanza - poiché in Romagna l'attività sindacale è la maggiore forza politica – che si spiega così: la violenza socialista e repubblicana,       cioè questa tensione perenne in clima di agitazione e di rivolta, compromette l'economia mezzadrile ed i coloni si rifugiano sotto la protezione di chi promette   loro tranquillità di lavoro. Ed è così che la Romagna prima e poi tutta la valpadana diventano fasciste. Lo stesso Nenni che non è ancora passato al socialismo        bolscevizzante, rimprovera i suoi amici repubblicani di non sapersi decidere ad una aperta chiarificazione e scrive al « Caro Mussolini: in fondo io non rimprovererei i miei ex amici repubblicani di essere fascisti che così avrebbero un metodo - ma d'essere delle anime sperdute nel buio, né fascisti, né socialisti, a volte filo-fascisti, a volte filo-socialisti. Che confusione e che malinconia». Il Nenni si intrattiene ancora sulle simpatie che i repubblicani hanno per il fascismo e li rimprovera per il loro inopportuno atteggiamtento anti-monarchico: « In queste condizioni non può sfuggire ai repubblicani che un problema istituzionale - nel senso tradizionale della parola - in Italia non c'è o almeno non è così preminente, così importante da richiamare l'attenzione della opinione pubblica ».

Ciononostante nel ravennate, dove fioriscono le più forti associazioni dei « mazziniani veri » si lavora a preparare non la repubblica borghese, ma bensì la repubblica sociale, quella voluta da Mussolini, quella tal repubblica che sei anni prima egli aveva tentato di instaurare durante la settimana rossa con relativi alberi della libertà in piazza ed i polli a 50 centesimi la coppia... Ma l'eccidio di palazzo d'Accursio fa dimenticare alla borghesia conservatrice e patriottarda i trascorsi barricadieri del rosso tribuno e si accoda ai suoi gagliardetti, che attraversano fra ali di popolo acclamante le vie di Bologna. A poche settimane di distanza un'imboscata comunista a Ferrara provoca imponenti funerali alle vittime e la rivolta si estende, Il trionfo del fascismo è oramai consacrato: la inconcepibile epilettica arroganza dei partiti di sinistra e lo smarrimento per non dire la paura della borghesia, sono gli elementi del successo.

(1) Il Salvemini aveva sposato La moglie divorziata del Luchaire ed il figlio di questi, Jean (padre di Corínne la nota artista cinematografica) sarà fucilato a Vincennes per aver aderito al governo di Vichy.

lunedì 6 maggio 2013

Conferenza stampa di Italia Reale per Roma

Sottoscrizione Nazionale per Italia Reale per Roma



Cari amici, 
delle persone coraggiose hanno deciso di battersi per l'Italia e per la Monarchia a viso aperto riportando in mezzo alla gente il caro simbolo di Stella e Corona.

E' ovvio che noi salutiamo con grande gioia questa scelta coraggiosa ed auguriamo il migliore dei successi.
Senza soldi però, si dice a Napoli, non si cantano Messe.
Per questo vi segnaliamo la sottoscrizione nazionale a sostegno della lista di ITALIA REALE per ROMA.

L'IBAN ( le coordinate per effettuare bonifici ) del c/c bancario intestato a

ITALIA REALE: 

Banca Generali  IT69G0307502200CC8500503391. 

Ognuno faccia la parte che può!

Vengo a nome di Sua Maestà







CON IL PATROCINIO
 DELLA PROVINCIA DI SAVONA
DEI COMUNI DI ALASSIO, ALBENGA, CERIALE, LOANO E VILLANOVA D’ALBENGA                                                                   E DELL’UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER LA LIGURIA



IN COLLABORAZIONE CON IL MOVIMENTO CULTURALE
“RINNOVAMENTO NELLA TRADIZIONE”
               
NEL XXX ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA DI
S. M. UMBERTO II RE D’ ITALIA
(Racconigi 15 settembre 1904 - Ginevra 18 marzo 1983)




“ … Con l'animo colmo di dolore ma con la serena coscienza di aver compiuto ogni sforzo per adempiere ai miei doveri, io lascio la mia terra. Si considerino sciolti dal giuramento di fedeltà al Re, non da quello verso la Patria, coloro che lo hanno prestato e vi hanno tenuto fede attraverso  tante durissime prove. Rivolgo il mio pensiero a quanti sono caduti nel nome dell'Italia e il mio saluto a tutti gli Italiani. Qualunque sorte attenda il nostro Paese, esso potrà sempre contare su di me come sul più devoto dei suoi figli. Viva l'Italia”. Proclama di saluto agli Italiani del 12 giugno 1946

*****

ISTITUTO NAZIONALE PER LA GUARDIA D’ONORE ALLE REALI TOMBE DEL PANTHEON I. N. G. O. RR. TT. P.

