<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631</id><updated>2012-02-06T11:33:58.521+01:00</updated><category term='esilio'/><category term='Volo su Zara'/><category term='politica interna'/><category term='www.reumberto.it'/><category term='Cultura'/><category term='Istria'/><category term='Dalmazia'/><category term='Foibe'/><category term='10 Febbraio'/><category term='Battaglia Montelungo'/><category term='Giuseppe Miraglia'/><category term='Bandiera'/><category term='Fiume'/><category term='Gabriele D&apos;Annunzio'/><category term='Casa Savoia'/><category term='Grande Guerra'/><category term='Società'/><category term='Re Umberto II'/><category term='Regina Elena'/><category term='Regina Margherita'/><category term='vittorio emanuele III'/><category term='referendum'/><category term='Cascais'/><category term='Partito Monarchico'/><title type='text'>Monarchici in Rete</title><subtitle type='html'>Siti e blog monarchici in rete</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>312</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-2506573279319264080</id><published>2012-02-05T10:11:00.003+01:00</published><updated>2012-02-06T03:50:21.463+01:00</updated><title type='text'>150 - Francesco II di Borbone: Là dove finisce e inizia il Sud Italia.</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.altritaliani.net/local/cache-vignettes/L218xH219/francesco-273d7.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="" border="0" class="" height="219" src="http://www.altritaliani.net/local/cache-vignettes/L218xH219/francesco-273d7.jpg" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-image: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; height: 219px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; width: 218px;" width="218" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="cartouche" style="background-color: white; color: #444444; font-family: Arial, 'Helvetica Neue', Helvetica, Geneva, Lucida, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 13px; margin-bottom: 15px; text-align: left;"&gt;&lt;h1 class="crayon article-titre-929 titre-article" style="font-size: 22px; margin-bottom: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span style="font-size: smaller;"&gt;giovedì 15 dicembre 2011 di&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: smaller;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.altritaliani.net/spip.php?auteur4556" style="color: #0a74a6; font-size: smaller; text-decoration: none;"&gt;Renata De Lorenzo&lt;/a&gt;&lt;/h1&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="crayon article-chapo-929 chapo" style="background-color: white; color: #444444; font-family: Arial, 'Helvetica Neue', Helvetica, Geneva, Lucida, sans-serif; font-size: 14px; font-weight: bold; line-height: 1.4em; margin-bottom: 1em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 1em; padding-bottom: 0.5em; padding-left: 0.5em; padding-right: 0.5em; padding-top: 0.5em; text-align: left;"&gt;&lt;div align="justify"&gt;L’emblematica e controversa figura di Francesco II, ultimo re dei Borboni, è esemplare di quella decadenza del sud Italia che aprì le porte ai Savoia e alla definitiva unità d’Italia. Anche da lì ha origine l’ancora irrisolta forte distanza tra il Nord e il nostro Mezzogiorno.&lt;br /&gt;Un contributo di Renata De Lorenzo, docente di storia contemporanea – Università Federico II di Napoli&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="crayon article-texte-929 texte" style="background-color: white; color: #444444; font-family: Arial, 'Helvetica Neue', Helvetica, Geneva, Lucida, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 1.3em; text-align: justify;"&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nell’ultimo giro per Napoli, in carrozza scoperta, a fianco di Maria Sofia,&amp;nbsp;&lt;strong class="spip"&gt;Francesco II tocca con mano i primi effetti dell’imminente cambiamento di regime.&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Prevale tra la gente una certa indifferenza, espressa in qualche cenno di saluto, senza manifestazioni né di ostilità né di favore, ma già le insegne dei gigli borbonici sono rimosse e compaiono nei caffè le bandiere con la croce dei Savoia. Il sovrano parte da Napoli lasciando il tesoro dello Stato e i suoi depositi personali.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E’ questa la percezione finale, sotto tono in cui l’antagonista del re è una struttura di relazioni sociali e politiche, che si confronta con la dimensione dell’individuo. Le dinamiche nella fase cruciale 1859-60 (II guerra d’indipendenza, spedizione dei Mille, crollo del Regno delle Due Sicilie) interagiscono su piani molteplici e coesistenti, manifesti o latenti: la patologia psicologica del re che condiziona il rapporto interpersonale e le modalità della politica; il contrasto intra e intergruppi, borbonici e liberali; i rapporti politici nazionali e internazionali.&lt;/div&gt;&lt;div class="spip" style="text-align: left;"&gt;&lt;span class="spip_document_4367 spip_documents spip_documents_center" style="clear: both; display: block; font-size: 12px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; margin-right: 10px; margin-top: 1em; text-align: center; width: 608px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong class="spip"&gt;1. La dimensione dell’individuo: patologia e crisi dinastica&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il conflitto interpersonale si precisa nel rapporto con parenti, amici, collaboratori, nemici, sullo sfondo della macrodimensione della guerra. Subentrato a Ferdinando II il 22 maggio 1859, a 23 anni, mentre il paese ancora gode di un certo credito internazionale presso le cancellerie europee che ne legittima la continuità dinastica e avalla il matrimonio con Maria Sofia, Francesco II si trova a capo di un regno minato dall’isolamento cui lo aveva relegato il padre dopo il congresso di Parigi del 1856.&lt;br /&gt;Meno intelligente del genitore, sia per carattere che per inesperienza, non è l’uomo idoneo per la difficile situazione del momento. La crisi non è solo congiunturale, ha radici profonde sì che anche un altro sovrano, con diverso carattere, difficilmente avrebbe salvato il regno. A ciò si aggiunge l’immagine del re imbelle, creata innanzitutto dalla famiglia, dagli zii Luigi, conte d’Aquila e Leopoldo conte di Siracusa; quest’ultimo, di idee filoliberali, ha inutilmente spinto il nipote a sottrarsi alla camarilla di corte, mutando politica. Intrighi della Polizia hanno tentato del resto di far dichiarare erede al trono il fratellastro Luigi, conte di Trani.&amp;nbsp;&lt;strong class="spip"&gt;Diffusa è l’ ironia sulle sue manie religiose,&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;sulle modalità bigotte e superstiziose di vivere l’educazione cattolica e il ricordo della madre, la «Reginella santa», Maria Cristina di Savoia. Nocivo è anche l’ affettuoso ma equivoco soprannome «Lasa», diminuitivo di «Lasagna» (per la predilezione per il piatto o per il suo colorito pallido), datogli dal padre, uomo dalla personalità prepotente, invadente e oppressiva. L’epiteto di «Franceschiello» sintetizza la scarsa presenza dell’individuo. Insicurezze e assenze, legate ad un carattere abulico, che al contrario si esprimono nelle lettere private in sfoghi violenti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Diviso fra il partito di corte, facente capo alla matrigna, Maria Teresa, a personaggi del mondo ecclesiastico e militare, e quello riformista della&amp;nbsp;&lt;span class="spip_document_4368 spip_documents spip_documents_left" style="float: left; font-size: 12px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px; margin-right: 10px; margin-top: 10px; text-align: center; width: 218px;"&gt;&lt;/span&gt;moglie, di Carlo Filangieri e del principe Leopoldo, il nuovo sovrano finisce per adagiarsi in un immobile conservatorismo. Ben presto elimina ogni ipotesi di conflittualità: condizionato dagli ambienti conservatori, dalla sfiducia verso la monarchia dei moderati, sia esuli che rimasti nel paese, si dichiara neutrale nel conflitto scoppiato contro l’Austria, nonostante le pressioni di Napoleone III perché intraprenda una politica di riforme, dia una Costituzione e si allei col Piemonte.&lt;br /&gt;Il matrimonio non felice con&amp;nbsp;&lt;strong class="spip"&gt;la diciottenne Maria Sofia di Baviera,&lt;/strong&gt;da lui molto diversa per fascino personale e carattere, finisce anch’esso per evidenziare un ruolo marginale e «debole» della componente maschile nella coppia. La donna è esuberante, allegra, sportiva, Francesco è indifferente a qualsiasi esercizio fisico, taciturno e depresso, cattolico bigotto. A Gaeta, ella svolgerà un consapevole ruolo da regina che perpetuerà con determinazione anche dopo la fine del regno.&lt;br /&gt;[...]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.altritaliani.net/spip.php?article929"&gt;http://www.altritaliani.net/spip.php?article929&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-2506573279319264080?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/2506573279319264080/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/02/150-francesco-ii-di-borbone-la-dove.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/2506573279319264080'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/2506573279319264080'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/02/150-francesco-ii-di-borbone-la-dove.html' title='150 - Francesco II di Borbone: Là dove finisce e inizia il Sud Italia.'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-6336377698560861155</id><published>2012-02-05T09:43:00.003+01:00</published><updated>2012-02-06T11:33:58.528+01:00</updated><title type='text'>150ESIMO DEL REGNO ASPROMONTE 1862: IL FALLIMENTO DELL’ESTREMISMO</title><content type='html'>&lt;div class="paragraph_style_3" style="padding-top: 0pt;"&gt;&lt;span class="style_1"&gt;di &lt;/span&gt;Aldo A. Mola&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_5"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_6"&gt;«Vogliamo tutto e subito!». Oppure: «Questo mai e poi&amp;nbsp;mai!». Sono due malattie infantili della Nuova Italia. Recidivanti.&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_6"&gt;Fanno parte dell’«Anomalia italiana» indagata da&amp;nbsp;Fabrizio Cicchitto. L’intera storia, del resto, e non solo quella&amp;nbsp;italiana, è un cimitero di tragedie scatenate dalla miscela&amp;nbsp;esplosiva di esaltazione mistica e di avventurismo criminale.&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_6"&gt;A prima vista, non sempre è facile distinguere il profeta&amp;nbsp;dall’arruffapopoli. Solo il tempo separa la pula dal chicco.&amp;nbsp;Talvolta anche l’eroe di buon cuore scatena il finimondo&amp;nbsp;e va fermato, costi quel che costi, perché una cosa è lo&amp;nbsp;Stato, un’altra la ridda degl’impulsi particolari. Cade a proposito&amp;nbsp;il 150esimo della spedizione che nel luglio 1862 Giuseppe&amp;nbsp;Garibaldi intraprese dalla Sicilia per abbattere Pio IX,&amp;nbsp;il papa-re. Sotto il profilo militare, quell’avventura fu una&amp;nbsp;colossale sciocchezza. Era del tutto improbabile marciare&amp;nbsp;dalla Calabria a Roma con bande improvvisate e bisognose&amp;nbsp;di tutto, in territori impraticabili e sconosciuti. Fatalmente&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_6"&gt;i garibaldini sarebbero apparsi non patrioti ma briganti,&amp;nbsp;come era accaduto a Carlo Pisacane nel 1857. Peggio&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_6"&gt;ancora, lo avesse voluto o no, Garibaldi avrebbe innescato&amp;nbsp;la rivolta dell’intero Mezzogiorno. In nome di che cosa? La&amp;nbsp;repubblica? Era il primo a non crederci. Proprio nel luglio&amp;nbsp;1862 il neonato regno d’Italia venne riconosciuto dall’Impero&amp;nbsp;di Russia e dal regno di Prussia a patto che concorresse&amp;nbsp;alla pace europea. Il governo di Torino era già alle prese&amp;nbsp;con il «brigantaggio» (sic) che nell’ex Regno delle Due Sicilie&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_6"&gt;sommava resistenza borbonico-papalina e rifiuto dello&amp;nbsp;Stato moderno, che impone tasse e leva militare in cambio&amp;nbsp;di sicurezza e opere pubbliche. Dalla proclamazione del&amp;nbsp;regno (14 marzo 1861) in tante plaghe della Nuova Italia il&amp;nbsp;governo fece in un quinquennio quanto Casa Savoia aveva&amp;nbsp;fatto in secoli di «bonifica» dei suoi antichi domini per portarli&amp;nbsp;al livello degli Stati più progrediti d’Europa.&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_6"&gt;[...]&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraph_style_6"&gt;&lt;a href="http://web.me.com/devisar/giolitti/Garibaldi,_lAspromonte.html"&gt;http://web.me.com/devisar/giolitti/Garibaldi,_lAspromonte.html&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-6336377698560861155?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/6336377698560861155/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/02/150esimo-del-regno-aspromonte-1862-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/6336377698560861155'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/6336377698560861155'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/02/150esimo-del-regno-aspromonte-1862-il.html' title='150ESIMO DEL REGNO ASPROMONTE 1862: IL FALLIMENTO DELL’ESTREMISMO'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-4350459717509915239</id><published>2012-02-04T12:09:00.000+01:00</published><updated>2012-02-04T12:09:09.995+01:00</updated><title type='text'>Il martirio di Mafalda II parte</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Ld9Kp8BrY-0/Ty0RpDsEEJI/AAAAAAAAAio/0l9TipP4OxA/s1600/download.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-Ld9Kp8BrY-0/Ty0RpDsEEJI/AAAAAAAAAio/0l9TipP4OxA/s1600/download.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;LA VITA SEMBRAVA SORRIDERLE...&lt;br /&gt;La vita sembrava sorriderle: tenera madre di quattro figli, lunghe parentesi vissute nella , sua Italia, fra la sua gente, circondata dalla devozione del &amp;nbsp;suo popolo che aveva sofferto nel vederla andare sposa ad un Principe straniero. Ella ritornava, fedelissima, alla sua terra. Ella trascorreva i brevi periodi di riposo che concedeva alla sua caritatevole attività a Capri. Capri: la Principessa Mafalda ricompariva come ricompaiono le Principesse nelle fiabe, ai pescatori, ai poveri, li riconosceva ad uno ad uno, li chiamava per nome. La memoria del suo cuore era sorprendente. Sostava nel giardinetto generoso di fiori, ritrovava la sua forza fisica attraverso l'aria profumata da mille profumi, riprendeva ad essere se stessa, benediva il sole che la ribattezzava Italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA GUERRA&lt;br /&gt;Eppoi, all'improvviso la guerra: questo terribile mostro dai troppi tentacoli, che fruga ed addenta in tutte le case, che impone agli uomini di uccidere degli altri uomini, che non rispetta nessuno, che livella tutte le classi sociali nel dolore che le accomuna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La guerra non risparmia il cuore di Mafalda: ansia di moglie e di madre. Ella è soltanto una donna, come tutte le altre. Ella, come tutte le altre, si nutre d'ansia e di sofferenza. La follia di due Capi ha dimenticato, o vuol dimenticare, l'ombra di lutto che si addensa sulle case, sugli uomini pacifici ed imporrà ai campi un riposo che, forse, provocherà la farne, ed interrompe un ritmo fattivo: la follia di due Capi ha assecondato le ambizioni speculative ed ha dimenticato d'interrogare gli uomini che ne saranno i protagonisti e sapranno rivelarsi degni, malgrado non sentano la parte che è stata loro affidata, fino al loro ultimo respiro, del compito che è stato loro imposto.&lt;br /&gt;La guerra addenta anche i sedici anni del Principe Maurizio: il primogenito della Principessa Sabauda. Mafalda possiede un'immensa forza: la Fede. Questa Fede la sorregge, questa Fede l'assiste concedendole il più grande dono che possa essere elargito dal Signore alle creature che se ne dimostrano degne. Ella trae dalla sua fragilità fisica una forza spirituale che può soltanto sorprendere coloro che non hanno avuto il privilegio di avvicinarla, od il desiderio di voler approfondire ciò che celava, per umiltà, il mesto riserbo della nostra Principessa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA MORTE DI RE BORIS&lt;br /&gt;La notizia improvvisa della morte di Sua Maestà il Re Boris di Bulgaria, morte avvenuta in circostanze misteriose e che, con ogni probabilità fu una conseguenza del drammatico colloquio avvenuto con Hitler nella rocca di Berchtesgaden, è, ancor oggi, avvolta nel mistero. Si è ripetuto con un'insistenza che potrebbe essere una fonte di verità che Hitler&amp;nbsp;sparò tre colpi di rivoltella nell'addome di Boris. Una cosa è certa: Boris ritornò a Sofia, moribondo, e vi morì due giorni dopo. Si era ai primi di settembre del 1943.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fin dall'infanzia Mafalda aveva dimostrato una predilezione per Giovanna: Giovanna sua sorella minore; Giovanna, oggi, infelice Regina. Ella si recò immediatamente nella capitale Bulgara per sorreggere con la sua addolorata tenerezza la sorella, per assistere ai funerali del cognato. Pochi giorni: ore dense d'intimità e di dolore. Ore vissute lontane dalla ribalta a cui sono condannati i personaggi nati dalla Storia ed ai quali, non di rado, la Storia impone un destino tragico. Anche l'intiinità, la schietta, semplice intimità concessa al più umile figlio del popolo, rappresenta un dono raro, quasi un frutto proibito, per coloro che il destino ha elevato ad un rango ch'Essi non hanno preteso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Principessa Mafalda ritorna a Roma: esce da un'atmosfera tragica per ritrovare un'atmosfera più tragica ancora. Ha l'impressione che la sua Patria venerata abbia, all'improvviso, mutato volto ed anima. Stenta a riconoscerla. Stenta a ritrovare se stessa. Pochi giorni di lontananza sono riusciti a scavare un abisso. Ella, la soave Principessa, misura la drammatica solitudine che l'attornia: il Re e la Regina (per Lei rappresentano soprattutto « Suo Padre, Sua Madre ») sono andati a Brindisi con il Principe Umberto e Badoglio. Iolanda è partita per&amp;nbsp;la Svizzera con la Principessa di Piemonte, il cognato, il Conte Calv.i di Bergolo, è stato internato, chissà dove, per l'aver rifiutato di collaborare con i tedeschi. Mafalda ignora dove si trovi suo marito, dove siano i suoi figli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' sola: è oppressa dal peso di questa drammatica, sconfinata solitudine che il destino risparmia alla gente del popolo, a coloro che non sono prigionieri dei « cosiddetti » privilegi di casta. E' sola. Non Le è nemmeno consentito di soffrire questa sua solitudine avvelenata da presagi funesti, fra le mura del Palazzo che l'ha veduta crescere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Quirinale è vigilato dagli sgherri di Pollastrini e dalle S.S. tedesche.&amp;nbsp;E' sola. Profondamente, tragicamente sola. Su di un cielo grigio e triste, foriero di un autunno precoce spicca, s'intaglia, la maestosa cupola di San Pietro. Questa cupola acquista il valore e la risonanza di un richiamo. La sventurata Principessa pensa che soltanto il Papa potrà darle aiuto e conforto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ARRESTO&lt;br /&gt;22 settembre 1943. Le campane di Roma vibrano per l'ansia di annunziare il mezzogiorno. Non si sono sbrigliate ancora. Attendono di poter elargire il loro dono sonoro.&lt;br /&gt;La Principessa Mafalda esce dal Vaticano: è serena, ha ritrovato la sua forza, non teme l'avvenire. Una religiosa serenità l'investe e quasi la smemora. E' attratta dalla solenne, classica bellezza di Piazza San Pietro. Il prodigio d'armonia la seduce, seduce Mafalda, Italiana che lontano dall'Italia si è ammalata di nostalgia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le campane si sbrigliano nell'annunziare mezzogiorno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due&amp;nbsp;poliziotti germanici fermano Pietro una donna Italiana.&lt;br /&gt;Due&amp;nbsp;poliziotti germanici fermano in Piazza San Pietro Mafalda di Savoia: la fanno salire su di una&amp;nbsp;lunga macchina nera e chiusa. Non danno spiegazioni. Senza dubbio la Principessa non si abbassa &amp;nbsp;a chiederle.&lt;br /&gt;La macchina&amp;nbsp;sì dirige in fretta verso l'Ambasciata.&amp;nbsp;L'ambasciatore&amp;nbsp;von Rhan comunica alla&lt;br /&gt;Principessa l'ordine d'immediata partenza per la Germania. Non le viene concesso di rivedere i suoi tre&lt;br /&gt;figlioli nè di prendere nemmeno quel minimo di bagaglio indispensabile. Ella comprende troppo tardi&lt;br /&gt;di essere considerata un prezioso ostaggio. Non le rimane&amp;nbsp;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;altro che chinare&amp;nbsp;il capo ed ubbidire. Rivolge&lt;br /&gt;un ultimo saluto ( doveva&amp;nbsp;realmente essere l'ultimo)&amp;nbsp;alla sua Roma, sfiora per l'ultima volta il suo suolo&lt;br /&gt;natio prima di salire sull'apparecchio che la trasporterà a Berlino. Le hanno dato una compagna a cui sono state impartite direttive precise: una donna di facili costumi Mafalda non le serba rancore, pensa che, forse, anch'essa è stata costretta ad ubbidire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tragico volo acuta sofferenza vissuta nel cielo ,fra nubi e lembi d'azzurro, incertezza sta quanto le potrà accadere, angoscia al pensiero dei Figli. Quanto tempo dovrà trascorrere prima ch'Ella possa rivederli e dir loro: « Non sono fuggita... La vostra mamma era, quel giorno, soltanto un'infelice prigioniera? ».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da Berlino sempre accompagnata dalla medesima donna che non l'abbandona un attimo, viene condotta in un'autovettura verso una meta non precisata. Le dicono ch'Ella rivedrà suo marito, il Principe di Essen. Essa ha quasi paura di credere. Teme un secondo tranello è entrata all'improvviso, da pochi giorni, in un mondo sconosciuto fino allora, che la sgomenta. Non osa nemmeno più sorridere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BUCHENWALD&lt;br /&gt;La conducono, infatti, a Buchenwald, la rinchiudono in una baracca speciale, numero 15, riservata ai prigionieri che possono destare un certo interesse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La baracca è situata nel breve spazio esistente sulla&amp;nbsp;sommità della collina, fra grandi officine e le caserme S.S. Il campo dei prigionieri si trova&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt; &lt;/span&gt;invece sul&amp;nbsp;pendio settentrionale, poco discosto. La baracca recintata da un muro alto tre metri sormontato da sostegni di ferro inclinati verso l'interno che&amp;nbsp;reggevano&amp;nbsp;dei fili di ferro spinato e guarnito, in cima da pezzi&amp;nbsp;di vetro, misurava dai 40&amp;nbsp;ai&amp;nbsp;60 metri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dalla baracca costruita in legno comune su di un rudimentale terrapieno, priva di soffitti, rifinita&amp;nbsp;alla meglio si poteva soltanto scorgere il cielo. Sul&amp;nbsp;lato occidentale erano allineate sedici stanzette: la&amp;nbsp;porta di ciascuna si apriva su di un lungo corridoio&amp;nbsp;che occupava la parte orientale della baracca. Sentinelle armate, di truppe S.S., reclutate in Romania:&amp;nbsp;vigilanza continua di giorno e di notte, vigilanza&amp;nbsp;spietata.&lt;br /&gt;La Principessa si trovava nel lato settentrionale&amp;nbsp;della baracca, lato opposto all'unico ingresso del recinto. Insieme ad Essa era una signora protestante,&amp;nbsp;Maria Ruhnan (o Ruhn) che apparteneva alla setta&lt;br /&gt;degli "scrutatori della Bibbia" &amp;nbsp;internati a Buchenwald soltanto perché si erano rifiutati d'impugnare&lt;br /&gt;le armi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spazio ristretto. Letto di ferro privo di molle,&amp;nbsp;formato&amp;nbsp; da semplici tavolette sulle quali era poggiato un&amp;nbsp;saccone riempito di paglia di &amp;nbsp;lenzuola ruvide a righe celesti: lenzuola del campo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il vitto era simile al rancio dei soldati S.S., più abbondante e migliore di quello degli altri prigionieri. Consisteva in una porzione di pane nero, una Zuppa, una porzione di margherina, carne insaccata o miele o formaggio a seconda delle giornate già fissate:&amp;nbsp;monotonia di settimane.&lt;br /&gt;Il cibo per quanto sufficiente non si confaceva alla&amp;nbsp;gracilità della Principessa. La nuova internata dimagriva in modo impressionante Ma. ciò nondimeno riusciva a conservare un aspetto giovanile.&lt;br /&gt;Gli altri prigionieri ben lontani dalsupporre chi Ella fosse, la chiamavano, Gaudiger fraulein , (gentìle signorina) con tono rispettoso. La sua regale e dolce signorilità s'imponeva ancora una volta. anche tra estranei&lt;br /&gt;&amp;nbsp;- Signorina?- Ella diceva sorridendo - No , sono madre di quattro figli...&lt;br /&gt;Il sorriso sbocciato dalla, sua bontà scompariva all'iítiprovviso: la Madre ricordava i suoi quattro figli, lontani.&lt;br /&gt;Non le era permesso di scrivere di svelare la sua identità Le era stato imposto,&amp;nbsp;imposizione&amp;nbsp;dettata da una crudeltà raffinata il nome di &amp;nbsp;Signora Abeba. Imposizione che, pur ferendola per l'Ironia che&amp;nbsp;l'aveva suggerita non riuscì ad intimorirla. Presto tutti seppero che nel campo era rinchiusa una Principessa Italiana: l'avvicinarono durante lo scavo di una trincea scoperta, fatta fare nel cortile a scopo antiaereo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La squadra dei lavoratori prigionieri era composta da uomini di varie nazionalità: tedeschi, francesi ed un italiano, il sardo « Boninu Leonardo ».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo fu il suo unico contatto con il mondo esterno: non riceveva posta, non poteva ascoltare la radio, non le era consentito di seguire gli avvenimenti che - Ella lo sentiva - ferivano la sua Patria, attraverso la stampa quotidiana. Esistenza dura e monotona. Le sue insistenze presso il comandante del campo non ottennero alcun risultato. Le sue lettere non vennero mai spedite. Soltanto un vecchio giornale, trovato per caso, le fece rivedere le sembianze del suo Consorte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ERA GIUNTO L'INVERNO...&lt;br /&gt;Era giunto l'inverno: un inverno nordico, generoso di un soffice candore.&amp;nbsp;Mafalda che tanto amava il sole, i colori violenti della sua Capri, la benevola mitezza della sua Italia, considera, per la prima volta, la neve che cade per ore, senza, fretta, una complice. Ricorre ad uno stratagemma commovente. Elude la sorveglianza dei guardiani, affronta il freddo che le fa battere i denti, traccia a lettere cubitali sulla candida distesa due nomi: Italia - Mafalda. Il nome della sua Patria lontana: il « Suo » nome di Principessa prigioniera ed infelice. La sua mano è, decisa, vigorosa, eppur trema, un tremito di speranza. Spera che un aviatore abbassi lo sguardo sulla bianca distesa, scorga queste lettere ch'Ella ha tracciato ad una ad una, senza fretta, con fiducioso amore nostalgico. Questo&amp;nbsp;aviatore&amp;nbsp;che, forse, per caso, distoglierà gli occhi dall'azzurro per posarli un attimo su l'uniforme candore potrà rilevare e trasmettere dove Ella si trova.&lt;br /&gt;Speranza commovente e vana.&lt;br /&gt;Gli apparecchi solcano rapidissimi il cielo. Gli aviatori non abbassano lo sguardo e sorvolano il martirio di Mafalda, ignorandolo.&lt;br /&gt;La Principessa non ricevette mai alcun cambio di vestiario: i mesi trascorrevano lentissimi, le stagioni si alternavano veloci. Una compagna di prigionia, mossa a compassione, le cedette un paio di scarpe. Quando sul finire dell'aprile 1944 i prigionieri entrarono nel recinto di Mafalda si accorse che su di uno di essi spiccava il triangolo rosso con la «I », imposto agli Italiani : era il Boninu. Ella lo fece chiamare dalle S.S.. che stavano di sentinella con il pretesto di farsi portare della legna. Boninu rimase assai sorpreso nel trovarsi di fronte ad una Signora Italiana ed immaginò subito ch'Essa doveva essere un personaggio importante. Mafalda, accortasi di questo suo stupore silenzioso gli chiese, sorridendo, se egli credeva di averla già veduta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sardo esitò un attimo prima di risponderle: - mi sembra dì sì... su qualche fotografia - e soggiunse poi, dopo una lunga pausa, senza mai distogliere lo&amp;nbsp;sguardo dalla sua persona, ch'Essa poteva essere un membro della casa Reale perché rassomigliava al Re.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sorriso della Principessa si trasformò in pianto convulso: un attimo. In quell'attimo la sua sensibilità dolorante aveva rivissuto tutto il suo passato. Dinanzi a Lei era un italiano, un sardo fedele, un operaio che, senza conoscerla l'aveva, senza saperlo, riconosciuta.&lt;br /&gt;A Leonardo Boninu, Mafalda di Savoia volle confessare il suo nome, raccontare attraverso lunghi silenzi velati di lacrime e poche parole pronunziate sottovoce, la sua storia, drammatica storia; le sue ansie di madre, di sposa, di figlia. Triplice sofferenza di donna imposta a questa donna gracile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quel giorno, ricorrendo ai più astuti pretesti Leonardo Boninu riuscì a penetrare quotidianamente nella baracca, ed Ella, in seguito, fece in modo di poter scambare con lui poche parole: brevi, spaventate parole, durante i lavori duri, estenuanti, a cui essi venivano sottoposti.&lt;br /&gt;Ogni mattina, appena alzata, Mafalda apriva la finestra: questo gesto non significava per lei la rassegnata sofferenza di accogliere la luce di una nuova giornata ma la gioia schietta, giovanile, di salutare Boninu, Boninu l'italiano, che aveva, nella sua devota comprensione, misurato il suo dramma.&lt;br /&gt;Leonardo Boninu grato e commosso, s'informava se Ella avesse ancora pianto, se Ella fosse riuscita, malgrado tutto, a riposare un poco: cercava d'infonderle coraggio, cercava, soprattutto, di trasmetterle il calore della loro Patria lontana.&lt;br /&gt;Era questo il modo migliore d'incominciare la nuova giornata: entrambi, la Principessa e l'operaio sopportavano le ore estenuanti e nemiche per la forza che infondeva loro quell'attimo di dolorosa ed intensa solidarietà italiana. Un saluto mattutino: il calore della loro Patria lontana.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-4350459717509915239?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/4350459717509915239/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/02/il-martirio-di-mafalda-ii-parte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/4350459717509915239'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/4350459717509915239'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/02/il-martirio-di-mafalda-ii-parte.html' title='Il martirio di Mafalda II parte'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Ld9Kp8BrY-0/Ty0RpDsEEJI/AAAAAAAAAio/0l9TipP4OxA/s72-c/download.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-1952960781467459155</id><published>2012-02-04T09:55:00.001+01:00</published><updated>2012-02-04T10:09:52.575+01:00</updated><title type='text'>L'"inchino" a Re Umberto II</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-d3keAM93oAA/Tyz104CESrI/AAAAAAAAAig/dFv32UDRZIA/s1600/1976-UII+a+Villa+Italia.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="400" src="http://2.bp.blogspot.com/-d3keAM93oAA/Tyz104CESrI/AAAAAAAAAig/dFv32UDRZIA/s400/1976-UII+a+Villa+Italia.jpg" width="250" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;Un evento drammatico come il naufragio della Costa Concordia ci ha messo in condizione di scoprire l'affetto dei Marinai Italiani al Sovrano in esilio.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;"&lt;span style="background-color: white; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;Da ex navigante per 35 anni e da ex Comandante di navi mercantili, anche super petroliere e gassiere più grandi e più veloci, per 21 anni, sono esterrefatto: in caso di saluti e/o "inchini", come si usava fare a Cascais, in Portogallo, all'ex Re Umberto II di Savoia. finché vivente, il Comandante DEVE essere sul Ponte di comando, la velocità della nave DEVE essere a mezza-forza o adagio (4-6 nodi), e non avvicinarsi a nessuna costa a MENO di mezzo miglio, per salutare si facevano 3 fischi con la sirena di bordo, e da terra ricambiavano con un suono di campana."&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="background-color: white; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="background-color: white; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;[...]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="background-color: white; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=179482&amp;amp;sez=LAPOSTADEILETTORI"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;http://www.gazzettino.it/articolo.php?id=179482&amp;amp;sez=LAPOSTADEILETTORI&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-1952960781467459155?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/1952960781467459155/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/02/linchino-re-umberto-ii.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/1952960781467459155'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/1952960781467459155'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/02/linchino-re-umberto-ii.html' title='L&apos;&quot;inchino&quot; a Re Umberto II'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-d3keAM93oAA/Tyz104CESrI/AAAAAAAAAig/dFv32UDRZIA/s72-c/1976-UII+a+Villa+Italia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-8484733653976160849</id><published>2012-02-03T08:16:00.000+01:00</published><updated>2012-02-03T08:16:27.784+01:00</updated><title type='text'>Padre Pio e la profezia: “In Italia tornerà la Monarchia”</title><content type='html'>&lt;span style="color: #333333; font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 13px; line-height: 20px; text-align: justify;"&gt;Continua a far capolino sui media nazionali, di tanto in tanto, una lontana profezia di Padre Pio. Poche settimane fa l’Unione Monarchica Italiana (UMI) e la Consulta dei Senatori del Regno hanno organizzato una manifestazione a conclusione del 150° anniversario della Proclamazione del Regno d’Italia nella sala della protomoteca del Campidoglio a Roma. Oltre a numerosi monarchici erano presenti i principi Amedeo, Maria Gabriella e Aimone di Savoia. Tra i vari interventi che si sono susseguiti ce n’è stato uno molto interessante del professore Giulio Vignoli che, analizzando vari aspetti della storia d’Italia legata a Casa Savoia, ha citato anche la famosa profezia di Padre Pio, secondo la quale in futuro ritornerà la monarchia nel nostro Paese. Una profezia che abbiamo già documentato sulle pagine di questo giornale (puntata XXIV), ma che evidentemente non smette di incuriosire e attirare l’attenzione. Di cosa si tratta? Profetizzò un futuro di forti sofferenze A ridosso delle Seconda Guerra Mondiale la futura regina d’Italia Maria José, moglie del Re Umberto, madre di Vittorio Emanuele e nonna di Emanuele Filiberto, oggi affermata star televisiva, si recò in visita da Padre Pio. Si narra che il frate profetizzò alla principessa che nel futuro della dinastia ci sarebbero state molte sofferenze, che il trono sarebbe stato perso e che a seguito di ciò vi sarebbe stato un amaro esilio. Cosa che avvenne puntualmente di lì a breve. Maria José ha più volte confermato la veridicità dell’episodio e della profezia che poi si è effettivamente avverata fin nei minimi particolari. Ci sono pure diverse lettere a sostegno Ma qui viene il bello. Secondo molte voci Padre Pio avrebbe fatto un’altra previsione: «Il ramo principale di Casa Savoia si rinsecchirà, ma la famiglia ritroverà la gloria di un tempo da un ramo secondario che darà un Re all’Italia».&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="color: #333333; font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 13px; line-height: 20px; text-align: justify;"&gt;[...]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.quotidianamente.net/cronaca/fatti-dallitalia/padre-pio-e-la-profezia-in-italia-tornera-la-monarchia-16471.html"&gt;http://www.quotidianamente.net/cronaca/fatti-dallitalia/padre-pio-e-la-profezia-in-italia-tornera-la-monarchia-16471.html&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-8484733653976160849?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/8484733653976160849/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/02/padre-pio-e-la-profezia-in-italia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/8484733653976160849'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/8484733653976160849'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/02/padre-pio-e-la-profezia-in-italia.html' title='Padre Pio e la profezia: “In Italia tornerà la Monarchia”'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-5222475191565931934</id><published>2012-02-02T10:55:00.001+01:00</published><updated>2012-02-02T10:59:50.241+01:00</updated><title type='text'>La galleria di "uomini illustri" di Casa Savoia» - Torino, 26 gennaio – 26 febbraio 2012</title><content type='html'>&lt;h1&gt;Aperture serali della Mostra "Personaggi svelati"&amp;nbsp;&lt;/h1&gt;&lt;div class="articleDate"&gt;26 gennaio 2012&amp;nbsp;-&amp;nbsp;25 febbraio 2012&amp;nbsp; &lt;a href="http://www.archaeogate.org/print/event.php?id=1472" target="_blank"&gt;&lt;img align="absmiddle" alt="stampa questa pagina" border="0" src="http://www.archaeogate.org/images/print.gif" title="stampa questa pagina" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="paragraphItem"&gt;La  piccola mostra che ricrea la suggestione della Galleria che un tempo  univa il castello alla nuova sede ducale (oggi Palazzo Reale) distrutta  da un incendio nel 1659, e dei giardini del Regio Parco, residenza di  loisir tra le più amate da Carlo Emanuele I, in cui si trovavano alcune  pregevoli statue della collezione ducale apre straordinariamente al  pubblico in orario serale, fino alle 22.30, &lt;b&gt;giovedì 26 gennaio, sabato 4 febbraio, giovedì 9 febbraio, giovedì 16 febbraio e sabato 25 febbraio.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;Le identità delle teste-ritratto, personaggi privati, imperatori,  filosofi e bambini e delle quattro statue di personificazioni femminili  di stagioni e dee, che già un tempo avevano suscitato l'ammirazione di  illustri viaggiatori, verranno "svelate" ai visitatori grazie alla  presenza in sala degli archeologi del Museo.&lt;br /&gt;[..]&lt;br /&gt;http://www.archaeogate.org/classica/event/1472/aperture-serali-della-mostra-personaggi-svelati-la-gall.html&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-5222475191565931934?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/5222475191565931934/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/02/la-galleria-di-uomini-illustri-di-casa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/5222475191565931934'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/5222475191565931934'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/02/la-galleria-di-uomini-illustri-di-casa.html' title='La galleria di &quot;uomini illustri&quot; di Casa Savoia» - Torino, 26 gennaio – 26 febbraio 2012'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-5476499462801166034</id><published>2012-02-02T10:54:00.000+01:00</published><updated>2012-02-02T10:54:11.715+01:00</updated><title type='text'>Il re e il nichilista, un mistero coi baffi</title><content type='html'>&lt;a href="http://smargiassi-michele.blogautore.repubblica.it/files/2011/12/NietzscheoUmberto.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img alt="NietzscheoUmberto" border="0" class="alignleft size-full wp-image-8071" height="359" src="http://smargiassi-michele.blogautore.repubblica.it/files/2011/12/NietzscheoUmberto.jpg" width="238" /&gt;&lt;/a&gt;A quanto pare il dubbio circolava già da tempo in alcuni &lt;a href="http://www.friedrich-nietzsche.it/forum/lofiversion/index.php?t100.html" target="_self" title="scambio foto Nietzsche Umberto I"&gt;meandri&lt;/a&gt;  della Rete, ma alla fine è stato il filosofo Maurizio Ferraris,  un’autorità sull’argomento, a confermare ufficialmente l’esistenza  curiosa di un presunto scambio fotografico fre il re e il nichilista.  Scrive dunque Ferraris alle pagine 16 e 17 del volumetto divulgativo &lt;em&gt;Nietzsche e la volontà di potenza&lt;/em&gt;, pubblicato di recente come allegato a &lt;em&gt;La Repubblica&lt;/em&gt;:&lt;br /&gt;&lt;div style="padding-left: 30px;"&gt;&lt;em&gt;“Qualche anno fa ho scritto con alcuni  colleghi un’opera introduttiva a Nietzsche; in copertina, è&amp;nbsp;&lt;/em&gt;&lt;em&gt;stata messa  una foto del filosofo [...] Avevo chiesto che non venisse messa la  solita foto con i baffoni, di profilo [...]. Il libro era appena uscito  quando mi telefona un amico fotografo: ‘Ci sei cascato anche tu, hai  fatto mettere in copertina non Nietzsche, ma Umberto I di Savoia’.  Com’era possibile? In una mostra sull’iconografia nietzschiana tenutasi  proprio qui a Torino, circa quarant’anni fa , non si sa come, finì in  mezzo alle varie&amp;nbsp; immagini di Nietzsche anche una foto di Umberto I di  Savoia.”&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="padding-left: 30px;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="padding-left: 30px;"&gt;&lt;em&gt;[...]&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://smargiassi-michele.blogautore.repubblica.it/2012/02/01/il-re-e-il-nichilista-un-mistero-coi-baffi/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-5476499462801166034?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/5476499462801166034/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/02/il-re-e-il-nichilista-un-mistero-coi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/5476499462801166034'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/5476499462801166034'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/02/il-re-e-il-nichilista-un-mistero-coi.html' title='Il re e il nichilista, un mistero coi baffi'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-9140496611427493026</id><published>2012-01-30T14:30:00.000+01:00</published><updated>2012-01-30T14:30:11.912+01:00</updated><title type='text'>De Renzis, il capuano che bombardò casa</title><content type='html'>Trovato da un nipote il diario dell'ex allievo della Nunziatella che nel 1860 guidò l'attacco dei piemontesi &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CASERTA — «Alle 6 del mattino entro in Capua a cavallo con Ferrero. La strada ferrata, la stazione, il campo, erano rimasti senza un albero. L'aspetto della città è squallido, poca gente e certe facce sparute da far compassione. La mia casa è malridotta, tre bombe han incendiato il quarto superiore e incendiata la scala. Molti Capuani nel vedermi vengono a baciarmi la mano, veramente con effusione di buon di sofferenze fisiche e morali. Giovanni ha ritrovato tutta la sua famiglia, povero diavolo, comandava una batteria d'assedio ed aveva la moglie ed i figli dentro la città. Eppoi si parla di Bruto». È il 3 novembre 1860, sette giorni prima Vittorio Emanuele II e Giuseppe Garibaldi si sono stretti la mano poco lontano da Capua, l'esercito Piemontese dei Savoia affronta le ultime sacche di resistenza borbonica, la città che fu anche di Ettore Fieramosca cade in tre giorni sotto le cannonate. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/arte_e_cultura/2012/30-gennaio-2012/de-renzis-capuano-che-bombardo-casa--1903064925640.shtml"&gt;http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/arte_e_cultura/2012/30-gennaio-2012/de-renzis-capuano-che-bombardo-casa--1903064925640.shtml&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-9140496611427493026?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/9140496611427493026/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/de-renzis-il-capuano-che-bombardo-casa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/9140496611427493026'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/9140496611427493026'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/de-renzis-il-capuano-che-bombardo-casa.html' title='De Renzis, il capuano che bombardò casa'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-7180618210648095592</id><published>2012-01-29T08:52:00.000+01:00</published><updated>2012-01-29T08:52:47.668+01:00</updated><title type='text'>Se la libertà di stampa è una chimera</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-pCVMN28f6rw/TyT6xQ5GyhI/AAAAAAAAAiY/ggYILbmfklQ/s1600/p.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="239" src="http://1.bp.blogspot.com/-pCVMN28f6rw/TyT6xQ5GyhI/AAAAAAAAAiY/ggYILbmfklQ/s320/p.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;di Alberto Conterio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Dicembre avevo già denunciato la scarsità di informazione circa  l’evoluzione della situazione Libica. Pare infatti che in quelle terre,  il popolo, disilluso dopo 40 anni repubblica popolare dittatoriale e  dalle lusinghe di troppi “disinteressati” stranieri, desideri rimettere  ordine nel proprio Paese ripensando alla Monarchia di Re Idris.  