Riproponiamo nella sua interezza ed organicità un testo fondamentale per capire la complessità delle situazioni in cui si trovò ad agire il nostro Re Vittorio, della cui lettura c'è estremo bisogno per poter difendere il buon nome del Re e della Monarchia.
Abbiamo riportato capitoli e paragrafi così come avevamo fatto con l'Ingegnere Presidente Giglio qualche anno fa.
Ne raccomandiamo la lettura a tutti.
Ne raccomandiamo la lettura a tutti.
Sommario
Capitolo
1
- Fascismo, fenomeno socialista e repubblicano
(1919)
- Il Partito Popolare (democristiano) con don Sturzo
«dittatore borbonico».
- La fondazione dei Fasci di Combattimento a carattere
repubblicano
- Le organizzazioni repubblicane: Unione Italiana del
Lavoro e Sindacato Nazionale delle Cooperative base fondamentale per lo
sviluppo dei Fasci.
- La « Proporzionale » primo germe della dittatura e
la gazzarra sul l'amnistia.
- La speculazione sull'inchiesta di Caporetto e la
saggezza del Re
- Le elezioni politiche del 16 novembre.
- Con la proporzionale ha inizio la decadenza del
Parlamento.
Capitolo
2
- La corsa al più rosso (1920)
- Giolitti torna al potere
coi suoi avversari. La sanguinosa rivolta anarchico repubblicana di
Ancona.
- La propaganda repubblicana e le sue varie tendenze:
filo bolscevica, filo anarchica e filo fascista.
- La propaganda socialista: esasperante
anti-italianità e incensamento della Russia.
- L'occupazione delle fabbriche e la sconfitta del
socialismo.
- L'eccidio di palazzo d'Accursio a Bologna la
convergere l'opinione pubblica verso il fascismo.
- Le masse danno segni di stanchezza e con la
borghesia guardano a Mussolini, il «rosso tribuno romagnolo».
Capitolo
3
- I governi di Giolitti e Bonomi con Sforza e Croce,
accusati di armare le squadre fasciste (1921)
- Ha inizio in grande stile la reazione all'estremismo
socialista e democristiano.
- Congresso socialista di Livorno: dalla scissione
nasce il Partito Comunista Italiano, mentre nel paese imperversano le
lotte agrarie
- Frutti della propaganda estremista sovvertitrice: il
massacro di Empoli e l'eccidio del Diana
- Benedetto Croce accusato di anti italianità dai
repubblicani e deplorato dalla Commissione parlamentare d'inchiesta. Solo
Mussolini lo difende.
- Sforza col baratto del Montenegro suscita violenti
tumulti alla Camera che lo convince di incapacità.
- Le elezioni politiche, prodotto del connubio fra
fascismo e ministero Giolitti-Croce-Sforza-Rodinò
- La nuova Camera dominata dalla minoranza a
tendenza nazionale
- Mussolini, la tendenzialità repubblicana del
fascismo e la saggia parola del Re.
- Il «rinunciatario» Sforza accusato di proteggere gli
interessi stranieri a danno dell'Italia provoca le dimissioni del
ministero Giolitti.
- Mentre liberali e repubblicani solidarizzano col
fascismo, socialisti e comunisti si accapigliano fra di loro.
- Il ministero Bonomi, la strage di Sarzana e il Patto
di pacificazione tra socialisti e fascisti.
- I fascisti di Bologna e di Firenze sconfessano Mussolini ed il Congresso di Roma rinnega il Patto.
- Le armi ai fascisti. Gasparotto vettovaglia le
squadre mentre il democristiano Micheli le fa viaggiare gratis.
- I popolari incitano i contadini alla guerra sociale.
- In mezzo a tanto grigiore un avvenimento luminoso:
l'apoteosi del Milite Ignoto circondato dalle bandiere dei reggimenti,
alla presenza del Re Vittorioso.
Capitolo 4
- La caduta del ministero Bonomi ed il « veto » di don
Sturzo a Giolitti.
- Invadenza popolare e prepotenza di don Sturzo.
- Il veto di don Sturzo impedisce la formazione di un
governo di coalizione e di pacificazione e spiana la via al fascismo.