CITTA’ DI ALASSIO (SV)

LA S.V. E’ INVITATA

SABATO 18 MAGGIO 2013 ORE 16:30

BIBLIOTECA CIVICA “ENZO DEAGLIO” - AUDITORIUM “ROBERTO BALDASSARRE”
PIAZZA AIRALDI E DURANTE, 7


CONFERENZA
“VENGO A NOME DI SUA MAESTA’”
 RE UMBERTO II: SETTANT’ANNI DAL 1943,                                         TRENT’ANNI DALLA MORTE



ALLA PRESENZA DI
S. A. R. LA PRINCIPESSA MARIA ISABELLA DI SAVOIA GENOVA



RELATORI
GUSTAVO MOLA DI NOMAGLIO, STORICO E GIORNALISTA
STEFANO EMANUELE MONTI BRAGADIN, UNIVERSITA’ DI GENOVA

*****

SALUTI
PAOLO CECCARELLI, COMMISSARIO PREFETTIZIO COMUNE DI ALASSIO
ANGELO VACCAREZZA, PRESIDENTE PROVINCIA DI SAVONA
MARCO MELGRATI, CONSIGLIERE REGIONALE

INTERVENTI
UGO D’ ATRI, PRESIDENTE I. N. G. O. RR .TT. P.
RICCARDO GAROSCI, ISPETTORE REGIONALE PER IL PIEMONTE I. N. G. O. RR. TT. P.
NICCOLO’ CALVI DI BERGOLO

INTRODUCE
FABRIZIO MARABELLO
ISPETTORE GENERALE PER LA COMUNICAZIONE  I. N. G. O. RR. TT. P.

*****

SI RINGRAZIA LA N. D.  ELISABETTA PERILLO PER L’ALLESTIMENTO DELLA
“COLLEZIONE RE UMBERTO II”

*****

INGRESSO LIBERO

INFO : tel.  0182.648078 – mail biblioteca@comune.alassio.sv.it


*****

 ORE 20
VIN D’HONNEUR
CAFFE’ BALZOLA LOCALE STORICO D’ITALIA - PIAZZA G. MATTEOTTI, 26

R. S. V. P.
entro giovedì 16 maggio
tel. 329.8075965 – mail gdorealitombe.sv@libero.it

ITALIA REALE, L’ALTERNATIVA NON GRILLINA ALLO SFASCIO REPUBBLICANO




COMUNICATO STAMPA

CONFERENZA STAMPA


Presentazione della lista monarchica per il rinnovo del Consiglio Comunale di Roma

Roma, Hotel Nazionale, Piazza di Montecitorio 131 - 6 maggio 2013, ore 12.00

Italia Reale si presenta alle elezioni comunali di Roma con una propria lista. Nei giorni in cui la crisi delle istituzioni repubblicane si è manifestata nel lungo impasse post-elettorale, il movimento politico nazionale dei monarchici, aperto a ogni espressione sana della società civile, propone una risposta diversa, offrendosi come alternativa non grillina al sistema che ha generato corruzione, insicurezza e povertà. Dopo 40 anni di sostegno ai partiti repubblicani, i monarchici si smarcano e scendono in campo ripartendo dalla Capitale, con una proposta capace di interpretare l’esigenza di cambiamento di cui la società è permeata.

«Né con Alemanno, né con la sinistra: noi vogliamo essere l’alternativa vera al sistema dei partiti in putrefazione. Non ci alleeremo con nessuno, vogliamo rappresentare sul serio i cittadini», dichiara Angelo Novellino, il professionista non della politica (è dottore commercialista), candidato sindaco dei monarchici. «Italia Reale - spiega Novellino - si batte per i valori della Sovranità, della Legittimità e della Sussidiarietà, ovvero per un’Italia non succube dell’Unione europea, un Parlamento riempito da persone per bene e meritevoli, che si ergano a difesa di chi sta economicamete peggio».

Abolizione degli inutili parlamentini dei municipi, snellimento e maggiore efficienza della macchina amministrativa, 3.000 euro per ogni bambino che nasce, agevolazioni alle famiglie con anziani e disabili, introduzione del canone per gli alloggi e le utenze fornite nei campi nomadi, istituzione del vigile di quartiere sono solo alcuni punti del programma dei monarchici “realisti”, tra le fila dei quali militano filo Savoia, filo Aosta, filo Borbone Spagna e Napoli tutti riuniti nel motto ‘Gli Italiani innanzitutto’ e sotto l’egida del glorioso simbolo di Stella e Corona.

