Nella campagna delle elezioni politiche, per i collegi di
Ravenna e Forlì troviamo candidati della Consociazione repubblicana romagnola
elementi che operano nell'ambito dei Fasci di combattimento: Pirolini, Mario
Gibelli, Pio Schinetti, Ferdinando De Cinque (fondatore con Ferruccio Vecchi e
Pietro Nenni del fascio di Bologna), Ubaldo Comandini, Ulderico Mazzolani. A
Bologna si tengono delle riunioni dove, si proclamano i candidati, presenti i
rappresentanti del Fascio e dell'Unione repubblicana. E così a Roma i
repubblicani e i combattenti formano il Fascio d'Avanguardia coi socialisti
riformisti e fanno comizi presieduti da Ettore Ferrari Gran Commendatore della
Massoneria, e fra i candidati sono inclusi Innocenzo Cappa (che sarà un giorno
fatto senatore da Mussolini), Giuseppe Romualdi, Giovanni Cuccia, Paolo Ceci,
Attilio Susi, aderenti almeno spiritualmente al fascismo e in testa ai sottoscrittori
brilla Romolo Vaselli futuro grande imprenditore. del Regime. Il settimanale
fascista Roma Futurista, proclamandosi repubblicano invita a votare per la
lista del Fascio d'Avanguardia, avvertendo che chi vota altrimenti è da
considerarsi antifascista. I veri fascisti di Roma sono dunque i repubblicani.
E infatti l'Iniziativa riproduce con risalto l'articolo. A Milano il
repubblicano Maestro Arturo Toscanini, « condottiero di anime, dominatore di
sensibilità ed espertissimo pilota di uragani sonori » è in lista con
Mussolini.
Nei comizi parla Decio Canzio Garibaldi repubblicano storico
dei più autorevoli e fascista dichiarato. Altro candidato è il Marinetti che sull'Iniziativa
scrive testualmente: « Liberata l'Italia dall'ingombro della Monarchia, Senato,
Papato mediante la forza dinamica di eccitatori di energia giovanile, la vampa
patriottica dell'arditismo, le scuole di coraggio fisico e di eroismo, le
mostre libere del genio creatore, il proletariato dei geniali italiani darà
finalmente il suo massimo rendimento di luce italiana nel mondo ». Esempio
tipico di collegamento fra il futurismo e l'arditismo repubblicano, entrambi
tanto cari a Mussolini. I proclami degli arditi, pionieri del primo fascio
milanese, hanno largo appoggio sui periodici del Partito R.I. Ed è proprio la
filo fascista Iniziativa, alla quale
collabora Randolfo Pacciardi, che si associa con gioia alle parole che Alceste
De Ambris scrive sul Fascio: « la guerra è stata vinta malgrado la Monarchia »!
Le due correnti politiche non scesero in campo con la lista
concordata, ma è pur vero che era stata trattata una Alleanza che avrebbe
dovuto agire sulla piattaforma della guerra; la cosa andò a monte per una pura
questione di dettaglio, il che indusse il Bazzi a delporare l’accaduto al
Congresso repubblicano di Roma.
Ma l'appoggio fascista i repubblicani lo ebbero attraverso i
combattenti ed i mutilati le cui organizzazioni - eccettuata la Lega proletaria
facente capo ai socialisti ufficiali - aderivano spiritualmente al Popolo d’Italia
come apparve al Congresso che fu un trionfo del mussolinismo. Le loro non numerose liste sono quasi tutte concentrate in Romagna dove già fermenta il lievito fascista; negli altri collegi si sono fusi invece con altri partiti borghesi peraltro tanto detestati. Nei resoconti dei giornali ricorre sovente la qualifica di « fascista repubblicano » diretta ad esponenti
del partito.
A Milano la lista del fascio riesce a racimolare poco più di
quattromila voti, e il Maestro Toscanini ottiene 373 preferenze. L'Avanti! in
una breve nota di cronaca intitolata Suicidio,
scrive: «Nelle acque del Naviglio è stato pescato un cadavere in stato di avanzato
stato di putrefazione. Era quello di Benito Mussolini».
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