NON VI E' DUBBIO CHE UNA NAZIONE PASSATA DA UN REGIME MONARCHICO AD UN REGIME REPUBBLICANO SIA UNA NAZIONE «DECLASSATA», E CIÒ NON PUÒ NON ESSERE AVVERTITO DA CHIUNQUE ABBIA UNA SENSIBILITÀ PER VALORI I QUALI, PER ESSERE SOTTILI E IMMATERIALI, NON PER QUESTO SONO MENO REALI.

domenica 28 giugno 2020

E i figli ed i nipoti?

Il presente articolo è stato pubblicato sul periodico "Il Tricolore". E l'articolo veniva pubblicato anche sul blog a condizione che se ne citasse la provenienza.
Ciò non è avvenuto in prima battuta per mera dimenticanza del webmaster, che se ne scusa con l'Autore e con i Responsabili de "Il Tricolore".
Il caldo fa brutti scherzi.



Chi abbia vissuto le vicende dei movimenti monarchici, se non dall’origine, ma almeno dagli anni ’50 del secolo scorso, noterà che oggi negli stessi movimenti non compaiono mai nominativi degli esponenti di allora, parlamentari o dirigenti. 
Il fenomeno riguarda anche gli altri schieramenti, dove, scomparsi i partiti tradizionali, non vediamo nei nuovi schieramenti nomi che richiamino gli esponenti di spicco della cosiddetta “prima repubblica”. 

Questa assenza è però per noi particolarmente grave e dolorosa perché con la scomparsa dei lontani esponenti monarchici sono andate disperse testimonianze ed eventuali archivi che rendono difficile oggi la ricostruzione delle vicende passate. 

Tranne Covelli, il cui archivio è parte alla Camera dei Deputati, che ha potuto stampare così tutti i suoi discorsi parlamentari e parte al comune di nascita e Lucifero, ministro della Real Casa, i cui archivi sono stati donati fortunatamente ad un nipote, il Marchese Armando Lucifero, ed al comune di Crotone, non risultano altre donazioni. 

Alcuni esponenti non ebbero figli ( ad esempio Cantalupo ), altri figli che premorirono ( ad esempi Achille Lauro), altri con figli,senza ulteriori eredi, per cui il loro ricordo si è perso totalmente. Questa perdita della loro memoria è triste perché nei movimenti monarchici abbiamo avuto ad alto livello sia i politici, oltre ai già citati Covelli e Cantalupo, come Cesare Degli Occhi, Orazio Condorelli, Enzo Selvaggi, tutti nomi citati a titolo indicativo e non esaustivo, storici come Gioacchino Volpe, Emilio Faldella, Piero Operti, Mario Viana, giornalisti come Alberto Bergamini ed Alberto Consiglioe poi ancora ambasciatori, da Raffaele Guariglia ad Armando Koch e Guido Rocco,un giurista insigne come Alfredo De Marsico, rettori d’università. come Papi, Allara, Menotti De Francesco, Origone, Paratore, valorosi soldati e marinai da Carlo Delcroix a Raffaele Paolucci di Valmaggiore ( MOVM), Ettore Viola di Cà Tasson (MOVM), Francesco Aurelio Di Bella (MOVM), Gino Birindelli ( MOVM),Pier Arrigo Barnaba di Buia (MOVM), Edgardo Sogno ( MOVM) ed ancora gli Ammiragli Mariano, Galati, Rogadeo, i generali Antonino Cuttitta,Ercole Ronco, Leonetto Taddei, Prospero Del Din, padre di due Medaglie d’Oro della vera Resistenza patriottica, una alla memoria del figlio Renato e l’altra della figlia Paola, ancor oggi fortunatamente vivente. 

Tutti nomi di persone che erano per noi, allora giovani, un esempio di vita e di valori morali e la vivente testimonianza che sotto la bandiera della Monarchia Sabauda si raccoglieva la parte migliore della società italiana.


Domenico Giglio.



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