In lista, di cui è testimonial la principessa Lavinia Massimo, oltre a nomi noti dell’ambiente monarchico - gli avvocati Fabrizio de Lorenzo, Alessandro Pazzaglia e Massimo Mallucci, il dottor Franco Ceccarelli e Gian Piero Covelli, medico e ultimogenito di Alfredo Covelli, leader storico del partito monarchico Stella e Corona - uno spaccato rappresentativo della società romana: casalinghe, impiegati, professionisti, imprenditori, pensionati e sangue blu. 

domenica 5 maggio 2013

La presenza della Casa Savoia a Gioia (del Colle)



A GIOIA SI COMINCIA A PARLARE DELLA CASA SAVOIA NEL 1860.
A QUELLA DATA GIOIA CONTAVA CIRCA 17.000 ABITANTI. INFATTI IL 21 OTTOBRE 1860, A QUALCHE MESE DI DISTANZA DALL'IMPRESA DEI MILLE, I GIOIESI SONO CHIAMATI A VOTARE PER IL PLEBISCITO. SI VOTA NELLO SPIAZZO ANTISTANTE LA CHIESA DI SAN FRANCESCO, CHE DOPO QUELL'AVVENIMENTO PRENDERÀ [...]
A quella data Gioia contava circa 17.000 abitanti. Infatti il 21 ottobre 1860, a qualche mese di distanza dall'Impresa dei Mille, i gioiesi sono chiamati a votare per il Plebiscito. Si vota nello spiazzo antistante la chiesa di San Francesco, che dopo quell’avvenimento prenderà la denominazione di Piazza del Plebiscito o, come comunemente si dice, Piazza Plebiscito.A Gioia si comincia a parlare della Casa Savoia nel 1860.
Piazza Plebiscito
Il quesito su cui esprimere il voto recita: Il popolo vuole l’Italia una, indivisibile con Vittorio Emanuele Re costituzionale e i suoi legittimi discendenti? La lista racchiude n. 4287 individui e quindi sono preparati 4287 bollettini per il sì e altrettanti per il no. Anche a Gioia vinsero i sì e fu dichiarata l’annessione del Sud allo Stato sabaudo.
L’8 novembre 1860 per solennizzare l’entrata del Re d’Italia in Napoli il Decurionato di Gioia approva due maritaggi per le donzelle povere e la distribuzione di pane per le famiglie povere.
Il 17 dicembre 1860 i Decurioni deliberano l’acquisto di tre suggelli con lo stemma della Casa Savoia.
Il 17 marzo 1861 avviene la proclamazione dell’Unità d’Italia.
Il 2 giugno 1861 viene solennizzata anche a Gioia la Festa Nazionale  commemorativa dell’Unità d’Italia e dello Statuto del Regno.
Non tutto va liscio, però, per la Casa Savoia a Gioia.  Infatti a 4 mesi dall'Unità  il 28 luglio 1861, Gioia registra i tragici avvenimenti del brigantaggio, che vedono come figura di primo piano Pasquale  Romano, tristemente noto come il Sergente Romano, ufficiale borbonico di Francesco II, deluso dal governo sabaudo per essere rimasto disoccupato dopo la sconfitta del sovrano borbonico.
Per un approfondimento dell’argomento è possibile consultare il post del 30-1-2009 www.gioiadelcolle.info  Giannini Francesco, Gioia tra Unità d’Italia e brigantaggio. Il sergente Romano.
Il 14 marzo 1862 anche Gioia commemora l’onomastico e la festa del Re Vittorio Emanuele II.
Il 16 agosto 1862 il Consiglio comunale di Gioia, dando  seguito alle disposizioni governative che chiedevano di diversificare la denominazione di Comuni omonimi delibera di aggiungere al nome Gioia le parole “ dal Colle “, stanteché essa è sita sul cratere di una piccola collina che bellamente sorge.
 [...]

sabato 4 maggio 2013

TELEVISIONE: SPECIALE SUI MONARCHICI



IL TESTIMONE: PIF ALLA SCOPERTA DEI MONARCHICI


La puntata de Il Testimone in onda lunedì 6 maggio su MTV (canale 8 DTT e 108 SKY) è dedicata ai Monarchici!
Nell’episodio ‘W il RE!‘ infatti Pif vuole indagare sulla vita e le abitudini dei nostalgici della Monarchia, per capire cosa fanno, dove si trovano e soprattutto quali sono i loro obiettivi.
E’ stato a Roma per il Congresso Nazionale dell’Unione Monarchici Italiani e ha incontrato alcuni di loro, oltra ad alcuni noti politici come Marco PannellaMaurizio Gasparri e Vittorio Sgarbi.
Il Testimone - Pif e Marco Pannella
Il Testimone - Pif e Marco Pannella
http://news.mtv.it/tv/il-testimone-pif-alla-scoperta-dei-monarchici/#prettyPhoto

venerdì 3 maggio 2013

Francesco Maria Amoruso: i Savoia tornino al Pantheon



Il Senatore propone di riportare le salme degli ultimi re d’Italia al Pantheon di Roma

Senatore Amoruso
Francesco Maria Amoruso, Senatore del Popolo della Libertà, sembra molto legato alla causa dei Savoia: il 25 marzo scorso ha presentato al Senato un disegno di legge che prevede l’autorizzazione alla traslazione delle salme degli ultimi re d'Italia, e delle rispettive consorti, nel Pantheon di Roma.
Secondo il Senatore “Appare davvero incomprensibile l’accanimento post-mortem nei confronti di re Vittorio Emanuele III e re Umberto II, che non solo furono costretti a vivere l’uno l’ultimo anno e l’altro gran parte della vita in esilio, ma che non poterono neanche trovare riposo eterno nel suolo patrio”.