Chiaramente in questa repubblica di pescicani, dove le ombre dei Savoia  mettono ancora timore, tanto da tenerne in esilio addirittura le salme -  caso unico sull’intero pianeta Terra - queste cose non è bene  presentarle ai “liberi” cittadini italiani dalla memoria corta,  cortissima e addomesticata. Ci sarebbe da fare un trattato sulla libertà  di stampa sempre invocata, o semplicemente da insultare in piazza  giornalai e pennivendoli conniventi con questo regime, perché questo si  meritano, ma, ritenendo d’essere migliore di loro (sia ben chiaro è  soltanto una mia personalissima opinione) desidero soltanto parlarvi  della Romania.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://opinionimonarchiche.blogspot.com/2012/01/se-la-liberta-di-stampa-e-una-chimera.html"&gt;http://opinionimonarchiche.blogspot.com/2012/01/se-la-liberta-di-stampa-e-una-chimera.html&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-7180618210648095592?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/7180618210648095592/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/se-la-liberta-di-stampa-e-una-chimera.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/7180618210648095592'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/7180618210648095592'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/se-la-liberta-di-stampa-e-una-chimera.html' title='Se la libertà di stampa è una chimera'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-pCVMN28f6rw/TyT6xQ5GyhI/AAAAAAAAAiY/ggYILbmfklQ/s72-c/p.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-6887990473138974103</id><published>2012-01-28T18:20:00.000+01:00</published><updated>2012-01-28T18:20:23.210+01:00</updated><title type='text'>Napoli. La “Regina Elena” commemora la Regina Maria José</title><content type='html'>&lt;br class="Apple-interchange-newline" /&gt;&lt;span style="background-color: white; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; text-align: left;"&gt;(Rodolfo Armerio) A Napoli, venerdì 27 gennaio, nella Reale e Pontificia Basilica di S. Francesco da Paola, l’Associazione Internazionale Regina Elena, presieduta da S.A.R. il Principe Sergio di Jugoslavia, ha fatto celebrare una S. Messa in suffragio della Regina d’Italia Maria José, nell’undicesimo anniversario del Suo richiamo a Dio e nella “Giornata della Memoria.&lt;/span&gt;&lt;br style="background-color: white; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-image: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: left;" /&gt;&lt;span style="background-color: white; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; text-align: left;"&gt;Durante il Sacro Rito, presieduto da Padre Emanuele, si è anche pregato per la due prime Regine dell’Italia unita: Margherita di Savoia-Genova, deceduta il 4 gennaio 1926 a Bordighera (IM) e sepolta a Roma, nella Basilica del Pantheon, accanto al consorte Re Umberto I, ed Elena del Montenegro, nata l’8 gennaio 1873 a Cetinje, che riposa provvisoriamente in esilio a Montpellier (Francia), dove è deceduta il 28 novembre 1952.&lt;/span&gt;&lt;br style="background-color: white; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-image: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: left;" /&gt;&lt;span style="background-color: white; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; text-align: left;"&gt;Sua Altezza Reale Maria Josè di Saxe Coburgo Gotha, Principessa Reale del Belgio, nasce a Ostenda il 4 agosto del 1906. Sposa il Principe Ereditario d’Italia Umberto di Savoia l’8 gennaio del 1930, diventando Principessa di Piemonte. Diviene Regina d’Italia il 9 maggio 1946.&lt;/span&gt;&lt;br style="background-color: white; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-image: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: left;" /&gt;&lt;span style="background-color: white; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; text-align: left;"&gt;Dopo aver vissuto a Torino, la coppia Reale si trasferisce a Napoli, a Villa Maria Pia.&lt;/span&gt;&lt;br style="background-color: white; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-image: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: left;" /&gt;&lt;span style="background-color: white; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; text-align: left;"&gt;A Napoli nascono Maria Pia (1934), Vittorio Emanuele, Principe di Napoli (1937), e Maria Gabriella (1940), mentre a Roma nasce Maria Beatrice (1943). Maria Josè Parte volontaria come Crocerossina nel 1936 e ne diviene Ispettrice Nazionale.&lt;/span&gt;&lt;br style="background-color: white; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-image: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: left;" /&gt;&lt;span style="background-color: white; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 20px; text-align: left;"&gt;Muore a Ginevra il 27 gennaio 2001. E’ sepolta provvisoriamente in Savoia accanto al consorte, Re Umberto II, nella Reale Abbazia di Hautecombe, nell’attesa della tumulazione nel Tempio destinato dalla Storia ai Reali d’Italia, il Pantheon di Roma.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.caserta24ore.it/27012012/napoli-la-regina-elena-commemora-la-regina-maria-jose/"&gt;http://www.caserta24ore.it/27012012/napoli-la-regina-elena-commemora-la-regina-maria-jose/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-6887990473138974103?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/6887990473138974103/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/napoli-la-regina-elena-commemora-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/6887990473138974103'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/6887990473138974103'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/napoli-la-regina-elena-commemora-la.html' title='Napoli. La “Regina Elena” commemora la Regina Maria José'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-6679586852282283512</id><published>2012-01-28T11:57:00.000+01:00</published><updated>2012-01-28T11:57:04.337+01:00</updated><title type='text'>ARRIGO LUCA DI WINDEGG</title><content type='html'>&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Modern No. 20', serif;"&gt;&lt;span style="font-size: 19px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;&lt;br /&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-family: 'Modern No. 20', serif;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;(1920-2011)&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;di Gianluigi CHIASEROTTI&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText2" style="margin-right: 28.3pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Il 25 luglio 2011 è venuto improvvisamente a mancare, all’età di 91 anni, il conte Arrigo Luca di Windegg, luminosa figura di vero gentiluomo, di monarchico fedele alla sua idea e vero testimone della storia di Casa Savoia, legato a profonda amicizia con il compianto Re Umberto II (1904-1983). &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Era nato a Feltre, in provincia di Belluno, il 19 maggio 1920.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText2" style="margin-right: 28.3pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Arrigo Luca si laureò in giurisprudenza, con lode, all’Università di Roma, prestò servizio militare nell’Arma di Cavalleria, esercitò la professione di avvocato in Roma, mentre, divenuto notaio,&amp;nbsp; esercitò quest’ultima in Bologna.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText2" style="margin-right: 28.3pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;La sua era una famiglia originaria della Val di Non, trasferitasi all’inizio del Secolo XVIII a San Gregorio nelle Alpi, in provincia di Belluno, famiglia che ebbe la concessione dello stemma e la capacità feudale per diploma dell’arciduca Massimiliano il 18 agosto 1605.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText2" style="margin-right: 28.3pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Fu esteso ai varii membri della famiglia il titolo di Nobile del Sacro Romano Impero con predicato “&lt;i&gt;von u. zu Windegg&lt;/i&gt;”, di già concesso nel 1633 per diploma dell’Imperatore del Sacro Romano Impero Ferdinando III &amp;nbsp;d’Absburgo (1608-1657) il 14 novembre 1644.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText2" style="margin-right: 28.3pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Un ottavo ascendente del Luca, Gaspare, ufficiale dell’esercito imperiale del maresciallo Raimondo Montecuccoli (1609-1680), combattè valorosamente, nella seconda metà del secolo XVII, anche contro i turchi, mentre lo zio del nostro, il leggendario Colonnello di Carabinieri (poscia Generale di Divisione) Ugo Luca (1892-1967), passò alla storia per aver debellato, nella campagna del 1949-1950, il banditismo armato in Sicilia.&amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText2" style="margin-right: 28.3pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Il conte Luca fu membro vitalizio della Consulta dei Senatori del Regno (dal 18 febbraio 1983), nominato ai sensi dell’art. 33, categoria 21 [avvocati e/o liberi professionisti dopo 25 (venticinque) anni di appartenenza all’Ordine Professionale e di effettivo esercizio della professione], dello Statuto Albertino, segretario del Consiglio di Presidenza, ed, attualmente, ne era vice-Presidente; Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon dal 31 ottobre 1964; Cavaliere d’Onore e Devozione del Sovrano Militare Ordine di Malta; Cavaliere di Gran Croce del Pontificio Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme; Cavaliere Civile di Savoia; Grande Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, di cui fu anche Delegato per l’Emilia- Romagna e membro della Giunta Mauriziana; socio del Rotary Club di Bologna e membro di varie Accademie Culturali italiane ed estere. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText2" style="margin-right: 28.3pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Il notaio Arrico Luca, con RR. LL. PP. del 11 gennaio 1971 del Re Umberto II, fu creato conte ed assunse il motto “&lt;i&gt;Et ultra vires&lt;/i&gt;”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText2" style="margin-right: 28.3pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Arrigo Luca di Windegg era anche presidente dell’Associazione “&lt;i&gt;Principe Eugenio&lt;/i&gt;” (da lui fondata nel 1986). Di tale mitico personaggio, il nostro era un fine conoscitore e studioso. Al riguardo tenne una particolare relazione al Rotary Club Bologna Ovest il 26 gennaio 1987, dal titolo “&lt;i&gt;Eugenio di Savoia Salvatore dell’Europa&lt;/i&gt;”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText2" style="margin-right: 28.3pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Ma il nostro fu soprattutto un insigne notaio, avendo sempre goduto di meritatissima fama e di altissima stima presso le autorità e la clientela pubblica e privata per profonda competenza giuridica, eccezionale capacità professionale, prudente saggezza, inflessibile rigore, ferrea imparzialità ed estrema osservanza dell’etica professionale. Il tutto sempre accompagnato da una parola dotta, limpida e pacata.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyText2" style="margin-right: 28.3pt;"&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Con la scomparsa di Arrigo Luca di Windegg termina un altro capitolo della storia della tradizione dei monarchici impegnati nell’effimera repubblica italiana. Il suo esempio sia il nostro esempio. Un esempio di unità, di vera dedizione alla causa, di squisito lavoro solo e soltanto al servizio della causa stessa e guidati sempre da quella “&lt;i&gt;Bianca Croce di Savoia&lt;/i&gt;” che ci ha dato illuminati esempi di vita, di civiltà, di libertà, di prosperità, una Patria unita, in un’Europa libera.&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Modern No. 20&amp;quot;,&amp;quot;serif&amp;quot;; mso-bidi-font-family: Tahoma;"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-6679586852282283512?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/6679586852282283512/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/arrigo-luca-di-windegg.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/6679586852282283512'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/6679586852282283512'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/arrigo-luca-di-windegg.html' title='ARRIGO LUCA DI WINDEGG'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-4455443020996024982</id><published>2012-01-27T11:46:00.002+01:00</published><updated>2012-02-04T10:40:31.509+01:00</updated><title type='text'>Il martirio di Mafalda I parte</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-aIwTSnG7Obk/TyJ_zUkdmMI/AAAAAAAAAiQ/v48QV5wY-ok/s1600/246px-Mafalda_di_Savoia.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-aIwTSnG7Obk/TyJ_zUkdmMI/AAAAAAAAAiQ/v48QV5wY-ok/s320/246px-Mafalda_di_Savoia.jpg" width="225" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;dal supplemento al numero 97 di "Italia Nuova" del 24 Aprile del 1946&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Non sono ancora trascorsi due anni dalla tragica fine di Mafalda di Savoia: due anni densi di avvenimenti e di dolori, di speranze e di rinascite. Le ferite inflitte alla nostra gente infelice e coraggiosa dolgono ancora.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Non sono ancora trascorsi due anni e la nobile figura di questa, dolce, comprensiva, caritatevole Principessa è già diventata un personaggio leggendario. Ella che possedeva il grande dono di saper accostarsi al suo popolo con trepido cuore di sorella è scomparsa, silenziosamente, lontana dal suo popolo, in terra straniera. La sua ultima espressione di vita è stata un sorriso: un sorriso mesto che perdonava ai colpevoli, un sorriso tenero rivolto ai figli ch'Ella non avrebbe più riveduto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Quando la radio ed i giornali diffusero le prime&amp;nbsp;notizie sul tragico avvenimento un'incredulità dettata&amp;nbsp;dalla speranza cercò di annullare la realtà. Non poteva, non doveva esser vero. Il popolo Italiano è profondamente buono: si lascia, talvolta, ammalare da&amp;nbsp;un'inquietudine che può anche fargli commettere atti&amp;nbsp;che non gli somigliano. Ma si rivela sensibile dinnanzi&amp;nbsp;al dramma, rispetta il dolore, sa dimostrarsi degno&amp;nbsp;delle sue tradizioni e della sua civiltà. E questo dramma feriva il cuore di una Madre amorosa e lontana,&amp;nbsp;questo dramma rubava a quattro figli lontani una&amp;nbsp;tenera Madre.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Tragico ed immeritato destino quello di Mafalda di Savoia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Questa Creatura fragile, sensitiva, devota alla famiglia, innamorata della bellezza e dell'arte, semplice ed intelligente, questa Creatura che avrebbe voluto poter vivere una vita armoniosa ed appartata, questa Creatura che sapeva dimenticare se stessa,&amp;nbsp;sempre, pur di non privare gli « altri &amp;nbsp;del suo sorriso e della sua comprensione, questa Creatura che sapeva e voleva trasformare i suoi diritti in altrettanti doveri, è morta sola, desolatamente sola, dopo di aver sofferto ora per ora, attimo per attimo, il suo martirio, con una serenità veramente stoica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Dimentichiamo, per un attimo, i suoi privilegi regali. Dimentichiamo, per un attimo, la Principessa Sabauda per meglio conoscere ed apprezzare Mafalda, donna Italiana. Possiamo esserne fieri. Possiamo venerare la Sua memoria come veneriamo la nostra Bandiera.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Chi ha vissuto lungamente all'estero conosce il brivido di commossa emozione che suscita, ogni volta, la visione e del nostro Tricolore. La bandiera ha il profumo delle zolle della Nostra Terra, racchiude la Nostra Storia, ci ricorda il nostro "ieri" &amp;nbsp;e ci agguerrisce per il nostro domani. A pochi è concesso il privilegio di poterlo rappresentare, di elevarsi da Uomo a Simbolo, da materia ad ideale. Questo privilegio è stato concesso a Mafalda, Donna Sabauda, Donna Italiana.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Inchiniamoci dinnanzi a Mafalda Donna, a Mafalda Simbolo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;La vita, soprattutto l'inquieta e faticosa vita di oggigiorno che non rispetta nemmeno la legge di riposo dettata dal tramonto, è generosa dispensatrice di spunti di romanzo. Se per noi, Italiani, la memoria di Mafalda di Savoia non fosse sacra, la sua breve ed intensa, luminosa e tragica esistenza terrena potrebbe dare ali alla fantasia di drammaturghi e romanzieri. Limitiamoci a ricordare la soave Principessa. Non è necessaria l'eco degli "altri" , per valorizzare la sua voce che ora, purtroppo, tacerà per&amp;nbsp;sempre. La sua personalità è stata così schietta e così intensa, così soave e così eroica da imporsi non soltanto al popolo nostro ma ai poeti, agli uomini sensibili di tutto il mondo. Ricerchiamola, piuttosto, nella sua infanzia, nella sua adolescenza, seguiamola, piuttosto, con cuore commosso nel suo calvario. Essa non ha bisogno di pubblicità, sia pure una pubblicità artistica e devota, per passare alla storia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Mafalda Maria Elisabetta Anna Romana Savoia Carignano nacque a Roma il 19 novembre 1902. Sin dai primi anni Ella sì rivelò la meno robusta fra i figli di Vittorio Emanuele III. Mentre il fratello e le sorelle godevano la loro infanza vivace e sana correndo e galoppando per i viali di Sant'Anna di Vaidieri e di San Rossore, quest'Augusta bambina dimostrava un carattere raccolto e taciturno, carattere che contrastava con i suoi anni e la posizione privilegiata che le aveva concesso il Destino, Forse, sulle creature sensitive sovrasta la nube del presentimento. Forse la tragica fine aleggiava già su di Lei come una ombra che le vietava di godere spensieratamente la sua giovinezza. Mesta, non triste: vibrante come le corde dell'arpa ch'Ella suonava, armoniosa nei gesti e nella voce. La sua raffinata sensibilità poteva, a tratti, farla sembrare quasi timida. Non desiderava imporsi e s'imponeva. Aveva ereditato dall'Augusta Nonna Margherita un fascino che la rendeva diversa da tutte le altre: la medesima dolcezza, la medesima comprensione, la medesima umanità espressa attraverso atti pietosi parole buone, sorrisi che riuscivano a lenire ferìte, a ridare la serenità perduta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;VICINA AL SUO POPOLO&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ogni mattina, nella quiete di Villa Pollisena, Mafalda leggeva con cuore attento e commosso le tante lettere inviatele da gente povera e sconosciuta: suppliche, voci che varcavano il cancello, infrangevano&amp;nbsp;le barriere sociali per giungere sino a lei,&amp;nbsp;le&amp;nbsp;ascoltava tutte: queste voci echeggiavano nel suo&amp;nbsp;cuore: voci dì vecchi, di malati voci d poveri infelici che si rivolgevano ad Essa con commovente fiducia, con la certezza di essere ascoltate. Nessuno era deluso E questa comprensione che diventava&amp;nbsp;di giorno in giorno più profonda e più miave, questo&amp;nbsp;spirito di sacrificio che si trasformava in un piacere&amp;nbsp;d'offerta erano senza dubbio le caratteristiche più&amp;nbsp;salienti dell'Augusta Principessa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ella prediligeva la semplicità: ella amava soprattutto accostarsi al suo popolo, avvicinarlo, conoscerne il volto più malinconico e povero. Usciva spesso a piedi: appena scoppiata la guerra volle rinunziare alla sua automobile Non cedeva dinnanzi alla stanchezza fisica, non evitava le lunghe camminate i « tram » zeppi di gente, gli strapazzi: tutto le diventava lieve pur di poter recare il suo sorriso ed i suoi doni, pur di poter pronunziare la parola che rincuora compiere un gesto di carità verso i feriti e gli ammalati prigionieri in una candida corsia d'ospedale pur di poter accarezzare dei bimbi abbandonati, pur di assolvere la missione ch'Ella si era scelta con una costanza ed un'abnegazione veramente ammirevoli.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;In un quartiere popolare di Roma, alcuni anni or sono, una, disgrazia uccise contemporanei mente &amp;nbsp;i genitori di un bimbo di circa sei anni che, ignaro ed indifeso, rimaneva così completamente, tragicamente solo al mondo Per molti, per troppi, questo fatto era passato inosservato: un semplice fatto di cronaca nera, parole stampate su di un foglio bianco. Null'altro. Troppo poco per dei lettori egoisti e distratti, troppo per il cuore sensibile di &amp;nbsp;di Savoia. &amp;nbsp;Ella provvide subito affinchè la sventurata creatura venisse ricoverata in un ospizio. Ma la certezza di aver affidato l'infelice bambino a persone caritatevoli, di avergli assicurato un tetto ed il cibo non le bastava. Mafalda mamma, conosceva le esigenze dei&amp;nbsp;piccoli, la loro necessità, necessità ch'essi stessi, forse, non avvertono, di svago e di sole. Si recò spesso a trovarlo. Durante le vacanze lo volle con sé dandolo come compagno di giochi al Principino Otto. Non sono pochi i Romani che ricordano di aver veduto passare per i viali di Villa Borghese, viali profumati dalla primavera, il carrozzino di Corte in cui sedeva la soave Principessa accanto a due bambini: il Figlio Suo e l'umile, sorridente, beneficato figlio del popolo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Sono innumerevoli gli episodi che si potrebbero citare per illustrare, se ve ne fosse bisogno, la figura di Mafalda di Savoia. Ma l'Italiano possiede, fra le tante sue virtù, quella di saper degnamente apprezzare i gesti nobili e le creature che li hanno compiuti. Non è forse questa la terra dei Santi e degli Eroi? Ed i nostri Santi, i nostri Eroi non sono forse ancora vivi nei nostrì cuori, nelle nostre menti, malgrado l'attuale procelloso periodo che tenta di offuscarne la luce, di falsarne i valori? Non dilunghiamoci ad illustrare forze malefiche e disorganizzatrici. Non profaniamo la memoria di Mafalda di Savoia. Ella fu una Creatura pura, integra: non ricorriamo ad artifici letteari per descrivere la sua nobile esistenza. Bastano fatti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;E di questi fatti mi piace illustrarne uno raccontatomi da un'amica sua: le sillabe commosse non nascevano da un impulso di propaganda politica. Ho semplicemente ascoltato una donna Italiana che mi parlava con tono fiero e commosso di un'altra donna Italiana. Ho, lo confesso, dimenticato per un istante che stavamo parlando di Mafalda di Savoia, figlia del Re. Quest'amica Le era stata vicina per anni, l'aveva seguita nelle sue opere di carità, l'aveva veduta nell'intimità della sua casa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Quest'amica è stata, forse una delle ultime persone che hanno. avuto il privilegio di ascoltare la sua voce, di ricevere il suo saluto prima ch'Ella abbandonasse la stia Patria, cioè prima ch'Ella fosse strappata con un tranello diabolico dalla sua Italia che essa venerava.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Un drammatico incidente distrugge un'umile famiglia di operai. Rimane, unico superstite, un bambino di tre anni. Ma si teme che la povera creatura abbia perduto la vista. Il caso viene segnalato alla Principessa Mafalda. Ella, senza indugio, si occupa personalmente di questo bimbo su cui pesa la più triste delle minacce: una condanna di buio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il celebre oculista al quale Essa si è rivolta le consente di sperare nel buon esito di un intervento chirurgico: occorre soltanto attendere che il piccino sia in grado di sopportarlo. Questa notizia riempìe di gioia la sensibile Principessa. Ella s'incontra quello stesso giorno con l'amica ad una cerimonia nuziale: fiorì, gioia, sonore note d'organo, trasparenti veli d'incenso. Due giovani che coneretano attraverso una sacra promessa il loro sogno d'amore. La Principessa si avvicina all'amica, all'uscita della chiesa. Le' confessa sorridendo con quella dolcezza che Le era particolare: - Non ho pregato per gli sposi... Sono tanto felici... Non hanno bisogno delle mie preghiere... I suo grandi occhi si velano, all'improvviso, di lacrime. - Ho pregato invece per quel bambino... Non è possibile che rimanga così... Ho tanto pregato e pregherò tanto ancora finchè Dio mi farà la grazia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-4455443020996024982?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/4455443020996024982/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/il-martirio-di-mafalda-i-parte.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/4455443020996024982'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/4455443020996024982'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/il-martirio-di-mafalda-i-parte.html' title='Il martirio di Mafalda I parte'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-aIwTSnG7Obk/TyJ_zUkdmMI/AAAAAAAAAiQ/v48QV5wY-ok/s72-c/246px-Mafalda_di_Savoia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-3454709163128324445</id><published>2012-01-26T10:06:00.003+01:00</published><updated>2012-01-26T10:29:25.250+01:00</updated><title type='text'>CI NASCONDONO UN’ALTRA RIVOLUZIONE PRO-MONARCHIA IN ROMANIA</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-kj202nqq2t4/TyEc6kyJPkI/AAAAAAAAAiI/L0LyeJLGfLI/s1600/rivo-rumena1.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="197" src="http://2.bp.blogspot.com/-kj202nqq2t4/TyEc6kyJPkI/AAAAAAAAAiI/L0LyeJLGfLI/s400/rivo-rumena1.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;h1&gt;25 gennaio 2012&lt;/h1&gt;&lt;div class="meta"&gt;By &lt;a href="http://www.skinews.it/author/martina/" rel="author" title="Articoli scritti da: martina"&gt;martina&lt;/a&gt;     &lt;/div&gt;&lt;div class="storycontent"&gt;&lt;em&gt;Siamo alle solite.&lt;/em&gt; Nessun organo di informazione ne parla, ma &lt;strong&gt;in Romania c’è una vera rivoluzione.&lt;/strong&gt;Migliaia  di giovani hanno invaso strade e piazze. Gli scontri con la polizia  sono sempre più frequenti. É così da più di una&amp;nbsp; settimana, ma solo ora  giungono le prime attendibili notizie.&lt;br /&gt;La rivolta é nata dopo i pesanti tagli imposti dalla BCE al governo di &lt;strong&gt;Emil Boc&lt;/strong&gt;. L’ austerity riguarderà particolarmente il bilancio della &lt;strong&gt;sanità&lt;/strong&gt; pubblica. &lt;strong&gt;Raed Arafat&lt;/strong&gt;, che della sanità era vice-ministro, si é immediatamente dimesso. E la popolazione è scesa in piazza.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://ilcorsivoquotidiano.files.wordpress.com/2012/01/rivo-romania-2.jpg"&gt;&lt;img alt="" height="198" src="http://ilcorsivoquotidiano.files.wordpress.com/2012/01/rivo-romania-2.jpg?w=300&amp;amp;h=198" width="300" /&gt;&lt;/a&gt;Domenica scorsa a &lt;strong&gt;Bucarest&lt;/strong&gt;  i dimostranti hanno lanciato pietre contro la polizia in assetto  anti-sommossa, che ha risposto con lacrimogeni. Alla fine 50 persone  hanno dovuto far ricorso a cure mediche e una settantina sono stati gli  arrestati. Altre manifestazioni si sono tenute a &lt;strong&gt;Cluj, Timisoara e Iasi.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;I manifestanti vogliono a gran voce le dimissioni del presidente  Basescu e del primo ministro Boc, gli schiavi della BCE, del FMI e della  finanza globale. Chiedono&lt;strong&gt; il ritorno della monarchia parlamentare&lt;/strong&gt;,  vogliono un governo che sappia fronteggiare gli istituti bancari e  finanziari, che hanno in mano l’intera Europa e che, stanno  commissariando uno ad uno tutti i paesi dell’Unione.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://ilcorsivoquotidiano.files.wordpress.com/2012/01/romania-protest.jpg"&gt;&lt;img alt="" height="168" src="http://ilcorsivoquotidiano.files.wordpress.com/2012/01/romania-protest.jpg?w=300&amp;amp;h=168" width="300" /&gt;&lt;/a&gt;Le agenzie di stampa nazionali &lt;strong&gt;(mediafanews.ro e livenews.ro)&lt;/strong&gt; parlano di un vero e proprio &lt;strong&gt;golpe&lt;/strong&gt;.  parlano di una popolazione esasperata così nelle grandi città, come nei  piccoli villaggi, che assaltano letteralmente negozi e supermercati.&lt;br /&gt;Boc intanto fa sapere che non si dimetterà e che non permetterà nuove  elezioni o un referendum popolare che possa portare la Romania verso  una monarchia popolare protezionista ed antieuropea. I rumeni non  demordono e continuano a riempire le piazze.&lt;br /&gt;[...]&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.skinews.it/2012/01/25/ci-nascondono-unaltra-rivoluzione-pro-monarchia-in-romania/"&gt;http://www.skinews.it/2012/01/25/ci-nascondono-unaltra-rivoluzione-pro-monarchia-in-romania/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-3454709163128324445?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/3454709163128324445/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/ci-nascondono-unaltra-rivoluzione-pro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/3454709163128324445'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/3454709163128324445'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/ci-nascondono-unaltra-rivoluzione-pro.html' title='CI NASCONDONO UN’ALTRA RIVOLUZIONE PRO-MONARCHIA IN ROMANIA'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-kj202nqq2t4/TyEc6kyJPkI/AAAAAAAAAiI/L0LyeJLGfLI/s72-c/rivo-rumena1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-1128341289042808738</id><published>2012-01-23T08:41:00.000+01:00</published><updated>2012-01-23T08:41:58.774+01:00</updated><title type='text'>I VALORI DELL’ISTITUTO MONARCHICO</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-P4E_RY4zGko/Tx0PKOZEQfI/AAAAAAAAAiA/x9z2V5TvDBw/s1600/images+%25281%2529.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-P4E_RY4zGko/Tx0PKOZEQfI/AAAAAAAAAiA/x9z2V5TvDBw/s1600/images+%25281%2529.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;h2&gt;di Alfredo Covelli&lt;/h2&gt;&lt;div&gt;Sul piano generale ci soccorrono le testimonianze della storia di gran parte dei popoli civili: è stata sempre la Monarchia ad aver difeso i deboli dai forti, le minoranze dalle maggioranze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia dell’evo nuovo insegna, infatti, che la libertà politica, la giustizia sociale, l’uguaglianza giuridica sono frutti della Monarchia, perché tutta la lotta perla creazione di Stati nazionali è stata una lotta condotta e vinta in ogni tempo dalla Monarchia.&lt;br /&gt;Per quello che attiene al nostro Paese la spiegazione è nel ricordo che si può chiedere agli Italiani di ciò che essi debbono alla Monarchia dei Savoia.&lt;br /&gt;Essi Le debbono,oltre alla realtà geografica, dell’Unità Nazionale, la più completa, la più piena realtà democratica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È stato un Re a concedere all’Italia, e forse all’Europa Continentale, il senso ed il gusto della libertà.&lt;br /&gt;Gli Italiani hanno avuto le prime libertà democratiche da Carlo Alberto con la promulgazione dello Statuto, che è legato al Suo nome; uno Statuto che ha modellato disé tutta la vita italiana fino alla metà di&amp;nbsp; questo secolo e che ha rappresentato il terreno giuridico e morale sul quale sisono intrecciati eventi e fasi di tutto il Risorgimento.&amp;nbsp; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;[...]&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://italia-reale.alleanza-monarchica.com/2012/febbraio/i-valori-dell%E2%80%99istituto-monarchico"&gt;http://italia-reale.alleanza-monarchica.com/2012/febbraio/i-valori-dell%E2%80%99istituto-monarchico&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-1128341289042808738?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/1128341289042808738/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/i-valori-dellistituto-monarchico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/1128341289042808738'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/1128341289042808738'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/i-valori-dellistituto-monarchico.html' title='I VALORI DELL’ISTITUTO MONARCHICO'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-P4E_RY4zGko/Tx0PKOZEQfI/AAAAAAAAAiA/x9z2V5TvDBw/s72-c/images+%25281%2529.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-3686485697338210514</id><published>2012-01-23T08:39:00.001+01:00</published><updated>2012-01-23T08:39:29.848+01:00</updated><title type='text'>Romania:monarchia costituzionale  nel 2014 secondo Basescu</title><content type='html'>&lt;div style="color: #535a5b; font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 1.7em; font-style: italic; line-height: 1.4; margin-bottom: 5px; margin-left: 7px; margin-right: 4px; margin-top: -13px;"&gt;Il presidente della repubblica basescu ha  dichiarato che sara l ultimo capo di stato della storia,poi ci sara la  monarchia parlamentare&lt;/div&gt;&lt;div class="entry"&gt;In romania il sogno del popolo di riavere la monarchia si fa sempre  piu tangibile grazie alle dichiarazioni uscite per bocca del presidente  della repubblica traian basescu che ha dichiarato che&amp;nbsp; non è  assolutamente contro il ritorno la monarchia parlamentare anzi ha  aggiunto che lui nel 2014 sara l ultimo presidente della repubblica poi  ci sara ufficialmente naturalmente con il consenso del parlamento  bicamerale sovrano la monarchia parlamentare pero a patto che come re&amp;nbsp;ci  sia il principe paolo di labrino della famiglia reale Hohenzollern &lt;em&gt;Veringen  e non l ex re michele perche sempre il presidente traian basescu lo ha  accusato di aver favorito con l abdicazione&amp;nbsp; i sovietici comunisti e  percio di aver tradito la nazione neolatina&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Chi credeva che basescu l ultimo capo di stato della romania fosse  contro il ritorno della monarchia parlamentare si è sbagliato di grosso  ed è rimasto stupito.&lt;br /&gt;Ricordiamo che la monarchia parlamentare in Romania è stato abolita  nel 1947 non per volere del popolo sovrano ma per colpa dell invasione  sovietica socialista che ha messo come dittatore&amp;nbsp;Nicola&amp;nbsp;Ceausescu  facendo nascere ripeto contro la&amp;nbsp;volontà&amp;nbsp;del popolo la repubblica  popolare di&amp;nbsp;Romania&amp;nbsp;poi successivamente nel 1989&amp;nbsp;repubblica di romania  che ben presto grazie alla lotta costante del popolo di&amp;nbsp;Romania&amp;nbsp;ritornerà&amp;nbsp;&amp;nbsp;la monarchia costituzionale una continuita e una ricucitura  con il passato e la storia del paese neolatino !&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-3686485697338210514?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/3686485697338210514/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/romaniamonarchia-costituzionale-nel.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/3686485697338210514'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/3686485697338210514'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/romaniamonarchia-costituzionale-nel.html' title='Romania:monarchia costituzionale  nel 2014 secondo Basescu'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-5739234097419622051</id><published>2012-01-22T13:18:00.002+01:00</published><updated>2012-01-22T13:51:28.259+01:00</updated><title type='text'>Circeo, Sabaudia, Sperlonga e Ponza; ecco il turismo al tempo della crisi</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;Confesso tutto il mio amore per quei luoghi, che hanno visto ospiti i Reali della Casa di Borbone prima e della Casa di Savoia poi, ove il Re Umberto II, allora Principe di Piemonte, prese in braccio mio padre bambino e che tributarono nel 1946 alla Monarchia una maggioranza di voti "bulgara".&amp;nbsp;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-NrfDHlsN0RQ/Txv9ermG0KI/AAAAAAAAAh4/-05yQguGEM4/s1600/Immagine.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="198" src="http://1.bp.blogspot.com/-NrfDHlsN0RQ/Txv9ermG0KI/AAAAAAAAAh4/-05yQguGEM4/s400/Immagine.JPG" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;Formia. La residenza dei Reali, adesso grande albergo&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-image: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #121212; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 13px; margin-bottom: 10px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify;"&gt;LATINA - Il turismo non si improvvisa, si programma.&lt;strong style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-image: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&amp;nbsp;Con progetti precisi di rilancio e riqualificazione, studiati nel rispetto dell'ambiente e della conformazione del territorio, ma assecondando i gusti e le mode che cambiano.&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Anche in una “provincia di costruttori” come quella pontina. Parola di Antonella Di Genova, discendente per parte di madre della famiglia Superti che da tre generazioni opera nel settore del turismo e dal 1935 gestisce uno dei più prestigiosi alberghi del territorio, l'Hotel Maga Circe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-image: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Proprio qui, lungo questi 90 chilometri di costa che vivono ancora della rendita dei favolosi Anni Sessanta, delle case vacanza, delle ville sul mare e dei vip al Circeo, il turismo, per tenere il passo, ha dovuto reinventarsi, adeguandosi alle richieste, ai nuovi standard e alle esigenze dei soggiorni meno glamour e più mordi e fuggi.&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Costantemente in equilibrio tra tradizione e innovazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi è riuscito nell'intento oggi rappresenta l'eccellenza e nonostante la crisi riesce a sostenere con successo la competizione con le mete esotiche del turismo di massa, spesso più a buon mercato di una vacanza a Ponza.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-image: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #121212; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 13px; margin-bottom: 10px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify;"&gt;“&lt;strong style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-image: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Si pensa spesso che il turismo sia facile e alla portata di tutti – spiega Antonella – che basti avere una cucina e delle camere, allestire la sala da pranzo e organizzare i soggiorni degli ospiti per gestire una struttura ricettiva. Questa è la mia impressione. Ma il turismo è una professione. E' un'impresa, e si rischia sulla propria pelle.&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;Spesso non si è consapevoli dei cambiamenti e si programma poco. Noi ci siamo dedicati a capire cosa stava cambiando. Ma siamo a metà strada, consapevoli del fatto di dover introdurre elementi innovativi senza perdere la clientela ormai fidelizzata, in gran parte romana, che continua a fare soggiorni lunghi e che da noi si aspetta gli stessi servizi e la stessa accoglienza di sempre”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'albergo, costruito in un'antica villa degli Anni '30, si è dotato nel tempo di un'area benessere e di nuovi servizi. E a chi chiede di soggiornare per una sola notte durante il week end mette oggi a disposizione un'intera ala della struttura, con camere comode ma più piccole. Mentre le stanze ampie e spaziose, dotate di balcone ed area relax restano destinate ai soggiorni più lunghi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-image: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Chi ha investito tutto sul turismo e su elevati standard di qualità è anche la storica famiglia Celletti, che trasformò l'antica residenza estiva di casa Savoia, tanto cara alla regina Elena, nel Grande Albergo Miramare di Formia, votandosi per generazioni all'accoglienza degli ospiti, alla cura dei dettagli e all'alta cucina.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-image: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #121212; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 13px; margin-bottom: 10px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;strong style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-image: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-image: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #121212; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 13px; margin-bottom: 10px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify;"&gt;&lt;strong style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-image: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://affaritaliani.libero.it/roma/circeo-sbaudia-sperlonga-e-ponza-ecco-il-turismo-al-tempo-della-crisi-21012012.html"&gt;http://affaritaliani.libero.it/roma/circeo-sbaudia-sperlonga-e-ponza-ecco-il-turismo-al-tempo-della-crisi-21012012.html&lt;/a&gt; &lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-5739234097419622051?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/5739234097419622051/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/circeo-sabaudia-sperlonga-e-ponza-ecco.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/5739234097419622051'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/5739234097419622051'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/circeo-sabaudia-sperlonga-e-ponza-ecco.html' title='Circeo, Sabaudia, Sperlonga e Ponza; ecco il turismo al tempo della crisi'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-NrfDHlsN0RQ/Txv9ermG0KI/AAAAAAAAAh4/-05yQguGEM4/s72-c/Immagine.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-4090648740335161845</id><published>2012-01-21T08:09:00.001+01:00</published><updated>2012-01-21T08:10:09.828+01:00</updated><title type='text'>Celebrazione 134° anniversario Guardia d'Onore Pantheon</title><content type='html'>&lt;div class="ArticoloTitolo bgfr" style="background: url(images/Articolobg.png); float: none; width: 475px;"&gt;&lt;h1 class="texh1"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/h1&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div id="testo_container"&gt;&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma; line-height: 15pt;"&gt;Roma, 20 gen. (Adnkronos) - Domenica verra' celebrato il 134°  anniversario della fondazione dell'Istituto Nazionale per la Guardia  d'Onore alle Reali Tombe del Pantheon. Il programma della cerimonia  prevede alle 9.30, la deposizione di una corona d'alloro al sacello del  Milite Ignoto all'Altare della Patria. Alle ore 10.30 sara' celebrata  una Santa Messa al Pantheon ''in suffragio dei Sovrani defunti''.&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma; line-height: 15pt;"&gt;''L'istituto, posto sotto il controllo del Ministero della Difesa, e'  il piu' antico sodalizio combattentistico ed ha origini risorgimentali.  Conta -rileva una nota- su circa 5000 Guardie d'Onore in Italia e  all'estero; numerosa tra di esse la componente femminile. Fedele al suo  statuto ed alla sua vocazione storica, organizza cerimonie in occasione  di ricorrenze particolari, ed i suoi membri prestano un servizio  volontario di Guardia d'Onore alle Tombe dei Sovrani d'Italia (Pantheon,  Alessandria d'Egitto per Re Vittorio Emanuele III, Montpellier per la  Regina Elena, Altacomba per Re Umberto II e la Regina Maria Jose')''.&lt;/div&gt;&lt;div style="font-family: Arial, Tahoma; line-height: 15pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Tahoma;"&gt;&lt;span style="line-height: 20px;"&gt;&lt;a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/915205/Savoia-domenica-celebrazione-134-anniversario-Guardia-d-Onore-Pantheon.html"&gt;http://www.liberoquotidiano.it/news/915205/Savoia-domenica-celebrazione-134-anniversario-Guardia-d-Onore-Pantheon.html&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-4090648740335161845?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/4090648740335161845/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/celebrazione-134-anniversario-guardia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/4090648740335161845'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/4090648740335161845'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/celebrazione-134-anniversario-guardia.html' title='Celebrazione 134° anniversario Guardia d&apos;Onore Pantheon'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-8489874615998770219</id><published>2012-01-19T09:00:00.002+01:00</published><updated>2012-01-19T10:03:24.091+01:00</updated><title type='text'>SUCCESSO DI PUBBLICO A VILLANOVA D’ALBENGA PER LA “GALLERIA SABAUDA”.