Il 14 marzo di quaranta anni
fa, a 99 anni (ne avrebbe compiuti 100 il 16 dicembre), moriva lo storico
Francesco Cognasso.
Fu docente universitario dal
1928, insegnando (fino al 1956) Storia Mediovale all'Università di Torino.
Nell'ambito del periodo
medievale ha studiato specialmente la storia bizantina e quella delle Crociate
("La genesi delle Crociate", 1934; "Bisanzio, storia di una
civiltà", 1976).
Quindi studiò con molta
precisione la storia del Piemonte e della Dinastia Sabauda, quest'ultima con
documentatissime biografie ("Il Conte Verde, 1334-1383", 1926;
"Umberto Biancamano", 1929; "Amedeo VIII, 1383-1481", due
voll., 1930; "Storia di Torino", 1934; "Tommaso I e Amedeo
IV", due voll., 1940; "I Savoia nella politica europea", 1941;
"Il Piemonte nell'età sveva", 1968).
Ma la sua ricerca fornì alcuni
quadri nell'insieme ("Popoli e Stati nel Mediterraneo nell'Alto
Medioevo", 1931; "Il Medioevo", 1958).
Ma il suo contributo fu anche
per la Storia del Rinascimento e del periodo risorgimentale ("L'Italia nel
Rinascimento", 2 voll., 1965; "Vittorio Emanuele II", 1942 e la
raccolta delle sue "Lettere", 2 voll., 1966; "Cavour",
1974).
Francesco Cognasso fu,
dapprima insegnante in ginnasi e licei, ed in seguito il primo preside della
facoltà di Magistero di Torino dove insegnava Storia moderna.
Prendendo il posto di Giorgio Falco – estromesso dalla docenza universitaria in forza delle leggi razziali – nel 1939, Cognasso ottenne appunto la cattedra di Storia medioevale nella Facoltà di Lettere del capoluogo piemontese, conservandola sino al 1968, quando fu proclamato professore emerito per raggiunti limiti di età.
Tra il 1930 e il 1934 diresse
la Rivista storica italiana, nel dopoguerra divenne presidente della
Deputazione Subalpina di Storia Patria, direttore del Bollettino
storico-bibliografico subalpino e consigliere del Centro italiano di studi
sull'alto medioevo. Tutta la sua produzione lo vide, come già detto, sempre
impegnato in modo particolare nello studio dei documenti medioevali. Fu un
tenace sostenitore della monarchia sabauda e concentrò le sue ricerche
soprattutto sul Piemonte e sui Savoia, attraverso i quali entrò nel vivo dei
maggiori conflitti europei e si interessò alla politica viscontea. Si
interessò, come detto, anche di Bisanzio e dell'Oriente, argomenti
all'epoca trascurati in Italia (Giovanna di Savoia fu imperatrice romana
d'Oriente, moglie di Andronico III Paleologo).
L'attività di studioso non si
svolse esclusivamente nel mondo accademico, ma tenne intensi rapporti anche con
ricercatori locali. Non più docente universitario, continuò i suoi studi
soprattutto del passato piemontese e sulle origini dei Savoia e sul Risorgimento.
Il Re Umberto II creò il prof.
Cognasso Cavaliere Civile di Savoia (1964) e quindi membro della Consulta dei
Senatori del Regno.
Fu anche socio dell'Accademia
delle Scienze di Torino, socio nazionale dell'Accademia dei Lincei (1966),
presidente della Mostra storica organizzata in occasione del Centenario
dell'Unità d'Italia, nel 1961.
(I libri riprodotti nelle foto
sono conservati nella mia biblioteca).
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