Amoruso chiede quindi che sia fatta giustizia della memoria degli ultimi due re d’Italia attraverso la traslazione delle salme di Vittorio Emanuele III e Umberto II e delle loro consorti, la regina Elena e la regina Maria José, al Pantheon di Roma.

Il monumento romano, nel gennaio 1878, in occasione della morte del primo Re d'Italia Vittorio Emanuele II, fu scelto quale dimora delle salme dei Reali d'Italia. Attualmente accoglie le spoglie di Re Vittorio Emanuele II, Re Umberto I e della Regina Margherita di Savoia.


Il Senatore del Pdl aveva presentato lo stesso disegno di legge nella scorsa legislatura, chiedendo inoltre che la traslazione fosse effettuata in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. 
Una copia della proposta era stata anche consegnata a Vittorio Emanuele di Savoia. 
Il disegno di legge si arenò in Commissione, ma Amoruso, pur non nascondendo la delusione, non si arrese:

“Sarebbe stato un gesto altissimo, una straordinaria manifestazione di forza e di nobiltà da parte di una Repubblica capace di unire la Nazione anche nelle sue memorie, nelle quali non possono scomparire milioni di Italiani che per l’Italia si sono battuti e sono caduti sotto il Tricolore sabaudo”. (...) L’Egitto di Nasser accolse con onori regali la salma di quel Re Farouk che aveva deposto con la sua rivoluzione, la Russia post-comunista ha fatto altrettanto con i poveri resti dello Zar Nicola e della sua innocente famiglia, pur continuando a tenere la mummia di Lenin nel sacrario della Piazza Rossa. Francamente avrei sperato che la Repubblica alla quale ho giurato fedeltà non fosse da meno. E, non arrendendomi, sono convinto di servirla ed onorarla come devo.”
Al Senatore Amoruso il nostro affettuoso Grazie!
Lo staff

Aggiornato il sito dedicato a Re Umberto II

Consueto aggiornamento mensile del sito dedicato alla memoria del Re.

http://www.reumberto.it/convegno56.htm

Buona lettura.

Ma quanto costa una monarchia? Ecco le più onerose per le casse pubbliche


In tempi di crisi economica, il dilemma monarchia si o no, si gioca anche sul terreno delle spese sostenute dallo stato per mantenerla. Un docente dell'università belga di Gant ha stilato una speciale classifica dei sovrani europei più onerosi per i loro sudditi. Con una sorpresa: anche il più dispendioso grava molto di meno sui contribuenti che l'inquilino dell'Eliseo o del Quirinale
Secondo lo studio del professor Herman Matthiis, dell'università di Gant, la casa reale più onerosa per i sudditi è quella di Re Harald v di Novergia con 42 milioni e 700 mila euro annui. al secondo posto c'è la casa reale olandese, retta da William Alexander, divenuto da poco sovrano dopo l'abdicazione di sua madre Beatrice. con 39 miloni e 900 mila euro di fondi pubblici si piazza davanti alla terza classificata, la famiglia reale inglese (38 milioni di euro l'anno)
abbastanza lontano dal podio dei più spendaccioni, il re Carlo di Svezia (15milioni e 100 mila euro),re Alberto di Belgio (13 milioni e 900 mila), la regina Margherita di Danimarca (13 mioni e 200 mila) il principe Enrico del Lussemburgo (9 milioni e 300 milioni) e all'ultimo posto re Juan Carlos di Spagna (7milioni e 900 mila). Tutte cifre abbastanza considerevoli che però appaiono ben lontane dai 110 milioni di euro l'anno dell'Eliseo o dai 228 milioni del quirinale.
[...

giovedì 2 maggio 2013

“Vivat Savoia et populus! Vivat vivat vivat!”.


È il giorno delle Idi e l’antico borgo celebra il risveglio
Da oggi a domenica 12 maggio Oglianico torna al XIV secolo Canti, danze, riti, tornei, convivi al grido di “Vivat Savoia!”



