Nota dello Staff
A oltre quarant’anni dalla
morte di Umberto II di Savoia e a più di venticinque anni dalla
scomparsa della regina Maria José del Belgio, torna al centro del
dibattito la questione del loro rientro in Italia. Attualmente entrambi
riposano nell’Abbazia di Altacomba, a Saint-Pierre-de-Curtille in Francia, ma
da Racconigi si alza un nuovo appello affinché le loro spoglie
possano tornare nel Paese. A lanciare la proposta è monsignor
Gian Franco Troya, rettore del Santuario Reale Madonna delle Grazie, che
parla apertamente di una situazione da correggere: «È una vera ingiustizia che
i Reali non possano riposare in Italia. È tempo che Casa Savoia, insieme
alle istituzioni nazionali, regionali e comunali, trovino un accordo per
il rientro delle salme nella città di Racconigi».
Secondo il rettore, il legame tra l’ultimo re d’Italia e la città piemontese è profondo e documentato anche da ricordi personali. «Avendo incontrato più volte in passato Sua Maestà Umberto II, aveva sempre espresso il desiderio di riposare per sempre nella sua città natale», spiega Troya. Forte anche il rapporto con il Santuario, cuore della proposta avanzata. «Umberto II era molto legato al Santuario Reale Madonna delle Grazie, dove ricevette il Battesimo e dove, prima di partire per l’amaro esilio, venne ad inginocchiarsi. Una visita che i cittadini racconigesi più anziani ricordano ancora oggi con grande commozione», racconta il rettore. Un legame molto forte della famiglia sabauda. Troya ricorda infatti anche la devozione della regina Elena, che «in occasione della ricorrenza del Beato Umberto III di Savoia donò al Santuario un grande dipinto ancora oggi presente». Elementi che rafforzano, secondo il rettore, la vocazione del luogo ad accogliere le spoglie reali.
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