</title><content type='html'>&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="color: blue; font-family: Arial, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: #cccccc; background-image: initial; background-origin: initial; color: blue; font-family: Arial, sans-serif; font-size: 10pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;ISTITVTO NAZIONALE PER &lt;st1:personname productid="LA GVARDIA D" w:st="on"&gt;LA  GVARDIA D&lt;/st1:personname&gt;’ ONORE ALLE REALI TOMBE DEL PANTHEON&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;DELEGAZIONE PROVINCIALE DI SAVONA&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="tab-stops: 51.0pt; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;b&gt;COMVNICATO STAMPA DEL 11.I.2012&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;SUCCESSO DI PUBBLICO A VILLANOVA D’ALBENGA PER LA “GALLERIA SABAUDA”. &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;APPLAUDITA &lt;st1:personname productid="LA CONFERENZA DEL" w:st="on"&gt;LA CONFERENZA DEL&lt;/st1:personname&gt; PROF. MONTI BRAGADIN PER CELEBRARE &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;IL 134° ANNIVERSARIO DELLA SCOMPARSA DI VITTORIO EMANUELE II, &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;IL “RE GALANTUOMO”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Lunedì 9 gennaio &lt;st1:metricconverter productid="2012 a" w:st="on"&gt;2012 a&lt;/st1:metricconverter&gt; Villanova d’Albenga (SV), l’Istituto Nazionale per &lt;st1:personname productid="la Guardia" w:st="on"&gt;la Guardia&lt;/st1:personname&gt; d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon, Delegazione Provinciale di Savona, ha ricordato con una conferenza, il 134° anniversario della scomparsa del Re Vittorio Emanuele II. &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;L’evento, realizzato con il patrocinio del Comune, si è svolto nella Sala Polivalente in Via Roma nel centro storico all’interno della quale è stata allestita una “Galleria Sabauda” curata da Vincenzo Panza, Fabrizio Bava e Roberto Di Tanno, tre collezionisti, i quali hanno creato un interessante percorso storico con l’esposizione di quadri, cimeli, sculture e documenti di valore riguardanti &lt;st1:personname productid="la Dinastia Sabauda." w:st="on"&gt;la Dinastia Sabauda.&lt;/st1:personname&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Dopo l’esecuzione dell’Inno Nazionale e della Marcia Reale, il Vice Delegato Provinciale di Savona della Guardia d’Onore Cav. Fabrizio Marabello ha introdotto l’iniziativa ed ha indirizzato un appello alle Istituzioni per il rientro delle salme dei Sovrani d’Italia sepolti all’estero.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Dopo il caloroso saluto del Sindaco Domenico Cassiano è seguita la relazione del Prof. Stefano Emanuele Monti Bragadin, dell’Università di Genova nonché Ispettore Nazionale dell’Istituto, il quale ha appassionato il pubblico con una interessante e approfondita lezione sul Risorgimento e ha illustrato la figura di Re Vittorio Emanuele II sotto il profilo, militare, politico e umano.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Al termine del convegno, nella Chiesa di S. Maria del Soccorso, è stata celebrata la liturgia della S. Messa e il &lt;i&gt;De Profundis&lt;/i&gt; in suffragio del “Re Galantuomo” alla presenza delle Autorità civili e militari, degli Ordini Dinastici di Casa Savoia e della Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;L’evento si è concluso con una “cena sabauda” alla quale, fra gli altri, hanno partecipato il Presidente del “Centro Pannunzio” Prof. Pierfranco Quaglieni e il Console di Norvegia Roberto Tarò.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-8489874615998770219?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/8489874615998770219/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/successo-di-pubblico-villanova-dalbenga.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/8489874615998770219'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/8489874615998770219'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/successo-di-pubblico-villanova-dalbenga.html' title='SUCCESSO DI PUBBLICO A VILLANOVA D’ALBENGA PER LA “GALLERIA SABAUDA”.'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-1441886334826301524</id><published>2012-01-17T18:25:00.001+01:00</published><updated>2012-01-17T18:26:38.796+01:00</updated><title type='text'>Programma del circolo REX</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-xgapF4F7MY4/TxWu6uTrTZI/AAAAAAAAAho/leFQ7XMKKEQ/s1600/rex.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://1.bp.blogspot.com/-xgapF4F7MY4/TxWu6uTrTZI/AAAAAAAAAho/leFQ7XMKKEQ/s200/rex.jpg" width="166" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Sul sito dedicato a Re Umberto il programma del prossimo ciclo di conferenze del Circolo REX.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.reumberto.it/rex4.htm"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;http://www.reumberto.it/rex4.htm&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-1441886334826301524?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/1441886334826301524/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/programma-del-circolo-ex.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/1441886334826301524'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/1441886334826301524'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/programma-del-circolo-ex.html' title='Programma del circolo REX'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-xgapF4F7MY4/TxWu6uTrTZI/AAAAAAAAAho/leFQ7XMKKEQ/s72-c/rex.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-7773416677916919315</id><published>2012-01-15T15:19:00.001+01:00</published><updated>2012-01-15T15:19:16.551+01:00</updated><title type='text'>L'UNGHERIA ABOLISCE LA REPUBBLICA ED INAUGURA LA SUA NUOVA COSTITUZIONE CRISTIANA</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-5VjFF5jdsWw/TxLgVK5VanI/AAAAAAAAAhg/9CwOkTbVutg/s1600/800px-Crown%252C_Sword_and_Globus_Cruciger_of_Hungary2.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="135" src="http://3.bp.blogspot.com/-5VjFF5jdsWw/TxLgVK5VanI/AAAAAAAAAhg/9CwOkTbVutg/s200/800px-Crown%252C_Sword_and_Globus_Cruciger_of_Hungary2.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="background-color: white; color: #333333; font-family: Georgia, Arial, Tahoma, Verdana; font-size: 12px; text-align: justify;"&gt;Cosa è successo in Ungheria, da provocare le lamentose doglianze delle pedocrazie UE e degli Stati Uniti d'America? E' stata forse proclamata una dittatura? Sono stati sciolti i partiti politici e sospese le cosiddette "garanzie costituzionali"? E' stata dichiarata la guerra a qualche stato confinante? Niente di tutto questo; il Parlamento ungherese ha solamente deciso di modificare la sua Carta Costituzionale rifiutando di uniformarsi a quelle europee ispirate ai principi della rivoluzione francese del 1789 ed istituzionalizzate nel 1791. Victor Orban, capo del governo, con il 1 gennaio 2012, ha intrapreso la strada per il recupero dell'identità nazionale. Con la nuova costituzione, l'Ungheria infatti rimette al centro delle proprie istituzioni Dio, la persona, e la profonda identità del suo popolo legata alla tradizione cristiana voluta e difesa da RE Stefano. Inoltre con legge dello stato, ha limitato notevolmente lo strapotere della banca centrale sottoponendola ...&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="background-color: white; color: #333333; font-family: Georgia, Arial, Tahoma, Verdana; font-size: 12px; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="background-color: white; color: #333333; font-family: Georgia, Arial, Tahoma, Verdana; font-size: 12px; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/esteri/10216#.Tw9hE2Bnozg.facebook"&gt;http://www.pontifex.roma.it/index.php/editoriale/esteri/10216#.Tw9hE2Bnozg.facebook&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-7773416677916919315?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/7773416677916919315/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/lungheria-abolisce-la-repubblica-ed.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/7773416677916919315'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/7773416677916919315'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/lungheria-abolisce-la-repubblica-ed.html' title='L&apos;UNGHERIA ABOLISCE LA REPUBBLICA ED INAUGURA LA SUA NUOVA COSTITUZIONE CRISTIANA'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-5VjFF5jdsWw/TxLgVK5VanI/AAAAAAAAAhg/9CwOkTbVutg/s72-c/800px-Crown%252C_Sword_and_Globus_Cruciger_of_Hungary2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-1802635511242559306</id><published>2012-01-15T09:35:00.001+01:00</published><updated>2012-01-15T09:37:00.733+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vittorio emanuele III'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='www.reumberto.it'/><title type='text'>Nuovo aggiornamento del sito dedicato a Re Umberto II</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-bsL-jwhYTmE/TxKPaJhNGaI/AAAAAAAAAhY/CDkoltutdVQ/s1600/Senza+nome-scandito-16.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-bsL-jwhYTmE/TxKPaJhNGaI/AAAAAAAAAhY/CDkoltutdVQ/s320/Senza+nome-scandito-16.jpg" width="203" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;Il Re Vittorio Emanuele III nel ricordo del Senatore Bergamini. L'articolo è interessante oltre che per i rilievi di natura storica di uno spettatore d'eccezione anche per la testimonianza diretta dell'esistenza del famoso Diario del Re, esistenza più volte smentita da Re Umberto II.&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Sorrise dunque a V. E. III all'alba del suo Regno, una innegabile popolarità che diventò poi vastissima, una rarità, innalzando la Monarchia alla più luminosa altezza. Come, da quella altezza, è precipitata? E' una domanda che spesso mi rivolgo, è un problema molto interessante per la Storia, non sufficientemente, non profondamente studiato - mi sembra - e non agevole a risolversi. Per capirlo bene occorre una obbiettività non comune: ma non è facile prescindere dal nostro spirito di parte. Non certo io pretendo avere questa rara e lodevole virtù: anzi, per vari motivi io sarò sospetto, sebbene io mi proponga di discutere serenamente e sappia che vi sono nobili verità oltre quella della propria passione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;br /&gt;&lt;span style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.reumberto.it/bergamini48-2.htm"&gt;http://www.reumberto.it/bergamini48-2.htm&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-1802635511242559306?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/1802635511242559306/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/nuovo-aggiornamento-del-sito-dedicato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/1802635511242559306'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/1802635511242559306'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/nuovo-aggiornamento-del-sito-dedicato.html' title='Nuovo aggiornamento del sito dedicato a Re Umberto II'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-bsL-jwhYTmE/TxKPaJhNGaI/AAAAAAAAAhY/CDkoltutdVQ/s72-c/Senza+nome-scandito-16.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-6598430172713613393</id><published>2012-01-11T08:12:00.000+01:00</published><updated>2012-01-11T08:12:39.646+01:00</updated><title type='text'>L'errore dei Borbone fu inimicarsi Londra</title><content type='html'>&lt;h1&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-_fmYAUyFtuU/Tw02OSDu5BI/AAAAAAAAAhQ/CnH5ndU6vy8/s1600/ferdinando-II_140x183.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-_fmYAUyFtuU/Tw02OSDu5BI/AAAAAAAAAhQ/CnH5ndU6vy8/s1600/ferdinando-II_140x183.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;"&gt;L'ostilità inglese destabilizzò il Regno di Napoli&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div id="main-article"&gt; &lt;div class="first-col" id="content-to-read"&gt;     &lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Fin da quando salì al trono nel novembre del 1830&lt;/b&gt;, Ferdinando II  concepì la presenza del Regno delle Due Sicilie sullo scacchiere europeo  come quella di un'entità politica in crescita. Benedetto Croce, nella &lt;i&gt;Storia del Regno di Napoli &lt;/i&gt;(Adelphi)  notava che, nelle intenzioni di Ferdinando II, il regno doveva essere  un organismo politico «nelle cui faccende nessun altro Stato avesse da  immischiarsi, tale da non dar noia agli altri e da non permetterne per  sé». Così, proseguiva Croce, il figlio di Francesco I «guardingo e abile  si avvicinò alla Francia, si liberò della tutela dell'Austria, che  aveva sorretto e insieme sfruttato la monarchia napoletana, e mantenne  sempre contegno non servile verso l'Inghilterra che era stata la  protettrice e dominatrice della sua dinastia nel ventennio della  Rivoluzione e dell'Impero». Ma l'Inghilterra riteneva che l'aver difeso i  Borbone ai tempi di Acton e di Napoleone le desse i titoli per poter  ottenere una totale subalternità da parte di Ferdinando II. E dava segni  di fastidio per quel «contegno non servile» di cui parlava Croce.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;b&gt;Fu così che Ferdinando II nel 1834 firmò (inconsapevolmente) la condanna a morte del suo regno.&lt;/b&gt;  Quell'anno, 1834, nel pieno della «prima guerra carlista» (1833-1840),  Ferdinando rifiutò di schierarsi a favore di Isabella II contro Carlo  Maria Isidro di Borbone-Spagna nel conflitto per la successione a  Ferdinando VII sul trono iberico. Dalla parte di Isabella, figlia di  Ferdinando VII, e contro don Carlos, fratello del re scomparso, erano  scese in campo Francia e Inghilterra, che considerarono quello del  regime borbonico alla stregua di un vero e proprio atto di  insubordinazione. Londra ci vide, anzi, qualcosa di più: il desiderio  del Regno delle Due Sicilie di elevarsi, affrancandosi da antiche  subalternità, al rango di medio-grande potenza. E da quel momento iniziò  a tramare per destabilizzarlo. La storia di questa trama è adesso  raccontata da un importante libro di Eugenio Di Rienzo, &lt;i&gt;Il Regno delle Due Sicilie e le Potenze europee&lt;/i&gt; (1830-1861) , che sarà presto pubblicato da Rubbettino.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;[...]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/unita-italia-150/recensioni/12_gennaio_10/de-rienzo-regno-due-sicilie_b6068094-3b92-11e1-9a5f-c5745a18f471.shtml"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;http://www.corriere.it/unita-italia-150/recensioni/12_gennaio_10/de-rienzo-regno-due-sicilie_b6068094-3b92-11e1-9a5f-c5745a18f471.shtml&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-6598430172713613393?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/6598430172713613393/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/lerrore-dei-borbone-fu-inimicarsi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/6598430172713613393'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/6598430172713613393'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/lerrore-dei-borbone-fu-inimicarsi.html' title='L&apos;errore dei Borbone fu inimicarsi Londra'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-_fmYAUyFtuU/Tw02OSDu5BI/AAAAAAAAAhQ/CnH5ndU6vy8/s72-c/ferdinando-II_140x183.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-2271234893598907501</id><published>2012-01-08T09:21:00.000+01:00</published><updated>2012-01-08T09:21:00.318+01:00</updated><title type='text'>Uniformi in mostra permanente in Cittadella con la San Giorgio Storia.</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-171gOJvrSD0/TwlR3xVHsHI/AAAAAAAAAhI/YfvbS39PiIo/s1600/34335.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-171gOJvrSD0/TwlR3xVHsHI/AAAAAAAAAhI/YfvbS39PiIo/s1600/34335.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="line-height: 110%; margin-bottom: 5; margin-top: 3;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 12pt; font-weight: 700;"&gt;&lt;span style="color: dimgrey;"&gt;&amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp; &amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: dimgrey;"&gt;                                             &lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 9pt;"&gt;Il  sindaco, Piercarlo Fabbio, e il presidente della Fondazione Cassa di  Risparmio di Alessandria, Pier Angelo Taverna, hanno firmato la  convenzione definitiva con cui si stabiliscono le condizioni relative  alla donazione da parte della Fondazione, della mostra Raccolta di  ‘Uniformi, Armi e Cimeli del Regio Esercito Italiano dal 1848 al 1946”  al Comune di Alessandria. In particolare il Comune si occuperà della manutenzione ordinaria e  straordinaria dei beni e dei locali della mostra e della conservazione  degli stessi; della fruizione della raccolta da parte del pubblico nella  Caserma Beleno all’interno della Cittadella, affinchè il grande  pubblico la conosca sempre più. L’esposizione di divise militari in Cittadella, inaugurata nell'estate  del 2010, è una straordinaria collezione di uniformi, elmi, armi e  cimeli in dotazione all’Esercito Italiano dal tempo di Carlo Alberto  fino alla Seconda Guerra Mondiale e alla lotta partigiana.  Un vero e proprio viaggio, quindi, nella storia dell’Italia. La collezione di uniformi comprende oltre 1500 pezzi e tra questi la  divisa quella appartenuta ad Umberto II .   "&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: dimgrey;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana; font-size: 9pt;"&gt;[...]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: dimgrey; font-family: Verdana;"&gt;&lt;span style="font-size: 12px;"&gt;http://www.giornal.it/pagine/articolo/articolo.asp?id=35354&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-2271234893598907501?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/2271234893598907501/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/uniformi-in-mostra-permanente-in.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/2271234893598907501'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/2271234893598907501'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/uniformi-in-mostra-permanente-in.html' title='Uniformi in mostra permanente in Cittadella con la San Giorgio Storia.'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-171gOJvrSD0/TwlR3xVHsHI/AAAAAAAAAhI/YfvbS39PiIo/s72-c/34335.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-7025498589948965083</id><published>2012-01-08T09:16:00.002+01:00</published><updated>2012-01-08T09:16:47.583+01:00</updated><title type='text'>Villanova, conferenza per celebrare il 134° anniversario della scomparsa di Vittorio Emanuele</title><content type='html'>&lt;h1&gt;&lt;a href="http://www.savonanews.it/fileadmin/archivio/savonanews/IMMAGINE_RE_VITTORIO_EMANUELE_II.jpg" rel="lightbox[lb490025]"&gt;&lt;img alt="" border="0" height="200" src="http://www.savonanews.it/typo3temp/pics/I_3d8d6437e0.jpg" title="" width="134" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/h1&gt;L'Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del  Pantheon, Delegazione Provinciale                      di Savona, per  commemorare il 134° anniversario della scomparsa del Re Vittorio  Emanuele II                                         organizza una  conferenza storica sulla figura del Sovrano Sabaudo, primo Re d’Italia                                                             e “Padre della  Patria”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’evento, realizzato con il patrocinio del Comune di Villanova  d’Albenga (SV),                                                            si svolgerà lunedì 9 gennaio 2012  alle ore 17 nella Sala Polivalente  in Via Roma nel centro storico. &lt;br /&gt;Dopo l’esecuzione dell’Inno Nazionale e della Marcia Reale seguirà la  relazione                                                     del Prof.  Stefano Monti Bragadin dell’Università di Genova e Ispettore Nazionale  dell’Istituto,                               mentre l’introduzione sarà  curata dal Vice Delegato Provinciale della Guardia d’Onore                                               Cav. Fabrizio Marabello.   &lt;br /&gt;Per l’occasione, all’interno della Sala, verrà allestita una  “Galleria Sabauda” curata da Vincenzo Panza, Fabrizio Bava e Roberto Di  Tanno, tre collezionisti privati, i quali esporranno alcuni quadri,                                cimeli e sculture di Casa Savoia. La mostra  era già stata presentata a Loano (SV) nel novembre 2011                           in occasione delle Celebrazioni per i 150 anni della  proclamazione del Regno d’Italia riscuotendo                                     una notevole affluenza di visitatori.&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;http://www.savonanews.it/2012/01/07/leggi-notizia/argomenti/eventi-spettacoli/articolo/villanova-conferenza-per-celebrare-il-134-anniversario-della-scomparsa-di-vittorio-emanuele.html&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-7025498589948965083?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/7025498589948965083/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/villanova-conferenza-per-celebrare-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/7025498589948965083'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/7025498589948965083'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/villanova-conferenza-per-celebrare-il.html' title='Villanova, conferenza per celebrare il 134° anniversario della scomparsa di Vittorio Emanuele'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-7863688705109176787</id><published>2012-01-07T14:53:00.003+01:00</published><updated>2012-01-07T14:54:09.981+01:00</updated><title type='text'>86 ANNI FA MORIVA A BORDIGHERA LA REGINA MARGHERITA DI SAVOIA</title><content type='html'>&lt;h1 style="background-color: white; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-image: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #548dcf; float: left; font-family: Geneva, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 16px; font-weight: normal; margin-bottom: 6px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-transform: uppercase; vertical-align: baseline; width: 650px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div class="clear" style="background-color: white; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-image: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; clear: both; font-family: Arial, Geneva, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; height: 1px; line-height: 12px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline; width: 660px;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="news_foto_pagina" style="background-color: white; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-image: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; float: right; font-family: Arial, Geneva, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 12px; margin-bottom: 5px; margin-left: 5px; margin-right: 5px; margin-top: 5px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;img alt="86 anni fa moriva a Bordighera la Regina Margherita di Savoia" src="http://www.bordighera.net/news_foto/big/13669.jpg" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-image: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-style: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 8px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-image: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-family: arial, verdana, helvetica; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 3px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;Il 4 gennaio 1926 nella Villa Reale di Bordighera, esalava l'ultimo respiro, dopo breve malattia, Sua Maestà Margherita di Savoia, Prima Regina d'Italia." La Regina Madre- diceva il comunicato ufficiale- si è spenta in questo momento, ore 10,55. Hanno raccolto l'ultimo respiro di Margherita di Savoia, il Re, la Regina, il fratello Duca di Genova; immediatamente la bandiera del palazzo veniva abbassata in segno di lutto". Tutta l'Italia ufficiale fu a Bordighera a rendere il saluto estremo alla Prima Regina d'Italia. In questa triste occasione furono a Bordighera le L.L E.E. Mussolini e Tittoni, per la redazione dell'atto di Morte.&lt;br /&gt;Margherita, Maria, Teresa, Giovanna di Savoia muore all'età di anni 74, mesi 1 e giorni 15.&lt;br /&gt;Le onoranze funebri a Bordighera iniziarono il giorno 7 con la grandiosa "Messa al Campo" sulla Piazza De Amicis, celebrata dal Cappellano Militare, decorato al valor Militare Padre Stanislao De Marchi, alla quale assistettero il Duca di Genova con i figli Duca di Bergamo e Duca di Pistoia, oltre a centinaia di gagliardetti, bandiere ed a migliaia di persone. Dopo la Messa, il popolo sfilò in religioso silenzio davanti alla salma deposta nella Cappella Reale della Villa Margherita.&lt;br /&gt;Nella mattinata della domenica seguente, 10 gennaio, la salma venne fatta sfilare lungo le strade della città, accompagnata da tutte le autorità della provincia, dalle rappresentanze delle Camere, del Governo e da una selva di bandiere e gagliardetti. Al passaggio del corteo, una pioggia di fiori scendeva dalle finestre, dai tetti, dalle terrazze. I fanali e le insegne erano coperti da veli bruni, la stazione splendidamente addobbata a lutto ed il treno Reale pronto sul binario. Per le strade ali di folla commossa ed addolorata per la perdita della cara Regina, sempre pronta ad aiutare con munifiche elargizioni,&amp;nbsp; le chiese,&amp;nbsp; l'ospedale,&amp;nbsp; le opere pubbliche,&amp;nbsp; gli ammalati ed i diseredati. Tutti la ricordano come una grande benefattrice, una Sovrana generosa e sensibile. La sua presenza a Bordighera giovò enormemente al prestigio, alla fama ed alla prosperità di questa città.&lt;br /&gt;Il servizio d'onore era svolto oltre che dai Corazieri del Re, anche da rappresentanze di tutte le armi e dalla Milizia. Il mesto corteo fu uno spettacolo indimenticabile per grandiosità e dolore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.bordighera.net/86-anni-fa-moriva-a-bordighera-la-regina-margherita-di-savoia-n13669"&gt;http://www.bordighera.net/86-anni-fa-moriva-a-bordighera-la-regina-margherita-di-savoia-n13669&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-7863688705109176787?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/7863688705109176787/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/86-anni-fa-moriva-bordighera-la-regina.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/7863688705109176787'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/7863688705109176787'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/86-anni-fa-moriva-bordighera-la-regina.html' title='86 ANNI FA MORIVA A BORDIGHERA LA REGINA MARGHERITA DI SAVOIA'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-6463434626011609650</id><published>2012-01-06T08:15:00.000+01:00</published><updated>2012-01-06T08:15:33.286+01:00</updated><title type='text'>E' tempo che rientrino le salme dei Savoia</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/--y5abc_ek8M/Twaff7xeUqI/AAAAAAAAAhA/TC3JPQhXv3I/s1600/stemma_savoia.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="106" src="http://4.bp.blogspot.com/--y5abc_ek8M/Twaff7xeUqI/AAAAAAAAAhA/TC3JPQhXv3I/s320/stemma_savoia.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; color: #666666; font-family: 'Microsoft Sans Serif', Arial, Verdana, Sans, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px; margin-bottom: 10px; margin-top: 10px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Ora che finisce l'anniversario patriottico sarebbe giusto riportare al Pantheon la salma dell'ultimo re d'Italia. Non dico il re di Maggio, ovvero Umberto che regnò poche settimane fino al referendum. &lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; color: #666666; font-family: 'Microsoft Sans Serif', Arial, Verdana, Sans, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px; margin-bottom: 10px; margin-top: 10px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; color: #666666; font-family: 'Microsoft Sans Serif', Arial, Verdana, Sans, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px; margin-bottom: 10px; margin-top: 10px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Dico Vittorio Emanuele III, piccolo sovrano di lunga durata, re d'Italia per 47 anni, dall' assassinio di suo padre Umberto I. Vittorio Emanuele morì come oggi, 28 dicembre del 1947, in Egitto, e morì da cittadino italiano perché non c'era ancora la Costituzione che vietava l'accesso in patria ai Savoia vivi e morti. Il re che regnò più a lungo, tra guerre mondiali e coloniali, fascismo e impero, riposi con sua moglie Elena accanto ai suoi avi. Indipendentemente dal controverso giudizio storico su di lui, che pure fu Re Soldato ed ebbe il sommessoaffetto degli italiani che lo consideravano il brutto anatroccolo della Casa, nano sulle spalle di giganti.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; color: #666666; font-family: 'Microsoft Sans Serif', Arial, Verdana, Sans, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px; margin-bottom: 10px; margin-top: 10px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Un popolo può deporre i re, come ha fatto l'Italia, ma non può fingere che non abbiano regnato. La richiesta giunge dallo storico della Monarchia Aldo A. Mola, che presiede la consulta dei Senatori del Regno. Forse sbagliammo a sostenere il rientro in Italia dei Savoia viventi (lo dico a tutela del reame). Ma l'Italia avrebbe avuto bisogno, come simbolo unificante, di una bella monarchia alle spalle: com'è, tutto sommato, quella di Spagna, del Belgio o d'Inghilterra, almeno fino alla Regina regnante. E invece ebbe una monarchia storta e piccola, salvo qualche duca e principessa. Ma i re sono come i nonni: non si scelgono, ma si caricano sulle spalle della memoria storica.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; color: #666666; font-family: 'Microsoft Sans Serif', Arial, Verdana, Sans, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px; margin-bottom: 10px; margin-top: 10px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; color: #666666; font-family: 'Microsoft Sans Serif', Arial, Verdana, Sans, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px; margin-bottom: 10px; margin-top: 10px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.ilgiornale.it/rubrica_cucu/e_tempo_che_rientrino_salme_savoia/28-12-2011/articolo-id=564450-page=0-comments=1"&gt;http://www.ilgiornale.it/rubrica_cucu/e_tempo_che_rientrino_salme_savoia/28-12-2011/articolo-id=564450-page=0-comments=1&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-6463434626011609650?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/6463434626011609650/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/e-tempo-che-rientrino-le-salme-dei.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/6463434626011609650'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/6463434626011609650'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/e-tempo-che-rientrino-le-salme-dei.html' title='E&apos; tempo che rientrino le salme dei Savoia'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/--y5abc_ek8M/Twaff7xeUqI/AAAAAAAAAhA/TC3JPQhXv3I/s72-c/stemma_savoia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-220949385905979926</id><published>2012-01-05T20:09:00.003+01:00</published><updated>2012-01-06T08:08:04.727+01:00</updated><title type='text'>Cent'anni fa nasceva il Regno d'Italia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-be3BcNDQwNQ/TwaWut_6xKI/AAAAAAAAAg4/SNR3187FlY4/s1600/proclamazioneRI.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/-be3BcNDQwNQ/TwaWut_6xKI/AAAAAAAAAg4/SNR3187FlY4/s320/proclamazioneRI.jpg" width="217" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;di Giovanni Spadolini&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;A chiusura, con lieve ritardo purtroppo, dell'anno che ha visto le celebrazione per il 150° anniversario del Regno d'Italia pubblichiamo un articolo di Giovanni Spadolini uscito su "Il resto del Carlino" ripreso in un opuscolo dell'Unione Monarchica Italiana.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;Ringraziamo l'Ingegner Giglio che ci permette, con la disponibilità &amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;del suo formidabile archivio,&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;la divulgazione di "pezzi" così importanti.&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;17 MA RZO 1861&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;La Segreteria Generale dell'Unione Monarchica Italiana è lieta di portare a conoscenza degli amici dell'U.M.I. l'articolo di Giovanni Spadolini, pubblicato dal «Resto del Carlino » in data 17 marzo. Pur facendo ampie riserve su alcune affermazioni dell'Autore, la Segreteria Generale è d'opinione che la profonda dottrina e la forma impeccabile dell'articolo meritino un'attenta lettura da parte di tutti i monarchici&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;« Vittorio Emanuele II Re di Sardegna di Cipro e di Gerusalemme ». Così è intestato per l'ultima volta un decreto della Gazzetta Ufficiale di Torino, l'ultimo della serie degli Stati sardi. E' il 17 marzo 1661: e quello nesso decreto - uno dei pìù brevi nella storia del diritto pubblico italiano - consta di un solo articolo, di un articolo incisivo ed eloquente. « Il Re Vittorio Emanuele assume per sè e suoi successori il titolo di Re d'Italia».&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Un solo articolo; ma quante discussioni in entrambi i rami del Parlamento che da un mese non è più subalpino ma già italiano! Lo ha presentato, all'approvazione dei colleghi, il conte di Cavour; lo hanno illustrato i decani di palazzo Carignano e di palazzo Madama in mezzo agli applausi delle assemblee. Ma la Commissione del Senato - la roccaforte del vecchio ordine dinastico e savoiardo avrebbe voluto che a titolo di Re d'Italia fosse aggiunta una precisazione, «per provvidenza divina e voto della nazione», una precisazione in cui la pregiudìziale del vecchio dìritto patrimniale e feudale del «Re di Sardegna di Cipro e di Gerusalemme » prevalesse, attraverso quel solenne richiamo all'origine divina della Monarchia, sulla vicenda pur gloriosa del suffragio popola. re e nazionale. Il compromesso che ne seguì dopo dibattiti accaniti ma avvolti nell'ombra è noto: il Re d'Italia, il Re galantuomo sarà Sovrano «per grazia di Dio e per volontà della Nazione», per un innesto quasi miracoloso fra il principio della legittimità trascendente, fondamento della dinastia piemontese e quello della sovranità popolare, unica e insostituibile base della Monarchia italiana.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Per soddisfare i vecchi conservatori piemontesi, per placare gli ambienti di corte. Vittorio Emanuele sarà secondo e non primo, come avrebbero voluto i democratici avanzati ansiosi di una «nuova storia». Non solo: ma con un voto solenne connesso alla proclamazione del Regno il principe ereditario sarà sem. pre e comunque il « -principe di Piemonte », quasi a consacrare in quell'omaggio la primazia della terra che alla causa dell'unità italiana ha dato più di ogni altra, che al trionfo della rivoluzione nazionale ha offerto la struttura di uno Stato e la lealtà dì una Dinastia&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Re «per grazia di Dio e per volontà della Nazione»; rispettoso della gerarchia dei propri avi; legato ai-la tradizione sa-era del vecchio Piemonte. Sì: ma Vittorìo Emanuele II, il « Re eletto » (come si vede ancora in certe rare monete del '59 toscano o emiliano), sarà soprattutto il Re degli italiani, il Re della nuova Nazione italiana nata dallo sforzo congiunto dell'iniziativa diplomatica e dell'iniziativa rivoluzionaria.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Come tale lo sentì la fantasia popolare; come tale lo intuì la coscienza nazionale in quella storica giornata del&amp;nbsp;17 marzo 1861 che fu accompagnata dal rimbombo&amp;nbsp;&lt;span class="Apple-tab-span" style="white-space: pre;"&gt;  &lt;/span&gt;- in tutte le città della penisola - di centouno colpi di cannone.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nessuno più adatto di Vittorio Emanuele II ad impersonare, davanti alla Patria nascente, la nuova sovranità monarchica nata dai plebisciti e consacrata dal Parlamento. Re popolare; Re del popolo&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;tutto. Un concetto della regalità così diverso da quello, angoloso e romantico,&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;del padre Carlo Alberto. Un sentimento&amp;nbsp;di italianità che non era eco di meditazioni libresche, che non era frutto di influenze giobertiane, ma parte viva di un temperamento generoso e passionale, incapace di adattarsi al ruolo di « Monsú&amp;nbsp;Savoia ». Un'apertura al « colloquio »&amp;nbsp;umano che era mancata agli avi Savoia&amp;nbsp;tutti chiusi nel loro geloso scrigno di&amp;nbsp;sovranità alpigiana:a un' apertura che conquistava i tiepidi, che impressionava gli&amp;nbsp;avversari, che piegava i nemici.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Re democratico anche in certi tratti psicologici, negli eccessi di carattere, negli eccessi d'amore. Re che era partito per la spedizione delle Marche e del Mezzogiorno con la «bella Rosina»: contravvenendo agli ordini di Cavour ma portando nell'impresa italiana una nota di galanteria e di calore che si incontrava benissimo con la mistica popolana delle « Camicie rosse ». Re costituzionale: ma non senza una nota di potere personale che piaceva ai garibaldini seguaci tutti della « dittatura popolare », cara al loro Eroe. Garanzia anche per gli avversari politici: Vittorio Emanuele H era il Sovrano che aveva sempre protetto Garibaldi, che aveva trattato con le forze volontarie anche dopo Villafranca, che aveva mantenuto inalterati i rapporti col Generale- anche quando il contrasto con Cavour aveva toccato le punte più aspre.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Galantuomo sempre. Galantuomo quando salvò lo Statuto nonostante la sua educazione rigida e conservatrice che lo portava in tutt'altro senso, che lo esponeva a tutt'altre influenze. Galantuomo quando conservò le leggi laicizzatrici nonostante i suoi profondi sentimenti di cattolico e i suoi trepidi rapporti di amicizia con Pio IX. Galantuomo quando si inchinò alla grandezza di Cavour e consentì allo statista - di cui avvertiva, con una punta di insofferenza, tutta la superiorità ideale - di portare a termine il geniale piano per l'unità d'Italia.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Trionfo di Vittorio Emanuéle II e di Cavour: quello storico 17 marzo 1861. Il Re in primo piano; il grande Ministro un po' sullo sfondo, pronto a dimettersi - qualche giorno dopo per far posto agli elementi meridionali nella compagine del governo (e il- primo incarico non andrà a lui, andrà a Ricasoli). Ma soprattutto trionfo - oltre le persone, oltre i protagonisti - di un principio storico che nella rivoluzione italiana celebrava per la ;prima volta le sue vittorie: il principio dello Stato nazionale costruito attraverso la libertà, non frutto di conquista, non opera di violenza, ma espressione di un grande moto popolare disciplinato dalla legalità e. diciamolo pure, dalla legalità democratica.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Attraverso il « Regno d'Italia » - questa formula che fu subito tanto cara ai liberali inglesi e ai democratici francesi - qualcosa di veramente nuovo si aggiungeva alla carta politica d'Europa prima ancora che a quella geografica. Qualcosa che non era la Monarchia prussiana strumento ferreo di unità ma al servizio del l'autoritarismo e non era neppure, l'eco della Corona francese consacrata dal suffragio popolare ma attraverso i crismi del cesarismo. Qualcosa che era lontano dal diritto divino dei Re ma anche dalle improvvisazioni democratiche del Quarantotto. Non Monarchia conservatrice, perché fondata - attraverso i plebisciti - sul diritto popolare,ma neppure Monarchia rivoluzionaria, perchè -sottratta all'ipoteca mazziniana di «Dio e popolo». Non radicalismo; ma neppure reazione.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Nato con quel sigillo, con quel sigillo di moderazione e di equilibrio, il Regno d'Italìa occupò subito un posto altrettanto inconfondibile nella vita europea. «Figlio della libertà» (così come amava chiamarsi Cavour), non poteva che pro. sperare e vigoreggiare nella libertà. Monarchia plebiscitaria che aveva abbattuto sette troni e lacerato il potere temporale del Papa, la Corona sabauda non poteva sperare di sopravvivere scendendo a patti con le forze del legittimismo. Monarchia laica per definizione e per necessità, avrebbe dovuto fronteggiare per sessant'anni l'ipoteca del Vaticano su Roma, incarnare i diritti dello Stato contro l'antica rivendicazione teocratica. -Monarchia liberale per lo spirito stesso che la animava, non poteva piegare a proposìtì di reazione e tutte le volte che lo fece (si veda il Novantotto) mise a repentaglio la sorte fisica dei Sovrani e quella morale del trono.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Dal 1861 al 1914, la grandezza del Regno d'Italia fu tutta lì: in quel misterioso equilibrio fra il principio di ordine e il principio rivoluzionario che risolveva a suo modo l'esigenza, per un paese nuovo, di una nuova legittimità. Correggendo errori, riparando a impazienze e a debolezze, la Monarchia italiana finì per aderire i una profonda esigenza dell'anima nazionale: e il periodo giolittiano coincise con un suo rinnovato splendore, con uno splendore calmo e non luccicante, di stile quasi cavouriano. Ma venne poi il '14, il maggio radioso, la violenza&amp;nbsp;dell'interventismo, la grande e gloriosa ma anche prematura esperienza della guerra: quei valori &amp;nbsp;«sacri», quei valori «religiosi», che nella data del 17 marzo 1861 si simboleggiavano persero gradualmente il loro fascino, la loro forza di richiamo. La dittatura cambiò tutti i&amp;nbsp;termini&amp;nbsp;del quadro, rese perfino irriconoscibili il linguaggio e lo stile. Della vecchia Monarchia liberale rimase in piedi solo la struttura, la facciata; ma dietro quella facciata esteriore - ancorata solo alle rigidità del protocollo - tutto fu trasformato, tutto fu sovvertito.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Cent'annii di- storia; e quale storia! Ventuno milioni di italiani, il Regno d'Italia appena nato; cinquanta, lo Stato repubblicano di oggi. Suffragio ristretto allora; suffragio universale oggi. Democrazia appenain fasce, in quei giorni; democrazia articolata e in espansione. oggi. 'Ma il significato di questa ricorrenza è uno solo: invitarci a non scordare il senso profondo della nostra -storia, a conservare ox in scrinio pectoris » la poesia oli tradizioni che sono forza di noi stessi, alimento alla vita di un popolo, aiuto nelle scelte supreme.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Il Regno d'Italia, il Regno -di Cavour e di Ricasoli, non è più; e non è più da un pezzo. Ma la lezione di quegli uomini e, di quei tempi vive in noi con la forza dì un esempio incomparabile. Quella è la nostra patria, è la nostra patria lontana. Non dimentichiamola; perchè potremmo rischiare di smarrire noi stessi.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-220949385905979926?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/220949385905979926/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/centanni-fa-nasceva-il-regno-ditalia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/220949385905979926'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/220949385905979926'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/centanni-fa-nasceva-il-regno-ditalia.html' title='Cent&apos;anni fa nasceva il Regno d&apos;Italia'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-be3BcNDQwNQ/TwaWut_6xKI/AAAAAAAAAg4/SNR3187FlY4/s72-c/proclamazioneRI.