OGLIANICO. La suggestiva luce delle torce, lo sventolio delle bandiere, il rullio dei tamburi e gli squilli delle chiarine, mentre nell’aria, tra le contrade dello splendido ricetto medievale, riecheggia ovunque il grido di “Vivat Savoia et populus! Vivat vivat vivat!”. Da oggi a domenica 12 maggio, con la 33ª edizione della rievocazione storica delle Idi di maggio, Oglianico tornerà a regalare a residenti e turisti un fedele spaccato di vita in cui si rinnoveranno consuetudini antiche che affondano le proprie origini nella cultura celtica, nella successiva civiltà romana e nelle tradizioni medievali. La manifestazione, organizzata dall’attiva Pro loco, al cui timone, da qualche mese, allo storico presidente Celestino Remogna è subentrato Ambrogio Toffanin, trae spunto dalla lettura degli Statuti comunali del 1352 e dalla consultazione di documenti conservati nell’Archivio storico comunale e nell’Archivio storico diocesano di Ivrea.
L’entusiasmo per il risveglio ed il ritorno alla vita della natura dopo il lungo riposo invernale, verranno ancora una volta salutati con canti, danze, riti per propiziare fertilità ed abbondanza delle messi e culmineranno con la posa del maggio, un albero issato nel centro del borgo. Il primo appuntamento con le “Idi” è domani, dunque, mercoledì con il Calendimaggio. Le grida nei rioni faranno da preludio alla presentazione dei personaggi storici, in primis il Console ed il Castellano di Rivarolo, che usciranno dalla torre porta del ricetto medievale alle 16. A seguire, presa d’armi dell’Abbadia de Compagni, verrà posato il maggio e avrà luogo il torneo della bandiera.
Dalla vicina marca di Cuorgnè, a rendere omaggio ai signori di Oglianico giungeranno re Arduino e regina Berta. Quindi, si apriranno le locande dei rioni nelle piazze per il convivio serale preparato dai quattro rioni del paese (Carmine, Centro, Consolata e San Rocco).
[...]

La Monarchia e il Fascismo- secondo capitolo - VII


L'eccidio di palazzo d'Accursio a Bologna la convergere l'opinione pubblica verso il fascismo.

La liquidazione dell'occupazione delle fabbriche pone il Ministero Giolitti in primo piano nella considerazione internazionale. Pare debba arridere un periodo di tranquillità interna in modo da poter affrontare con maggiore autorità gli imponenti problemi che urgono.
Manifestazione fascista a Bologna, 1921, fonte Wikipedia

Con la guerra si è ottenuta la sicurezza delle frontiere al Nord e ad Oriente, ma rimangono prove ardue da superare: il problema del prezzo del pane, la crisi finanziaria,       la crisi del lavoro che incombe su tutto il mondo. Miglioramenti     nella situazione interna nostra vi sono. Pare che le masse malgrado la predicazione sovversiva continui a fuorviarle dall'ambito della solidarietà nazionale si pongano sulla     via del buon senso.
L'augurio generale è che il disordine e ostruzionistico e sabotatore finisca per esaurirsi. Le intemperanze estremiste sono prontamente rintuzzate e ne nasce un movimento di reazione nuovo.
Fino a questo periodo l'attività dei fascisti si è svolta quasi completamente intorno alla questione fiumana per la difesa dell'Adriatico. L'organizzazione economica e lo sviluppo delle questioni attinenti ai problemi del lavoro si limitano all'affiancamento delle iniziative e delle attività della Unione del Lavoro dove pertanto vi sono alcuni elementi direttivi contrari a lasciar cadere l'organismo sotto la tutela del fascismo. 
Questo non ha ancora creato un movimento sindacale, limitato all'adesione singola di     alcune leghe di mestiere. Solo in qualche città si costituiscono ex novo dei Sindacati Nazionali di braccianti ed operai di stabilimenti. I combattenti intanto si orientano sempre più verso il fascismo. A novembre le elezioni municipali segnano un declino per i socialisti mentre i fasci dirigono i blocchi d'ordine. 
A Genova vi è persino un affiancamento tra fascisti e repubblicani. A Roma in una grande adunata a piazza Venezia parla il senatore Bergamini davanti a 100 mila persone dando luogo ad una dimostrazione imponente. Don Sturzo è battuto al suo paese e non entra nemmeno nella minoranza. La nuova atmosfera pare trasformi lentamente il paese e lo conduca verso la legalità.

Improvvisamente l'Italia è percossa dalla notizia dell'eccidio di Palazzo d’Accursio a Bologna. Alla inaugurazione della sessione del Consiglio comunale i socialisti sparano contro i consiglieri della minoranza e l'avvocato Giordani viene ucciso, molti sono i feriti nell'aula e parecchi i morti nella grande piazza e per le strade dove si è trasferita la sparatoria con vero carattere di guerra civile (22 novembre). Sgominati gli avversari i fascisti passano al contrattacco ed incuorano la cittadinanza alla reazione. I funerali delle vittime e specialmente quelli del Giordani mutilato di guerra si svolgono imponenti. Bologna è tutta nelle strade e nelle piazze. Le fila dei fascisti ingrossano in modo impressionante e per la prima volta sfilano per via Indipendenza inquadrati in 30 compagnie di 100 uomini ciascuna fra le acclamazioni della folla. La città, fino al giorno innanzi in potere dei socialisti, passa in potere dei fascisti. Scompaiono le bandiere rosse, il gonfalone del Comune è portato al corteo del funerale dai fascisti ed al balcone di palazzo d'Accursio, strappata la bandiera rossa ritorna il tricolore che ne era stato bandito. Il Consiglio dell'Ordine degli avvocati si costituisce parte civile nel processo contro gli assassini, mentre un appello socialista per uno sciopero generale fallisce completamente.

