NON VI E' DUBBIO CHE UNA NAZIONE PASSATA DA UN REGIME MONARCHICO AD UN REGIME REPUBBLICANO SIA UNA NAZIONE «DECLASSATA», E CIÒ NON PUÒ NON ESSERE AVVERTITO DA CHIUNQUE ABBIA UNA SENSIBILITÀ PER VALORI I QUALI, PER ESSERE SOTTILI E IMMATERIALI, NON PER QUESTO SONO MENO REALI.

sabato 31 gennaio 2026

LA REGINA MARGHERITA LA CULTURA E LE LECTURAE DANTIS

 



di Gianluigi Chiaserotti

 

Cade quest’anno, esattamente il 4 gennaio, il Primo Centenario della morte della prima regina dell’Italia Unita, Margherita di Savoia, che nata a Torino nel Palazzo Chiablese il 20 novembre 1851.

Era la figlia di Ferdinando di Savoia (1822-1855), primo duca di Genova, e fratello di Vittorio Emanuele II (1820-1878), primo Re d’Italia, il quale ascese al trono italiano in quanto vedovo, quindi la nostra, andata in sposa al figlio, Umberto I di Savoia (1844-1900), fu la prima regina d’Italia.

Ma in questa pagina voglio evidenziare essenzialmente la parte culturale di Margherita di Savoia, in quanto, una volta al Quirinale, aveva senza dubbio un ascendente notevole sulle scelte del marito, ma ufficialmente si occupava dei ricevimenti e ben presto acquisirono grande fama i suoi incontri del giovedì, i c. d. «giovedì della Regina»,  giorno in cui intellettuali di spicco giungevano al Palazzo, sedotti forse dalla conversazione della padrona di casa, interessata ad affrontare tematiche che solitamente rimanevano lontane dai palazzi reali, ed erano più inclini a delle serate frivole. Anche la scelta degli ospiti, in cui il rango non aveva un ruolo decisivo, rappresentò un elemento nuovo che concorse a dare notorietà alle serate della regina, alimentandone il mito presso i poeti e, quindi, presso l’immaginario comune.

Il giovedì si riunivano quindi al Quirinale nomi quali Ruggero Bonghi, il colto ministro Marco Minghetti (amico intimo di Margherita e successivamente Presidente del Consiglio per la seconda volta, dopo il primo governo degli anni Sessanta del Secolo XIX), l’illustre storico Ferdinand GregoroviusEmilio Broglio, il marchese Francesco Nobili Vitelleschi e il barone archeologo Giovanni Barracco, per citare i più significativi.

Le donne entravano nel cenacolo solo in quanto consorti di politici vicini alla regina: fra loro vi erano Laura Minghetti, Antonietta Farini (moglie di Domenico), Bice Tittoni (sposata con il senatore Tommaso) e Carolina Rattazzi, parente del noto Urbano.

La figura di Margherita di Savoia fu esaltata dal poeta Giosuè Carducci (1835-1907), ma negli ultimi anni della sua vita, con l’Ode “alla Regina d’Italia”.

Infatti il poeta ebbe un passato alquanto repubblicano.

Aveva un dispregio verso i monarchi, ma poi, negli ultimi anni appunto, si convertì all’idea monarchica.

Da regina promosse le arti e la cultura, introdusse la musica da camera in Italia, fondò il quintetto d’archi di Roma, il c. d. “Quintetto della Regina”.

Fu grazie ad una borsa di studio da lei concessa che, dal 1880 al 1883, Giacomo Puccini poté studiare al Conservatorio di Milano.

Ma sicuramente l’alta istituzione culturale patrocinata dalla regina Margherita furono le “lecturae Dantis” a Roma.

Queste furono istituite, con l’augusto contributo della Regina, inizialmente presso il Nobile Collegio Nazareno, diretto dai Padri Scolopi.

L’ideatore fu il dantista scolopio Luigi Pietrobono (1863-1960) (celebre è un suo commento alla Divina Commedia), già dai primi anni del secolo XX.

Si svolgevano nell’Aula Magna del Collegio, ubicata al piano nobile.

Tale Aula, con una solenne cerimonia, il 30 maggio 1939, e con lo svelamento di una lapide e di un’erma, fu intitolata appunto alla Regina Margherita di Savoia.

Tali “lecturae Dantis” si trasferirono poi presso la Casa di Dante, costituita come ente morale nel 1914 con “regio decreto del 16 luglio 1914 n. 796” e confermata appunto sotto l’alto patrocinio della regina madre Margherita di Savoia, la quale fu onorata di porre la prima firma su queste attività culturali al solo scopo di essere l’organo principe in Italia per la promulgazione e il sostegno dell’opera dantesca, con particolare attenzione alla Divina Commedia.

L’istituzione ha ancora sede in Roma, in Trastevere, nel palazzetto degli Anguillara, in piazza Sonnino 5, e svolge attività culturale dantesca, anche con le scuole, con incontri pressocché settimanali basati sul commento di canti del Poema Dantesco, a cura di illustri accademici, docenti e studiosi dell’Alighieri.

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