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-7562296319324591647</id><published>2012-01-04T10:20:00.000+01:00</published><updated>2012-01-04T10:20:49.665+01:00</updated><title type='text'>I revisionisti non ci stanno</title><content type='html'>&lt;h1 style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-image: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; clear: both; font-family: 'Six Caps', 'Yanone Kaffeesatz', Helvetica, Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 36px; font-weight: normal; margin-bottom: 5px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-shadow: black 0px 0px 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;span style="background-color: white; font-family: 'Yanone Kaffeesatz', Helvetica, Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 18px;"&gt;di&lt;/span&gt;&lt;span style="background-color: white; font-family: 'Yanone Kaffeesatz', Helvetica, Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 18px;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.notapolitica.it/autore.aspx?search=Federico%20Catani" style="background-attachment: initial; 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border-image: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-family: 'Lucida Grande', Arial, Verdana, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 12px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-shadow: black 0px 0px 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-image: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-size: 14px; line-height: 16px; margin-bottom: 20px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-shadow: black 0px 0px 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;span style="background-color: white;"&gt;Con il 2011 appena trascorso, se ne sono andati anche i clamori per le celebrazioni del 150° anniversario dell'Unità d'Italia. Meno male. A dir la verità, il pensiero degli italiani, almeno nella seconda metà dell'anno ormai alle spalle, si sono rivolti all'economia più che alla storia. Spiace dirlo, ma è quasi un sollievo. Le commemorazioni per l'Unità sono state contraddistinte, com'era peraltro facilmente prevedibile, da un vuota e stucchevole retorica, incarnatain primisdal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, seguito ovviamente a ruota da quasi tutta la nostra mediocre classe politica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-image: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-size: 14px; line-height: 16px; margin-bottom: 20px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-shadow: black 0px 0px 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;span style="background-color: white;"&gt;Proprio per questo, forse l'unico evento che gli italiani ricorderanno delle celebrazioni sarà il giorno di festa del 17 marzo, data della proclamazione ufficiale dell'allora Regno d'Italia. Per il resto, la maggior parte continuerà a tenere a mente le quattro o cinque nozioni agiografiche sul Risorgimento imparate sui banchi di scuola e ripetute ossessivamente in ogni manifestazione istituzionale. Le occasioni per ripercorrere la storia del nostro paese non sono certo mancate. Quasi ogni giorno, in tutto il territorio nazionale, vi sono state inaugurazioni di monumenti, mostre, convegni e discorsi ufficiali con grande partecipazione di popolo. Ogni tappa del Risorgimento è stata ricordata con dovizia di particolari.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-image: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-size: 14px; line-height: 16px; margin-bottom: 20px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-shadow: black 0px 0px 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;span style="background-color: white;"&gt;[..]&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-image: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-size: 14px; line-height: 16px; margin-bottom: 20px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-shadow: black 0px 0px 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;a href="http://www.notapolitica.it/2012/1/4/catani_politica04-01.aspx"&gt;http://www.notapolitica.it/2012/1/4/catani_politica04-01.aspx&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-7562296319324591647?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/7562296319324591647/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/i-revisionisti-non-ci-stanno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/7562296319324591647'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/7562296319324591647'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/i-revisionisti-non-ci-stanno.html' title='I revisionisti non ci stanno'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-8864394490723510079</id><published>2012-01-02T10:14:00.000+01:00</published><updated>2012-01-02T10:14:10.696+01:00</updated><title type='text'>1855: la profezia di Don Bosco, i lutti di Casa Savoia e l’ICI-IMU alla Chiesa</title><content type='html'>&lt;div style="background-color: white; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px; margin-bottom: 12px !important; margin-top: 12px !important; text-align: justify;"&gt;Don Bosco, personalità religiosa di spicco nella&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Torino&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;dell’800, pare fosse dotato del potere di vedere il futuro nei sogni. Tra tutte le&lt;strong&gt;predizioni&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;che egli ebbe&lt;span id="more-1942"&gt;&lt;/span&gt;, colpisce oggi la particolarità di quella riservata ai componenti di Casa Savoia tra il 1854 e l’anno successivo: egli comunicò che ‘grandi funerali’ avrebbero funestato la vita di corte e infatti ben&amp;nbsp;&lt;strong&gt;cinque lutti colpirono i reali in soli cinque mesi&lt;/strong&gt;. Fu così che Vittorio Emanuele II, sovrano notoriamente poco propenso alla fede, si convinse che Don Bosco fosse un Santo e ne divenne un devoto estimatore.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px; margin-bottom: 12px !important; margin-top: 12px !important; text-align: justify;"&gt;Tutto ciò si concluse pochi giorni prima che lo stesso sovrano firmasse una&amp;nbsp;&lt;strong&gt;legge del Parlamento Cisalpino&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;relativa all’&lt;strong&gt;abrogazione&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;di alcuni ordini religiosi, oltre a diversi privilegi di carattere feudali come il&amp;nbsp;foro ecclesiastico&amp;nbsp;(che sottraeva alla giustizia dello Stato gli uomini di chiesa), il&amp;nbsp;diritto di asilo&amp;nbsp;(impunità giuridica per quei delinquenti che chiedevano asilo negli istituti religiosi) e la&amp;nbsp;manomorta, ovvero la non&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;assoggettabilità a tassazione delle proprietà immobiliari degli enti ecclesiastici&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;e quindi l’esenzione da qualsiasi imposta sui trasferimenti di proprietà. Inoltre, tali provvedimenti disposero il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;divieto per gli&amp;nbsp;&lt;em&gt;enti morali&lt;/em&gt;&amp;nbsp;di acquisire la proprietà di beni immobili&amp;nbsp;&lt;/strong&gt;senza l’autorizzazione governativa.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px; margin-bottom: 12px !important; margin-top: 12px !important; text-align: justify;"&gt;L’allora Arcivescovo di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Torino&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;fu processato e condannato a un mese di carcere per aver invitato il clero alla disobbedienza e qualcuno vociferò che anche le profezie (poi avveratesi) di Don Bosco fossero un’intimidazione verso il sovrano a non firmare la legge.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px; margin-bottom: 12px !important; margin-top: 12px !important; text-align: justify;"&gt;Ma in quel caso la Ragion di Stato ebbe la meglio.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://it.paperblog.com/1855-la-profezia-di-don-bosco-i-lutti-di-casa-savoia-e-l-ici-imu-alla-chiesa-745858/"&gt;http://it.paperblog.com/1855-la-profezia-di-don-bosco-i-lutti-di-casa-savoia-e-l-ici-imu-alla-chiesa-745858/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-8864394490723510079?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/8864394490723510079/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/1855-la-profezia-di-don-bosco-i-lutti.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/8864394490723510079'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/8864394490723510079'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/1855-la-profezia-di-don-bosco-i-lutti.html' title='1855: la profezia di Don Bosco, i lutti di Casa Savoia e l’ICI-IMU alla Chiesa'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-550923868572501462</id><published>2012-01-02T09:48:00.000+01:00</published><updated>2012-01-02T09:48:46.693+01:00</updated><title type='text'>Il SASSOLINO DELLA REGINA</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif;"&gt;&lt;span style="font-size: 22px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="post-header" style="background-color: white; font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: 11px; line-height: 1.6; margin-bottom: 1.5em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div class="post-header-line-1"&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="post-body entry-content" id="post-body-1569300789821617774" style="background-color: white; font-family: Arial, Tahoma, Helvetica, FreeSans, sans-serif; font-size: 13px; line-height: 1.4; position: relative; width: 450px;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/--t4rTVOMvkQ/TvhNWIYpo7I/AAAAAAAAAXw/n-w7FOgJyoA/s1600/regina.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; color: #213abb; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em; text-decoration: none;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/--t4rTVOMvkQ/TvhNWIYpo7I/AAAAAAAAAXw/n-w7FOgJyoA/s320/regina.jpg" style="-webkit-box-shadow: rgba(0, 0, 0, 0.0976563) 1px 1px 5px; 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Non so quanti di voi e mi rivolgo ai più giovani, ha mai studiato o sentito parlare di lei. Prim’ancora di essere una principessa e poi una sovrana, ella fu una donna che seppe, in un particolare momento storico della nostra amata Patria, infondere in tutti gli Italiani l’orgoglio di essere tali dopo il periodo eroico e tragico del Risorgimento.Figlia di Ferdinando di Savoia duca di Genova, fratello minore di re Vittorio Emanuele II e della principessa Elisabetta di Sassonia, Margherita rimase ancora in tenera età orfana di padre. La sua fanciullezza la trascorse nel castello di Agliè con la madre ed il fratellino Tommaso, ricevendo un’educazione degna del suo rango. Nel frattempo la nostra Penisola, seppur tra mille difficoltà, si era incamminata sulla strada dell’unificazione nazionale sotto l’egida di Casa Savoia. Né alta né bellissima, Margherita aveva di suo un grande fascino, una grande chioma bionda e due occhi azzurri, oltre ad una viva intelligenza ed una comunicabilità fuori dal comune. La morte prematura della regina Maria Adelaide, moglie dello zio Vittorio Emanuele II e l’allontanamento dalla corte della madre, la quale illudendosi di poter sposare il cognato sovrano vedovo, si era invaghita di un semplice funzionario di corte, portarono Margherita ad essere ufficiosamente la “prima dama” del Regno d’Italia in tutte le manifestazioni ufficiali, accompagnatrice dello zio Vittorio, in quanto le figlie di quest’ultimo, le cugine Clotilde e Maria Pia, erano già sposate da anni e vivevano all’estero.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;[...]&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://ilsassolinopuntoit.blogspot.com/2011/12/il-sassolino-della-regina-dicembre-2011.html"&gt;http://ilsassolinopuntoit.blogspot.com/2011/12/il-sassolino-della-regina-dicembre-2011.html&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-550923868572501462?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/550923868572501462/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/il-sassolino-della-regina.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/550923868572501462'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/550923868572501462'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/il-sassolino-della-regina.html' title='Il SASSOLINO DELLA REGINA'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/--t4rTVOMvkQ/TvhNWIYpo7I/AAAAAAAAAXw/n-w7FOgJyoA/s72-c/regina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-8655108295847021806</id><published>2012-01-02T09:45:00.000+01:00</published><updated>2012-01-02T09:45:11.650+01:00</updated><title type='text'>Quando la Sindone  andò ad Avellino</title><content type='html'>&lt;h5 style="background-color: white; color: #666666; font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 14px; font-weight: normal; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: center;"&gt;Prima della seconda guerra mondiale fu trasferita in gran segreto nel Santuario dei benedettini di Montevergine, alle pendici del monte Partenio&lt;/h5&gt;&lt;div class="newsTitle" style="background-color: white; font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12px; line-height: 18px; text-align: justify;"&gt;&lt;h1 style="font-size: 24px; font-weight: normal; line-height: normal; margin-bottom: 15px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: 12px; line-height: 18px; text-align: justify;"&gt;Fiumi d’inchiostro sono stati versati finora sulla reliquia più venerata dalla cristianità: il “sacro lenzuolo” che, secondo la tradizione, avrebbe avvolto il corpo di Gesù nel sepolcro prima della Resurrezione. Durante i secoli, infatti, un’aura di mistero ha circondato i racconti dei suoi numerosi spostamenti. Del resto fino a pochi anni fa non molti sapevano che, proprio alla vigilia della seconda guerra mondiale, la Sindone — allora in possesso dei Savoia — fu trasferita, nel più stretto riserbo, alle pendici del monte Partenio, una località alle porte di Avellino dove sorge il Monastero benedettino di Montevergine.&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 3px; text-align: justify;"&gt;&lt;img align="left" alt=" L’arrivo della teca della Sindone al Santuario di Montevergine nel 1939" border="0" src="http://www.osservatoreromano.va/orportal-portlets-portal/detail/binaries/news/cultura/2011/299q11-quando-la-sindone-and--ad-avellino/299q04a.jpg" style="margin-bottom: 10px; margin-right: 10px; margin-top: 10px;" /&gt;&amp;nbsp;La scelta di questo cenobio da parte dei Savoia non avvenne soltanto per i requisiti di sicurezza che garantiva la zona, ma soprattutto per i legami con i monaci benedettini che affondavano le radici fin dal lontano 1433, allorché Margherita, figlia del celebre duca Amedeo VIII di Savoia — che tra il 1439 e il 1449 divenne antipapa con il nome di Felice v — in segno di devozione e riconoscenza verso la Madonna di Montevergine per essere scampata a un naufragio donò alla comunità monastica uno splendido affresco trecentesco di scuola senese attribuibile a Pietro Cavallino dei Cerroni. Senza contare, poi, che l’abate Guglielmo De Cesare (1859-1884) fu il postulatore della causa di beatificazione di Maria Cristina di Savoia, di cui in seguito divenne anche il primo e più autorevole biografo. Da allora i rapporti tra la comunità e i Savoia si andarono sempre più consolidando e, pertanto, anche grazie a quest’amicizia di lunga data, verso la fine di settembre del 1939, si decise di trasferire presso il santuario di Montevergine la Sindone, considerati i tempi tutt’altro che tranquilli.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 3px; text-align: justify;"&gt;[...]&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; font-family: Georgia, 'Times New Roman', Times, serif; font-size: 12px; line-height: 18px; margin-bottom: 3px; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.osservatoreromano.va/portal/dt?JSPTabContainer.setSelected=JSPTabContainer%2FDetail&amp;amp;last=false=&amp;amp;path=/news/cultura/2011/299q11-Quando-la-Sindone-and--ad-Avellino.html&amp;amp;title=Quando%20la%20Sindone%20%20and%C3%B2%20ad%20Avellino&amp;amp;locale=it"&gt;http://www.osservatoreromano.va/portal/dt?JSPTabContainer.setSelected=JSPTabContainer%2FDetail&amp;amp;last=false=&amp;amp;path=/news/cultura/2011/299q11-Quando-la-Sindone-and--ad-Avellino.html&amp;amp;title=Quando%20la%20Sindone%20%20and%C3%B2%20ad%20Avellino&amp;amp;locale=it&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-8655108295847021806?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/8655108295847021806/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/quando-la-sindone-ando-ad-avellino.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/8655108295847021806'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/8655108295847021806'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/quando-la-sindone-ando-ad-avellino.html' title='Quando la Sindone  andò ad Avellino'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-9181457323329099183</id><published>2012-01-02T09:44:00.000+01:00</published><updated>2012-01-02T09:44:12.503+01:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;h3 id="p1" style="cursor: pointer; font-family: 'Lucida Grande', 'Lucida Sans Unicode', Verdana, Arial, sans-serif; font-size: 17px; line-height: 25px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 3px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 3px; text-align: left;"&gt;&lt;span style="background-color: white;"&gt;E' ora che rientrino le salme dei Savoia.Perchè fanno parte nel bene o nel male della nostra storia .&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="background-color: white;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="posttext" style="font-family: 'Lucida Grande', 'Lucida Sans Unicode', Verdana, Arial, sans-serif; text-align: left;"&gt;&lt;div class="posttext-decorator1"&gt;&lt;div class="posttext-decorator2"&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 13px; text-align: left;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span style="background-color: white;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;em style="font-size: 13px;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span style="background-color: white;"&gt;&lt;a href="http://lavocedeisenzavoce.myblog.it/media/02/01/2680546633.jpg" style="text-decoration: none;" target="_blank"&gt;&lt;img alt="REEEE.jpg" height="200" id="media-1850820" src="http://lavocedeisenzavoce.myblog.it/media/02/01/4213292057.jpg" style="border-bottom-style: none; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-image: initial; border-left-style: none; border-left-width: 0px; border-right-style: none; border-right-width: 0px; border-top-style: none; border-top-width: 0px; float: left; margin-bottom: 0.7em; margin-left: 0px; margin-right: 1.4em; margin-top: 0.2em; text-align: left;" title="" width="171" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;em style="text-align: left;"&gt;&lt;div style="font-size: 13px; text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span style="background-color: white;"&gt;Ora&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;span style="text-align: center;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span style="background-color: white;"&gt;&lt;div style="display: inline !important; text-align: left;"&gt;&lt;em style="background-color: transparent; font-size: 13px;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;che è terminato&amp;nbsp; l'anniversario patriottico&amp;nbsp; sarebbe giusto e doveroso&amp;nbsp; riportare al Pantheon&amp;nbsp; la salma dell'ultimo Re d'Italia.&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="font-size: 13px; text-align: justify;"&gt;&lt;em style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span style="background-color: white;"&gt;[...]&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 13px; text-align: justify;"&gt;&lt;em style="text-align: left;"&gt;&lt;span style="font-size: medium;"&gt;&lt;span style="background-color: white;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="font-size: 13px; text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://lavocedeisenzavoce.myblog.it/archive/2011/12/28/e-ora-che-rientrino-le-salme-dei-savoia-perche-fanno-parte-n.html"&gt;http://lavocedeisenzavoce.myblog.it/archive/2011/12/28/e-ora-che-rientrino-le-salme-dei-savoia-perche-fanno-parte-n.html&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-9181457323329099183?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/9181457323329099183/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/e-ora-che-rientrino-le-salme-dei-savoia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/9181457323329099183'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/9181457323329099183'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/e-ora-che-rientrino-le-salme-dei-savoia.html' title=''/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-7270129707253036667</id><published>2012-01-02T09:41:00.000+01:00</published><updated>2012-01-02T09:41:18.609+01:00</updated><title type='text'>Presentazione di "Lunga vita al Re"</title><content type='html'>&lt;h2 style="color: #ff9900; font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; margin-bottom: 20px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;span style="color: #5a6d5a; font-size: 1.1em;"&gt;Film vincitore del Piemonte documenteur film festival 2011&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="color: #5a6d5a; font-size: 1.1em;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="news_txt" style="margin-bottom: 10px;"&gt;&lt;i style="color: #003300;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;(Valdieri, 30 Dic 11)&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;div style="color: #003300;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;A Sant'Anna di Valdieri, residenza estiva per quasi un secolo di casa Savoia, il&amp;nbsp;&lt;strong&gt;6 gennaio&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;sarà presentato il video&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Lunga vita al Re&lt;/strong&gt;. Un film ambientato tra le montagne della Valle Gesso che racconta di un segreto inconfessabile. Una verità nascosta a chiunque sia straniero in quella terra, un'indiscrezione che abbraccia scienza e monarchia, che si palesa tra le parole, alcune volte rubate, della gente del posto. Un sindaco reticente, uno storico appassionato dei Savoia, una genetista le cui ricerche sono state occultate e un parroco poco devoto al silenzio, conducono attraverso un groviglio inestricabile, sciolto soltanto con metodi poco ortodossi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #003300;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Bellissimo, straordinariamente avvincente, rigorosamente falso. Proprio come richiedeva quale requisito fondamentale il concorso "Piemonte documen/teur film festival 2011" che promuove un genere di documentario fiction assai diffuso oltre oceano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #003300;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #003300;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;[...]&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="color: #003300;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://www.parks.it/news/dettaglio.php?id=15812"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;http://www.parks.it/news/dettaglio.php?id=15812&lt;/span&gt;&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-7270129707253036667?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/7270129707253036667/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/presentazione-di-lunga-vita-al-re.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/7270129707253036667'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/7270129707253036667'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2012/01/presentazione-di-lunga-vita-al-re.html' title='Presentazione di &quot;Lunga vita al Re&quot;'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-7891589408958781185</id><published>2011-12-24T08:49:00.002+01:00</published><updated>2011-12-24T10:08:40.286+01:00</updated><title type='text'>Ancora qualche alpino (?) dalle tre narici</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-uxKHw3G15Do/TvWDz2fhNkI/AAAAAAAAAgk/PQ18HXx0iP4/s1600/trina.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="207" src="http://3.bp.blogspot.com/-uxKHw3G15Do/TvWDz2fhNkI/AAAAAAAAAgk/PQ18HXx0iP4/s320/trina.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="text-align: -webkit-center;"&gt;Articolo di tipo Lettere al Direttore &amp;nbsp; pubblicato nel numero di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;a class="testoGranata12" href="http://www.ana.it/alpino/2012/Gennaio" style="color: #990000; font-weight: bold; text-align: -webkit-center; text-decoration: none;"&gt;Gennaio 2012&lt;/a&gt;&lt;span style="text-align: -webkit-center;"&gt;&amp;nbsp;dell'Alpino&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; text-align: justify;"&gt;Con orrore vedo stampata su L’Alpino di Ottobre nella sezione incontri la foto di un gruppo di sottufficiali SMALP degli anni 1954/55 che sfoggiano un tricolore con lo stemma sabaudo.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; text-align: -webkit-center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="left" style="background-color: white; color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; text-align: justify;"&gt;Mi chiedo se il gruppo festoso ricorda che Casa Savoia è responsabile di aver mandato alla carneficina centinaia di migliaia di giovani soldati in ben due guerre mondiali, di aver favorito una dittatura e soprattutto dopo l’armistizio dell’otto settembre del ’43 di essere fuggita di notte abbandonando al proprio destino non solo l’esercito ma l’intera nazione… non vedo come alcune persone possano aver nostalgia di tale stemma e di tale dinastia.&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Mauro Galbiati - Brescia&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="background-color: white; color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;Confesso che le poche bandiere con lo stemma dei Savoia esposte a Torino in occasione della nostra Adunata non solo non mi hanno disturbato ma le ho trovate doverose. Dell’ultimo re, Umberto II, possiamo solo dire che se n’è andato in esilio con dignità. Su Vittorio Emanuele III, che nell’arco di meno di trent’anni ha dichiarato o avallato cinque guerre, di cui due mondiali con oltre un milione di militari Caduti, il giudizio lo hanno espresso gli italiani votando Repubblica. Ma Casa Savoia è stata determinante per l’Unità d’Italia. Non ho nostalgie monarchiche, come credo non le avessero gli “smalpini” che ti fanno orrore. La storia del nostro Paese, come del resto quella di ogni Paese del mondo, con luci e ombre e se vuoi più ombre che luci, non si cancella e, fatte salve le legittime riserve morali su inaccettabili comportamenti individuali o collettivi, non si giudica col senno di poi.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;[....]&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ana.it/page/lo-stemma-sabaudo-2011-12-23"&gt;http://www.ana.it/page/lo-stemma-sabaudo-2011-12-23&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-7891589408958781185?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/7891589408958781185/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/12/ancora-qualche-alpino-dalla-tre-narici.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/7891589408958781185'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/7891589408958781185'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/12/ancora-qualche-alpino-dalla-tre-narici.html' title='Ancora qualche alpino (?) dalle tre narici'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-uxKHw3G15Do/TvWDz2fhNkI/AAAAAAAAAgk/PQ18HXx0iP4/s72-c/trina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-378029481673324727</id><published>2011-12-18T08:43:00.000+01:00</published><updated>2011-12-18T08:43:57.465+01:00</updated><title type='text'>Aggiornato il sito dedicato a Re Umberto II</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-gEoFDaJC0vA/Tu2W-umN6XI/AAAAAAAAAgY/sfdFB1SxyZs/s1600/aquilamini.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-gEoFDaJC0vA/Tu2W-umN6XI/AAAAAAAAAgY/sfdFB1SxyZs/s1600/aquilamini.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;La prima parte di un lungo appassionato articolo uscito nel primo anniversario della morte di Re Vittorio Emanuele III, pubblicato nel 1948 su "Il Giornale d'Italia" dal Senatore del Regno Alberto Bergamini.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Articolo fornitoci&lt;b&gt;&lt;u&gt; in originale&lt;/u&gt;&lt;/b&gt; dal Nostro Ingegner Giglio.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://www.reumberto.it/bergamini48.htm"&gt;www.reumberto.it/bergamini48.htm&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-378029481673324727?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/378029481673324727/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/12/aggiornato-il-sito-dedicato-re-umberto.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/378029481673324727'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/378029481673324727'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/12/aggiornato-il-sito-dedicato-re-umberto.html' title='Aggiornato il sito dedicato a Re Umberto II'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-gEoFDaJC0vA/Tu2W-umN6XI/AAAAAAAAAgY/sfdFB1SxyZs/s72-c/aquilamini.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-4923005993958229491</id><published>2011-12-17T15:16:00.000+01:00</published><updated>2011-12-17T15:16:53.961+01:00</updated><title type='text'>"IO LI HO VISTI": UMBERTO II DI SAVOIA</title><content type='html'>&lt;h1 class="documentFirstHeading"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;"&gt;MAGGIO 1946&amp;nbsp;: è in pieno fermento la campagna elettorale che  deve portare alla Assemblea Costituente&amp;nbsp;: ma molto più aspra è quella  che nello stesso tempo si combatte per il “referendum” tra Monarchia e  Repubblica... (Di Franco Clementi)&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div class="newsImageContainer"&gt;             &lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://www.intornotirano.it/notizie-tirano-e-provincia-di-sondrio/io-li-ho-visti-umberto-ii-di-savoia/image/image_view_fullscreen" id="parent-fieldname-image"&gt;                &lt;img alt="&amp;quot;IO LI HO VISTI&amp;quot;: UMBERTO II DI SAVOIA" class="newsImage" height="200" src="http://www.intornotirano.it/notizie-tirano-e-provincia-di-sondrio/io-li-ho-visti-umberto-ii-di-savoia/image_mini" title="&amp;quot;IO LI HO VISTI&amp;quot;: UMBERTO II DI SAVOIA" width="132" /&gt;             &lt;/a&gt;             &lt;/span&gt;&lt;div class="discreet"&gt;                        &lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span class="" id="parent-fieldname-imageCaption"&gt;                      &lt;/span&gt;                  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="plain" id="parent-fieldname-text"&gt;             &lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;A Roma, nei comizi &lt;/strong&gt;(tutti affollati per la rinascente passione civile), i&lt;strong&gt; partiti calano i loro carichi da undici&lt;/strong&gt; &lt;strong&gt;ed io&lt;/strong&gt;, quattordicenne ginnasiale,&lt;strong&gt; trovo interessante andare&lt;/strong&gt; ad ascoltare questo e quello&lt;strong&gt; per farmi un’idea mia&lt;/strong&gt;:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;De Gasperi, dal linguaggio scarno ed essenziale, uomo così probo  da essere rispettato non solo dai suoi nemici, ma perfino dai compagni  di partito, cosa, quest’ultima, assai rara tra i democristiani;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Nenni, appassionato capo-popolo, cui in seguito molto sarà perdonato perché molto avrà amato i lavoratori;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Di Vittorio, Segretario C.G.I.L. (allora Sindacato unico)  sanguigno, vibrante, scarmigliato, fisicamente l’esatto opposto del suo  molto futuro successore, il cotonato Cofferati;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ferruccio Parri, ex -Presidente del Consiglio,  ribattezzato dagli avversari “Fessuccio Parmi”;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;i Tre Moschettieri del Partito Liberale, Orlando, Nitti e  Bonomi, tre vegliardi che per le iniziali del loro cognome, O.N.B.,  venivano chiamati “Opera Nazionale Balilla”;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Croce il filosofo e tanti altri, oggi tutti scomparsi.&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;Avviene tuttavia che nella mia mente&lt;/strong&gt; di adolescente, invece di farsi chiaro al sentir tutti quei focosi pareri, &lt;strong&gt;sembra entrar una confusione ancora più grande&lt;/strong&gt;,  con cambiamenti di opinione improvvisi, vacillamenti, oscillazioni da  scala Mercalli, incertezze e dubbi che renderebbero invidioso un Amleto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;strong&gt;Quasi alla vigilia delle elezioni vado con un amico ad un raduno di monarchici &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;al Quirinale&lt;/strong&gt;, dove è annunziata la presenza del Re.&lt;br /&gt;Quando arrivo sulla piazza sono di umore fieramente repubblicano;  Giuseppe Mazzini al mio confronto sembrerebbe un aspirante ciambellano  di corte, mentre guardo beffardamente i convenuti filo-sabaudi intorno a  me.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;[....]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: #444444;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: #444444; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://www.intornotirano.it/notizie-tirano-e-provincia-di-sondrio/io-li-ho-visti-umberto-ii-di-savoia"&gt;http://www.intornotirano.it/notizie-tirano-e-provincia-di-sondrio/io-li-ho-visti-umberto-ii-di-savoia&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-4923005993958229491?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/4923005993958229491/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/12/io-li-ho-visti-umberto-ii-di-savoia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/4923005993958229491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/4923005993958229491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/12/io-li-ho-visti-umberto-ii-di-savoia.html' title='&quot;IO LI HO VISTI&quot;: UMBERTO II DI SAVOIA'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-3929190401427883821</id><published>2011-12-14T21:31:00.000+01:00</published><updated>2011-12-14T21:31:57.596+01:00</updated><title type='text'>La tela restaurata della “Carica dei Bersaglieri” di Michele Cammarano esposta al Museo del Risorgimento di Milano</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-aKR540t7J08/TukHqcsmVeI/AAAAAAAAAgA/8ZMG1622Ltk/s1600/news_15479_image.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="282" src="http://4.bp.blogspot.com/-aKR540t7J08/TukHqcsmVeI/AAAAAAAAAgA/8ZMG1622Ltk/s400/news_15479_image.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b style="text-align: justify;"&gt;Esposta sino ad ora soltanto alla Reggia di Venaria nel 2011  in occasione della mostra “La bella Italia. Arte e identità delle città  capitali”, l’opera è stata di recente restaurata e può ora essere  ammirata nelle sale di Palazzo Moriggia&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div id="middle-column" style="margin-top: 20px; min-height: 300px;"&gt;&lt;div class="middle-column-box-white"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="print" style="text-align: justify;"&gt;                                 &lt;center&gt;    &lt;br /&gt;&lt;/center&gt;    &lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;br /&gt;L’esposizione del dipinto a Palazzo Moriggia si colloca nell’ambito  delle manifestazioni promosse per celebrare il centocinquantesimo  anniversario dell’Unità d’Italia. L’opera ritrae infatti la carica dei  bersaglieri a Porta Pia, che, in schiera compatta e con eroico slancio,  si apprestano ad aprire il varco che consentirà l’ingresso del regio  esercito nella città di Roma, sottraendola al potere temporale del Papa e  preparando la via alla nascita della nuova capitale del Regno. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il dipinto, intitolato all’origine “Savoia Savoia”, venne commissionato  direttamente da re Vittorio Emanuele II...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;[...]&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;http://www.mi-lorenteggio.com/news/15479&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-3929190401427883821?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/3929190401427883821/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/12/la-tela-restaurata-della-carica-dei.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/3929190401427883821'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/3929190401427883821'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/12/la-tela-restaurata-della-carica-dei.html' title='La tela restaurata della “Carica dei Bersaglieri” di Michele Cammarano esposta al Museo del Risorgimento di Milano'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-aKR540t7J08/TukHqcsmVeI/AAAAAAAAAgA/8ZMG1622Ltk/s72-c/news_15479_image.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-4747167381890654775</id><published>2011-12-11T20:04:00.001+01:00</published><updated>2011-12-11T20:05:29.311+01:00</updated><title type='text'>Maria Gabriella di Savoia e lo storico Aldo Mola ripercorrono l'Unità d'Italia ai Martedì Letterari</title><content type='html'>&lt;div id="sommario" style="background-color: white; color: #646464; font-family: Georgia, Garamond, 'Times New Roman', serif; font-size: 14px; line-height: 20px; text-align: left;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-UXjiZTGg9BI/TuT-8hEsa4I/AAAAAAAAAf4/Z-w_U_noKOU/s1600/disamari.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-UXjiZTGg9BI/TuT-8hEsa4I/AAAAAAAAAf4/Z-w_U_noKOU/s1600/disamari.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Prestigiosa chiusura per la rassegna autunnale de I Martedì Letterari dedicata all’Unità d'Italia, presenti la principessa Maria Gabriella di Savoia e lo storico Aldo Mola per la conferenza: "Nascita e affermazione della nuova Italia".&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #646464; font-family: Georgia, Garamond, 'Times New Roman', serif; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;Durante l’incontro verrà presentato il volume di&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong style="background-color: white; color: #646464; font-family: Georgia, Garamond, 'Times New Roman', serif; font-size: 14px; line-height: 20px; text-align: left;"&gt;Aldo Mola&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #646464; font-family: Georgia, Garamond, 'Times New Roman', serif; font-size: 14px; line-height: 20px; text-align: left;"&gt;:&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;em style="background-color: white; color: #646464; font-family: Georgia, Garamond, 'Times New Roman', serif; font-size: 14px; line-height: 20px; text-align: left;"&gt;"Italia. Un paese speciale. Storia del Risorgimento e dell’Unità."&lt;/em&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #646464; font-family: Georgia, Garamond, 'Times New Roman', serif; font-size: 14px; line-height: 20px; text-align: left;"&gt;Introdurranno l’autore Vincenzo Costantini, Marcello Veneziani e Ito Ruscigni, curatore della&amp;nbsp; rassegna letteraria.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong style="background-color: white; color: #646464; font-family: Georgia, Garamond, 'Times New Roman', serif; font-size: 14px; line-height: 20px; text-align: left;"&gt;Introduzione all’Opera.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #646464; font-family: Georgia, Garamond, 'Times New Roman', serif; font-size: 14px; line-height: 20px; text-align: left;"&gt;Lo scrittore Aldo Mola, noto autore di libri di storia italiana,&amp;nbsp; ricostruisce tutte le tappe dell’epopea risorgimentale, dall’età franco-napoleonica&amp;nbsp; al 17 marzo 1861, giorno della proclamazione del Regno d’Italia, e oltre. L’Unità d'Italia è un evento storico senza precedenti nella storia d’Europa. Nel 1848 otto stati, in gran parte sotto dominio straniero, occupavano il territorio italiano. Solo tredici anni dopo l'Italia sarà proclamata libera e indipendente, uno Stato con una lingua e un’identità proprie. A ripercorrerla oggi, quella storia, sembra un miracolo perché l’unificazione fu un’opera ciclopica, mai tentata nella storia dell’Occidente, eppure, gli italiani dell’Ottocento vi riuscirono, a differenza di tanti altri popoli europei in cerca di Stato. Per questo l’Italia è un Paese speciale. Con una Storia speciale. Per comprendere le ragioni profonde di un evento tanto eccezionale, Aldo Mola non si limita, come tradizionalmente avviene nelle opere di storia, a ricostruire gli eventi politico-militari, ma mira a definire anche le ragioni culturali che hanno portato alla nascita di un sentimento di identità nazionale. Non solo guerre, trattati e diplomazia, quindi, ma anche letteratura, editoria, musica, arte, scienza, canti popolari: un affresco inedito dell’Italia dell’Ottocento, popolato da una galleria di personaggi fondamentali per la creazione dello Stato unitario. Napoleone, Carlo Alberto, Mazzini, Cavour, Garibaldi, Pio IX, Vittorio Emanuele II, Francesco Giuseppe, Napoleone III, Manin, Radetzky, i Borbone, i Mille, ma anche Manzoni, Giusti, Carducci, Verdi, Mameli, D’Azeglio, De Sanctis.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #646464; font-family: Georgia, Garamond, 'Times New Roman', serif; font-size: 14px; line-height: 20px; text-align: left;"&gt;[...]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.imfromim.it/articoli/2011/12/09/11304/maria-gabriella-di-savoia-e-lo-storico-aldo-mola-ripercorrono-lunita-ditalia-ai-martedi-letterari"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;http://www.imfromim.it/articoli/2011/12/09/11304/maria-gabriella-di-savoia-e-lo-storico-aldo-mola-ripercorrono-lunita-ditalia-ai-martedi-letterari&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-4747167381890654775?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/4747167381890654775/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/12/maria-gabriella-di-savoia-e-lo-storico.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/4747167381890654775'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/4747167381890654775'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/12/maria-gabriella-di-savoia-e-lo-storico.html' title='Maria Gabriella di Savoia e lo storico Aldo Mola ripercorrono l&apos;Unità d&apos;Italia ai Martedì Letterari'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-UXjiZTGg9BI/TuT-8hEsa4I/AAAAAAAAAf4/Z-w_U_noKOU/s72-c/disamari.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-7899374398668702452</id><published>2011-12-10T04:23:00.002+01:00</published><updated>2011-12-10T04:27:24.389+01:00</updated><title type='text'>Il patrimonio privato di Casa Savoia. Ricostruire una memoria.</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-sGbSs5XJOnw/TuLQWuG7vXI/AAAAAAAAAfw/F4hPh15PUYo/s1600/archivio+centrae+dello+stato.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-sGbSs5XJOnw/TuLQWuG7vXI/AAAAAAAAAfw/F4hPh15PUYo/s1600/archivio+centrae+dello+stato.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;h2 class="artitolo" style="background-color: white; color: white; font-family: Verdana, Geneva, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 19px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 8px; padding-left: 8px; padding-right: 8px; padding-top: 8px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black; font-size: 12px; font-weight: normal;"&gt;Il 14 dicembre 2011, alle 15,30, presso l’Archivio Centrale dello Stato si svolgerà un’incontro sul tema&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt;&lt;div class="artic" style="background-color: white; font-family: Verdana, Geneva, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 19px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; overflow-x: hidden; overflow-y: hidden; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; width: 610px;"&gt;&lt;div style="padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;strong style="margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;“Il patrimonio privato di Casa Savoia. Ricostruire una memoria”.&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;L’iniziativa intende presentare l’archivio della Amministrazione del Patrimonio privato di Casa Savoia, recentemente acquisito dall’Archivio Centrale dello Stato, grazie alla volontà del proprietario ambasciatore Antonio Benedetto Spada che, dopo averlo salvaguardato da una probabile distruzione,&amp;nbsp; si è fatto carico della sua conservazione ed ora ha voluto affidarlo in custodia a questo Istituto.&lt;/div&gt;&lt;div style="padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Contemporaneamente saranno illustrate altri complessi documentari analoghi conservati presso gli archivi di Stato di Torino, di Napoli, presso lo stesso Archivio Centrale dello Stato e presso l’Istituto per la storia del Risorgimento di Roma in un percorso che mira alla ricostruzione ideale degli archivi Savoia riguardanti il patrimonio privato della famiglia.&lt;/div&gt;&lt;div style="padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;L’ingente documentazione dell’archivio della Amministrazione del Patrimonio privato di Casa Savoia è una fonte preziosa che consente la ricostruzione delle vicende attinenti il patrimonio privato di Casa Savoia dagli ultimi trent’anni dell’Ottocento ai primi decenni del Novecento. Libri mastri, bilanci, rendiconti, inventari dei beni, contratti di acquisto e di vendita, carte relativi a lavori edilizi e agrari, planimetrie, protocolli, rubriche e indirizzari “raccontano” la storia quotidiana del Castello di Racconigi, del Castello di Sarre, del Castello di Pollenzo, della tenuta di Sant’Anna di Valdieri, di Villa Savoia, della abbazia di Hautecombe e della villa della regina Margherita a Bordighera e di diversi altri possedimenti della famiglia reale: dalla gestione delle relative aziende agricole ai rapporti con i coloni, dai lavori di restauro ai lavori stradali e di bonifica, dall’acquisto di piante e attrezzi agli affitti e alle vendite. Gli inventari dei beni mobili, dagli arredi alle suppellettili di cucina, dalle porcellane alle miniature e alle sculture, dalle liste di biancheria, tessuti, merletti agli oggetti preziosi e agli oggetti d’arte consentono la ricostruzione di usanze, ambienti e stili di vita.