Bombacci sull'Avanti! denuncia l'organizzazione dell'assassinio che dice preparata dal fascismo, ma gli risponde l’on. l'on. Zibordi, pure socialista: «Documentazione atroce, denuncia nobilissima, ma non si può parlare d'a assassinio e di pace quando si ha in programma la rivoluzione violenta ». Nello stesso giorno dell'eccidio lo Scalarini, il disegnatore dell’Avanti! Pubblica una vignetta. I 650.000 morti della guerra: una macelleria dove un grosso macellaio ( borghesia) vende gambe , braccia e teschi umani.
Non mollano i giornali rossi così come non cede l’estrema alla Camera. Quando l’on Sandrini chiede la parola sopra i fatti di Palazzo d’Accursio, non può parlare,. Lo dice lo stesso Avanti, il quale vantandosene, così registra la cronaca parlamentare di quel giorno: «I tre settori di sinistra pieni  di deputati socialisti mandano invettive d’ogni genere. Tutti sono in piedi, tutti gridano le più acri ingiurie contro l’oratore il quale vuol parlare ma la sua voce si perde nel tumulto».
Il corriere della sera è costretto ad annotare: «Il contegno assunto dal gruppo parlamentare socialista dopo il contegno assunto dal gruppo parlamentare socialista dopo il discorso Turati mentre parlava l'on. Sandrini non è stato certamente tale da incoraggiare a sperare che propositi di vera moderazione prevalgano nel partito Socialista. Si è manifestata infatti di nuovo, oggi, quell'intolleranza per le opinioni e quella mancanza di rispetto per la libertà di parola degli altri, attraverso le quali si è rivelata sempre l’intima violenza del socialismo parlamentare!   ».

E Mussolini che sente il favore popolare salire verso di lui, proclama sul Popolo d’Italia: “ Il Fascismo sbocca irrefrenabile in ogni angolo d'Italia mentre il proletariato nauseato, deluso e «massacrato» comincia a sbandarsi. Ogni fascista giuri di vendicare nella maniera più tremenda, più «grande stile» ogni affronto fatto al Fascismo. In alto i cuori! Si approssima la nostra grande, la nostra grandissima ora!».

Votata alla Camera una inchiesta parlamentare, questa così conclude il risultato del suo lavoro: «La morte del Giordani destò vivissima indignazione nella grande maggioranza dei cittadini, anche perché si sospettò che non si trattasse di un atto di violenza improvviso, ma di un vero e proprio agguato compiuto con freddo e scellerato animo. Si pensa anche che l'assassino fosse seduto sul banco della maggioranza». Il fatto poi che nessun consigliere di questa cooperasse coll'autorità giudiziaria all'accertamento dei rei e che la maggioranza stessa non avesse sentito il bisogno di separare la sua responsabilità dall'assassinio contribuì a creare un vero stato d'animo di esasperazione. I fascisti intanto dichiarano che il loro movimento ha carattere di punizione, di repressione e di rappresaglia.

Al processo di Milano nel febbraio del 1923 l'on. Manaresi deputato di Bologna farà la seguente deposizione: «I combattenti non potevano portare i distintivi, non trovavano lavoro; in alcune parti venivano insultati dai peggiori elementi, tutti disertori ed imboscati. In quel tempo la sfiducia aveva preso tutti i partiti nazionali ed i combattenti si trovavano soli a lottare ». Narra diversi episodi di ferocia e fra questi un terribile fatto avvenuto a Molinella: «Tre guardiani non leghisti che lavoravano in una tenuta furono assaliti e trucidati da 3 mila contadini. Ad uno dei guardiani si squarciò il ventre, si strapparono gli intestini e in essi venne immesso del grano. La moglie del disgraziato che assistette inorridita e piangente fu afferrata pei capelli e obbligata a cacciare il volto sul ventre squarciato dell'ucciso». E continua: E' Zanardi, il mite, l'angelico Zanardi che aizzava gli operai in città ad uccidere i padroni di casa e i contadini delle campagne a sopprimere i proprietari di fondi. E Bombacci assetato di sangue e di potere che invocava dal balcone di palazzo d'Accursio il trionfo dei Sovieti e la venuta di Lenin.  E Bucco analfabeta e vanitoso e centinaia di altri fra capilega e membri della Camera del lavoro, tutta una accozzaglia di zotici e di ignoranti che volevano imporsi all'elemento intellettuale sovvertendo ogni cosa». Un altro teste deporrà: «Perché bisogna sapere che in quel tempo non entrava a Bologna né acqua né vino né pane se Bucco non  rilasciava il relativo permesso». Il Bucco, così terribile come capo rivoluzionario, quando nella perquisizione della casa questa fu trovata piena zeppa di armi, non seppe rispondere altro: «Furono portate da gente sconosciuta alla mia signora». Disse proprio signora, non disse compagna. E coraggiosamente addossava ogni responsabilità a lei.