- La soluzione Facta con mediocri uomini del Partito
Popolare al governo.
- Mentre il ministero demo-liberale-popolare di Facta
dimostra la sua inettitudine, il popolo acclama il Re e guarda a
Mussolini.
- Fra le discordie dei partiti e la decadenza
parlamentare giunta all'estremo. La Nazione reclama un governo autorevole
e forte.
- Crisi del gabinetto Facta: secondo veto di don
Sturzo a Giolitti e veto di De Gasperi e Gronchi a Orlando per un
ministero di pacificazione.
- Il disgusto di Giolitti, l'angosciosa tristezza di
Turati ed il costituzionalismo del Re.
- Nella crisi dei partiti di sinistra e di centro si
delinea sempre più la prevalenza del movimento fascista.
- Mentre lo Stato va in sfacelo i fascisti si
sostituiscono agli organi governativi.
- I liberali mettono la camicia nera a Cavour ed i
repubblicani rinnegano «gli austeri imbroglioni» della direzione del
partito per affiancarsi a Mussolini.
- Lo sgretolamento dei partiti sovversivi provoca la
necessità di una crisi extra parlamentare al fine di chiamare, per le vie
legali, il fascismo al governo.
- Mussolini preannuncia a Napoli la marcia sii Roma ma
i ministri se ne lavano le mani dando le dimissioni.
- Facta prospetta l'eventualità dello Stato d'assedio
ma capi partito di sinistra, di centro, di destra, ex presidenti del
Consiglio, i capi dell'Esercito e della Marina consigliano il Re di
chiamare Mussolini al governo.
- Deliranti dimostrazioni al Re per il Ministero di
Concentrazione Nazionale: liberali, democristiani, demosociali,
nazionalisti, vanno al governo con Mussolini e sanzionano la marcia su
Roma e l'operato del Sovrano.
Capitolo
5
- Mussolini Capo del Governo e
le adulazioni dei cortigiani.
- Sforza a Mussolini: «Se il
vostro Governo fosse breve, significherebbe un disastro».
- Il nuovo Ministero di
Concentrazione e le minacce al Parlamento.
- L'ammirazione all'estero per
Mussolini.
- La stampa italiana
- Camera dei Deputati:
discussione sulle comunicazioni del Governo e primo voto di fiducia.
- La Camera, dopo una
invocazione incensativa di Cingolani, concede a Mussolini i pieni poteri
richiesti dai popolari.
- I pieni poteri a Mussolini al
Senato.
- Fronte filo fascista:
dannunziani e confederali, popolari e liberali; Bonomi e Giolitti,
Vergnanini e Rigola, Salandra e Gasparotto, Gronchi e don Sturzo.
- Ambiguità dei popolari e
filofascismo dei confederali - I Fasci repubblicani «storici» a congresso
affiancati dalla Milizia
- Elezioni amministrative a
Milano. alleanza dei partiti sotto il segno del Littorio.
- Mussolini anti-liberale:
«l'opera del Governo non si discute».
- I due liberalismi
- Don Sturzo bifronte
- L'intransigenza di Mussolini,
le minacce di De Vecchi e il servilismo dei Popolari.
- Don Sturzo silurato dal
Vaticano
- Chiarimenti coi liberali
- L'on. Misuri è bastonato a
sangue dai fascisti ma la Camera vota ugualmente il giorno dopo la fiducia
a Mussolini.
Capitolo
6
- La Camera approva la riforma
elettorale già negata dal Re a Mussolini.
- Mussolini è ormai in possesso
degli strumenti legali per esercitare la Dittatura. La Monarchia tradita
- Le opposizioni perdono una
buona occasione per licenziare Mussolini.
- I partiti in crisi - Benedetto
Croce contro le opposizioni ed in difesa del fascismo così come i
popolari ne vogliono il trionfo
- Benedetto Croce afferma essere
un «dovere» riconoscere i benefici del fascismo.
- Cittadini, mutilati,
combattenti, festeggiano il primo anniversario della marcia su Roma.
- Anche il Senato approva la
riforma elettorale
- Acclamazioni al Re per il
nuovo regime.
Capitolo 7
- Dopo la riforma elettorale si
tenta la riforma costituzionale.