&lt;/div&gt;&lt;div style="padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Il confronto e l’integrazione tra i diversi fondi archivistici contribuiranno a dimostrare ancora una volta come la ricerca storica debba confrontarsi non solo con una molteplicità di fonti, ma anche con gli eventi storici che talvolta ne hanno causato la dispersione in sedi diverse.&lt;/div&gt;&lt;div style="padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&amp;nbsp;[...]&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Archivio Centrale dello Stato ׀ P.le degli Archivi, 27 - 00144 Roma&lt;/div&gt;&lt;div style="padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;a href="http://www.oltrelecolonne.it/1864/il-patrimonio-privato-di-casa-savoia-ricostruire-una-memoria-il-tema-del-convegno-all-amp-39archivio-centrale-dello-stato.html"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;http://www.oltrelecolonne.it/1864/il-patrimonio-privato-di-casa-savoia-ricostruire-una-memoria-il-tema-del-convegno-all-amp-39archivio-centrale-dello-stato.html&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-7899374398668702452?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/7899374398668702452/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/12/il-patrimonio-privato-di-casa-savoia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/7899374398668702452'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/7899374398668702452'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/12/il-patrimonio-privato-di-casa-savoia.html' title='Il patrimonio privato di Casa Savoia. Ricostruire una memoria.'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-sGbSs5XJOnw/TuLQWuG7vXI/AAAAAAAAAfw/F4hPh15PUYo/s72-c/archivio+centrae+dello+stato.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-5296550233466384924</id><published>2011-12-07T08:29:00.000+01:00</published><updated>2011-12-07T08:29:45.841+01:00</updated><title type='text'>L’ORDINE SUPREMO DELLA SANTISSIMA ANNUNZIATA</title><content type='html'>&lt;!--[if gte mso 9]&gt;&lt;xml&gt;  &lt;w:WordDocument&gt;   &lt;w:View&gt;Normal&lt;/w:View&gt;   &lt;w:Zoom&gt;0&lt;/w:Zoom&gt; 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font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;FRA TRADIZIONE E PROGRESSO&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span&gt;di Gianluigi Chiaserotti&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;h4 style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; margin: 0cm 58.95pt 0.0001pt 47.9pt;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h4&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;L’origine dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata, riconosciuto per il più antico tra i suoi consimili, ci viene tramandato dagli storici sotto il nome della “&lt;i&gt;Collana d’Oro&lt;/i&gt;” o “&lt;i&gt;dell’Anello&lt;/i&gt;”, con il qual i re insignivano i loro vassalli.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Si parla di questi simboli – collana ed anello – di già dai tempi dei faraoni in Egitto; scrive Giuseppe, storico delle antichità giudaiche: “&lt;i&gt;(…) e Faraone si trasse il suo anello di mano, e lo mise a Giuseppe, e lo fece vestir di vesti di bisso, e gli mise una collana d’oro al collo&lt;/i&gt;”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Ciò dimostra che gli ordini cavallereschi ascendono ad epoca alquanto remota.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Al sorgere dei primi legislatori, furono distribuite insegne di ordini in premio a coloro che avessero compiuto alte azioni morali e materiali.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Con la venuta di Gesù Cristo, e dopo l’era volgare, il primo fondatore di ordini equestri fu l’imperatore Costantino (285-337). Narra la leggenda che, prima della battaglia combattuta con Massenzio, Costantino udisse, nella notte, una voce misteriosa consigliarlo di ornare gli stendardi imperiali con la croce del Redentore. La notte seguente Gesù Cristo apparve agli occhi dell’imperatore stesso, ancora dubbioso sulla scelta di una religione: il Messia lo esortava a marciare con fede sotto il segno celeste della Croce. Svegliatosi, all’alba, Costantino, senza alcun indugio, ordinò che i labari venissero sormontati dal monogramma di Cristo con le tradizionali parole:&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;“&lt;b&gt;&lt;i&gt;In hoc signo vinces&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;”&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Affrontate, quindi, le milizie nemiche, le respinse vittoriosamente e le disperse, e entrò in Roma, ove, in punto di morte e molti anni dopo, fu battezzato dal Papa San Silvestro (Silvestro, romano, 314-335). Questo episodio storico è brillantemente raffigurato nell’affresco denominato “&lt;i&gt;Leggenda della vera Croce&lt;/i&gt;” di Piero della Francesca (Sansepolcro 1415/20-1492), conservato nella Chiesa di San Francesco in Arezzo e recentemente restaurato. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Altri fatti vittoriosi e gloriosi si ebbero in quel tempo, anche perché apparve, quale incitamento, la figura di San Giorgio, il mitico cavaliere della Cappadocia che sconfisse il drago, e in suo onore sorse l’Ordine dei Cavalieri di San Giorgio, composto di cinquanta cavalieri valorosi. L’imperatore Costantino ne fu il Gran Maestro: dignità che trasmise a tutti i di lui discendenti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Nel Medio-Evo, con il flusso di un gran numero di pellegrini verso Gerusalemme, vennero istituiti ordini religioso-cavallereschi al fine di assistere ed eventualmente proteggere quanti si recavano nei luoghi santi. Alcuni di essi acquisirono grande prestigio e potenza divenendo dei veri e proprii stati sovrani, e sappiamo quali sono: l’Ordine di Malta, l’Ordine di San Lazzaro, che poi si unificò con quello sabaudo di San Maurizio, l’Ordine Teutonico. Ebbero quindi una funzione importantissima specie nel corso delle Crociate in Palestina, nella Penisola Iberica e nell’est Europeo. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Successivamente divenne abbastanza frequente che nel proprio castello un cavaliere, a volte conte o duca sovrano, riunisse amici costituendo una “&lt;i&gt;compagnia&lt;/i&gt;” con intenti religiosi, cavallereschi o anche solo galanti. Spesso ne scaturiva l’impegno di recarsi, quali crociati, a combattere gli infedeli. Il più delle volte tutto finiva lì e, tornati alle proprie case, agli impegni di ogni giorno, la “&lt;i&gt;compagnia&lt;/i&gt;” si scioglieva senza lasciar traccia di sé.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Passiamo alla contea sabauda.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;La corte dei conti di Savoia era una delle più eloquenti quanto a nobiltà e spirito di cavalleria. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Nel&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;secolo XII dichiarare guerra al proprio vicino era un facile diritto e quindi le terre della nostra Penisola erano continuamente percorse di soldati e di suoni di battaglia.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Durante i periodi di pace quei principi agguerriti non cessavano mai di prepararsi ad affrontare nuove guerre e periodicamente essi trovavano svago in gare cavalleresche o nelle partite di caccia. Erano le c.d. “&lt;i&gt;giostre&lt;/i&gt;” o “&lt;i&gt;tornei&lt;/i&gt;”. I cavalieri ardenti di sentimento e d’amore verso la dama preferita, si guadagnavano il di lei affetto, non sospirando mollemente a’ suoi piedi, ma affrontando coraggiosamente un’impresa di sangue e di morte.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Ma codeste gare furono messe al bando dalla Santa Sede, perché pericolose.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Quindi, nel secolo XIV, “&lt;i&gt;la giostra, il passo d’armi, la quintana, la corsa all’anello&lt;/i&gt;” divennero spettacoli praticamente di galanteria. In Chambéry, in Rumilly, in Bourg-en-Bresse, ed in Portt d’Ain, le gare si succedevano affermando sempre di più il nome dei Savoia e dei conti di Ginevra.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Regnava sulla Contea, Amedeo VI (1334-1383), principe generoso e cavalleresco, più volte vincitore delle compagnie di ventura, famoso per il di lui coraggio e per aver aggiunto ai suoi domini il Fossigny ed acquistato nuovamente il paese di Vaud, il quale, nel 1350,  in occasione delle nozze di Bianca di Savoia (1336-1387), sorella del Conte, con Galeazzo II Visconti&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;(1320-1378), conte di Ginevra, inaugurò una giostra dove i competitori presero il nome di “&lt;i&gt;cavalieri del Cigno Nero&lt;/i&gt;”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Questo torneo originò la credenza di un ordine sabaudo detto della “&lt;i&gt;compagnia&lt;/i&gt; &lt;i&gt;del Cigno Nero&lt;/i&gt;”, ma in realtà questo non è mai esistito.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Più tardi, Amedeo VI partecipò, unitamente ad altri cavalieri, ad un torneo a Bourg-en-Bresse; essi si dissero “&lt;i&gt;Cavalieri Verdi&lt;/i&gt;” - in quanto indossavano costumi in prevalenza verdi – e da ciò ne è scaturito il soprannome, tramandato sino ai giorni nostri, di Amedeo “&lt;i&gt;Il Conte Verde&lt;/i&gt;”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Anche l’impresa del “&lt;i&gt;Collier de Savoie&lt;/i&gt;”, trova la sua origine da una giostra celebrata dal Amedeo VI a Chambéry, nell’anno 1361, al fine di festeggiare il ricordo della vittoria riportata contro Federico II, Marchese di Saluzzo. Questo nuovo torneo risulta essenzialmente un’impresa d’amore.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Il Conte sabaudo, nel 1362, dispose quindi che venissero eseguiti, in Avignone, quindici collari d’argento dorati, intrecciati di nodi d’amore e di rose, con inciso il motto “F.E.R.T.”. Il “&lt;i&gt;Conte Verde&lt;/i&gt;” distribuì personalmente&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;le insegne tra i cavalieri che componevano la giostra e si proclamò primo cavaliere del Collare. Amedeo, quel giorno portava i lacci d’amore e dedicava l’impresa ai begli occhi di una dama della sua corte, rivolgendo all’amata le seguenti parole: “&lt;i&gt;io, il vincitore in campo aperto del Marchese di Saluzzo, sono stato vinto dalla vostra beltà e sono pronto a fare quanto volete purchè ciò possa piacervi&lt;/i&gt;”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;I lacci d’amore, il collare di nostra dama, la parola “F.E.R.T.” formavano un’unica divisa dei cavalieri partecipanti all’impresa ed ognuno veniva incatenato alla sua dama per mezzo dei nodi d’amore, ed il fedele cavaliere per essa era disposto a sopportare ogni dolore ed ogni pena.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Ma i primi statuti dell’Ordine, lasciati dal “&lt;i&gt;Conte Verde&lt;/i&gt;”, andarono smarriti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Si conobbero, invece, quelli istituiti da Amedeo VIII (1383-1451) nel 1409. Ecco perché, da parte di alcuni storici, sorse la credenza che l’Ordine, creato e fondato da Amedeo VI, avesse avuto un carattere religioso e politico, conforme all’interpretazione data dagli statuti del mistico Amedeo VIII, detto “&lt;i&gt;il Pacifico&lt;/i&gt;”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Secondo codesto Duca, “&lt;i&gt;Notre Dame&lt;/i&gt;”, non fu la dama prescelta dal cavaliere, ma bensì la Santa Vergine ed i quindici cavalieri, i quindici misteri del Santo Rosario (o allegrezze di Maria). Fu quindi un lavoro di adattamento per spogliare, oseremo dire, l’Ordine della primitiva profanità.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Nel testamento del&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;“&lt;i&gt;Conte Verde&lt;/i&gt;”, si disse di edificare la Certosa di Pierre-Chatel, destinata ad essere la chiesa dell’Ordine. Codesta la si ultimò il 23 settembre 1393, e fu retta da quindici frati certosini, i quali celebravano quindici messe al giorno in onore dei quindici cavalieri, delle allegrezze della Madonna e per onorare la pace dei cavalieri defunti. Questo fu un fatto fondamentale per l’attribuzione delle origini dell’Ordine, e su ciò si basò Amedeo VIII per darne gli statuti, “&lt;i&gt;dati&lt;/i&gt;” in Chatillon en Dombes il 30 maggio 1409. Essi erano composti di quindici capitoli, nei quali il Duca Sabaudo elenca i doveri, le finalità, lo spirito religioso dell’Ordine. E’ lo storico piemontese, Luigi Cibrario (1802-1870), che riesce a dare una data notarile, cioè certa, a codesti Statuti.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Sin d’ora abbiamo visto le origini storiche dell’Ordine, il quale, quanto ad importanza, è pari all’Ordine della Giarrettiera inglese, fondato (1355) da Edoardo III (1312-1377), ed all’Ordine austro-spagnolo del Toson d’Oro, fondato (1431) dal Duca di Borgogna Filippo il Buono (1396-1467).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Vediamo le sostanziali riforme fino ai nostri giorni.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Lo stesso Amedeo VIII, con gli statuti concessi il 13 gennaio 1434, aggiunse altri cinque nuovi capitoli.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Il Duca Carlo III detto “&lt;i&gt;Il Buono&lt;/i&gt;” (1486-1553), nel 1518, fece varie modifiche: aumentò di cinque il numero dei cavalieri, in memoria, sembra, delle cinque piaghe di Gesù Cristo. Poi, nel vuoto pendente formato dai nodi d’amore, vi fece introdurre l’immagine dell’Annunciazione, e quindi l’Ordine fu definitivamente chiamato “&lt;i&gt;Ordine Supremo della Santissima Annunziata&lt;/i&gt;”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Fu stabilito anche il cerimoniale dell’Ordine, e ciò ad imitazione di quello della corte di Borgogna per quello del Toson d’Oro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Fu altresì istituito un Cancelliere, un Segretario, un Cerimoniere ed un Tesoriere. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Si deputò all’Ordine un Araldo il quale prese l’appellativo di “&lt;i&gt;Bonnes Nouvelles&lt;/i&gt;”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Fu quindi prescritto per i cavalieri un manto di velluto chermisino.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Il Duca Emanuele Filiberto (1528-1580), figlio del precedente, comprendendo l’importanza dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata, si prodigò al fine di promulgare nuove riforme, anche perché riconobbe l’utilità di quella compagnia cavalleresca (riforme promulgate tra il 1570 ed il 1577).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Innanzitutto il Duca di Savoia cambiò il colore del mantello da chermisino in azzurro, colore, tra l’altro, del sacro vessillo che il “&lt;i&gt;Conte Verde&lt;/i&gt;” portava in battaglia, bandiera della devozione che recava l’immagine di Maria disegnata su un campo disseminato di stelle. Colore, come sappiamo, il quale divenne dei Savoia e quindi dell’Italia. E’ il colore anche della sciarpa che portano tuttora a tracolla gli ufficiali in alta uniforme. Sciarpa che, anni or sono, han cercato di far abolire poiché “&lt;i&gt;poteva&lt;/i&gt;” ricordare il regno, la monarchia sabauda, ma senza minimamente pensare alle sue origini, cioè al colore, e da sempre della Madonna!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Sotto il regno di Carlo Emanuele II (1634-1675), il manto dei cavalieri cambiò colore: divenne amaranto. Esso era orlato intorno con ricami aurei e fiamme, portava i soliti simbolici nodi ed il motto “F.E.R.T.”. I cavalieri della Santissima Annunziata erano quasi sempre insigniti dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, per cui fu introdotta la consuetudine di vestire la clamide color sangue di detto Ordine, e su quella veste veniva posto il collare dell’Annunziata.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;E’ di regola tutt’oggi che quando un candidato non ha nessuna decorazione di un ordine cavalleresco, il Sovrano Gran Maestro, prima di conferirgli il supremo Collare, lo crea cavaliere toccandolo con la spada di San Maurizio, e fa seguire all’atto le parole: “&lt;i&gt;Io vi creo Cavaliere in nome di San Maurizio&lt;/i&gt;”. Infatti i cavalieri dell’Annunziata sono anche “&lt;i&gt;de jure&lt;/i&gt;” cavalieri di gran croce dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Tutte le volte che il Re convocava i cavalieri dell’Annunziata, essi si adunavano in consiglio, che prendeva il nome di capitolo. Si dicevano riuniti in Cappella in occasione di Sante Messe, e delle ricorrenze del Santo Sudario, di San Maurizio, dei Santi Martiri e dell’Annunciazione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;In occasione del battesimo dei Principi Reali, si riunivano in Cappella straordinaria. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Chiesa dell’ordine non era più la  Certosa di Pierre-Chatel. Divenne, quindi, l’eremo dei Camaldolesi sulle colline torinesi. Ma la Rivoluzione Francese soppresse quest’Ordine.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Con Carta Reale del 15 marzo 1840, il Re Carlo Alberto (1798-1849) dichiarò cappella dell’Ordine la  Certosa di Collegno, sepolcreto anche dei cavalieri. Quando, poscia, la detta Certosa divenne un manicomio, l’Ordine ebbe quale sua cappella la Palatina di Torino.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Per cinque secoli codesta suprema onorificenza venne conferita esclusivamente ad uomini di provata nobiltà e veniva attribuito loro il titolo di “&lt;i&gt;Cugino del Re&lt;/i&gt;”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Fu il medesimo Re Carlo Alberto a spezzare le rigide tradizioni dell’Ordine, concedendo la collana anche a coloro che avessero prestato dei particolari servigi allo Stato, senza tener conto della loro discendenza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Disse il Re: “&lt;i&gt;In verità, non sarà colpa mia se il collare dell’Annunziata e le altre cariche saranno date ai borghesi, poiché &lt;u&gt;al merito&lt;/u&gt; e non all’ambizione è dovuta la ricompensa&lt;/i&gt;”. Notate, il Re scrive “&lt;i&gt;al merito&lt;/i&gt;”!!&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;Il primo, senza ascendenze nobiliari a meritarsi il Collare dell’Annunziata fu Luigi Carlo Farini (1812-1866), dittatore dell’Emilia Romagna ed insignito, unitamente a Bettino Ricasoli (1809-1880), il 22 marzo 1860 quale nomina n. 513. Questo fatto dimostra chiaramente il profondo distacco delle nuove idee dalle vecchie: erano mutate le condizioni dei tempi ed il Re Vittorio Emanuele II (1820-1878), dopo l’avvenuta costituzione del Regno d’Italia, riconobbe come degni della suprema onorificenza i titolari delle alte cariche militari e civili ed introdusse la riforma degli statuti con Carta Reale 3 giugno 1869.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Con questo decreto, gli Ufficiali dell’Ordine furono ridotti a due: Segretario e Maestro delle Cerimonie; l’uno per il Ministro degli Esteri e l’altro per il Primo Elemosiniere del Re.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Ma con Decreto 7 aprile 1889 n. 6050, il Re Umberto I (1844-1900) conferì al Presidente del Consiglio dei Ministri la carica di Segretario dell’Ordine, fermo restando che esso rimaneva e rimane ordine dinastico.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Il Re Vittorio Emanuele III (1869-1947), con Regio Decreto 14 marzo 1924, modificava l’articolo 1 della Carta Reale 3 giugno 1869, disponendo che, nel novero dei venti cavalieri, non si contassero: oltre al Capo e Sovrano, il Principe Ereditario, i principi parenti del Re in linea paterna fino al quarto grado incluso, e come prima, gli ecclesiastici e gli stranieri.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Poco dopo, con Regio Decreto 4 maggio 1924 n. 899, veniva istituito ed autorizzato l’uso di uno speciale nastrino di riconoscimento per i cavalieri della Santissima Annunziata, quando essi non facevano uso delle collane.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;La legge 30 marzo 1951, n. 178, della Repubblica Italiana, all’articolo 9 ha dichiarato: “&lt;i&gt;L’Ordine della SS. Annunziata e le relative onorificenze sono soppressi&lt;/i&gt;”. In precedenza, numerosi ed illustri giuristi ed esperti di materie cavalleresche avevano fatto pervenire alla Commissione Affari della Presidenza del Consiglio (che studiava il disegno di legge) esaurienti memoriali storico-giuridici, dimostranti in modo limpido ed inequivocabile che l’Ordine Supremo della Santissima Annunziata era “&lt;i&gt;dinastico&lt;/i&gt;” e non “&lt;i&gt;statuale&lt;/i&gt;” (anche se, come abbiamo visto, dal 1860 al 1946 la dignità di Gran Maestro era stata concentrata nella persona del Re) e quindi non poteva essere oggetto di decisione da parte della Repubblica Italiana, per difetto di giurisdizione.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Ma la Commissione non diede alcun peso ai memoriali, né alle documentate pubblicazioni di eminenti professori universitari (Cansacchi, Nasalli Rocca ed altri). E portò al Parlamento la proposta di legge, che fu approvata. Il Gorino Causa, professore incaricato di Diritto Canonico nella Università di Torino, scrisse che la Repubblica  Italiana “&lt;i&gt;non poteva sopprimere né modificare gli Ordini della SS. Annunziata e Mauriziano per carenza di poteri sovrani nella materia&lt;/i&gt;”. D’altronde il parere dei più illustri esperti, non mai contestato, è che le case già sovrane (Hohenzollern, Romanoff, Absburgo, Borbone di Francia e Borbone delle Due Sicilie) conservino il magistero dei loro Ordini dinastici anche in esilio.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Nel merito infine, l’”&lt;i&gt;Enciclopedia Forense&lt;/i&gt;” diretta da&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;Gaetano Azzariti, Ernesto Battaglini e Francesco Santoro Passatelli, scrive che l’Ordine “&lt;i&gt;fu soppresso dalla Repubblica (…) &lt;u&gt;con errore storico&lt;/u&gt;, non essendo mai stato abrogato l’art. 1 dello Statuto del 1570 che ne fa Ordine di famiglia e gentilizio della Casa di Savoia&lt;/i&gt;”.&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Vittorio Emanuele di Savoia (1937- ), attuale Gran Maestro dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata, con Decreto Magistrale “&lt;i&gt;Motu Proprio&lt;/i&gt;” in data 11 giugno 1985, ha rivisto gli statuti relativamente art. 3.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Gli statuti Li ha poi ulteriormente rivisti in data 10 ottobre 1997, relativamente all’art. 1 inserendo quali categorie da escludere nel novero dei venti cavalieri anche i Capi di Stato, i membri delle Case Regnanti o già regnanti, e nuovamente all’art. 3.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Le collane sono così distribuite: quelle storiche, cioè le venti (precisamente sono diciannove) dei cavalieri italiani, sono grandi e devono essere restituite al Gran Maestro, che ne è solo il depositario. Agli eredi resta una collana piccola che ciascun insignito puo’ farsi creare per proprio conto. Alle altre categorie di insigniti, viene consegnata una collana piccola che resta di loro proprietà e dei loro eredi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;E’ interessante rilevare che l’insignito italiano puo’ scegliere la collana tra quelle disponibili, che sono numerate. La n. 1 la scelse il conte Dino Grandi (1895-1988), che a sua volta fu di Luigi Carlo Farini e di Giovanni Giolitti (1842-1928); Ivanoe Bonomi (1873-1951) scelse la n. 12, che fu di Agostino Depretis (1813-1887); Vittorio Emanuele Orlando (1860-1952) scelse la n. 14, che fu di Antonio Starabba, marchese di Rudinì (1839-1908)&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;e che poi sarebbe stata di Falcone Lucifero (1898-1997).&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Il Principe di Piemonte e di Venezia, Emanuele Filiberto di Savoia (1972- ) ha la collana che fu di un suo grande omonimo, il Duca Emanuele Filiberto di Savoia “&lt;i&gt;Testa di Ferro&lt;/i&gt;”. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Più volte si è accennato al motto dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata e della Real Casa di Savoia, cioè “F.E.R.T.”. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Vediamo alcune delle sue svariate interpretazioni. Per nostra comodità abbiamo operato una scelta, tra le centinaia, e precisamente quella più consona all’araldica ed alla storiografia del Casato, ma, indubbiamente, l’interpretazione del motto resta un vero e proprio enigma insoluto.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;La prima è quella più tradizionale, e cioè: “&lt;i&gt;Fortitudo eius Rhodum tenuit&lt;/i&gt;”, “&lt;i&gt;il suo valore conservò Rodi&lt;/i&gt;”. Con essa si fa riferimento all’impresa del conte Amedeo V di Savoia (1249-1323), recatosi nell’isola di Rodi in aiuto dei cavalieri gerosolimitani contro i Turchi. Abbiamo visto che Amedeo VI, suo nipote, creò l’Ordine e non è da sottovalutare che lo creò anche per l’ispirazione mariana che illuminò le Crociate. La presente interpretazione del motto “F.E.R.T.” la ritroviamo anche nello stendardo delle c.d. “&lt;i&gt;Guardie del corpo&lt;/i&gt;” (gli antenati dei corazzieri) del re Carlo Felice (1765-1831) e cioè al centro vi era ricamata l’Annunciazione entro il Collare dell’Annunziata e sopra la fascia svolazzante la scritta&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;“&lt;i&gt;Fortitudo eius Rhodum tenuit&lt;/i&gt;”, il tutto in campo azzurro.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;L’interpretazione “&lt;i&gt;Foedere et religione tenemur&lt;/i&gt;”, “&lt;i&gt;siamo vincolati da un patto e da una fede&lt;/i&gt;” è dovuta al ritrovamento di codesta frase su di un doppione aureo coniato sotto il regno di Vittorio Amedeo I (1557-1637), e potrebbe significare l’unione (vincolo) vigente tra i cavalieri dell’Annunziata, i quali giuravano (ecco il patto e la fede) all’atto in cui ne venivano creati.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;“&lt;i&gt;Filibertus Emmanuel Rex Taurinorum&lt;/i&gt;”, anche questo trovato su di una moneta relativo al regno del&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;“&lt;i&gt;Testa di Ferro&lt;/i&gt;”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Si pensa anche a “&lt;i&gt;Foemina erit ruina Tua&lt;/i&gt;”, “&lt;i&gt;la donna sarà la tua rovina&lt;/i&gt;”, riferendosi all’ammonimento con il quale il beato Sebastiano Valfrè (1629-1710), confessore del Re Vittorio Amedeo II (1666-1632), richiamava il suo real penitente, noto amatore.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Finora abbiam visto delle interpretazioni che considerano il motto quale un acronimo, vediamo quelle che lo considerano nel suo complesso lessicale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Innanzitutto come abbreviazione di “&lt;i&gt;ferté&lt;/i&gt;” o “&lt;i&gt;ferto&lt;/i&gt;”: la prima come voce lessicale dell’antico francese per “&lt;i&gt;fermezza&lt;/i&gt;”; la seconda dal latino mediovale “&lt;i&gt;ferto- onis&lt;/i&gt;” o “&lt;i&gt;fertum&lt;/i&gt;”, od anche “&lt;i&gt;ferdonum&lt;/i&gt;”.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Il “&lt;i&gt;ferto&lt;/i&gt;” sarebbe quell’unità ponderale che corrispondeva alla quarta parte del marco, o moneta di conto del valore medesimo; interpretazioni, però, che non si rifanno alle origini cavalleresche dell’Ordine del Collare. E’ quindi più attendibile, ma ancora non dimostrabile, invece, che “F.E.R.T.” sia l’imperativo presente del verbo latino “&lt;i&gt;fero&lt;/i&gt;”, inteso come “&lt;i&gt;sopporta&lt;/i&gt;”. Infatti, essendo il Collare adornato di nodi, ciò puo’ significare l’impegno, per il carattere cavalleresco-amoroso che ebbe l’Ordine, del cavaliere che deve “&lt;i&gt;sopportare&lt;/i&gt;” sia i nodi d’amore per la di lui dama, sia, quando assume carattere religioso-militare,&lt;span&gt;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;“&lt;i&gt;sopportare&lt;/i&gt;” ogni cosa per devozione ed in onore della Madonna (“&lt;i&gt;fert crucem&lt;/i&gt;”). Infine citiamo il Cibrario, il quale scrive: &lt;i&gt;“(…) è l’abbreviazione dialettica di “fortitudo”, “saint fert”, la “Fertè”, nomi di luoghi voltatisi in latino per “fortitudo”&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;span&gt;Dunque “F.E.R.T.” del Collare dell’Annunziata ad interpretarlo da solo, potrebbe significare “&lt;i&gt;fortitudo&lt;/i&gt;”, cioè “&lt;i&gt;valore&lt;/i&gt;”. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial; font-size: 10.0pt;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-5296550233466384924?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/5296550233466384924/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/12/lordine-supremo-della-santissima.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/5296550233466384924'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/5296550233466384924'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/12/lordine-supremo-della-santissima.html' title='L’ORDINE SUPREMO DELLA SANTISSIMA ANNUNZIATA'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-i-chMfnTXwA/Tt8Vvd30zDI/AAAAAAAAAfo/rOPocVslLtI/s72-c/collare-annunziata.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-9013752211439405860</id><published>2011-12-07T08:09:00.000+01:00</published><updated>2011-12-07T08:09:54.083+01:00</updated><title type='text'>Pietra Ligure: la Guardia d’Onore all’inaugurazione di piazza Vittorio Emanuele II</title><content type='html'>&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-rdL8cjHzzo4/Tt8Q7XXmzLI/AAAAAAAAAfg/VFP3lDYNU0w/s1600/guardia_d_onore_%2525281%252529.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="196px" mda="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-rdL8cjHzzo4/Tt8Q7XXmzLI/AAAAAAAAAfg/VFP3lDYNU0w/s200/guardia_d_onore_%2525281%252529.jpg" width="200px" /&gt;&lt;/a&gt;Pietra L. L’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon – delegazione provinciale di Savona – parteciperà alla cerimonia di inaugurazione di una piazza intitolata a Vittorio Emanuele II, che si svolgerà giovedì 8 dicembre nella città Pietra Ligure.&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;“Il nostro Istituto – afferma il vice delegato Fabrizio Marabello – è la più antica Associazione Combattentistica e d’Arma d’Italia fondata nel 1878 con la denominazione di Comizio dei Veterani delle Guerre d’Indipendenza per l’Unità d’Italia ed è custode dell’Unità Nazionale e delle tradizioni militari della Patria; si propone di fornire con i propri iscritti una Guardia d’Onore alle Tombe dei nostri Sovrani quale tributo di riconoscenza per l’Augusta Casa Savoia che portò all’unità e alla grandezza dell’Italia”.&lt;br /&gt;[...]&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ivg.it/2011/12/pietra-la-guardia-donore-allinaugurazione-di-piazza-vittorio-emanuele-ii/"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;http://www.ivg.it/2011/12/pietra-la-guardia-donore-allinaugurazione-di-piazza-vittorio-emanuele-ii/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-9013752211439405860?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/9013752211439405860/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/12/pietra-ligure-la-guardia-donore.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/9013752211439405860'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/9013752211439405860'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/12/pietra-ligure-la-guardia-donore.html' title='Pietra Ligure: la Guardia d’Onore all’inaugurazione di piazza Vittorio Emanuele II'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-rdL8cjHzzo4/Tt8Q7XXmzLI/AAAAAAAAAfg/VFP3lDYNU0w/s72-c/guardia_d_onore_%2525281%252529.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-7908547935524213833</id><published>2011-12-05T09:34:00.002+01:00</published><updated>2011-12-07T16:38:52.055+01:00</updated><title type='text'>Magari....</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-vdUZ40n5ZGQ/TtyCIrPAuWI/AAAAAAAAAfY/XVYi311-lNo/s1600/6a00d834515d1e69e200e54f2e39938833-800wi.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" dda="true" height="320px" src="http://2.bp.blogspot.com/-vdUZ40n5ZGQ/TtyCIrPAuWI/AAAAAAAAAfY/XVYi311-lNo/s320/6a00d834515d1e69e200e54f2e39938833-800wi.jpg" width="255px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Presto in Italia cambio di forma di stato da repubblica a monarchia parlamentare se vuole salvarsi dalla bancarotta&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Una delle profezie di Padre Pio, il Santo da Pietrelcina venerato e pregato da milioni di fedeli in tutto il mondo, riguardante la restaurazione della Monarchia in Italia. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Che il Santo da Pietralcina avesse simpatie monarchiche e che avesse davvero profetizzato il ritorno in Italia della Monarchia è fatto accertato e conosciuto, anche se quasi totalmente sottaciuto da almeno vent’anni. Veniamo ai fatti riportati. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Durante l’esilio ginevrino, la Regina Maria Josè, moglie di Re Umberto II, tenne una corrispondenza con il santo, che la consolava delle sofferenze patite all’estero a causa della lontananza forzata dall’Italia che le era stata imposta. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Su una lettera indirizzata alla Regina, il Santo scrive: “Maestà, la Monarchia tornerà in Italia, e un suo parente diventerà Re”. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;A molti sembrerà incredibile, eppure il santo già aveva dato una amara previsione alla stessa Maria Josè, e questa, puntualmente, come aveva avvertito il santo si realizzò. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Sul finire degli anni trenta la Regina si recò in pellegrinaggio a fargli visita e il Santo la sorprese, profetizzandole la fine della Monarchia di li a poco e avvertendola di stare pronta, perché non avrebbe avuto quasi neanche il tempo di accorgersene per la velocità con cui si sarebbero susseguiti gli eventi, che come si sa la avrebbero destinata all’esilio. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;[...]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.romanotizie.it/page.php?page=topic&amp;amp;id_article=14882&amp;amp;id_forum=5956&amp;amp;id_mot"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;http://www.romanotizie.it/page.php?page=topic&amp;amp;id_article=14882&amp;amp;id_forum=5956&amp;amp;id_mot&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;=&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-7908547935524213833?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/7908547935524213833/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/12/presto-in-italia-cambio-di-forma-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/7908547935524213833'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/7908547935524213833'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/12/presto-in-italia-cambio-di-forma-di.html' title='Magari....'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-vdUZ40n5ZGQ/TtyCIrPAuWI/AAAAAAAAAfY/XVYi311-lNo/s72-c/6a00d834515d1e69e200e54f2e39938833-800wi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-1963858974179417847</id><published>2011-12-03T10:31:00.001+01:00</published><updated>2011-12-03T10:42:37.155+01:00</updated><title type='text'>Il vescovo spiega il significato della beatificazione del giovane religioso ucciso dai partigiani</title><content type='html'>&lt;h3 class="post-title entry-title" style="color: #660000; font-family: Georgia, Times, serif; font-size: 19px; font-weight: normal; line-height: 1.4em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0.25em; padding-bottom: 4px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-HbzS8W9AnYI/TtnsPPNTYhI/AAAAAAAAAfQ/W6Tr4g9p7Ss/s1600/RolandoRivi1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-HbzS8W9AnYI/TtnsPPNTYhI/AAAAAAAAAfQ/W6Tr4g9p7Ss/s1600/RolandoRivi1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;div class="post-header-line-1" style="color: #333333; font-family: Georgia, Times, serif; font-size: 14px; font-weight: bold; text-align: left;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="post-body entry-content" style="font-size: 14px; font-weight: bold; line-height: 1.6em; margin-bottom: 0.75em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; text-align: left;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;em&gt;Il seminarista che si fece uccidere per non togliersi la talare&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.fattisentire.org/modules.php?name=News&amp;amp;file=article&amp;amp;sid=3616" style="text-decoration: none;"&gt;Fatti Sentire&amp;nbsp;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;di Andrea Zambrano&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;REGGIO EMILIA (16 novembre 2011) - "Il martirio di Rolando Rivi riscrive la storia. Quella storia nella quale tanta parte di cultura cattolica ha preferito non entrare". Il vescovo di San Marino monsignor Luigi Negri spiega in questa intervista esclusiva il significato dell’ormai imminente beatificazione del seminarista di Castellarano, ucciso il 13 aprile 1945 a soli 14 anni in odium fidei da due partigiani comunisti. 70 anni, milanese, allievo di don Giussani, monsignor Negri conserva ancora una caratterstica fondamentale oggi per l’uomo di Chiesa: la chiarezza, senza se e senza ma. E nel suo ruolo di presidente del Comitato Amici di Rolando Rivi, che da 6 anni promuove la causa di beatificazione del seminarista di San Valentino, parla di Rolando come di un martire, il cui sacrificio è in grado di dare verità storica ad una pagina oscura della nostra storia. Un martirio che arriva agli onori degli altari dopo decenni di oblio, con un ricordo coltivato negli anni bui del dopoguerra soltanto in ambito familiare, ma che col tempo si è trasformato in una vera e propria devozione e che farà di Rolando Rivi non solo il primo beato di Reggio dopo 500 anni e il primo seminarista di un seminario minore diocesano dichiarato beato. Ma soprattutto il primo martire ucciso per mano della violenza partigiana comunista che la Chiesa riconosce beato. Un modo per ribadire che in quegli anni si moriva in odio alla fede e, da parte della Chiesa, certificare che in quegli anni era in atto una sistematica violenza messa in campo per debellare i cristiani. Ecco perché con la sua beatificazione, è come se in un certo senso, la Chiesa riconoscesse il martirio dei tanti sacerdoti uccisi dalla violenza della guerra civile, soprattutto nel Triangolo della morte. Intervistiamo monsignor Negri all’indomani la notizia, data dal comitato, che la causa di beatificazione presso la Congregazione per le cause dei Santi, è uscita dal limbo dell’indeterminatezza per entrare in quella delle date certe.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: small; font-weight: normal; line-height: normal;"&gt;[...]&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;a href="http://blog.messainlatino.it/2011/12/il-vescovo-negri-il-vescovo-spiega-il.html"&gt;http://blog.messainlatino.it/2011/12/il-vescovo-negri-il-vescovo-spiega-il.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-1963858974179417847?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/1963858974179417847/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/12/il-vescovo-spiega-il-significato-della.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/1963858974179417847'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/1963858974179417847'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/12/il-vescovo-spiega-il-significato-della.html' title='Il vescovo spiega il significato della beatificazione del giovane religioso ucciso dai partigiani'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-HbzS8W9AnYI/TtnsPPNTYhI/AAAAAAAAAfQ/W6Tr4g9p7Ss/s72-c/RolandoRivi1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-7462885351674406465</id><published>2011-11-30T16:48:00.000+01:00</published><updated>2011-11-30T16:48:09.781+01:00</updated><title type='text'>Napoli, i monarchici ricordano la Regina della Carità</title><content type='html'>&lt;h1 class="news_giant_title" style="font-weight: normal; letter-spacing: 2px; line-height: 26px; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 10px; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: small;"&gt;&lt;span class="main_txt_red" style="font-weight: bold; letter-spacing: normal; line-height: 20px;"&gt;9/11/2011, ore 16:10&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="letter-spacing: normal; line-height: 20px;"&gt;&amp;nbsp;-&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ieri in tutta Italia ed all'estero è stato ricordato l'anniversario del richiamo a Dio in esilio di Elena del Montenegro, Principessa di Napoli e seconda Regina d'Italia. A Napoli, una S. Messa di suffragio è stata presieduta nella Reale e Pontificia Basilica di S. Francesco da Paola dal Rettore, Padre Damiano La Rosa, che ha voluta ricordarLa, durante l'omelia come donna umile, pronta ad aiutare quanti erano in difficoltà, con sollecitune cristiana aprì, infatti, le porte del Quirinale per i soldati feriti, aiutò i terremotati e quale esempio di sposa fedele seguì il marito in esilio nel 1946. Dopo la S.Messa è stato consegnato il quadro commemorativo, al Rev. Parroco, creato nell'ambito delle celebrazioni dei 150 anni della proclamazione del Regno d'Italia.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;[...]&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://www.julienews.it/notizia/cronaca/napoli-i-monarchici-ricordano-la-regina-della-carita/94528_cronaca_2.html"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;http://www.julienews.it/notizia/cronaca/napoli-i-monarchici-ricordano-la-regina-della-carita/94528_cronaca_2.html&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-7462885351674406465?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/7462885351674406465/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/11/napoli-i-monarchici-ricordano-la-regina.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/7462885351674406465'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/7462885351674406465'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/11/napoli-i-monarchici-ricordano-la-regina.html' title='Napoli, i monarchici ricordano la Regina della Carità'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-3728046571552207517</id><published>2011-11-28T08:27:00.001+01:00</published><updated>2011-11-28T08:37:48.310+01:00</updated><title type='text'>Celebrazione del 150° Anniversario dell’unità d’Italia,1861-2011</title><content type='html'>&lt;div align="justify" style="background-color: white; color: #333333; font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 16px;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-xReNZcDDxUI/TtM6QCEMKRI/AAAAAAAAAfI/ivSsEGucY20/s1600/images+%25281%2529.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-xReNZcDDxUI/TtM6QCEMKRI/AAAAAAAAAfI/ivSsEGucY20/s1600/images+%25281%2529.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;L’eclatante evento Celebrato a Boston&amp;nbsp; nello Stato del Massachusetts, oltre ad altre attivita’ culturali, alla Galileo Legacy Foundation, la promozione e l’organizzazione della lunga serie di Conferenze “L’Italia dal Risorgimento e la nascita della Nazione”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="background-color: white; color: #333333; font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 16px;"&gt;Infatti, il ciclo di Conferenze, volge al termine con l’ultima&amp;nbsp; e X Conferenza programmata per il giorno 28 novembre del corrente anno alle ore 7:30 p.m., presso la Biblioteca Pubblica, localita’ di Burlington, Massachusetts. Allo stesso tempo, e’ doveroso motivare le ragioni che ha spinto la Galileo Legacy Foundation, che e‘un’ente privato “not profit organization”che opera negli Stati Uniti su basi strettamente legate alla cultura ed alla scienza con un’identita’ dalle connotazioni italiane, italo-americane ed americane e soprattutto mirata al volontariato, ma allo stesso tempo assume una sua internazionalita’ con un ruolo previlegiato come ponte di unione nell’ interesse dell’Italia e degli Stati Uniti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="background-color: white; color: #333333; font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 16px;"&gt;L’eclatante evento del 150° dell’unita’ d’Italia, la Galileo legacy Foundation, ha ritenuto logico ed opportuno coinvolgersi nella celebrazione di tale evento storico geopolitico dell’ Italia con l’iniziativa di una particolare attivita’ culturale che illustrasse a coloro che sono interessati alla Storia come e perche’ dopo molti secoli, nacque il 17 Marzo 1861, uno Stato Unitario. Con un suo territorio naturale nel bel mezzo del Mare Mediterraneo, che i romani lo chiamarono imperativamente “Mar Nostrum”.