Se i monarchi (altrui) stregano gli italiani


La popolarità di Napolitano può far supporre che sotto sotto gli italiani siano tendenzialmente monarchici

Mario Cervi  - Mer, 01/05/2013 - 07:44 

Il più giovane monarca d'Europa, Guglielmo Alessandro, è stato incoronato ieri. Per la solenne occasione gli è arrivato un caloroso messaggio di felicitazioni del più vecchio Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Gli eventi determinano strani incroci e paradossi, la regina Beatrice d'Olanda ha passato la corona al figlio primogenito ritenendo di non essere più, a 75 anni, all'altezza dei suoi compiti. Il Parlamento italiano ha invece supplicato il riluttante Napolitano perché, a 87 anni, accettasse d'essere riconfermato al Quirinale.
Immagino che il quarantaseienne Gugliemo Alessandro, più o meno coetaneo di Enrico Letta, non ostenterà i simboli esteriori della sua carica. La sobrietà, per usare un termine in voga ,è una caratteristica di quasi tutti i re e regine, con l'esclusione della veterana Elisabetta d'Inghilterra. Gli scandinavi danno il buon esempio. Le monarchie sono ormai trattate confidenzialmente, quasi fossero repubbliche, e le repubbliche -l'italiana in particolare- somigliano alle monarchie.
La popolarità di Napolitano può far supporre che sotto sotto gli italiani siano tendenzialmente monarchici. Forse lo sono, ma alla loro maniera. In parte rimpiangendo -i pochi ancora affezionati ai Savoia- la monarchia subalpina, in parte rimpiangendo il regno di Napoli, nella massima parte avendo grande considerazione per le monarchie. Ma le straniere. Che li incantano con i loro rituali, con i loro colbacchi, con le loro tradizioni. Alcide De Gasperi ebbe quasi sicuramente sentimenti monarchici ma - l'ho scritto con Montanelli nella Storia d'Italia- la sua ammirazione andava alla monarchia di Vienna, non a quella di Roma.
Le incoronazioni, i matrimoni, i funerali riportano frequentemente alla ribalta grandi dinastie e dinastie minuscole (ma forse nemmeno the Queen supera, per fascino popolare, i principi e le principesse di Monaco: la rocca dei Grimaldi è ottima anche come set cinenatografico. So pochissimo di Guglielmo Alessandro, ed è buon segno. Se una famiglia reale fa parlare di sé generalmente fa parlar male. Tra gli attuali regnanti Juan Carlos di Spagna ebbe un momento di gloria politica quando con risolutezza si oppose al golpista colonnello Tejero. Ma ha poi guastato quel precedente encomiabilissino con successive leggerezze sue e dei congiunti. Si diverte ad ammazzare elefanti insieme a una signora con la quale si mormora abbia una liaison, da molti spagnoli è ritenuto ingombrante e inutile. Non so quanto sia utile Guglielmo Alessandro ma ho la certezza che non è e non sarà ingombrante. Non lo è stata nemmeno la madre Beatrice capace tuttavia di propiziare intese politiche (Napolitano, rivolgendosi a Sua Maestà il re, ha ricordato «la solida amicizia» intrattenuta con la regina). Si può essere scettici -personalmente lo sono- sulla validità delle monarchie di vecchio stampo. Ma gli eredi di sangue blu sono civili, educati, controllati e in generale assolvono con impegno i compiti cerimioniali loro imposti (e del resto ben retribuiti). Nessuna monarchia europea radicata nel passato potrebbe mai generare il seguito di figuri torvi che ha spadroneggiato e spadroneggia nella Corea del Nord. Si può notare che nei discorsi sulla monarchia raramente fa capolino quella dei Savoia. Magari per le colpe storiche attribuite a Vittorio Emanuele III che per mezzo secolo l'impersonò, magari per certi comportamenti farfalloni degli epigoni. È vero che anche la regina Guglielmina, come Vittorio Emanuele III, cercò riparo in Gran Bretagna dopo l'invasione tedesca. Ma tra le due fughe ci sono alcune differenze che è impossibile dimenticare.