- Orlando, De Nicola e
Gasparotto fra il sì e il no.
- Guerra senza quartiere ad
oppositori e fiancheggiatori.
- Le fatali conseguenze della
riforma elettorale
- Intemperanze, tumulti e
pugilati alla Camera
Capitolo
8
- Il
delitto Matteotti (seconda metà del 1924)
- L'opposizione diserta l'aula e
si ritira sull'Aventino.
- Solidarietà della maggioranza della Camera col
Governo e rimpasto ministeriale.
- Il Vaticano teme la caduta di
Mussolini. Camera e Senato gli confermano la fiducia. Croce vota a favore
per atto «di dovere».
- Accorato appello del Re alla
concordia e suo intervento presso Mussolini.
- L'Aventino repubblicano.
Congresso liberale di Livorno e dichiarazioni di Giolitti alla Camera -
Come Orlando giustifica la dittatura.
- L'Aventino, con la sua assenza si sottrae alla lotta
nei momenti più favorevoli.
- Mussolini passa al
contrattacco e solleva la «questione morale» contro De Gasperi e il
Partito Popolare.
- Il memoriale di Cesare Rossi
Capitolo
9
- La sconfitta dell'opposizione
- L'opposizione in Senato.
- Interessamento del Sovrano per
gli oppositori.
- Compiacimento di Benedetto
Croce per il fascismo, « nuovo primato d'Italia »
- Nessuna fiducia del popolo
italiano nelle opposizioni
- Tribunale Speciale e decadenza
dei deputati dell'Aventino.
- Il Papa proclama Mussolini
l'uomo della Provvidenza ed il cardinale Schuster lo paragona
all'imperatore Ottaviano.
- Entusiasmi ecclesiastici per
Mussolini
- Mussolini primo
Maresciallo. Il Re protesta ma il popolo acclama.
- Il Duce pronuncia una violenta
diatriba contro la Monarchia
- Iniziativa della Regina Elena
- La dimostrazione per l'entrata
in guerra
Capitolo 11
- 25 luglio e 8 settembre - 7
giugno 1944: i giacobini dell'Esarchia si organizzano per riversare sul
Sovrano le loro responsabilità.
- I comitati di Liberazione
tentano colpire alle spalle Umberto. La equivoca provenienza dei mezzi di
propaganda.
- Gli eroi dell'antifascismo
sbucano dai conventi e fanno di Parri l'eroe dell'odio e della vendetta.
- De Gasperi compone l'Esarchia
dopo aver tentato un colpo di Stato, sventato dalla Corona.
- Gli antifascisti dell'ultima
ora primi nello scaricare sul Re le loro miserie
- I variopinti atteggiamenti del
«Corriere della Sera»
- Lo Statuto continuamente
violato per iniziativa del giacobinismo repubblicano.
- I responsabili della Dittatura
li troviamo fra i fondatori della Repubblica
- Nessuno si salva ma i primi
responsabili sono i repubblicani «storici». Proprio loro finanziarono la
marcia su Roma
- Mussolini com'io lo conobbi
- Benedetto Croce smentito da se
stesso
- Croce si difende calunniando
il Re
- La verità si fa strada
- Sforza fugge dall'Italia dopo
essersi assicurata la protezione del Sovrano
- Il tradimento di Sforza
Capitolo
12
- Alla vigilia del referendum:
il delitto strumento di propaganda. Eccidi e massacri raccapriccianti.
- Tutta la responsabilità agli
avventurieri dell'antifascismo annidati nei Comitati di Liberazione
Nazionale
- I Comitati di Liberazione si
accordano con Tito che minaccia di invadere l'Italia qualora
trionfasse la Monarchia.
- Il Governo e la
manipolazione dei risultati del referendum.
- Il ricorso Selvaggi e il colpo
di Stato dì De Gasperi che si sostituisce al Re
- La Monarchia tradita per
la terza volta
Capitolo 13
- Le accuse al Re viziate di
faziosità.
- Il Risorgimento gloria
della Monarchia.
- I pavidi dell'antifascismo
- Vittorio Emanuele III Re
costituzionale capro espiatorio degli errori e delle colpe dei suoi
accusatori
- La repubblica squarcio al
sentimento nazionale
- Epilogo

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