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="background-color: white; color: #333333; font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 16px;"&gt;La nascita della Nazione Italiana e’ attribuibile con la dovuta riconoscenza all’allora Regno di Sardegna, che prima d’intraprendere l’avventura difficile e pericolosa, tale Regno si conquisto’ il ruolo di una grande nazione per avere partecipato alla Guerra di Crimea merito attribuibile al Conte Benso di Calvour che ne interpreto’ con abilita’ il ruolo politico, diplomatico e quando fu necessario anche l’Esercito Piemontese con l’onore delle armi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="background-color: white; color: #333333; font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 16px;"&gt;[....]&lt;/div&gt;&lt;div align="justify" style="background-color: white; font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 16px;"&gt;&lt;a href="http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=44269"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;http://www.politicamentecorretto.com/index.php?news=44269&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-3728046571552207517?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/3728046571552207517/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/11/celebrazione-del-150-anniversario.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/3728046571552207517'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/3728046571552207517'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/11/celebrazione-del-150-anniversario.html' title='Celebrazione del 150° Anniversario dell’unità d’Italia,1861-2011'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-xReNZcDDxUI/TtM6QCEMKRI/AAAAAAAAAfI/ivSsEGucY20/s72-c/images+%25281%2529.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-5118107972820906481</id><published>2011-11-24T21:00:00.000+01:00</published><updated>2011-11-24T21:00:50.708+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Re Umberto II'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='www.reumberto.it'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Regina Elena'/><title type='text'>La Regina Elena sul sito dedicato a Re Umberto II</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-zWjc8LtY1d8/Ts6iLI856MI/AAAAAAAAAfA/_dm7jMwSZ08/s1600/aquilamini.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-zWjc8LtY1d8/Ts6iLI856MI/AAAAAAAAAfA/_dm7jMwSZ08/s1600/aquilamini.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Una nuovo "colloquio" con il Re in esilio di Camilla Cederna pubblicato pochi giorni prima della morte della Regina Elena a Montpellier.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Sul sito dedicato a Re Umberto II nel 59° anniversario della scomparsa della Regina.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.reumberto.it/cederna52.htm"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;http://www.reumberto.it/cederna52.htm&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-5118107972820906481?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/5118107972820906481/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/11/la-regina-elena-sul-sito-dedicato-re.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/5118107972820906481'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/5118107972820906481'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/11/la-regina-elena-sul-sito-dedicato-re.html' title='La Regina Elena sul sito dedicato a Re Umberto II'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-zWjc8LtY1d8/Ts6iLI856MI/AAAAAAAAAfA/_dm7jMwSZ08/s72-c/aquilamini.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-8565080495728714577</id><published>2011-11-22T21:11:00.000+01:00</published><updated>2011-11-22T21:11:35.049+01:00</updated><title type='text'>Riapre la Palazzina di Caccia di Stupinigi</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-xbg8tVtID0k/TswB1fVqRGI/AAAAAAAAAe4/wJxKgxcWFM0/s1600/Palazzina-di-Caccia-di-Stupinigi-8-480x360.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="150" src="http://2.bp.blogspot.com/-xbg8tVtID0k/TswB1fVqRGI/AAAAAAAAAe4/wJxKgxcWFM0/s200/Palazzina-di-Caccia-di-Stupinigi-8-480x360.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px;"&gt;Era chiusa dal 2006, anno in cui sono ripresi in maniera più massiccia – consolidamento della staticità, rinnovamento dell’impiantistica – i lavori di restauro progettati e diretti, su coordinamento di Mario Verdun, da Roberto Gabetti (fino al 2000), Aimaro Isola (Isolarchitetti), Studio Momo, in collaborazione le soprintendenze competenti. La&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;strong style="background-color: white; color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px;"&gt;Palazzina di Caccia di Stupinigi&lt;/strong&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px;"&gt;&amp;nbsp;ha finalmente riaperto i battenti, perlomeno il primo lotto di questa settecentesca residenza dei Savoia dedicata a partire dagli Anni Venti del Novecento al Museo dell’Ammobiliamento. Iniziati nel 1986, i restauri hanno ora portato alla luce l’ala di Levante, dalla scuderia juvarriana al Salone Centrale, fino all’Appartamento del Duca di Chiablese, completamente riarredato dopo il ritrovamento e il restauro, da parte della Compagnia di San Paolo, dei mobili rubati nel 2004.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px;"&gt;[...]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.artribune.com/2011/11/insomma-che-sfarzo-questi-savoia-riapre-la-palazzina-di-caccia-di-stupinigi-e-noi-ve-la-facciamo-vedere-certo-che-avventure-per-raggiungerla%E2%80%A6/"&gt;http://www.artribune.com/2011/11/insomma-che-sfarzo-questi-savoia-riapre-la-palazzina-di-caccia-di-stupinigi-e-noi-ve-la-facciamo-vedere-certo-che-avventure-per-raggiungerla%E2%80%A6/&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 12px; line-height: 18px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-8565080495728714577?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/8565080495728714577/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/11/riapre-la-palazzina-di-caccia-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/8565080495728714577'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/8565080495728714577'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/11/riapre-la-palazzina-di-caccia-di.html' title='Riapre la Palazzina di Caccia di Stupinigi'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-xbg8tVtID0k/TswB1fVqRGI/AAAAAAAAAe4/wJxKgxcWFM0/s72-c/Palazzina-di-Caccia-di-Stupinigi-8-480x360.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-1945450431135704473</id><published>2011-11-22T21:06:00.000+01:00</published><updated>2011-11-22T21:06:11.092+01:00</updated><title type='text'>IN MOSTRA "IL QUIRINALE. DALL'UNITA' D'ITALIA AI NOSTRI GIORNI"</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-_i61eJN7r_s/TswAl8YknHI/AAAAAAAAAew/m-dNBNlAk-U/s1600/thumb250-700_dettaglio2_QUIRINALE-FOTO.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-_i61eJN7r_s/TswAl8YknHI/AAAAAAAAAew/m-dNBNlAk-U/s1600/thumb250-700_dettaglio2_QUIRINALE-FOTO.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #6f6f6f; font-family: Arial, 'Trebuchet MS', sans-serif; font-size: 12px; line-height: 17px;"&gt;(AGI) - Roma -&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;b style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #6f6f6f; font-family: Arial, 'Trebuchet MS', sans-serif; font-size: 12px; line-height: 17px; list-style-type: none; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: none; outline-width: initial; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; text-decoration: none;"&gt;Al Quirinale dal 30 novembre la mostra "Il Quirinale. Dall'Unita' d'Italia ai nostri giorni".&amp;nbsp;&lt;/b&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #6f6f6f; font-family: Arial, 'Trebuchet MS', sans-serif; font-size: 12px; line-height: 17px; text-align: justify;"&gt;Il 150° anniversario dell'Unificazione nazionale ha rappresentato l'occasione per un approfondimento storiografico e una riflessione sulle vicende storico-politiche e istituzionali che hanno segnato l'evoluzione dello Stato italiano. Il Palazzo del Quirinale costituisce l'espressione simbolica di un percorso complesso, che ha posto l'Unita' nazionale di fronte a prove durissime e a momenti di grave crisi, ma anche a significativi momenti di consolidamento dello Stato: edificato dai papi nel 1583, e' diventato nel 1870 residenza dei sovrani d'Italia e dal 1 gennaio 1948 e' sede della Presidenza della Repubblica. Il filo conduttore della mostra e' costituito dalla funzione di rappresentanza dell'Unita' nazionale che lo Statuto Albertino prima e soprattutto la Costituzione poi hanno conferito al Capo dello Stato, e dal modo in cui tale funzione e' stata interpretata e attuata dalle diverse personalita' che hanno ricoperto la piu' alta carica istituzionale della nazione. La mostra intende, da una parte, illustrare il patrimonio artistico, la politica di costante acquisizione di opere d'arte da parte dei sovrani di casa Savoia, e il successivo impegno dei Presidenti della Repubblica volto allo studio, al restauro, alla scoperta, alla gestione degli edifici, dei giardini e dei tesori d'arte custoditi nel Palazzo. Dall'altra, sotto il profilo storico-istituzionale, la riflessione parte dal ruolo svolto dai Savoia (e dalle consorti dei sovrani, in particolare dalla regina Margherita alla quale e' dedicata un'apposita sezione relativa alla sua Biblioteca conservata presso il Quirinale) per poi approfondire l'attivita' dei Presidenti della Repubblica. Verranno, dunque, presentati materiali e opere del Quirinale - quadri, libri e oggetti d'arte -, documenti di archivio e quotidiani, con largo uso di fotografie, registrazioni sonore e riprese cinematografiche e televisive.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #6f6f6f; font-family: Arial, 'Trebuchet MS', sans-serif; font-size: 12px; line-height: 17px; text-align: justify;"&gt;[...]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.agi.it/-appunti-darte/xx-mese-200x/notizie/titolo-dellarticolo205"&gt;http://www.agi.it/-appunti-darte/xx-mese-200x/notizie/titolo-dellarticolo205&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-1945450431135704473?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/1945450431135704473/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/11/in-mostra-il-quirinale-dallunita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/1945450431135704473'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/1945450431135704473'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/11/in-mostra-il-quirinale-dallunita.html' title='IN MOSTRA &quot;IL QUIRINALE. DALL&apos;UNITA&apos; D&apos;ITALIA AI NOSTRI GIORNI&quot;'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-_i61eJN7r_s/TswAl8YknHI/AAAAAAAAAew/m-dNBNlAk-U/s72-c/thumb250-700_dettaglio2_QUIRINALE-FOTO.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-1338993436010778490</id><published>2011-11-22T09:11:00.001+01:00</published><updated>2011-11-22T09:35:08.818+01:00</updated><title type='text'>IL REGNO DI SPAGNA FRA TRADIZIONE E PROGRESSO</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-hkXyVa3A6cc/TstZP-2JlOI/AAAAAAAAAeo/iZoYOObUY3U/s1600/el-rey-y-franco-ii-web.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="198" src="http://1.bp.blogspot.com/-hkXyVa3A6cc/TstZP-2JlOI/AAAAAAAAAeo/iZoYOObUY3U/s320/el-rey-y-franco-ii-web.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-hkXyVa3A6cc/TstZP-2JlOI/AAAAAAAAAeo/iZoYOObUY3U/s1600/el-rey-y-franco-ii-web.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black; font-family: Cambria, serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin-right: 67.9pt; text-align: center;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-hkXyVa3A6cc/TstZP-2JlOI/AAAAAAAAAeo/iZoYOObUY3U/s1600/el-rey-y-franco-ii-web.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em; text-align: center;"&gt;&lt;i style="color: black;"&gt;&lt;span style="font-family: Cambria, serif; font-size: 10pt;"&gt;di Gianluigi Chiaserotti&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Don Juan Carlos Víctor Maria de Borbón y Borbón nacque in Roma – ove la famiglia reale si trovava in esilio (in una casa sul Viale dei Parioli nei pressi di Piazza Santiago del Cile) – il 5 gennaio 1938 nella clinica Anglo-Americana (via Nomentana) e fu battezzato (26 gennaio) nella Cappella Magistrale del Sovrano Militare Ordine di Malta dall’allora Segretario di Stato Vaticano, cardinale Eugenio Pacelli (1876-1958) – il futuro Pio XII, ultimo Papa di una certa tradizione cattolica italiana.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Don Juan Carlos ebbe rispettivamente quali suoi padrino e madrina, lo zio Don Alfonso di Borbone (1901-1964), fratello della madre, e l’ava paterna Vittoria Eugenia di Battenberg (1887-1969), nipote della Regina Vittoria d’Inghilterra (1819-1901), consorte del Re Alfonso XIII (1886-1941). Erano altresì presenti la regina d’Italia, Elena di Savoia (1873-1952) ed il Gran Maestro del Sovrano Militare Ordine di Malta, Frà Ludovico Chigi Albani della Rovere (1866-1951).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Don Juan Carlos era figlio di Don Juan di Borbone (1913-1993), Conte di Barcellona, sesto figlio del Re Alfonso XIII e della già ricordata&amp;nbsp; Vittoria Eugenia di Battenberg, e di Maria de las Mercedes di Borbone delle Due Sicilie (1910-2000), figlia di Carlo, Infante di Spagna (1870-1949), e di Luisa d’Orlèans (1882-1958). &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Gli inizi della vita di Juan Carlos si hanno a Roma fino a quando (1942), causa la II Guerra Mondiale, la famiglia reale si trasferisce nella villa svizzera “&lt;i&gt;Les Rocailles&lt;/i&gt;” di Losanna sul lago Lemano.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Quindi i primi studi del futuro Re di Spagna furono al collegio “&lt;i&gt;de Rolle&lt;/i&gt;”, e, più tardi, al “&lt;i&gt;Villa San Giovanni&lt;/i&gt;” di Friburgo dei padri maristi, e precisamente la Congregazione Religiosa il cui nome ufficiale è “&lt;i&gt;Società di Maria&lt;/i&gt;”, fondata a Lione nel 1822 dal venerabile Giovanni Claudio Colin (1790-1875) ed approvata dal papa Gregorio XVI [Bartolomeo Alberto Cappellari (nato nel 1765), 1831-1846]. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Terminata la guerra, la famiglia reale si trasferì in Portogallo, ad Estoril, e il principe Juan Carlos proseguì i di lui studi preparatori sempre sotto la guida dei padri maristi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Fu per il particolare interessamento del generalissimo Francisco Franco y Bahamonde (1892-1975) e quindi per non “&lt;i&gt;perder ed contacto con la realidad&lt;/i&gt;” [“&lt;i&gt;&lt;u&gt;perdere il contatto con la realtà&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;” (spagnola)], come amava ripetere il padre del futuro Re, che il principe Juan Carlos si trasferì (1948) in Spagna.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il Principe sostenne l’esame ed entrò nell’istituto di San Isidoro per poi (1952) trasferirsi definitivamente a Madrid.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Terminati gli anni del liceo (1955), iniziò la sua formazione militare, e nelle tre armi (Esercito, Marina, Aviazione).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;La prima arma fu l’esercito nella Reale Accademia Militare di Saragozza e, tra i suoi insegnanti, figura una persona che sarà legata al suo futuro di Re: si tratta di Nicolás Cotoner y Cotoner, marchese di Mondéjar e Grande di Spagna (1905-1996), il quale sarà il Capo della Casa di Sua Maestà il Re al Palazzo della Zarzuela e la nobile figura di questo uomo è stata molto importante nella vita del Principe considerando lo stesso sempre come un padre.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Dopo l’esercito (1957) Juan Carlos entrò nella Scuola Navale di Marina quale guardiamarina (era di già tenente di fanteria) e si imbarcò sul “&lt;i&gt;Juan Sebastián Elcano&lt;/i&gt;” al fine di effettuare la pratica navale recandosi a Panama, nella Repubblica Dominicana, in Perù, in Colombia e, per finire, negli Stati Uniti, ove lo aspettava il padre per la visita ufficiale nel Nord America.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Terminata la preparazione navale, il principe Juan Carlos, con il grado di tenente di fregata, il 16 gennaio 1958 entrò nell’Accademia generale dell’Aviazione di San Javier con il grado di sottotenente dell’Aeronautica e conseguì il titolo di pilota militare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Conclusa anche codesta formazione militare, il Principe Ereditario tornò in Saragozza per un ulteriore completamento del periodo di pratica, ed il 10 dicembre 1959 ricevette i gradi di Tenente di Fanteria, di Tenente di Fregata e di Tenente di Aviazione. Otto anni dopo (1967) conseguì il grado di Capitano, e, nel 1969, ottenne il brevetto di pilota di elicotteri.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Conclusa quindi la dura, ma necessaria formazione militare, il futuro Re iniziò (1960) gli studi universitari. Fu così che, presso l’Università di Madrid, frequentò i corsi di Storia della Spagna, di Letteratura Spagnola, introduzione alla Filosofia ed al Diritto, Economia Politica e, quindi, Diritto Sociale e Diritto Pubblico. Poscia, nel 1961, studiò anche Diritto Internazionale, Finanza Pubblica, Amministrazione dello Stato ed applicazioni scientifiche ed industriali. A coronamento di tutto ciò, e, per sua particolare dedizione ma anche attaccamento alla realtà del di lui paese, effettuò diversi viaggi di studio e nelle varie regioni spagnole.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;A questo peregrinare per le varie regioni spagnole ed al contatto con la realtà, si deve aggiungere il lavoro che effettuò il Principe, dal 1963 al 1968, nelle varie branche della pubblica amministrazione: dal ministero delle opere pubbliche, a quello della giustizia, da quello dell’industria a quello della finanza pubblica. Questa sua attenta opera di studio e di lavoro non è paragonabile ad alcuno dei nostri politici italiani, i quali, il più delle volte, ascendono a cariche ministeriali estranee alla loro formazione culturale, mettendo in crisi l’intero paese. Ma questo pensiero non lo si deve per nulla paragonare ad un re, il quale, al di sopra delle parti per natura, opera solo e soltanto nell’interesse del paese e più volte Juan Carlos ce lo ha limpidamente confermato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Quindi il Principe era pronto a succedere al “&lt;i&gt;caudillo&lt;/i&gt;”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ciò avvenne il 22 luglio 1969, con il voto da parte delle Cortes - convocate in seduta plenaria e straordinaria - [491 (quattrocentonovantuno) voti a favore, 19 (diciannove) contrari e 9 (nove) astenuti], del testo della legge di successione con cui il generalissimo Franco propose il Principe quale futuro Re di Spagna.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Accettata la designazione, il 23 luglio, Juan Carlos di Borbone giurò dinanzi alle Cortes di compiere i suoi doveri costituzionali.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Nel suo nobile discorso, tra l’altro, disse: “(…)&lt;i&gt; la Monarchia puo’ e deve essere uno strumentoefficace come sistema politico se si sa mantenere un giusto e reale equilibrio dei poteri e si consolida nell’autentica vita del popolo spagnolo&lt;/i&gt;”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;La Gazzetta Ufficiale del 24 luglio 1969 pubblicò un Decreto del Capo dello Stato che conferì al Principe, a titolo onorifico, i gradi di generale di brigata di fanteria, contrammiraglio e generale di brigata aerea.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;I commenti alla designazione delle Cortes furono difformi e molto avversi al Principe: c’è chi lo chiamava “&lt;i&gt;Re Franchista&lt;/i&gt;”; “&lt;i&gt;Juanito il Breve&lt;/i&gt;”; chi “&lt;i&gt;lavare la faccia&lt;/i&gt;”, cioè rendere la dittatura più presentabile; chi “&lt;i&gt;il messia&lt;/i&gt;” perché il suo non poteva essere il regno di questa terra; oppure “&lt;i&gt;re di allevamento&lt;/i&gt;”, “&lt;i&gt;re prefabbricato&lt;/i&gt;”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Invece, il re ha stupito tutti ed è riuscito a porre le basi per quello che dovrà essere la monarchia nel Terzo Millennio dell’Era Cristiana.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il Principe sostituì, una prima volta nel 1974, Franco per una sua infermità. Eppoi lo fece una seconda volta il 30 ottobre 1975 in attesa del trapasso del Dittatore, avvenuto il 20 novembre.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il 22 novembre 1975, il principe Juan Carlos, con nuovo giuramento dinanzi alle Cortes, divenne Re di Spagna.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ed in quella occasione disse: “&lt;i&gt;Il Regno che noi abbiamo stabilito non deve nulla al passato&lt;/i&gt;”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;In questo discorso il Re di Spagna espresse le idee basilari del suo regno: ristabilire la democrazia; essere il Re di tutti gli spagnoli, senza alcuna eccezione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Questa transizione democratica iniziò con la legge della riforma della politica del 1976.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Nel maggio 1977, Don Juan di Borbone, genitore del Re di Spagna, rinunciò ai suoi diritti dinastici e glieli trasmise, così che divenne anche Capo della Real Casa di Spagna. Fu un atto molto apprezzato in quanto anche per la Corona ritornava la democrazia. Un mese dopo si celebrarono le prime elezioni libere dal 1936 ed il nuovo parlamento elaborò il testo dell’attuale Costituzione, confermata poi con referendum popolare il 6 dicembre 1978 e sanzionata con la firma del Re nella sessione solenne delle Cortes il 27 dicembre 1978.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Le elezioni del 1977 furono vinte dall’Unione Democratica di Centro di Adolfo Suárez González (1932- ), che rimase al governo fino al 1982, anno in cui le elezioni furono vinte dal Partito Socialista di Felipe González Márquez (1942- ), il quale governò fino al 1996, anno in cui ascese il Partito Popolare di José María Aznar López (1953- ), che governò fino al 2004, perdendo le elezioni dopo il vile attentato di Madrid del giorno 11 marzo 2004.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Successivamente fu Capo del Governo José Luis Rodríguez Zapatero (1960- ) del Partito Socialista, le cui scelte politiche le conosciamo e non sta a noi commentarle.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il regno del Re Juan Carlos è caratterizzato da numerose visite ufficiali nella totalità dei paesi del mondo e nei principali organismi internazionali, tanto a carattere universale, quanto regionale. A questo proposito è bene ricordare che nel corso dell’ennesimo viaggio nella Sua terra natale, l’Italia, dal 28 settembre al 2 ottobre 1998, ha avuto l’onore di essere il primo Capo di Stato straniero a leggere un discorso al Parlamento Italiano.&amp;nbsp; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Sua Maestà il Re ha dato anche impulso ad un nuovo stile nelle relazioni ispano-americane, evidenziando i segni della identità di una comunità culturale che si basa su una lingua comune con la necessità di porre in essere comuni iniziative e partecipare ad adeguate formule di cooperazione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il Re di Spagna ha posto sempre in evidenza la vocazione europea della Spagna insita nella sua tradizione e nella sua storia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Per queste sue doti di grande democrazia e vocazione europeista, il Re ha ricevuto numerosi premi internazionali, tra cui il prestigioso Premio “&lt;i&gt;Carlo Magno&lt;/i&gt;” in Acquisgrana il 20 maggio 1982.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il Re è anche molto attento al mondo intellettuale ed alla sua capacità di innovazione e per questo detiene l’Alto Patronato delle Reali Accademie e mantiene un assiduo contatto con tutti gli ambiti culturali ed in particolare con l’Università. Egli stesso è stato insignito di una trentina di “&lt;i&gt;Lauree honoris causa&lt;/i&gt;” in prestigiose università spagnole e straniere.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il Re di Spagna è anche presidente onorario di diverse fondazioni e, propriamente per questo, favorisce personalmente la creazione e lo svolgimento di nuove tecnologie nel suo Paese, ed invoglia numerose iniziative nell’ambito dell’economia, dell’impresa e della ricerca: sono le avanguardie sociali e lo svolgimento della convivenza spagnola nelle sue più svariate manifestazioni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;La Costituzione stabilisce che il Re ha il comando supremo delle Forze Armate. E’ proprio per attuare l’esercizio della sua funzione che il Re, una volta all’anno, riunisce le tre armi nella “&lt;i&gt;fiesta de la Pascua Militar&lt;/i&gt;”, presiedendo la cerimonia di consegna dei diplomi nelle Accademie e Scuole Superiori Militari, visitando numerose unità ed assistendo alle loro manovre ed esercitazioni. Anche tutto questo è proprio ed insito in un Capo di Stato, come un Re, che sente la sua nazione viva e vicina alla sua persona.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Sua Maestà il Re è anche un grande appassionato di sport, specialmente di sci e di vela. Anche in questo, Egli sostiene la pratica sportiva come scuola di formazione per la vita sociale. La costante presenza del Re e della Famiglia Reale è un grande stimolo alle squadre olimpiche spagnole.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ciò si vide linearmente e limpidamente anche durante i Giochi Olimpici di Barcellona del 1992.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Juan Carlos di Borbone ha sposato (Atene 14 maggio 1962) Sofia di Grecia (Psychiko 2 novembre 1938- ), figlia del Re Paolo (1901-1964) e della Regina Federica di Hannover (1917-1981).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;A proposito della Regina Sofia, in Spagna ci si diverte spesso a ricordare quanti sovrani vi siano tra i Suoi antenati, e precisamente: due imperatori di Germania, sette zar di Russia, otto re di Danimarca, cinque re di Svezia, un re ed una regina di Norvegia, una regina di Inghilterra e cinque re di Grecia.&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Dal&amp;nbsp; matrimonio di Juan Carlos e Sofia sono nati: - &lt;b&gt;&lt;i&gt;Infanta Doña Elena&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; (&lt;i&gt;María Isabel Dominica de los Silos de Borbón y Grecia&lt;/i&gt;) (Madrid 20 dicembre 1963- ), duchessa di Lugo, la quale ha sposato (Siviglia 18 marzo 1995) Don Jaime de Marichalar y Sáenz de Tejada (Pamplona 7 aprile 1963- ) e dal loro matrimonio sono nati, a sua volta, Felipe Juan Froilán (&lt;i&gt;de Todos los Santos de Marichalar y Borbón&lt;/i&gt;)&amp;nbsp; (Madrid 17 luglio 1998- ) e Victoria Federica (&lt;i&gt;de Todos los Santos de Marichalar y Borbón&lt;/i&gt;) (Madrid 9 settembre 2000- ); &amp;nbsp;- &lt;b&gt;&lt;i&gt;Infanta Doña Cristina&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; (&lt;i&gt;Federica Victoria Antonia de la Santísima Trinidad de Borbón y Grecia&lt;/i&gt;) (Madrid 13 giugno 1965- ), duchessa di Palma di Maiorca, la quale ha sposato (Barcellona 4 giugno 1997) Iñaki Urdangarín Liebaert (Zumárraga, Guipúzcoa 15 gennaio 1968- ) e dal loro matrimonio sono nati, a sua volta, Juan Valentín (&lt;i&gt;de Todos los Santos Urdangarín y Borbón&lt;/i&gt;)&amp;nbsp; (Barcellona 29 settembre 1999- ), Pablo Nicolás (&lt;i&gt;de Todos los Santos Urdangarín y Borbón&lt;/i&gt;) (Barcellona 6 dicembre 2000- ), Miguel&amp;nbsp; (&lt;i&gt;de Todos los Santos Urdangarín y Borbón&lt;/i&gt;) (Barcellona 30 aprile 2002- ) ed Irene (&lt;i&gt;de Todos los Santos Urdangarín y Borbón&lt;/i&gt;) (Barcellona 5 giugno 2005- ); - &lt;b&gt;&lt;i&gt;Felipe, Principe delle Asturie ed Erede al Trono di Spagna&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; (&lt;i&gt;Juan Pablo Alfonso y de la Santísima Trinidad de Todos los Santos de Borbón y Grecia) &lt;/i&gt;(Madrid 30 gennaio 1968- ), il quale ha sposato (Madrid 22 maggio 2004) Letizia Ortiz y Rocasolano (Oviedo 15 settembre 1972- ) e dal loro matrimonio sono nate, a sua volta, l’Infanta Leonor (&lt;i&gt;de Borbón Ortiz&lt;/i&gt;) (Madrid 31 ottobre 2005- ), erede al trono, e&amp;nbsp; l’Infanta Sofia (&lt;i&gt;de Borbón Ortiz)&lt;/i&gt; (Madrid 29 aprile 2007- ). &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ed ora mi sia permessa qualche riflessione personale e concludere con qualche pensiero sul re e sulla corona in genere.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Come si diceva poc’anzi, Juan Carlos di Borbone, appena asceso al trono, iniziò un’attenta e doviziosa opera di mediazione che solo un re, per sua innata dedizione, puo’ operare nel placare gli animi e risolvere le discordie.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;E’ riuscito a conquistare repubblicani convinti che Gli rinnovano in continuazione la loro fedeltà quale garante della democrazia e della libertà. Il lungo periodo di governo dei socialisti di Felipe González ne è il limpido esempio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;L’esempio della Spagna ci deve far, e non poco, riflettere; infatti constatiamo giornalmente l’attualità di questa forma di governo e non possiamo che inchinarci dinanzi ad un Re così moderno, così attuale e così volto al vero futuro dell’Europa che desideriamo e che non riusciamo a vedere unita e sovranazionale&amp;nbsp; come nei gloriosi tempi cristiani di Filippo II (1556-1598) e, più tardi, del Principe Eugenio di Savoia (1663-1736).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: 3.0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Fu però questa visione dell’Europa che si concretizzò nel 1989 con la caduta di regimi estranei che da oltre quarant’anni imperversavano nell’europeissimo est europeo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: 3.0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ed ecco che si torna a parlare di Monarchia: di sentimenti tradizionali, di interesse per le nobili figure dei Re: Michele per la Romania, Simeone per la Bulgaria, Wladimiro per la Russia, Otto d’Absburgo per l’Ungheria. Si torna a parlare di Monarchia nei paesi che, fino al 1918, erano il cuore dell’Europa tradizionale e sopranazionale. Solo in Italia si continua ad addurre ai Savoia colpe, se di colpe di deve parlare, che furono di altri. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Perché coloro che hanno redatto la Costituzione Europea - solennemente sottoscritta a Roma il 29 ottobre 2004 - non hanno tenuto conto nel c.d. “Preambolo” di questi valori? I valori cristiani e tradizionali che hanno rappresentato, che rappresentano e che rappresenteranno il nostro Continente. Valori che poi sono gli stessi da Lepanto (dal greco “Ναύπακτος”) in poi, che fu, tra l'altro, un’idea spagnola.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Quindi i trentasei anni di regno del Re Juan Carlos I siano la “&lt;i&gt;novità nella nella continuità&lt;/i&gt;” di una tradizione che ciascuno di noi prova e che con nessuno vuole dividere.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Scrissi, il 5 gennaio 1983, su “&lt;i&gt;Il Giornale d’Italia&lt;/i&gt;”&amp;nbsp; per il quarantacinquesimo genetliaco del Re di Spagna: “&lt;i&gt;(…) ha successo per una virtù molto importante che pochi vogliono possedere: la modestia!&lt;/i&gt;”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Disse il Re, a pochissime ore dal tentato golpe del 23 febbraio 1981: “&lt;i&gt;(…) La Corona, simbolo della permanenza e dell’unità della Patria, non puo’ tollerare alcuna forma di azioni od atti di persone che pretendono di interrompere il processo democratico che la Costituzione votata dal popolo spagnolo determinò nel giorno del referendum&lt;/i&gt;”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;La figura, la personalità, il modo di regnare del Re Juan Carlos, quale modello per il Terzo Millennio dell’Era Cristiana, li continuiamo ad apprezzare, ed anche molto spesso.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: 85.0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Un singolare episodio è senza dubbio quello del 10 novembre 2007, nel corso di una conferenza ispano-americana di cooperazione a Santiago del Cile. Alle degenerazioni mentali ed alle offese del presidente venezuelano Hugo Chávez nei confronti di Aznar, quale predecessore di Zapatero, il Re lo ha senza mezzi termini apostrofato [“&lt;i&gt;(…) Perché non taci?&lt;/i&gt;”], eppoi si è alzato e se ne è andato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;E l’ulteriore esempio che un Re è sempre al di sopra delle parti contro il grigiore e l’inutilità di certi personaggi anche se ai dittatori di sinistra tutto è possibile perché loro dicono di essere l’espressione del popolo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ma questo è, senza dubbio, anche un doveroso omaggio alla memoria delle nostre Tradizioni, che ci ha dato illuminati esempi di vita, di civiltà, di libertà, di prosperità, una Patria unita, un’Europa libera, e che &lt;b&gt;&lt;i&gt;propriamente e sicuramente&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; le monarchie l’hanno rappresentata, la rappresentano e la rappresenteranno.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-1338993436010778490?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/1338993436010778490/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/11/il-regno-di-spagna-fra-tradizione-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/1338993436010778490'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/1338993436010778490'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/11/il-regno-di-spagna-fra-tradizione-e.html' title='IL REGNO DI SPAGNA FRA TRADIZIONE E PROGRESSO'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-hkXyVa3A6cc/TstZP-2JlOI/AAAAAAAAAeo/iZoYOObUY3U/s72-c/el-rey-y-franco-ii-web.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-1589155910916537604</id><published>2011-11-09T22:29:00.001+01:00</published><updated>2011-11-09T22:29:21.518+01:00</updated><title type='text'>EMANUELE FILIBERTO DI SAVOIA “TESTA DI FERRO”</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-H7IlzT_QZIA/TrrwcpToZ_I/AAAAAAAAAeg/RPZd2-t4HyM/s1600/244px-Emanuelo_Filiberto_de_Savojo.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://1.bp.blogspot.com/-H7IlzT_QZIA/TrrwcpToZ_I/AAAAAAAAAeg/RPZd2-t4HyM/s320/244px-Emanuelo_Filiberto_de_Savojo.jpg" width="223" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="text-align: center;"&gt;&lt;u&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;(1528-1580)&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;di Gianluigi CHIASEROTTI&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: 3.0cm; text-align: justify; text-indent: 36.85pt;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoHeading7" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 0cm; margin-right: -2.7pt; margin-top: 0cm; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Nell’accingerci a tracciare una biografia di Emanuele Filiberto di Savoia, detto “&lt;i&gt;Testa di Ferro&lt;/i&gt;”, è utile quindi necessario svolgere o tantomeno cercare di svolgere un quadro introduttivo sul periodo che prendiamo in esame, cioè dal 1528 al 1580 relativamente al Duca di Savoia, ma complessivamente per i sostanziali e non poco fondamentali mutamenti europei del periodo rinascimentale; anche perché l’importanza storica del Savoia non è solo per la rifondazione dello Stato Sabaudo, ma anche e soprattutto per la politica europea del secolo XVI.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Dopo codesto analitico e molto sintetico “&lt;i&gt;excursus&lt;/i&gt;” si darà un breve cenno al Duca Carlo III, padre del Nostro, che rispecchia anch’egli l’evoluzione del tempo, con poscia la susseguente riscossa morale, bellica e politica della personalità del “&lt;i&gt;Testa di Ferro&lt;/i&gt;”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il Rinascimento è, indubbiamente, un secolo di svariate riforme sia civili, sia militari, sia che religiose. Vediamole.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;La riforma protestante di Martin Lutero (1483-1546); lo scisma c. d. “&lt;i&gt;d’Occidente&lt;/i&gt;” provocato dall’allora Re d’Inghilterra Enrico VIII Tudor (1491-1547) per sposare Anna Bolena (1507-1536) [lo scisma si ebbe in quanto il Papa non volle concedere l’annullamento al matrimonio tra il Re e&amp;nbsp; Caterina d’Aragona (1485-1530); matrimonio per il quale c’era di già dovuto l’intervento papale in quanto costoro erano cognati]; la controriforma cattolica – artefici della quale furono i gesuiti con il loro fondatore: Sant’Ignazio de Loyola (1491-1556); la nascita del pontificio Tribunale dell’Inquisizione; il Concilio di Trento; la controriforma in Italia ed in Spagna; l’ascesa al trono di un “&lt;i&gt;astro illuminato&lt;/i&gt;” come Filippo II d’Absburgo (1527-1598); e, da ultimo, la Battaglia di Lepanto, alla quale si darà un brevissimo ricordo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;In questo quadro sommario perché vasto, si deve anche inserire il fattore principale e portante di tutto il secolo: e cioè la lotta per il dominio sull’Italia delle maggiori potenze europee. Lotta che possiamo dividere in tre ampie fasi, e precisamente:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 0cm; margin-right: -2.7pt; margin-top: 0cm; mso-list: l1 level1 lfo1; tab-stops: list 54.0pt; text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;a)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;prima fase (1494-1516) – contraddistinta dagli sforzi della Francia al fine di imporre la propria egemonia sull’Italia, in conflitto con l’Impero, la Spagna, la Confederazione Elvetica e Venezia. Fase che si chiude lasciando insediate la Francia a Milano e la Spagna a Napoli – &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 0cm; margin-right: -2.7pt; margin-top: 0cm; mso-list: l1 level1 lfo1; tab-stops: list 54.0pt; text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;b)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;seconda fase (1516-1530) – aperta dalla ascesa di Carlo V (1500-1558) ai troni di Spagna e del Sacro Romano Impero, è contraddistinta dagli sforzi della Francia per reagire all’accerchiamento politico da parte degli Absburgo e termina con la vittoria dello stesso Carlo V e lo stabilirsi dell’egemonia absburgica sull’Italia –&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 0cm; margin-right: -2.7pt; margin-top: 0cm; mso-list: l1 level1 lfo1; tab-stops: list 54.0pt; text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;c)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;terza fase (1530-1559) – contraddistinta dall’allargarsi del conflitto dall’Italia all’Europa intera e dall’ingresso nella lotta per l’Italia di nuovi fattori, come l’impero Ottomano ed i principi luterani della Germania e si conclude con la riaffermazione del predominio spagnolo sull’Italia e la divisione delle due corone della Spagna e dell’Impero.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Culmine e quindi definitiva fu la pace di Cateau-Cambresis (1559) tra i francesi e gli spagnoli, dalla quale – per quello che ci interessa – venne restituito, come vedremo in dettaglio, il Ducato di Savoia ad Emanuele Filiberto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Un accenno a Carlo III di Savoia, padre del Nostro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Seppur non sprovvisto di intelligenza e desideroso di affermare la sua volontà, Carlo III (1486-1553) ebbe la sfortuna di guidare lo Stato nel periodo più calamitoso delle lotte tra Francia e Spagna. Il Duca cercò di appoggiarsi al cognato Carlo V [in quanto il di lui fratello Filiberto II di Savoia (1480-1504) aveva sposato, in seconde nozze, Margherita d’Austria (1480-1530)], dal quale ebbe in dono la contea di Asti (1530), dono destinato a creare una rottura irreparabile fra la Savoia e la Francia. Quindi Francesco I (1494-1547), re di Francia, per rappresaglia (1536), iniziò l’occupazione degli stati sabaudi, i quali divennero d’ora in poi campo di lotta degli eserciti spagnolo e francese, mentre il Duca Carlo III rimase con Nizza e qualche altra terra piemontese.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Dalla consorte Beatrice del Portogallo (+1538), il Duca ebbe nove figli, dei quali il terzogenito fu Emanuele Filiberto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Emanuele Filiberto, decimo Duca di Savoia [il primo fu Amedeo VIII (1383-1451), al quale l’imperatore Sigismondo di Lussemburgo (1368-1437), re di Ungheria e di Boemia, imperatore del Sacro Romano Impero, (1416) elevò la contea in Ducato], nacque in quel di Chambéry il giorno 8 luglio 1528.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Emanuele ebbe, da bambino, scarso vigore fisico; debole e delicato come era fu destinato alla carriera ecclesiastica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Della prima giovinezza del Duca si sa ben poco; nel 1530 fu portato in Bologna e presentato al papa Clemente VII (Giulio de’ Medici, 1478-1534). La sua educazione si svolse in Italia e la si adeguò ai modi ed agli spiriti italiani. Fu poi tenuto per cinque anni in Torino; poi un anno tra Vercelli e Milano (1536), quindi, per sette anni, con la madre in quel di Nizza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ma ecco la svolta della vita di Emanuele Filiberto. Nel 1535 morì il fratello maggiore Ludovico (1523-1536) ed Emanuele divenne principe ereditario e la di lui educazione, nella quale ebbe parte rilevante la madre, fu affidata ad Aimone di Ginevra, Barone di Lullin e per le lettere a Giacomo Bosio, storico dell’Ordine di Malta. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Gli esercizi ginnici e la vita militare valsero ad irrobustirne il corpo debole, mentre lo studio ne rinvigorì lo spirito con una buona cultura storica, matematica e scientifica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Gli avvenimenti della sua giovinezza, la lotta tra Francia e Spagna che tormentò lo Stato Sabaudo ed il debole governo del padre portando il tutto alla rovina, esercitarono – come si diceva poc’anzi – una grande influenza sulla formazione dell’animo di Emanuele Filiberto. Morta la madre (1538) egli vide ancor di più il padre ridotto in miseria e privato dei suoi domini. Riuscite alquanto vane le proteste, il Duca di Savoia, cresciuto nella sventura e nutrito di tante vane speranze nonché esperienze, prese la drastica risoluzione di mettersi dalla parte imperiale. Appena diciassettenne, assunto quale sua divisa il motto “&lt;i&gt;spoliatis arma supersunt&lt;/i&gt;”, si recò in Worms al fine di essere preso da Carlo V al di lui servizio e svolse la sua brillante carriera militare nel corso di dodici anni, e precisamente dal 1547 al 1559.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Emanuele Filiberto partecipò alla guerra di Carlo V contro i protestanti tedeschi e combattè per la presa di Ingolstadt (1546); eseguì gli ordini di Maurizio di Sassonia (1521-1553) e dell’Imperatore con tale rapidità e precisione nella battaglia di Mühlberg (1547) che allo stesso si attribuì una piccola parte del merito della vittoria che distrusse i protestanti della Lega Smalcadica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Dopo un periodo di tregua, dal 1547 al 1551 Emanuele Filiberto accompagnò in Spagna l’Infante Filippo II, con il quale strinse sincera amicizia, per quanto lo consentiva l’indole chiusa del re e partecipò alla difesa di Barcellona contro un attacco marittimo francese (1551) tentato di sorpresa dall’ammiraglio Leone Strozzi (1515-1574). Nel&amp;nbsp; 1552 il Duca di Savoia prestò servizio per qualche mese sotto Ferrante Gonzaga (1507-1557)&amp;nbsp; nella guerriglia tra spagnoli e francesi di Carlo de Cossé, conte di Brissac (ca. 1505-1563)&amp;nbsp; in Dronero, in Bra, in Verzuolo ed in Saluzzo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ma Emanuele non andava per nulla d’accordo con il Gonzaga, invidioso – sembra – del suo giovane collega, e, colta la prima occasione, il Duca di Savoia ritornò in Germania.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ma, tuttavia, questa decisione non fu presa solo per ragioni personali; il Duca comprese che le sorti dell’Europa si sarebbero decise fuori dell’Italia e difatti i campi di battaglia principali furono la Lorena e le Fiandre.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Egli prese parte all’assedio di Metz e, nell’aprile 1553 ed in tutto l’anno seguente, fu nominato capitano generale dell’esercito imperiale nella guerra di Fiandra; anche nel 1557 e nel 1558 ebbe nuovamente il medesimo incarico.