http://www.ilgiornale.it/news/esteri/se-i-monarchi-altrui-stregano-italianiil-commento-2-913345.html

mercoledì 1 maggio 2013

Il Regno d'Olanda


Spett.le Redazione, 

ancora una volta l'istituzione della Corona , la tanto criticata Monarchia, batte l'istituzione repubblicana sotto ogni punto di vista ! E non lo si dice per anacronistico attaccamento alla storia passata, ma per i fatti concreti ben visibili dai reportage dei cronisti per l'evento di questi giorni ad Amsterdam.
La notissima città simile alla nostra Venezia per i canali e giochi d'acqua, meglio nota per divertimenti e Personaggi illustri come Anna Franck ed il pittore Van Gogh, ha ospitato una cerimonia unica per questi tempi, dopo 123 anni l'ascesa al Trono del Principe ereditario , che interrompe una lunga tradizione di Regine amatissime in quella piccola Nazione dei "mulini a vento ".
L'Olanda si prepara ad accogliere un Sovrano quarantenne , accompagnato da una Regina di origine argentina come il nostro attuale Pontefice, e la presenza di tre piccole Principessine, che assicurano la continuità del Regno .
Non siamo romantici o sognatori a tutti i costi, ragioniamo con i paragoni della nostra povera Italia, costretta alla rielezione di un quasi novantenne come Presidente al Quirinale, prima volta che si compie un secondo mandato alla stessa persona, nell'impossibilità di trovare uno degno di tale incarico, al di sopra delle parti politiche e cosciente di operare per il bene comune, senza essere favorevole a larghe intese, inciuci o peggiori complotti !
Ribalta prepotente all'attenzione della gente comune, la fortuna dei Popoli europei retti da una Monarchia, dove il "mestiere " si insegna fin da piccoli, con istitutori e programmi ben realizzati , al fine di ottenere un dignitoso rappresentante della Nazione simbolo di tutti !
Inoltre, in caso di necessità improvvisa o malattia grave, si fa presto ad abdicare e passare il Trono al discendente prescelto, per evitare traumi o gravi problemi, proprio in momenti di crisi economica internazionale.
Mi han fatto pena i  commenti dei cronisti italiani ,che subito devono sottolineare il costo dell'evento in milioni di euro, ma nessuno di loro si permette di ricordare quanto costa il mantenimento del Quirinale per sette anni affidato ad un perfetto sconosciuto !
Gli Olandesi hanno festeggiato? Evviva Iddio che se lo possono permettere, feste ultra popolari, nelle vie , nelle piazze, allegria e brindisi, senza violenze e danni ; da noi le uniche feste che coinvolgono l'intera Penisola sono solo in occasione dei Mondiali di calcio con sfilate di Tricolori e colpi di clacson !
Rendiamoci conto di come ci fanno vivere male, con problemi gravi, stati depressivi e violenza serpeggiante, ultimo caso eclatante davanti a Palazzo Chigi , e chi ci rimette ? sempre l'onesto Carabiniere o il Poliziotto di turno per uno stipendio da fame !
Noi Monarchici abbiamo ancora una speranza nel cuore che ci rende felici e grati nel festeggiare l'Olanda con sentimenti puri di riconoscenza verso quella grande Regina Beatrice, colpita negli affetti più cari !
Chi vive sognando la "repubblica democratica fondata sul lavoro" può vedere i risultati che ha portato finora dopo 67 anni dal contestato referendum istituzionale !
Cordialmente

Carmine Passalacqua
Unione Monarchica Italiana 

Roma: monarchici contro tutti (a partire da Marchini a Alemanno)


Contro la sinistra e contro la destra. Angelo Novellino, candidato sindaco di Roma per la lista dei Monarchici Italia Reale, si scatena contro i suoi due possibili rivali senza risparmiare colpi.
Prevedibile la presa di posizione di Novellino contro Alfio Marchini, candidato per la lista civica del Movimento della Cittadinanza Romana«Marchini ci fa sapere che l’emergenza che gli sta più a “cuore” è quella abitativa. E’ malizioso rilevare l’evidenza del conflitto di interesse e la necessità per il candidato Marchini di rappresentare la lobby dei costruttori romani? Nel caso di vittoria di Marchini dovremmo forse aspettarci come prima mossa un bella aggiunta di milioni cubi di cemento e aree verdi e agricole improvvisamente rese edificabili? La cosa tra l’altro sarebbe un colpo basso per la piccola proprietà edilizia e i risparmi di molti romani, mentre il mercato immobiliare crolla e gli cambi tornano indietro ai valori di trenta anni fa».
[...]

Il primo atto del nuovo capo del Governo


Recarsi a Berlino.

Neanche incassata la fiducia al Senato e già a rapporto dalla Signora Merkel.

Tutto ciò la dice lunga sullo stato di prostrazione della nazione Italiana.

E sì che per liberarci dell'ingombrante presenza dei tedeschi abbiamo speso Guerre d'Indipendenza ed anche mondiali.
C'è di che essere allegri.