NON VI E' DUBBIO CHE UNA NAZIONE PASSATA DA UN REGIME MONARCHICO AD UN REGIME REPUBBLICANO SIA UNA NAZIONE «DECLASSATA», E CIÒ NON PUÒ NON ESSERE AVVERTITO DA CHIUNQUE ABBIA UNA SENSIBILITÀ PER VALORI I QUALI, PER ESSERE SOTTILI E IMMATERIALI, NON PER QUESTO SONO MENO REALI.

mercoledì 27 maggio 2026

Il Re costava meno di Mario Viana - prefazione III

 


«Capo ha cosa fatta», come disse il fiorentino Bocca degli Abati alla battaglia di Montaperti, sostenuta dai suoi concittadini contro i Senesi, dopo aver con un colpo di spada mozzato la mano all'alfiere che reggeva l'inse­gna fiorentina, contribuendo così alla sconfitta della sua parte; e Dante lo colloca nella ghiaccia di Cocito fra i traditori della Patria.

Alcuni dei valentuomini artefici della Repubblica credevano di porre la Libertà, come idea più attuale e vibrante, nel luogo lasciato vacante dalla Patria a cui si era tolto il centro di coesione molecolare, ma s'ingannavano. La Libertà, che oggi è generalmente sentita in quanto significhi scrollarsi di dosso ogni dovere e ogni disciplina, non ha più fedeli pronti a impegnarsi per essa di quanti ne abbia la Patria.

Le coscienze non sono recipienti che si possono vuo­tare e riempire a volontà di liquidi differenti e il vuoto lasciato in esse distruggendovi una ragione ideale non è colmabile con altro contenuto ideale, ma resta campo aperto a ogni sorta di sterpaglia nostrale o forestiera.

E la devastazione operata nelle coscienze è riscon
trabile nella inefficacia degli sforzi con cui i sullodati valentuomini tentano di instaurare il culto dei Caduti per la Libertà, i quali di fatto sono dal grosso pubblico accomunati nello stesso frettoloso oblio riservato ai Caduti per la Patria. La devozione non si propaga dalla ufficialità delle celebrazioni in più ampi cerchi, perché neppure i Morti sono sacri dove non vi è più nulla di sacro. Essi appartengono a un mondo che si è voluto abolire, nel quale esisteva una fede.

Il presente libro ha un evidente valore informativo, ma esso contiene, forse a insaputa dello stesso Autore, un insegnamento più alto, poiché attraverso la visione di tante azioni particolari, distanziate nel tempo e colle­gate da una superiore coerenza, il lettore intuisce quale sia il valore della continuità, che è la legge della Monar­chia ed è la forza dei popoli.

Congiunti al passato, sentiamo tutto il bene compiuto dai nostri padri presente in noi a fortificarci ed accrescerci; avulsi dal passato, siamo un'erba di poca radice, destinata a estinguersi alla prima arsura.

Ai contabili guardinghi nelle spese si può dimostrare, come ha fatto Viana, cifre alla mano, che il Re costava meno, e, cosa assai più importante, che rendeva di più, sul terreno morale e nazionale.

PIERO OPERTI

Torino, febbraio 1960.

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