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Quindi lo studio, la preparazione militare, il contatto con grandi generali ed uomini di stato affinarono le sue concezioni politiche e militari e lo portarono ai successi che abbiamo appena visto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il piano strategico studiato ed ideato dal Duca di Savoia contro la Francia fu semplicissimo. Poiché il Duca di Guisa aveva portato in Italia il maggior sforzo francese, si doveva approfittarne per raccogliere rapidamente ed in seguito un forte esercito con il quale il Savoia condusse fino in fondo la guerra in Fiandra ed in Francia. Costrinse, per di più, Enrico II (1519-1559) a dividere le sue scarse forze tenendolo nell’incertezza sugli obiettivi che si volevano raggiungere ed anche con una dimostrazione nella regione della Champagne. Gettatosi allora su San Quintino, che dominava il principale nodo stradale fra la Fiandra, lo Hainaut e Parigi e, impadronitosi della fortezza (2-27 agosto 1557), nella omonima battaglia (10 agosto 1557), rifulsero e brillarono tutte le recondite doti militari del Duca di Savoia, il quale – dopo la brillante vittoria – propose, ma invano, di muovere, con parte dell’esercito, su Lione e, con il grosso delle soldatesche, su Parigi, sicuro che nessuno avrebbe potuto impedirgli l’occupazione della capitale nemica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;La vittoria ebbe luogo, come abbiamo visto, il 10 agosto, giorno di San Lorenzo, e per questa, Filippo II fece erigere lo “&lt;i&gt;Escorial&lt;/i&gt;” – il “&lt;b&gt;&lt;i&gt;Πανθήον&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;” spagnolo – a forma di graticola in quanto il detto Santo fu martirizzato su di uno strumento di supplizio chiamato “&lt;i&gt;graticola&lt;/i&gt;” (conservata nella per insigne Basilica romana di San Lorenzo in Lucina, tanto cara alla Real Casa di Savoia) identico a preciso a quello usato per la carne.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ma torniamo al Duca Emanuele Filiberto di Savoia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;La ricordata vittoria&amp;nbsp; fu possibile in quanto il Duca abbandonò i criteri militari tradizionali per l’arte della guerra moderna. Il fattore nuovo consiste nell’aver saputo costringere il nemico a combattere contro la sua volontà, nell’aver concepito l’azione come diretta all’annientamento anziché alla vigilanza ed all’allontanamento dell’avversario secondo le usanze e le tecniche temporeggiatrici dell’arte della guerra del Rinascimento.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Quando si concluse tra Francia e Spagna la pace di Cateau-Cambresis, lo sforzo del “&lt;i&gt;Testa di Ferro&lt;/i&gt;” fu teso a persuadere Filippo II ed i suoi consiglieri che solo e soltanto con la ricostituzione dello Stato Sabaudo si poteva giungere ad una pace duratura e quindi equilibri duraturi, i quali avrebbero assicurato i domini ispano-imperiali in Italia, ponendo in evidenza la coincidenza degli interessi spagnoli con quelli sabaudi. Durante le trattative di pace sulla questione appunto della restituzione del Piemonte e su quella di Calais, la lotta diplomatica fu aspra e le trattative corsero più volte di naufragare. Conclusa la pace (3 giugno 1559), ad Emanuele Filiberto venivano restituiti quasi tutti i suoi territori, dei quali egli veniva riconosciuto, da ambo le parti, signore amico, ma indipendente e neutrale: fatto importante questa neutralità, che fu la base di tutta la politica posteriore del Duca. Venivano meno, tuttavia, sette località importanti alla restituzione, di cui cinque tenute ancora dai francesi: Chieri, Pinerolo, Villanova d’Asti, e soprattutto, Torino in attesa che fossero esaminati i pretesi diritti del Re di Francia sui domini sabaudi; e due spagnoli: Asti e Vercelli, che avrebbero dovuto essere lasciate entro tre anni. Se il trattato ridava le terre di già occupate dai due contendenti, non restituiva, però, quelle che durante la contesa o si erano staccate dal dominio dei Savoia come Ginevra, o erano state occupate dagli svizzeri di Berna, di Friburgo e del Vallese. Inoltre al Duca era restituito un paese disorganizzato, immiserito, spopolato, diviso da lotte religiose (valdesi), da varietà di ordinamenti e di ambizioni di signorotti e città. Un paese bisognoso di assoluta tranquillità e di ordine. Stretto tra Francia e Spagna, le due maggiori potenze europee e da tutte e due agonato, insidiato, senza fortificazioni e per di più spezzato in due parti dalla barriera delle Alpi. Perduta Ginevra e data la nuova potenza alla Francia, la capitale non poteva più essere Chambéry e la si trasferì in Torino.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ma tutto era da rifare in quello Stato rovinato da tanti anni di guerra, con le città diroccate, scomparse le industrie, rovinati i commerci, la popolazione ridotta a&amp;nbsp; 900.000 abitanti in Piemonte ed a 500.000 nella Savoia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;La neutralità proclamata nel trattato di pace era condizione necessaria di vita ed Emanuele Filiberto fece un continuo sforzo per evitare che tra Spagna e Francia scoppiasse una nuova guerra, persuaso che se doveva scoppiare era interesse savoiardo che essa riprendesse il più tardi possibile. Gli obiettivi che la realtà pose innanzi al Duca furono codesti: recupero delle terre ribelli od occupate dagli svizzeri; abbandono delle terre presidiate dai Francesi e dagli Spagnoli; riorganizzazione dello Stato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Emanuele Filiberto tentò di riavere Ginevra per volontaria dedizione degli abitanti (1560); ma nulla avendo ottenuto, pensò di costituire una lega sabaudo-franco-ispano-papale al fine di sottomettere nuovamente, e con la forza, quelle terre; ma egli vide subito sia Francia che Spagna ostili ad un ingrandimento territoriale e venne meno, quindi, la possibilità dell’impresa. Parimenti difficili furono le trattative all’avvicinarsi dello scadere del triennio stabilito nella pace per la liberazione del territorio dall’occupazione straniera.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;In tutte queste delicate trattative il Duca ebbe l’efficace ausilio della consorte Margherita (1523-1574), sorella del Re di Francia, da lui sposata secondo gli accordi stabiliti dal trattato medesimo. Donna di eccezionali doti intellettuali e morali che gli assicurò anche la continuazione della Dinastia con la nascita, il 12 gennaio 1562, di Carlo Emanuele (1562-1630). Ma la controversia ebbe rapida soluzione per via dello scoppio delle guerre di religione in Francia. Il “&lt;i&gt;Testa di Ferro&lt;/i&gt;” riuscì, quindi, a staccare dai francesi Torino, Chivasso, Chieri e Villanova d’Asti, lasciandogli ancora Pinerolo con Savigliano e Perosa, con la speranza che, ridotta l’occupazione francese, Filippo II restituisse Asti e Santhià, che gli spagnoli tenevano anziché di Vercelli, ma ne ebbe un rifiuto. Solamente nel 1574 il Duca di Savoia riuscì a farsi restituire dal Enrico III (1551-1589) anche quelle terre, il che costrinse gli spagnoli ad andarsene, benché a malincuore. In codesta situazione Emanuele pensò di rafforzarsi cercando degli alleati; poiché poco vi era da sperare sugli stati italiani, entrò quindi in successive trattative con gli svizzeri.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Forte di questo appoggio svolse un’azione più ferma di fronte alle due potenze rivali e per ottenere l’abbandono completo delle milizie straniere ingrandì lo Stato con acquisti e cessioni come Oneglia acquistata dai Doria e la Contea di Tenda. Riaffermò i suoi diritti su Saluzzo e sul Monferrato, dando maggiore unità allo Stato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;In questo periodo su creato un nuovo motto: “&lt;i&gt;pugnando restituit rem&lt;/i&gt;”!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Internamente il Ducato fu dal Filiberto ricostituito sui seguenti punti: armi nazionali, severa politica finanziaria, e giustizia imparziale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ma per attuare importanti e radicali riforme era necessario un forte potere accentrato e quindi Emanuele Filiberto pose da parte la mediovale istituzione degli “&lt;i&gt;Stati e Congregazioni Generali&lt;/i&gt;”, la quale – più che di aiuto – serviva ad inceppare, per via dei privilegi di casta, il potere centrale. Si ebbe così un potere assoluto che fu esercitato al fine di rendere rispettata la giustizia da ogni ordine di cittadini e quindi ordinata l’amministrazione, promovendo l’agricoltura, risvegliando le industrie, dando nuovo incremento agli studi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Cure particolari furono rivolte dal Duca alla difesa dei suoi domini, restaurando vecchie fortezze e provvedendo ad opere fortificate nuove, impiantando fabbriche d’armi, ma soprattutto dotando lo Stato di un saldo esercito nazionale, rompendo risolutamente e drasticamente con la tradizione mercenaria e con gli usi delle monarchie del tempo, quando gli eserciti erano composti di individui pagati, senza distinzione di nazione e di età. Questa la struttura militare: l’esercito sabaudo era composto di circa 36.000 uomini dai 18 ai 50 anni, e di milizie cittadine, valligiane ed alpine:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 0cm; margin-right: -2.7pt; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo2; tab-stops: list 54.0pt; text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;a)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;quattro squadre di località (c. d. parrocchie) formavano una centuria;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 0cm; margin-right: -2.7pt; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo2; tab-stops: list 54.0pt; text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;b)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;quattro centurie contigue erano una compagnia, la quale si radunava almeno una volta al mese;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; margin-bottom: 0cm; margin-left: 0cm; margin-right: -2.7pt; margin-top: 0cm; mso-list: l0 level1 lfo2; tab-stops: list 54.0pt; text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;c)&lt;span style="font: 7.0pt &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;;"&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;sei compagnie formavano un colonnellato con un raduno almeno quattro volte all’anno.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;La cavalleria, invece, era strettamente della nobiltà, la quale conservò – con qualche restrizione – i suoi privilegi ma non l’obbligo del servizio militare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Emanuele Filiberto riordinò sia l’Ordine di San Maurizio, unendovi quello di San Lazzaro contro gli infedeli (con l’ipotesi, poi declinata, di trasformarlo in una milizia marinara), così come fece Cosimo I (1519-1574) in Toscana con quello di Santo Stefano, sia che quello della Santissima Annunziata.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Possedendo Nizza, Villafranca ed Oneglia, il Duca si interessò, per via marina, contro i pirati che infestavano il Mediterraneo ed anche perché non voleva restar fuori dalle grandi potenze. Tra i suoi collaboratori emerge Andrea Provana di Leynì (1511-1590) - primo cavaliere dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata di Casa Provana ed antenato del Segretario per l’Araldica del Re Umberto II (1904-1983) Umberto Provana di Collegno (1906-1991) a sua volta insignito del Supremo Ordine – primo Ammiraglio di Casa Savoia, il quale partecipò, rimanendo ferito, alla gloria di Lepanto (dal greco “&lt;b&gt;&lt;i&gt;Ναύπακτος&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;”) e di cui scrisse una dettagliata relazione che è tra le più importanti che si conoscono.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; tab-stops: 396.0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Emanuele Filiberto si adoperò per una completa e sistematica revisione degli statuti della sua casa non più impedito dalle opposizioni dei comuni, dei feudatari delle Congregazioni Generali. Rinnovò il diritto penale; istituì due Senati: uno in Savoia e l’altro in Piemonte; riordinò il Consiglio di Stato e la Camera dei Conti; riorganizzò la finanza in Piemonte e questo risanamento finanziario lo si cercò di conseguire tanto col severo controllo dell’amministrazione dello Stato, quanto con i rimaneggiamenti diretti a ripartire i pesi fiscali con minore sperequazione (una parola molto di attualità) di quella che era generalmente in uso nel tempo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; tab-stops: 396.0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Vennero costruiti nuovi canali; si abolì, seppur gradualmente, la servitù della gleba; si aprirono filande di seta in Vercelli, Torino e Chambéry ed il relativo sviluppo della lana, dei tessuti, della tintura della seta, del filo, del sapone, della carta e dell’arte dei fustagni (Biella).&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; tab-stops: 396.0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Vissuto Emanuele Filiberto, in tempi di gravi lotte religiose, quando Piemonte ed Alta Savoia erano pervasi dall’eresia, ebbe tra i di lui scopi quello di ricostituire l’unità cattolica del suo dominio, sia per convinzione religiosa, sia che per ragione di Stato.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; tab-stops: 396.0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Nell’aspirare a ristabilire il dominio sabaudo su Ginevra, Emanuele pensò ad un accordo con Roma ed alla formazione di una lega cattolica, inducendosi a perseguitare i riformati. Sostenne una lunga azione contro i valdesi, trovando valida resistenza (1560-1561); poscia, persuaso anche dalla consorte più incline a tolleranza religiosa, concesse loro (accordo di Cavour del giugno 1561) libertà di culto entro le valli e di coscienza fuori le valli. Vennero quindi prese severe misure contro altri protestanti, ma poi per codesti il Savoia concesse liberà di coscienza con, naturalmente, la proibizione del culto. Al medesimo tempo si occupò molto del miglioramento del clero cattolico e favorì l’applicazione dei decreti di riforma del Concilio di Trento, tenendosi in relazione con San Francesco di Sales (1567-1622) e San Carlo Borromeo (1538-1584), appoggiando anche la Compagnia di San Paolo e quella di Gesù. Ma il Duca tutelò gli interessi e la sovranità dello Stato anche sul terreno ecclesiastico. Ottenne dal Papa Gregorio XIII (Ugo Boncompagni, 1572-1585) la conferma dell’indulto del 1471 del Papa Nicolò V (Tommaso Parentucelli, 1447-1455) che era stato uno dei compensi per la rinuncia da parte del Duca Amedeo VIII di Savoia al pontificato quale XXXII ed ultimo antipapa della Storia con il nome di Felice V. Tale indulto stava nel fatto che il Papa doveva consultarsi con il Duca per la nomina dei vescovi e degli abati; mentre per entrare in possesso dei benefici occorreva il “&lt;i&gt;placet&lt;/i&gt;” ducale. Inoltre spettava al fisco l’amministrazione dei benefici vacanti e fu controllata, come in Toscana, l’attività dell’Inquisizione Romana.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; tab-stops: 396.0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Emanuele Filiberto di Savoia morì quando non aveva ancora compiuto la sua complessa opera; era il 30 agosto 1580. La sua fibra debole nell’infanzia e nell’adolescenza, rafforzata poi nella vita militare, si affievolì in venti anni di intensa attività pubblica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; tab-stops: 396.0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;E’ sepolto nella Cappella della Santa Sindone in Torino.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; tab-stops: 396.0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Dalla consorte, abbiamo visto che ebbe Carlo Emanuele, suo successore. Ma ebbe anche sette figli da unioni morganatiche, e precisamente: uno ciascuna da Lucrezia Proba, da una certa di cognome Doria e da un’ignota; due figli rispettivamente da Laura Crevola e Beatrice Langosco.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; tab-stops: 396.0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Vediamo cosa hanno detto o scritto di Emanuele Filiberto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; tab-stops: 396.0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il grande storico piemontese Francesco Cognasso (1886-1986) nella sua monumentale opera “&lt;i&gt;I Savoia&lt;/i&gt;” ci riporta alcuni illuminati giudizi sul nostro personaggio. Eccoli:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; tab-stops: 396.0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;“&lt;i&gt;(…)&lt;/i&gt;&amp;nbsp; &lt;i&gt;E’ agile, destro della persona e tanto che in ogni esercizio del corpo sì a piedi che a cavallo riesce mirabilmente. E’ nemico mortale dell’ozio e quasi del continuo negozia passeggiando (…)&lt;/i&gt;”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.85pt; tab-stops: 396.0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;Dopo cena&lt;/i&gt; “&lt;i&gt;(…) se ne va’ in casa d’ un architetto (…)&lt;/i&gt;”&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&amp;nbsp;ove “&lt;i&gt;stilla acque ed ogli, disegna, fa modelli di fortezze e di altri strumenti di guerra&lt;/i&gt;”.&lt;i&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; tab-stops: 396.0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;i&gt;&amp;nbsp;&lt;/i&gt;E&lt;i&gt; &lt;/i&gt;ne viene tentata anche una fisionomia morale:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; tab-stops: 396.0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;“&lt;i&gt;E’ principe altrettanto giusto che religioso come lo manifestano le azioni sue tutte e seppure nella giustizia piega a ciascuno estremo, è verso quello che è proprio il principe, la pietà e la clemenza. E’ di animo forte, temperato, liberale, magnifico, e non inclinato alla collera, affabile, sommamente veridico, della parola osservatore (…) Parla poco, massime di cose di importanza, dove puo’ entrare interessi di principi, ma dei consumi dei paesi, delle guerre fatte e delle cose del tempo suo, che gli passano per mano, ragiona volentieri e con diletto. Ha grandissima cognizione delle cose del mondo, degli umori delle corti, degli affetti e passioni dei principi&lt;/i&gt;”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; tab-stops: 396.0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Di codesta sua rettitudine e buon senso è importante riportarVi un documento del Duca datato 1566. Scriveva al di lui rappresentante a Roma quando il Santo Padre lo voleva costringere ad inviare al rogo un tal Giorgio Olivetta, già condannato dall’Inquisizione di Vercelli:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; tab-stops: 396.0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;“&lt;i&gt;Non basta né conviene in questi tempi bruciare un uomo la cui morte non farà li buoni esser migliori, si bei mali esser peggiori (…) So bene che tollerare gli eretici puo’ essere pericolosissimo, ma non bisogna ingannarsi. Castigarli tutti a me è impossibile; abbriciarne alcuni infiamma crudelmente gli altri alla vendetta. Sicchè (…) il&amp;nbsp; mio parere è (…) che si abbia da usare della modestia tanto necessaria in questi tempi (…)&lt;/i&gt;”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; tab-stops: 396.0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il Papa non comprese tanto spirito di tolleranza.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; tab-stops: 396.0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Invece il Doge di Venezia Francesco Morosini (1619-1694) detto il “&lt;i&gt;Peloponnesiaco&lt;/i&gt;” ci descrive il Duca di Savoia come un uomo alquanto colto:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; tab-stops: 396.0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;“&lt;i&gt;Ha gran piacere di parlare con uomini letterati e dotti, li ascolta molto volentieri a discorrere in ogni professione, dimostrando bellissimo giudizio a metter dubbi in campo ed anco in dirvi sopra l’opinione sua, la quale sta fondata sul suo natural giudizio, non avendo mai forse veduto alcun libro di Aristotile o Platone. Legge con piacere tutti i libri di storia, ma molto più volentieri quelli che sono in lingua spagnola, la quale parla e scrive eccellentemente come se fosse nato in Spagna (…) Parla anco eccellentemente francese, essendo si puo’ dire quella la sua lingua naturale, poiché tutti i duchi passati parlarono sempre francese così come ora parla Sua Eccellenza quasi di continuo l’italiano (…) Usa parlare spagnolo con gli spagnoli, con i francesi francese, italiano con gli italiani (…)&lt;/i&gt;”.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; tab-stops: 396.0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ed in realtà la corrispondenza del Duca di Savoia mostra limpidamente come egli scriva in francese, in spagnolo, in italiano con provata facilità.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; tab-stops: 396.0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Egli fu anche cultore delle arti. Ebbe attorno letterati e poeti, che erano anche consiglieri e segretari. Ebbe una fitta ed interessante corrispondenza con qualche poeta come Bernardo Tasso (1493-1569), ed ospitò, in Torino, anche Torquato Tasso (1544-1595) vagabondo in cerca di quiete. Emanuele elesse suo storiografo Uberto Foglietta, ma questi poi non venne mai in Torino. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; tab-stops: 396.0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Un progetto di Emanuele Filiberto fu quello di pubblicare il “&lt;i&gt;Teatro universale di tutte le scienze&lt;/i&gt;”, e chiamò a sé numerosi scienziati che avrebbero dovuto mettere insieme l’opera, la quale discendeva, forse, da sue consimili del secolo XIII e che era il preludio di quello che sarebbe stato l’enciclopedia del ‘700. Arti e scienze il Duca aveva riunito a palazzo, e cioè: una biblioteca, un museo di arte e di scienze.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; tab-stops: 396.0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Al fine di realizzare codesti progressi in Piemonte occorrevano tipografi moderni. Furono fatti venire Niccolò Torrentino da Firenze e Niccolò Bevilacqua da Venezia. Sia con l’uno che con l’altro Filiberto volle creare società munite di privilegi che parvero costituire quasi un monopolio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin-right: -2.7pt; tab-stops: 396.0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Siamo certi di affermare che con il Duca di Savoia la cultura del Piemonte era stata non rinnovata, ma forse creata del tutto. E questa feconda opera fu completata dal Re Vittorio Amedeo II (1666-1732), il quale, terminata la parte bellica e diplomatica del suo Regno, si dedicò a ricostruire lo Stato Sabaudo.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoBodyTextIndent3" style="margin-right: -2.7pt; text-align: justify; text-indent: 0cm;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;Ed ora, richiamando i versi di Virgilio (70 a. C.- 19 a. C.) (&lt;i&gt;Georg&lt;/i&gt;. III, 284), nella loro perenne&amp;nbsp; e duratura validità: &lt;i&gt;“fugit interea, fugit inreparabile tempus (…)”&lt;/i&gt;, taccio e chiudo questa mia sommaria e forzatamente molto incompleta esposizione, ma permettetemi di tacere con l’intenzione di rendere omaggio ad una simpatica, saggia ed autorevole Signora, oggi alquanto trascurata ed abbandonata, che ci tiene sempre compagnia: mi riferisco alla Storia, rappresentata, sin dai tempi antichi, dalla musa Clio. Poiché se è vero, come è vero, che la Storia è maestra della vita – e, non a caso, lo ricorda anche l’Alighieri (1265-1321) “&lt;i&gt;(…) ed in terra lasciai la mia memoria/ sì fatta, che le genti lì malvage/ commendan lei, &lt;u&gt;ma non seguon la storia&lt;/u&gt;&lt;/i&gt;” (Pd. XIX, vv. 16-19) -&amp;nbsp; appare evidente che la stessa, come tanti saggi maestri, è oggi tenuta in scarsa considerazione e, comunque, ben poco, per non dire affatto, vengono apprezzati e messi in pratica i suoi insegnamenti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;E questo è, senza dubbio, anche un doveroso omaggio alla memoria delle nostre Tradizioni, che ci ha dato illuminati esempi di vita, di civiltà, di libertà, di prosperità, una Patria unita, un’Europa libera, e che &lt;b&gt;&lt;i&gt;propriamente &lt;/i&gt;&lt;/b&gt;e&lt;b&gt;&lt;i&gt; sicuramente&lt;/i&gt;&lt;/b&gt; le monarchie l’hanno rappresentata, la rappresentano e la rappresenteranno.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-1589155910916537604?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/1589155910916537604/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/11/emanuele-filiberto-di-savoia-testa-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/1589155910916537604'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/1589155910916537604'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/11/emanuele-filiberto-di-savoia-testa-di.html' title='EMANUELE FILIBERTO DI SAVOIA “TESTA DI FERRO”'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-H7IlzT_QZIA/TrrwcpToZ_I/AAAAAAAAAeg/RPZd2-t4HyM/s72-c/244px-Emanuelo_Filiberto_de_Savojo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-6885798394663505714</id><published>2011-11-08T11:16:00.000+01:00</published><updated>2011-11-08T11:16:30.003+01:00</updated><title type='text'>I gioielli delle regine d’Italia</title><content type='html'>&lt;div class="article-content" style="background-color: white; font: normal normal normal 14px/20px Arial, Helvetica, sans-serif !important; text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-k2v3wRI-K6U/TrkBdmffSII/AAAAAAAAAeY/wfAwmwg24XU/s1600/i-gioielli-delle-regine-ditalia-L-2JrU3D.jpeg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-k2v3wRI-K6U/TrkBdmffSII/AAAAAAAAAeY/wfAwmwg24XU/s1600/i-gioielli-delle-regine-ditalia-L-2JrU3D.jpeg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 12px !important; margin-top: 12px !important; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 12px !important; margin-top: 12px !important;"&gt;&lt;em&gt;Il diadema ed i gioielli indossati da Margherita, prima regina d’Italia, apparsi in alcune immagini del&amp;nbsp;&lt;a href="http://www.altezzareale.com/2011/11/02/ultimi-articoli/la-regina-margherita-torna-a-monza-nella-sua-reggia/" style="color: rgb(0, 0, 0) !important; cursor: pointer !important;" target="_blank"&gt;post precedente&lt;/a&gt;, hanno destato molta curiosità e Alessandro, un giovane lettore torinese, ci propone un articolo sulle gioie di casa reale.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 12px !important; margin-top: 12px !important;"&gt;Le gioie in dotazione alla real casa sono un gruppo di gioielli ufficiali utilizzati dalle regine di casa Savoia nelle cerimonie e negli eventi importanti. Furono smontati e riordinati per volere della prima sovrana d’Italia Margherita. Infatti per il suo matrimonio furono creati i primi pezzi che vennero integrati negli&amp;nbsp; anni fino alla creazione, per i 15 anni di matrimonio, del gran diadema nel 1883. Da questa data non furono più sottoposti a modifiche e il loro numero non fu più incrementato, come è dimostrato dall’inventario fatto dalla ditta Musy in quell’occasione e da quello effettuato nel 1946. questi gioielli, come quasi tutti quelli più importanti della famiglia, vennero ideati e creati dalla gioielleria Musy, fondata nel 1706 e attiva ancora oggi, ditta fornitrice di casa Savoia dalla metà del XVIII secolo. La sovrana era solita indossare molti gioielli contemporaneamente tanto da essere paragonata, più di volta, a una&lt;strong&gt;madonna&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;votiva nel giorno della processione.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 12px !important; margin-top: 12px !important;"&gt;&lt;a href="http://www.altezzareale.com/wp-content/uploads/2011/11/Marghe2.jpg" style="color: rgb(0, 0, 0) !important; cursor: pointer !important;" target="_blank"&gt;&lt;img alt="Marghe2" src="http://m2.paperblog.com/i/67/675251/i-gioielli-delle-regine-ditalia-L-ia8_0L.jpeg" style="border-bottom-style: none; border-color: initial; border-left-style: none; border-right-style: none; border-top-style: none; border-width: initial; display: block; margin-left: auto; margin-right: auto; max-width: 460px; text-align: center;" title="Marghe2" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 12px !important; margin-top: 12px !important;"&gt;La regina Margherita li portò fino al regicidio di Monza (29 luglio 1900), dopodiché&amp;nbsp; scrisse di suo pugno sotto l’elenco dei gioielli: “le Gioie della Corona sono state consegnate a Sua Maestà la regina Elena, mia nuora, il giorno 2 Agosto 1900 in Monza”.&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 12px !important; margin-top: 12px !important;"&gt;[...]&lt;/div&gt;&lt;div style="margin-bottom: 12px !important; margin-top: 12px !important;"&gt;&lt;a href="http://it.paperblog.com/i-gioielli-delle-regine-d-italia-675251/"&gt;http://it.paperblog.com/i-gioielli-delle-regine-d-italia-675251/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-6885798394663505714?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/6885798394663505714/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/11/i-gioielli-delle-regine-ditalia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/6885798394663505714'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/6885798394663505714'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/11/i-gioielli-delle-regine-ditalia.html' title='I gioielli delle regine d’Italia'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-k2v3wRI-K6U/TrkBdmffSII/AAAAAAAAAeY/wfAwmwg24XU/s72-c/i-gioielli-delle-regine-ditalia-L-2JrU3D.jpeg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-6526225460004263633</id><published>2011-11-07T14:56:00.000+01:00</published><updated>2011-11-07T14:56:53.086+01:00</updated><title type='text'>Unita' d'Italia: Firenze, mostra indaga su vita privata Vittorio Emanuele II</title><content type='html'>&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Firenze, 7 nov. - (Adnkronos) - Una mostra indaga la vita privata del re Vittorio Emanuele II e il rapporto tra i Savoia e Firenze nel periodo unitario. S'inaugura mercoledi' 9 novembre, alle ore 17.30, nella cornice di Villa Petraia a Castello, Firenze (ingresso da via della Petraia, 40) la mostra ''Le passioni del re. Paesi, cavalli e altro a Firenze al tempo dei Savoia'', a cura di Mirella Branca e Annarita Caputo. Dopo i saluti della soprintendente al Polo Museale Cristina Acidini e della direttrice della Villa Medicea della Petraia Alessandra Griffo, si terranno il vernissage e la visita dell'esposizione, seguiti da un concerto a cura del Conservatorio Luigi Cherubini (ore 18.30). &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;La mostra, che si pone nell'ambito del 150° anniversario dell'Unita' d'Italia, indaga il rapporto avuto da Vittorio Emanuele II con Firenze tra il 1861 e il 1871 attraverso una accurata scelta di dipinti, fotografie, disegni, arredi e oggetti d'uso. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;L'assetto sabaudo della Petraia, abitata da Rosa Vercellana, contessa di Mirafiore, ricordata come la ''Bella Rosina'' e solo dal 1869 moglie morganatica del re (non le furono riconosciuti i diritti e i titoli di regina), e' il punto di partenza per mettere a fuoco aspetti privati e passioni della vita di Vittorio Emanuele II re d'Italia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.libero-news.it/news/862643/Unita--d-Italia-Firenze-mostra-indaga-su-vita-privata-Vittorio-Emanuele-II.html"&gt;http://www.libero-news.it/news/862643/Unita--d-Italia-Firenze-mostra-indaga-su-vita-privata-Vittorio-Emanuele-II.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-6526225460004263633?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/6526225460004263633/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/11/unita-ditalia-firenze-mostra-indaga-su.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/6526225460004263633'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/6526225460004263633'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/11/unita-ditalia-firenze-mostra-indaga-su.html' title='Unita&apos; d&apos;Italia: Firenze, mostra indaga su vita privata Vittorio Emanuele II'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-2060827959921367285</id><published>2011-11-05T07:30:00.000+01:00</published><updated>2011-11-05T07:30:18.168+01:00</updated><title type='text'>Ritratti della Famiglia Savoia. Una mostra a Bergamo</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-DXhe6Syp-a8/TrTX7tQr9GI/AAAAAAAAAeM/KxDhj2rgQrs/s1600/293055_716855_15_savoia_12836534_medium.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://4.bp.blogspot.com/-DXhe6Syp-a8/TrTX7tQr9GI/AAAAAAAAAeM/KxDhj2rgQrs/s200/293055_716855_15_savoia_12836534_medium.jpg" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif, Georgia; font-size: 14px; line-height: 18px;"&gt;Mercoledì 9 novembre si inaugurerà la mostra «Ritratti della Famiglia Savoia dal Seicento al Settecento». L'appuntamento è alle 18 nella sala dell'Ex-Ateneo Piazza Reginaldo in Bergamo Alta.&lt;/span&gt;&lt;br style="background-color: white; color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif, Georgia; font-size: 14px; line-height: 18px; text-align: left;" /&gt;&lt;br style="background-color: white; color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif, Georgia; font-size: 14px; line-height: 18px; text-align: left;" /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif, Georgia; font-size: 14px; line-height: 18px; text-align: left;"&gt;L'esposizione nell'Ateneo di Scienze, Lettere ed Arti, nella sala principale, ed è l'occasione per ripercorrere un'accattivante sequenza dei visi di alcuni dei personaggi – spesso effigiati con caustico realismo – che hanno costituito la genealogia aristocratica dei Savoia nei secoli XVII e XVIII, nel periodo della continua lotta con le potenze vicine, la Francia e gli Asburgo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br style="background-color: white; color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif, Georgia; font-size: 14px; line-height: 18px; text-align: left;" /&gt;&lt;br style="background-color: white; color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif, Georgia; font-size: 14px; line-height: 18px; text-align: left;" /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif, Georgia; font-size: 14px; line-height: 18px; text-align: left;"&gt;Sarà possibile così riconoscere protagonisti celebri come Vittorio Amedeo II o Carlo Emanuele IV, insieme ad altri membri meno noti della dinastia sabauda che possiamo comunque spesso identificare grazie alle scritte presenti sui dipinti stessi e che troviamo rappresentati secondo canoni stabiliti dalla ufficialità dell'epoca, sul modello dei molti ritratti analoghi presenti ancor oggi nelle antiche residenze reali di Torino, realizzati da pittori di corte come Giorgio Domenico Dupra (1689-1770) o Giovanni Panealbo (1751-1819).&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #333333; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif, Georgia; font-size: 14px; line-height: 18px; text-align: left;"&gt;[...]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.ecodibergamo.it/stories/Bergamo%20citt%C3%A0/244911_ritratti_della_famiglia_savoia_una_mostra_in_citt_alta/"&gt;http://www.ecodibergamo.it/stories/Bergamo%20citt%C3%A0/244911_ritratti_della_famiglia_savoia_una_mostra_in_citt_alta/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-2060827959921367285?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/2060827959921367285/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/11/ritratti-della-famiglia-savoia-una.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/2060827959921367285'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/2060827959921367285'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/11/ritratti-della-famiglia-savoia-una.html' title='Ritratti della Famiglia Savoia. Una mostra a Bergamo'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-DXhe6Syp-a8/TrTX7tQr9GI/AAAAAAAAAeM/KxDhj2rgQrs/s72-c/293055_716855_15_savoia_12836534_medium.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-1373760434253007551</id><published>2011-11-04T10:19:00.002+01:00</published><updated>2011-11-04T10:33:14.464+01:00</updated><title type='text'>Il 4 Novembre della repubblica</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-uB8_zwNkTF4/TrOt5bFTb-I/AAAAAAAAAeE/OsY18Smn-NM/s1600/cap_pow2.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="270" src="http://2.bp.blogspot.com/-uB8_zwNkTF4/TrOt5bFTb-I/AAAAAAAAAeE/OsY18Smn-NM/s320/cap_pow2.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: x-small;"&gt;Soldato Austriaco a guardia di prigionieri Italiani dopo Caporetto&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Curioso come accada che nella&amp;nbsp;stessa&amp;nbsp;data a volte si sovrappongano eventi di significato affatto diverso.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Mentre nel 4 Novembre&amp;nbsp;del 1918 l'Italia, costituita a Regno, conseguiva la più importante e fondamentale vittoria da quando era stata finalmente riunificata, portando la sua sovranità su tutte le genti e le terre di lingua italiana ecco che il 4 Novembre del 2011, nell'Italia costituita a repubblica, nata dalla guerra civile, dall'aggressione alla volontà popolare ed allo stato, leggiamo la notizia che accettiamo di essere sorvegliati speciali del FMI, fondo monetario internazionale, ammettendo chiaramente che le finanze di questo nostro sfortunato Paese non siamo in grado di gestirle da soli.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;E' evidente la crassa differenza tra un'Istituzione prestigiosa rappresentata da Casa Savoia che aveva saputo attrarre a&amp;nbsp;sé&amp;nbsp;la stima, l'affetto sincero, il prestigio di infinite personalità che avevano care le sorti dell'Italia stessa prima ancora delle proprie, al punto di uscire come forsennati da una trincea andando incontro a morte pressoché certa, ed una istituzione svilita, debole, asservita ai partiti che di fatto invoglia chiunque al richiedere mentalmente di appartenere ad un altro popolo perché per il nostro non si vede salvezza né dignità.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Un parlamento sul quale ci piacerebbe fare nuovamente volare un Guido Keller perché lo bombardasse di pitali, che nello sfacelo totale pensa soltanto alla propria misera sopravvivenza ed all'accrescere i propri privilegi conseguiti in chissà quali oscuri modi. Ed oscuri è già un complimento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Un presidente della Camera che si schiera contro la maggioranza degli italiani e dei parlamentari che l'hanno votato.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Gli allarmi inascoltati quando la tempesta era ancora lontana e si poteva prevedere che presto avrebbe virato verso di noi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;E niente che sia capace di fermare questo declino irreversibile, senza speranza, senza onore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Nel giorno del 4 Novembre festa della Vittoria del Regno d'Italia sull'Austria Ungheria l'Italia repubblicana nata dalla resistenza e dai brogli di Romita, Togliatti e De Gasperi celebra la sua personalissima Caporetto accettando di fatto che altri facciano i conti al nostro posto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Che la vergogna che non conoscete vi seppellisca tutti!&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-1373760434253007551?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/1373760434253007551/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/11/il-4-novembre-della-repubblica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/1373760434253007551'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/1373760434253007551'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/11/il-4-novembre-della-repubblica.html' title='Il 4 Novembre della repubblica'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-uB8_zwNkTF4/TrOt5bFTb-I/AAAAAAAAAeE/OsY18Smn-NM/s72-c/cap_pow2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-2584659727281457174</id><published>2011-11-04T07:59:00.000+01:00</published><updated>2011-11-04T07:59:52.225+01:00</updated><title type='text'>Celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia a Loano</title><content type='html'>&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #222222; line-height: 20px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Sabato 5 novembre, a Loano, Palazzo Doria, ospiterà una programma di eventi, organizzati, nell’ambito delle Celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, dalla delegazione savonese dell’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon, con il patrocinio dell’Assessorato al Turismo, Cultura e Sport del Comune di Loano e della Provincia di Savona.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #222222; line-height: 20px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Alle ore 16.30, nella Sala Consiliare, si svolgerà la conferenza sul tema “L’unificazione italiana e l’Europa 1848-1870” con la presenza dello storico e scrittore Aldo A. Mola, che presenterà l’opera “Italia. Un paese speciale – storia del Risorgimento e dell’Unità” (Edizioni del Capricorno, 2011).&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #222222; line-height: 20px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Collana dedicata alla storia del Risorgimento, “Italia. Un Paese speciale” si compone di 4 volumi, in cui lo storico Aldo Mola ricostruisce tutte le tappe dell’epopea risorgimentale, dall’età franco-napoleonica fino al 17 marzo 1861, giorno della proclamazione del regno d’Italia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #222222; line-height: 20px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Nell’opera l’autore ricorda gli eventi politico-militari e le ragioni culturali che hanno portato alla nascita di un sentimento di identità nazionale: non solo guerre, trattati e diplomazia, ma anche letteratura, editoria, musica, arte, scienza, canti popolari.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #222222; line-height: 20px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;[...]&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background-attachment: initial; background-clip: initial; background-color: white; background-image: initial; background-origin: initial; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #222222; line-height: 20px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 10px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; text-align: justify; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;a href="http://albengacorsara.it/2011/11/03/celebrazioni-per-i-150-anni-dell%E2%80%99unita-d%E2%80%99italia-a-loano/"&gt;http://albengacorsara.it/2011/11/03/celebrazioni-per-i-150-anni-dell%E2%80%99unita-d%E2%80%99italia-a-loano/&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-2584659727281457174?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/2584659727281457174/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/11/celebrazioni-per-i-150-anni-dellunita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/2584659727281457174'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/2584659727281457174'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/11/celebrazioni-per-i-150-anni-dellunita.html' title='Celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia a Loano'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-405120343269702883</id><published>2011-11-01T18:01:00.000+01:00</published><updated>2011-11-01T18:01:18.975+01:00</updated><title type='text'>La Monarchia rossa</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-rSVGkvTgoto/TrAlxxA2JeI/AAAAAAAAAd0/oQ_jZNZW_Rg/s1600/il_borghese.png" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="98" src="http://4.bp.blogspot.com/-rSVGkvTgoto/TrAlxxA2JeI/AAAAAAAAAd0/oQ_jZNZW_Rg/s320/il_borghese.png" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 27px;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Questo articolo, firmato da "un affezionato lettore", comparve su "Il borghese" del 1 Aprile del 1950 in risposta all'articolo di Giovanni Spadolini "&lt;a href="http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/10/monarchici-e-non-monarchici.html" target="_blank"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;Monarchici e non monarchici&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;". Secondo il Nostro Amico, ingegner Giglio, l'estensore potrebbe essere Giovanni Ansaldo.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="line-height: 27px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ho letto con grande interesse l'articolo di Spadolini pubblicato nel primo numero del Borghese articolo acuto e che ha chiarito molti degli equivoci creati in Italia dalla rettorica repubblicana. Non c'è dubbio che la funzione della monarchia, come già fu detto da Mario Missiroli, sia quella di difendere i principi dell'unità dalla minaccia del potere politico della Chiesa; e non v'è dubbio che, tutto sommato, la monarchia, almeno sulla carta, sia qualcosa di più serio della repubblica; ma lo Spadolini ha trascurato certi aspetti della nostra situazione politica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;La monarchia va raccogliendo nel paese un numero di simpatie sempre maggiore, e molti, fino a ieri favorevoli alla repubblica oggi rimpiangono sinceramente il re; poco per volta, per vie opposte, si scopre che casa Savoia era proprietaria, oltre che di una grossa sostanza, anche delle libertà liberali. Tutto ciò è vero, ma si tratta di verità teoriche, storiche, di verità arretrate che non trovano più rispondenza nella realtà italiana. La monarchia ha perduto la sua autorità tradizionale e resta soltanto un partito, un vecchio partito, battuto due volte: prima dal fascismo, poi dall'antifascismo del C.L.N. Ora essa è passata nel numero dei piacevoli ricordi, delle care e vecchie cose di un tempo. In Italia, non si è più monarchici, si ha soltanto nostalgia della monarchia; cosa ben '" diversa, perchè la nostalgia non è una forza attiva, ma soltanto un sentimento, se così si può dire, inerte.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ho detto che la monarchia fu battuta dal fascismo perchè quest'ultimo riuscì a toglierle di pugno l'eredità del Risorgimento, ed attuò una politica estera ed una politica sociale proprie, sostituendo il fascio alla corona. Non soltanto, ma riuscì a conciliarsi con la Chiesa, pur rafforzando l'autorità dello Stato come la monarchia non vi era mai riuscita prima.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Ho detto ch'essa fu battuta dal C.L.N., perchè la monarchia, staccando le sue responsabilità dal fascismo, non riuscì ad imporre la propria autorità al paese, e si piegò alla volontà di partiti provvisori, accettando un plebiscito non molto chiaro, dal quale poteva uscire vittoriosa se lo avesse soltanto posposto di un anno. Ma quella seconda sconfitta subita dal C.L.N. era pur sempre la logica conclusione della sconfitta precedente subita dal fascismo il quale, in punto di morte, proclamando la repubblica di Salò, metteva fine a una tradizione e apriva la via al definitivo tramonto della Corona. La repubblica di Einaudi è stata fondata da Mussolini sul lago di Garda; ed ancora viviamo in una situazione politica dominata dall'ombra del defunto dittatore. Prima di chiudere gli occhi, egli volle regolare per sempre i suoi rapporti con casa Savoia e porre gli italiani nella condizione di dover ancora fare i conti con lui. Nulla di nuovo, infatti, dalla fine di Mussolini ad oggi, è stato fatto o concepito che il fascismo, bene o male, non avesse già affrontato. E quando parliamo di un ritorno alla monarchia, dobbiamo bene intenderci a quale: chè se si tratta di quella aulica, risorgimentale, passata dalle braccia di Crispi a quelle di Giolitti, dobbiamo pur dire ch'essa è tramontata, e che nessuno saprà più darle vita. Se, altrimenti, si tratta di una diversa monarchia, dobbiamo allora riallacciarci a quella mussolinìana. Ma come ho detto, essa è già stata assassinata dal defunto dittatore, il quale prima disarmò la Corona, poi la riformò, e infine la seppellì a Salò.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Oggi, nessuna forma monarchica può vivere in Italia senza l'appoggio di un grande partito. Da sè sola, la Corona, con la sua lunga coda di monarchici, non può reggersi. Quale è infatti il grande partito nazionale che ha interesse a sostenere la causa del re? Non certo la Democrazia cristiana, non certo i neofascisti, non certo i repubblicani. Restano soltanto i socialisti democratici ed i comunisti. Ma i primi, anche associati ai liberali e a quella massa vaga dei sentimentali della monarchia, non riusciranno mai a costituire un blocco saldo e valido. Toccherebbe allora al partito comunista la sorte di associarsi a Sua Maestà. E in questo caso si ripeterebbe la formula della monarchia fascista, con la stella rossa sulla corona al posto del littorio. Vedremmo una monarchia italiana protetta dalla Russia e appoggiata dal partito di Togliatti, ma costretta, nello stesso tempo, a difendersi dai suoi protettori con l'aiuto della borghesia e della Chiesa. Situazione incerta e difficile, che pone appunto la monarchia fra le istituzioni tramontate.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;La nostra nostalgia del re è viva, certo, ma chi di noi ne desidera il ritorno? Chi di noi si augura una alleanza della Corona coi partiti di estrema sinistra? Se ciò accadesse, assisteremmo alla restaurazione di una monarchia stile 1935, una monarchia di tipo fascista, guidata da un Gran Consiglio progressista. E ne vedremmo delle belle! Ma, ripeto, Mussolini ha avvelenato i pozzi, e ogni ritorno è impossibile.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Oggi, la Corona ha soltanto una forza sentimentale, estetica, dottrinaria: tutte cose di scarsa efficacia politica. Inoltre, le vere forze monarchiche si sono consumate nel ventennio nero. L'ultima guerra vinta dal re è quella del '15, e i reduci del '15 oggi sono vecchi. I reduci delle altre guerre, cioè i giovani, sono legati al fascismo, e la sola epica ancora viva è quella mussoliniana: lo spirito della rivincita, benchè i nostri storici non lo sappiano, è la sola leva valida del paese. L'Italia come potenza, come Stato, come nazione, come patria non trova nella monarchia nessun mito. Nemmeno il mito più modesto, neppure quello dell'ordine e dei « treni in orario ». La futura battaglia che vedremo combattere in Italia, avverrà fra le forze democristiane e quelle neofasciste, le sole due forze nazionali vitali: la repubblica di Salò contro la repubblica del Papa. Posta la lotta entro questi termini, la monarchia, il liberalismo e quel che c'è d'altro passano in archivio.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;E se ciò non bastasse, Umberto II non ha,mostrato tempra di gran sovrano. Dei quattro re d'Italia, egli è il più timido, il più incerto, il più modesto; più modesto di Carlo d'Asburgo, il quale, almeno, tentò un putsch. A paragone del padre, Umberto di Savoia è un signorino bene educato che scopre «un'anima sensibile e una coscienza» nell'onorevole Togliatti (vedi intervista del Mosca sulla Gazzetta del Popolo): è il re dell'Europeo e dei giornali a rotocalco, il re che, nella fantasia popolare, sta accanto alla Bellentani e a Ingrid Bergman.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Un ritorno della monarchia non significherebbe il trionfo delle virtù laiche, ma la definitiva liquidazione dello Stato, di quella ombra di Stato che ancora si regge per virtù delle defunte tradizioni piemontesi e del fascismo. Assisteremmo a un carnevale di alleanze fra contesse savojarde e proletari, fra generali repubblicani e partigiani, a un « badoglismo » più scadente, plebeo, sanfedista e progressista, illuminato da un esercito di consiglieri della Corona ottantenni, reduci da cento tradimenti, e pronti a preparare il ritorno della repubblica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="line-height: 115%;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Scusi, signor direttore, questa lettera troppo vaga e riceva i sensi della mia stima.&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Times New Roman', serif; font-size: large;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-405120343269702883?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/405120343269702883/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/11/la-monarchia-rossa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/405120343269702883'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/405120343269702883'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/11/la-monarchia-rossa.html' title='La Monarchia rossa'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-rSVGkvTgoto/TrAlxxA2JeI/AAAAAAAAAd0/oQ_jZNZW_Rg/s72-c/il_borghese.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-1195721916304192514</id><published>2011-11-01T15:14:00.006+01:00</published><updated>2011-11-02T10:22:01.814+01:00</updated><title type='text'>Il Milite Ignoto e la folla  Quel treno come nel '21</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-eRLJB-i9Sek/TrAAZe-2n9I/AAAAAAAAAdk/cMX_zvIMvto/s1600/thumbtrue1320083004170_710_472.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="212" src="http://1.bp.blogspot.com/-eRLJB-i9Sek/TrAAZe-2n9I/AAAAAAAAAdk/cMX_zvIMvto/s320/thumbtrue1320083004170_710_472.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;h1 style="background-color: white; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #231f20; font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 2.5em; font-weight: normal; letter-spacing: -1px; line-height: 1.3; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #535a5b; font-size: 27px; font-style: italic; letter-spacing: normal; line-height: 38px;"&gt;Da Aquileia a Roma, si ripete il rito collettivo&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #464646; font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 15px; line-height: 18px;"&gt;«Domani partirò per chissà dove, quasi certo per andare alla&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #464646; font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 15px; line-height: 18px;"&gt;morte. Quando tu riceverai questa mia, io non sarò più. Forse tu non comprenderai questo, non potrai capire come non essendo io costretto sia andato a morire sui campi di battaglia. Addio, mia madre amata...».&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="background-color: white; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #464646; font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 15px; line-height: 18px; margin-bottom: 1em; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #464646; font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 15px; line-height: 18px; margin-bottom: 1em; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;b&gt;La folla che da tre giorni accorre nelle stazioni del Friuli e del Veneto&amp;nbsp;&lt;/b&gt;- in migliaia alla partenza da Cervignano, binari bloccati a Conegliano dove il treno è stato costretto a una sosta non prevista, altri capannelli commossi a Udine, Treviso, Venezia, Padova, Rovigo, Bologna - forse non ha mai letto la lettera di Antonio Bergamas alla madre Maria, la donna incaricata novant'anni fa di indicare il Milite Ignoto che riposa all'Altare della patria a Roma. Eppure in tantissimi, molti più delle previsioni, hanno sentito di dover salutare il passaggio del «treno della memoria», che rievoca il viaggio compiuto nel 1921, in questi stessi giorni, dalla tradotta con la bara del soldato che rappresentava tutti i 650 mila caduti italiani. Antonio Bergamas era uno dei duemila volontari partiti da Trento e Trieste: sudditi austriaci, che l'imperatore mandava a combattere in Galizia, contro i russi, o in Serbia. Ma in duemila disertarono, e andarono a combattere con gli italiani, contro gli austriaci, andando verso morte quasi certa: se anche sopravvivevano agli assalti, non venivano fatti prigionieri ma impiccati, come Cesare Battisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="background-color: white; border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; color: #464646; font-family: Georgia, Palatino, serif; font-size: 15px; line-height: 18px; margin-bottom: 1em; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-C_tx9HlpmAQ/TrAS5c3iB6I/AAAAAAAAAds/28vMRfLVU7w/s1600/2e6582w.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="312" src="http://4.bp.blogspot.com/-C_tx9HlpmAQ/TrAS5c3iB6I/AAAAAAAAAds/28vMRfLVU7w/s400/2e6582w.jpg" width="400" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;b&gt;&lt;span id="evid" style="border-bottom-width: 0px; border-color: initial; border-left-width: 0px; border-right-width: 0px; border-style: initial; border-top-width: 0px; font-family: inherit; font-style: inherit; font-weight: inherit; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px; outline-color: initial; outline-style: initial; outline-width: 0px; padding-bottom: 0px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px; vertical-align: baseline;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;b&gt;Il figlio di Maria Bergamas cadde sul Carso, nel 1915.&amp;nbsp;&lt;/b&gt;Sette anni dopo, la donna fu portata nel Duomo di Aquileia, davanti a undici bare di ragazzi sconosciuti, come suo figlio. Lei si tolse lo scialle nero, e lo posò sulla seconda bara. A quel punto il cerimoniale tentò di farla uscire. Ma lei volle salutare anche gli altri caduti, come per chiedere scusa di non aver scelto loro. Arrivata davanti all'ultima bara, si accasciò per l'emozione. Poi si riprese, visse ancora una vita lunga, morì nel '54, e ora riposa nel cimitero di guerra di Aquileia, accanto agli altri dieci militi ignoti.&lt;br /&gt;[...]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.corriere.it/cronache/11_novembre_01/Il-Milite-Ignoto-e-la-folla-Quel-treno-come-nel-21_46f1937c-0458-11e1-89f9-a7d4dc298cd1.shtml"&gt;http://www.corriere.it/cronache/11_novembre_01/Il-Milite-Ignoto-e-la-folla-Quel-treno-come-nel-21_46f1937c-0458-11e1-89f9-a7d4dc298cd1.shtml&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-_Ygmp95DQTQ/TrELrZJh96I/AAAAAAAAAd8/h_FcB9l2Txc/s1600/milite_ignoto+%25281%2529.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="252" src="http://2.bp.blogspot.com/-_Ygmp95DQTQ/TrELrZJh96I/AAAAAAAAAd8/h_FcB9l2Txc/s320/milite_ignoto+%25281%2529.JPG" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-1195721916304192514?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/1195721916304192514/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/11/il-milite-ignoto-e-la-folla-quel-treno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/1195721916304192514'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/1195721916304192514'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/11/il-milite-ignoto-e-la-folla-quel-treno.html' title='Il Milite Ignoto e la folla  Quel treno come nel &apos;21'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-eRLJB-i9Sek/TrAAZe-2n9I/AAAAAAAAAdk/cMX_zvIMvto/s72-c/thumbtrue1320083004170_710_472.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-8481246963653022690</id><published>2011-10-28T19:09:00.001+02:00</published><updated>2011-10-28T19:14:00.047+02:00</updated><title type='text'>GIOACCHINO VOLPE</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-YWM9Sxvq_Mw/Tqrhr1HXkMI/AAAAAAAAAdc/Dr0P3k2F6kQ/s1600/gioacchino-volpe.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://4.bp.blogspot.com/-YWM9Sxvq_Mw/Tqrhr1HXkMI/AAAAAAAAAdc/Dr0P3k2F6kQ/s1600/gioacchino-volpe.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="line-height: normal; mso-pagination: none; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Modern No. 20', serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 19px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;&lt;br /&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="line-height: normal; mso-pagination: none; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;(1876-1971)&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="line-height: normal; mso-pagination: none; text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;di Gianluigi CHIASEROTTI&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center" class="MsoNormal" style="line-height: normal; mso-pagination: none; text-align: center;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; mso-pagination: none;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Cade quest’anno, e precisamente il giorno 1 ottobre, il quarantesimo anniversario della scomparsa di Gioacchino Volpe&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;, uno storico innovatore del &amp;nbsp;Secolo XX, sicuramente, da ricordare nel CL Anniversario della proclamazione del Regno d’Italia.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; mso-pagination: lines-together;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Il Volpe nacque a Paganica, in provincia de L’Aquila, il 16 febbraio 1876; si trasferì &lt;/span&gt;con la famiglia&lt;span style="color: black;"&gt; prima ad Aquilea, e poi a &lt;/span&gt;Santarcangelo di Romagna.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; mso-pagination: lines-together;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Nel 1895 si iscrisse all’Università Normale di Pisa, laureandosi in Lettere. Gioacchino Volpe fu allievo dello storico Amedeo Crivellucci (1850-1914) e pubblicò sulla rivista “&lt;i&gt;Studi storici&lt;/i&gt;” i suoi primi lavori dedicati alla Pisa Mediovale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; mso-pagination: lines-together;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il Volpe, dal 1906 al 1940 fu professore di Storia Moderna, prima (1906-1924) all’Accademia scientifica di Milano, eppoi (1924-1940) all’Università di Roma. Diresse la Scuola di Storia moderna e contemporanea (dal 1906 al 1943), ed anche (dal 1935) la “&lt;i&gt;Rivista Storica Italiana&lt;/i&gt;”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; mso-pagination: lines-together;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Di indirizzo politico nazional-liberale, fu interventista e, quale Ufficiale del Regio Esercito, prese parte alla I Guerra Mondiale, svolgendo attività di propaganda per i soldati della VIII Armata, ricevendo, tra l’altro, una Medaglia d’Argento al Valor Militare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; mso-pagination: lines-together;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Quindi, da na&lt;span style="color: black;"&gt;zionalista e monarchico, si avvicinò al Fascismo entrando a far parte della Camera dei Deputati dal 1924 al 1929, poi si iscrisse nel 1925 al “&lt;i&gt;Manifesto degli intellettuali fascisti&lt;/i&gt;”. Fu quindi un apprezzato membro della speciale commissione [presieduta da Giovanni Gentile (1875-1944), tra l’altro, suo compagno di studi alla Normale di Pisa] insediata dal regime fascista per lo studio delle riforme costituzionali.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; mso-pagination: lines-together;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il nostro fu Accademico d’Italia dal marzo 1929, della quale fu anche segretario generale fino al 1934. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; mso-pagination: lines-together;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Fu uno dei fondatori dell’”&lt;i&gt;Enciclopedia Italiana&lt;/i&gt;” (poi “&lt;i&gt;Treccani&lt;/i&gt;”), di cui fu responsabile della sezione di storia mediovale e moderna.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal; mso-pagination: lines-together;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Negli anni del regime fascista il nostro assolse il ruolo di importante organizzatore culturale, riuscendo, però, a conservare equilibrio e capacità di giudizio, non avendo mai a che fare con il fascismo corrotto, né con l’antisemitismo dei razzisti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Gioacchino Volpe aiutò con il “&lt;i&gt;passaporto ex allievi&lt;/i&gt;” &lt;/span&gt;Sabatino detto Nello Rosselli (1900-1937) ed alcuni suoi amici. &lt;span style="color: black;"&gt;Per questo suo atteggiamento, il grande intellettuale, fu osteggiato fortemente e quindi privato della cattedra all’Università, ma con alta dignità e fierezza riprese a lavorare ed a dedicarsi agli studi storici.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Diresse, quindi, fino al 1943 la scuola di storia moderna e contemporanea.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Nell’imminenza delle elezioni politiche del 18 aprile 1948, il nostro aderì al Partito Nazionale Monarchico. Dal 1963 fu il primo presidente ed animatore incomparabile della rinata “&lt;i&gt;Associazione Nazionale Italia Irredenta&lt;/i&gt;”, fermo e tenace nel denunciare l’avvilente dettato di pace e di ingiustizie patite nei territori sottratti all’Italia prima e dopo l’infamia del trattato di Osimo. Scrisse, al riguardo, in occasione del suo 95° compleanno (1971) di sentirsi “&lt;i&gt;esule morale in patria&lt;/i&gt;”.&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Come abbiamo visto, le prime ricerche storiche del Volpe riguardano l’età mediovale e, in particolare, la civiltà dei comuni, eppoi, dopo la I Guerra Mondiale, saturo di Medio Evo e di Età Comunale, si volse agli studi di storia moderna e contemporanea, con l’intento prevalente di cogliere ed illuminare lo sviluppo della nostra Nazione in Europa, con un “&lt;i&gt;animus&lt;/i&gt;”, come abbiamo poc’anzi detto, nazionalista. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;La produzione storiografica del Volpe puo’ comodamente essere inquadrata in quel fertile filone metodologico che Benedetto Croce (1866-1952), abbruzzese di nascita come il nostro, definì “&lt;i&gt;scuola economico-giuridica&lt;/i&gt;”. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il “&lt;i&gt;realismo storiografico&lt;/i&gt;” emerse nelle ricerche sull'età medievale, da cui Volpe trasse spunti fondamentali per i suoi studi successivi sul Risorgimento italiano e l'Italia liberale, con aperture di metodo che sottolineavano gli aspetti creativi dell'esperienza umana.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Della produzione storiografica di Gioacchino Volpe ricordiamo, tra l’altro: “&lt;i&gt;Medio Evo Italiano&lt;/i&gt;” (1923), “&lt;i&gt;L’Italia in cammino&lt;/i&gt;” (1927), “&lt;i&gt;Caporetto&lt;/i&gt;” (1928), “&lt;i&gt;Vittorio Emanuele III&lt;/i&gt;” (dalla nascita alla Corona d’Albania, 1939) (ristampato, con l’introduzione di Domenico Fisichella, per la Marco Editore nel 2000), “&lt;i&gt;Italia Moderna&lt;/i&gt;” (in tre volumi, 1949-1955). &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;A cura della casa editrice di Giovanni Volpe (1906-1984), figlio dell’insigne storico, particolare è l’antologia “&lt;i&gt;Scritti su Casa Savoia&lt;/i&gt;” (1983), con presentazione di Emilio Bussi (1904-1997). Al riguardo è interessante “&lt;i&gt;Il Millennio di una Dinastia&lt;/i&gt;” [estratto dal volume: “&lt;i&gt;Un Secolo di Regno. L’Unità Nazionale&lt;/i&gt;”&amp;nbsp; (1959), ristampato con la prefazione di Francesco Perfetti, per la Luni Editrice nel 2000] e “&lt;i&gt;Il Centenario del Regno d’Italia&lt;/i&gt;”&amp;nbsp; (1961), in cui, tra l’altro scrisse: “&lt;/span&gt;&lt;i&gt;[…]&lt;/i&gt; &lt;i&gt;La Monarchia, quella Monarchia rappresentata da quel Casato di antica origine, che nel ‘700 rimase l’unico Casato in certo senso “&lt;/i&gt;nazionale&lt;i&gt;” della Penisola, cominciò ad operare, anche senza proporselo, per l’unità, sin da quando, nel ‘600 e ‘700, essa, per difendere il suo Stato o per guadagnare qualche provincia o città della Lombardia, ebbe a fronteggiare stranieri e soltanto stranieri, Spagna o Austria o Francia, richiamando su di sé l’attenzione, la simpatia e qualche speranza di Italiani di ogni paese, stanchi di tanta sarabanda di conquistatori e predoni, e diventando il punto di convergenza loro. […]&lt;/i&gt;”.&lt;span style="color: black;"&gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Il Re Umberto II&lt;/span&gt;&lt;span style="color: black;"&gt; (1904-1983) insignì &amp;nbsp;Gioacchino Volpe dell'Ordine Civile di Savoia il 15 settembre 1961, e lo creò conte il 16 febbraio 1967. In occasione del novantesimo compleanno (16 febbraio 1966), il Re, tramite il Ministro Falcone Lucifero (1898-1997), gli inviò il seguente telegramma: “&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;Sovrano desidera Le giungano vive felicitazioni particolarmente affettuose ricorrenza Suo novantesimo genetliaco ricordando eminenti servigi resi da Vostra Eccellenza alla patria in una nobile vita di studio e di lavoro et formula fervidi voti perché Ella continui per lunghi anni ancora a servire et onorare l’Italia.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="color: black;"&gt;”.&amp;nbsp; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="line-height: normal;"&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Il nostro fu anche membro della Consulta dei Senatori del Regno dal 12 maggio 1960 e Presidente Onorario del Circolo di Cultura e di Educazione Politica Rex dal novembre 1968 fino alla morte, circolo dove fu un ricercato conferenziere su svariati argomenti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="color: black; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; line-height: 150%;"&gt;Gioacchino Volpe fu, senza dubbio, uno storico di ampi interessi e di tempra notevolissima. Qualità codeste che fanno di lui uno dei maggiori rappresentanti della cultura italiana del secolo XX.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-8481246963653022690?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/8481246963653022690/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/10/gioacchino-volpe.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/8481246963653022690'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/8481246963653022690'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/10/gioacchino-volpe.html' title='GIOACCHINO VOLPE'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-YWM9Sxvq_Mw/Tqrhr1HXkMI/AAAAAAAAAdc/Dr0P3k2F6kQ/s72-c/gioacchino-volpe.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-6204429386354444273</id><published>2011-10-28T06:46:00.000+02:00</published><updated>2011-10-28T06:46:05.248+02:00</updated><title type='text'>Presentazione dei discorsi parlamentari di Alfredo Covelli</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-mkicWe7jiWQ/TqozaRrb9yI/AAAAAAAAAdM/F-WjSaFyko4/s1600/Covelli%252520Alfredo%252520-%2525202.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" ida="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-mkicWe7jiWQ/TqozaRrb9yI/AAAAAAAAAdM/F-WjSaFyko4/s1600/Covelli%252520Alfredo%252520-%2525202.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;25/10/2011 Il Discorso di Gianfranco Fini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Montecitorio, Sala della Lupa -&amp;nbsp; La Camera dei deputati è lieta di presentare la raccolta degli interventi parlamentari di Alfredo Covelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluto e ringrazio gli illustri relatori: Gerardo Bianco, Gianni Bisiach, Beniamino Caravita di Toritto, Vincenzo Trantino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La pubblicazione dei discorsi di Covelli rappresenta il giusto riconoscimento a una figura che ha onorato la Camera con il suo senso della legalità istituzionale e della democrazia parlamentare, occupando un posto di tutto rilievo nella storia politica italiana.&lt;br /&gt;I due volumi che compongono l'opera, oltre a rispecchiare i molteplici ambiti dell'impegno di Covelli in Parlamento, restituiscono un quadro vivido del suo tempo e del mondo di cui egli fu autorevole protagonista.&lt;br /&gt;La sua cifra culturale e ideale la troviamo innanzi tutto nel desiderio di ricomposizione delle fratture storiche dell'Italia, a partire dalla più grave, la contrapposizione politica tra le forze repubblicane e i sostenitori della dinastia sabauda che si svolse in occasione del referendum istituzionale del 2 giugno 1946 e che si protrasse idealmente, ancorché in forme sempre più attenuate, negli anni immediatamente successivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Covelli fu il leader di quei settori di elettorato e di opinione pubblica che credevano nei princìpi della monarchia costituzionale e che -vale la pena ricordarlo- svolsero in una certa fase, soprattutto negli anni Cinquanta, una non trascurabile influenza sul mondo politico italiano.&lt;br /&gt;Un indubbio merito storico che va riconosciuto al leader del PNM (poi divenuto PDIUM) è quello di aver favorito la partecipazione dei monarchici alla vita democratica repubblicana, rifuggendo dalla tentazione dell'estraniazione o del radicalismo.&lt;br /&gt;La vita politica di Covelli fu improntata al più compiuto senso della legalità e della dignità della funzione parlamentare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le sue idee non lo portarono a essere tra la stragrande maggioranza dei costituenti che approvarono il testo della Costituzione repubblicana.&lt;br /&gt;Ma poi, i princìpi democratici e liberali posti alla base della Carta del '48, li osservò sempre con lealtà e dedizione non venendo mai meno ai propri doveri di deputato: costante fu il suo appello al rispetto delle Istituzioni e al prestigio del Parlamento.&lt;br /&gt;Covelli credeva in un parlamentarismo democratico e moderno capace di rappresentare in modo compiuto il pluralismo culturale e ideale della Nazione e di ispirare le grandi scelte politiche del Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Il concetto che un governo si qualifichi politicamente - disse in una seduta alla Camera del luglio 1955 - con i voti che esso attinge per formare e completare la sua maggioranza, non solo non può reggere ma è in assoluto contrasto con un sano e aperto regime parlamentare. In una vera democrazia parlamentare le maggioranze governative devono formarsi su un programma".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tale prospettiva, e di vivissima attualità, il Parlamento, lungi dal configurarsi come mera istanza di ratifica della decisione governativa, era concepito come fonte primaria ed imprescindibile di legittimazione democratica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il leader del Partito monarchico considerava inoltre la massima Istituzione rappresentativa come una grande, libera ed intangibile assemblea di uomini eminenti, collocata al centro della società e capace di influenzarne il progresso Covelli attribuiva in tal senso al Parlamento ed alla classe politica anche la responsabilità di esercitare una delicata funzione pedagogica; la funzione, cioè, di "educare la Nazione", attraverso l'esempio, l'autorevolezza, la sobrietà e l'adempimento dei doveri civili.&lt;br /&gt;Sul piano ideale e culturale, la sua costante preoccupazione fu di ribadire l'importanza di mantenere viva la memoria del ruolo cruciale svolto dalla dinastia sabauda nel processo di unificazione nazionale.&lt;br /&gt;Il sentimento della lealtà che aveva ispirato l'atteggiamento dei monarchici nei confronti dello Statuto Albertino e della Casa Reale costituiva un patrimonio che la Repubblica non poteva permettersi di disperdere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E qui è importante sottolineare che la consapevolezza di quella ricchezza storica e ideale trasmessa dall'Italia liberale e monarchica all'Italia democratica e repubblicana rappresenta uno degli elementi culturali più significativi emersi nel corso delle intense celebrazioni per il Centocinquantenario dell'unità nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell'orizzonte politico e ideale di Covelli non c'erano comunque soltanto l'espressione di lealtà verso Casa Savoia e l'affermazione dei princìpi della monarchia costituzionale: c'era anche il suo profondo legame con il Meridione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di quelle terre conosceva le potenzialità e le risorse, ma anche le tragiche contraddizioni sociali, soprattutto nel dopoguerra, quando si imponevano la ricostruzione e la pacificazione del Paese. A proposito della politica di intervento straordinario per il Mezzogiorno, Covelli si batteva perché questa fosse guarita da ogni forma di inefficienza e dissipazione, spesso causate da pratiche clientelari. "La Cassa per il Mezzogiorno che noi aiutiamo a difendere - disse nel corso di un intervento parlamentare dell'aprile del 1969 - deve essere liberata dai rami morti e restituita alla funzione propria di fornire, come disse De Gasperi, polmoni al Mezzogiorno, dando ad esso un aspetto sociale conforme a tutte le altre regioni più progredite del nostro Paese".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda il profilo strettamente politico, è importante rilevare che Covelli sosteneva una linea di allargamento dello spazio e dell'influenza delle forze politiche di destra attraverso una loro intesa sempre più stretta con i settori moderati dello schieramento italiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tale politica portò, fin dagli anni Cinquanta alla vicinanza e alla collaborazione tra il Partito monarchico e il Movimento sociale italiano e alla proposta, negli anni Sessanta, di allargare l'intesa al PLI, che però non trovò disponibile il partito allora guidato da Malagodi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella linea sfociò, nel 1972, nella fusione del Pdium con il Msi, che da allora aggiunse alla denominazione di partito l'espressione "Destra nazionale". In tale ambito va ricordato che Covelli partecipò nel 1976 alla breve esperienza di Democrazia nazione.&lt;br /&gt;Al di là dei diversi giudizi storico-politici che si possono dare della strategia di unione delle destre perseguita a lungo da Covelli e da Almirante, si deve onestamente rilevare che l'esponente monarchico fu tra coloro che individuarono con indubbio anticipo la necessità di fornire espressione politica unitaria, attraverso una cultura moderna e democratica, a quei settori di elettorato e di società, di ispirazione di destra, che non si sentivano rappresentati, o che non si sentivano sufficientemente rappresentati, dalle forze moderate al governo nel nostro Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vale la pena sottolineare che non si trattò di una preoccupazione effimera, ma di una esigenza importante, ancorché poco riconosciuta per molto tempo, della politica italiana, come le trasformazioni degli anni Novanta hanno del resto, per molti versi, dimostrato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non si possono infine dimenticare, nel tratteggiare il profilo politico di Covelli, le sue capacità di oratore vivace e facondo. Il suo messaggio programmatico contenuto nei suoi interventi in Parlamento egli sapeva comunicarlo direttamente ed efficacemente anche a quanti accorrevano ad ascoltarlo nei comizi o seguivano davanti al televisore le prime esperienze mediatiche di comunicazione politica, quali erano allora le "Tribune elettorali".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quelle occasioni, si faceva apprezzare per la passione politica, per la veemenza oratoria e per la fermezza nei momenti di pur aspro confronto dialettico, criticando, se necessario, le idee, ma rispettando sempre le persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stile di Covelli ci riporta ad un'Italia di valori e sentimenti certo lontana nel tempo, ma non per questo meno ricca di insegnamenti e di modelli. A partire dall'ideale della pacificazione nazionale, di cui Covelli fu coerente interprete e di cui noi abbiamo sempre il dovere di conservare vivida memoria.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-6204429386354444273?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/6204429386354444273/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/10/presentazione-dei-discorsi-parlamentari.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/6204429386354444273'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/6204429386354444273'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/10/presentazione-dei-discorsi-parlamentari.html' title='Presentazione dei discorsi parlamentari di Alfredo Covelli'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-mkicWe7jiWQ/TqozaRrb9yI/AAAAAAAAAdM/F-WjSaFyko4/s72-c/Covelli%252520Alfredo%252520-%2525202.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-5780161365932893179</id><published>2011-10-26T17:02:00.005+02:00</published><updated>2011-10-31T08:01:14.869+01:00</updated><title type='text'>Piccola rassegna stampa sui 90 anni di Re Michele I di Romania.</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: 'Default Sans Serif', Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-s-2QMeFIZqw/TqpUQwcqyPI/AAAAAAAAAdU/QQBetK2xGtk/s1600/23krfw8.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://3.bp.blogspot.com/-s-2QMeFIZqw/TqpUQwcqyPI/AAAAAAAAAdU/QQBetK2xGtk/s320/23krfw8.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Arial, Helvetica; font-size: 12px;"&gt;&lt;a href="http://it.euronews.net/2011/10/25/romania-re-in-parlamento-per-i-suoi-90-anni/" style="font-family: Arial, Helvetica; font-size: 12px;"&gt;http://it.euronews.net/2011/10/25/romania-re-in-parlamento-per-i-suoi-90-anni/&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://videonews.antena3.ro/action/viewvideo/821335/imnul-casei-regale-a-romaniei-urmat-de-un-sincer-quotla-multi-aniquot-in-onoarea-regelui-mihai" style="font-family: Arial, Helvetica; font-size: 12px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;http://videonews.antena3.ro/action/viewvideo/821335/imnul-casei-regale-a-romaniei-urmat-de-un-sincer-quotla-multi-aniquot-in-onoarea-regelui-mihai&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.princeradublog.ro/atitudini/the-speech-of-his-majesty-king-michael-i/" style="font-family: Arial, Helvetica; font-size: 12px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;http://www.princeradublog.ro/atitudini/the-speech-of-his-majesty-king-michael-i/&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.monarchia.it/news.html#90michele" style="font-family: Arial, Helvetica; font-size: 12px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;http://www.monarchia.it/news.html#90michele&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.sette-giorni.ro/index.php?page=detalii&amp;amp;categorie=romania&amp;amp;id=20111023-1890" style="font-family: Arial, Helvetica; font-size: 12px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;http://www.sette-giorni.ro/index.php?page=detalii&amp;amp;categorie=romania&amp;amp;id=20111023-1890&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/ottobre/26/Michele_torna_Parlamento_co_9_111026012.shtml"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;http://archiviostorico.corriere.it/2011/ottobre/26/Michele_torna_Parlamento_co_9_111026012.shtml&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.dirittiglobali.it/home/categorie/33-internazionale/22551-e-bucarest-riscopre-il-fascino-della-monarchia.html"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;http://www.dirittiglobali.it/home/categorie/33-internazionale/22551-e-bucarest-riscopre-il-fascino-della-monarchia.html&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.politicamagazine.info/Rubriche/CulturaSociet%C3%A0/MicheleIdiRomaniapuntodiriferimentoperlaR/tabid/897/Default.aspx"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;http://www.politicamagazine.info/Rubriche/CulturaSociet%C3%A0/MicheleIdiRomaniapuntodiriferimentoperlaR/tabid/897/Default.aspx&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.tio.ch/Estero/News/654922/Romania-discorso-storico-in-parlamento-per-re-Michele"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;http://www.tio.ch/Estero/News/654922/Romania-discorso-storico-in-parlamento-per-re-Michele&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.rri.ro/art.shtml?lang=8&amp;amp;sec=123&amp;amp;art=184322"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: black;"&gt;http://www.rri.ro/art.shtml?lang=8&amp;amp;sec=123&amp;amp;art=184322&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-5780161365932893179?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/5780161365932893179/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/10/piccola-rassegna-stampa-sui-90-anni-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/5780161365932893179'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/5780161365932893179'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/10/piccola-rassegna-stampa-sui-90-anni-di.html' title='Piccola rassegna stampa sui 90 anni di Re Michele I di Romania.'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-s-2QMeFIZqw/TqpUQwcqyPI/AAAAAAAAAdU/QQBetK2xGtk/s72-c/23krfw8.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-7108387917928976493</id><published>2011-10-26T17:01:00.000+02:00</published><updated>2011-10-26T17:01:29.028+02:00</updated><title type='text'>Il discorso di Re Michele I al parlamento rumeno</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-1CnmCIkj9TY/Tqggu9SfzNI/AAAAAAAAAc8/QKov3i61aI8/s1600/rm.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="232" src="http://1.bp.blogspot.com/-1CnmCIkj9TY/Tqggu9SfzNI/AAAAAAAAAc8/QKov3i61aI8/s320/rm.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Signore e signori parlamentari,&lt;br /&gt;sono trascorsi più di 60 anni dall'ultima volta che mi sono rivolto&amp;nbsp;alla nazione rumena dalla tribuna del Parlamento. Ho così &amp;nbsp;voluto&amp;nbsp;accogliere l'invito &amp;nbsp;dei legittimi rappresentanti del popolo.&lt;br /&gt;Il nostro primo dovere è ora di ricordare coloro che sono morti per&amp;nbsp;la nostra indipendenza e per la libertà, immolandosi nelle guerre e&amp;nbsp;negli eventi del dicembre 1989 che portarono alla fine della&lt;br /&gt;dittatura comunista. Non possiamo avere un futuro senza rispettare&amp;nbsp;il nostro passato.&lt;br /&gt;Gli ultimi venti anni hanno portato la democrazia e la libertà, dando&amp;nbsp;il via ad un periodo di prosperità in cui il nostro popolo ha avuto&amp;nbsp;l’opportunità di relazionarsi con il mondo, di realizzare &amp;nbsp;dei sogni e&lt;br /&gt;di &amp;nbsp;cercare &amp;nbsp;il rafforzamento della vita familiare &amp;nbsp;a beneficio delle&amp;nbsp;generazioni future. La Romania si è &amp;nbsp;molto &amp;nbsp;evoluta nel corso degli&amp;nbsp;ultimi due decenni.&lt;br /&gt;Lo spirito profondamente europeo della Romania di oggi si fonda&amp;nbsp;sull'esistenza del Parlamento. Il nostro cammino verso l’UE è ormai&amp;nbsp;irreversibile &amp;nbsp;e non sarebbe stato possibile se non grazie al rispetto&lt;br /&gt;della libertà e della democrazia; così ha agito il Parlamento rumeno&amp;nbsp;dal 1989, con il supporto dell’azione della Nato.&lt;br /&gt;Ma la politica è un'arma a doppio taglio. &amp;nbsp;La &amp;nbsp;Democrazia &amp;nbsp;garantisce il rispetto delle libertà se attuata&lt;br /&gt;seguendo le leggi e nel rispetto delle Istituzioni. Ma la politica può danneggiare i cittadini se attuata con&lt;br /&gt;un’etica malvagia e piegando al proprio interesse le logiche di potere con disprezzo delle istituzioni statali.&lt;br /&gt;Molte realtà della società rumena, competenti e gestite con oculatezza, &amp;nbsp;sono riuscite &amp;nbsp;ad andare avanti&lt;br /&gt;nonostante la crisi economica: le piccole e medie imprese, &amp;nbsp;i &amp;nbsp;giovani e &amp;nbsp;gli &amp;nbsp;insegnanti provenienti da&lt;br /&gt;università e scuole, le realtà agricole.&lt;br /&gt;Il nostro popolo ha espresso eccellenze nel mondo dell’arte, in&amp;nbsp;quello militare, &amp;nbsp;in quello della diplomazia &amp;nbsp;e &amp;nbsp;dei &amp;nbsp;funzionari&amp;nbsp;pubblici, &amp;nbsp;nonostante la grande crisi delle comuni risorse&amp;nbsp;economiche. &amp;nbsp;Ognuno è riuscito a non venir meno al proprio&amp;nbsp;dovere nei confronti delle &amp;nbsp;Istituzioni e del Paese - cito come&amp;nbsp;esempio l'Accademia rumena e la Banca nazionale - non curanti&amp;nbsp;della crisi attuale dei valori nella quale stiamo incorrendo.&lt;br /&gt;Mi dolgo del fatto che dopo due decenni &amp;nbsp;dal ritorno alla&amp;nbsp;democrazia vi siano &amp;nbsp;persone anziane e malati &amp;nbsp;che debbano&amp;nbsp;vivere ancora le situazioni di indigenza.&lt;br /&gt;La Romania ha bisogno di infrastrutture. Autostrade, porti e&amp;nbsp;aeroporti moderni sono parte della nostra forza in quanto Stato&amp;nbsp;indipendente. L'agricoltura &amp;nbsp;rappresenta il nostro passato, ma&amp;nbsp;anche il nostro futuro. La scuola è e sarà una pietra miliare&amp;nbsp;della società.&lt;br /&gt;La Regina ed io, insieme con la nostra Famiglia, continueremo&amp;nbsp;nell’impegno profuso da sempre: sosterremo gli interessi&amp;nbsp;fondamentali della Romania, della continuità e delle tradizioni&amp;nbsp;del nostro paese.&lt;br /&gt;Non potevo rivolgermi alla Nazione senza parlare della Famiglia&amp;nbsp;Reale e &amp;nbsp;della sua importanza nella vita del Paese. &amp;nbsp;La Corona Reale è sì un simbolo del passato, ma &amp;nbsp;soprattutto &amp;nbsp;una &amp;nbsp;viva &amp;nbsp;rappresentazione della indipendenza, della&amp;nbsp;sovranità e della nostra unità. La Corona ancor oggi rappresenta lo Stato nella sua continuità storica, e la &amp;nbsp;nazione nel suo divenire. &amp;nbsp;Il peso &amp;nbsp;della &amp;nbsp;Romania &amp;nbsp;è &amp;nbsp;rafforzato dalla lealtà, &amp;nbsp;dal &amp;nbsp;coraggio, &amp;nbsp;dal &amp;nbsp;rispetto, &amp;nbsp;dalla&amp;nbsp;serietà e dalla modestia.&amp;nbsp;Signore e signori parlamentari,&lt;br /&gt;le istituzioni democratiche non sono disciplinate esclusivamente dalla legge, ma anche dall’etica, dal senso&lt;br /&gt;del dovere. Amor di Patria e competenza sono i criteri principali della vita pubblica: la fiducia nella&lt;br /&gt;democrazia, lo scopo delle istituzioni e delle&amp;nbsp;loro regole!&lt;br /&gt;Il mondo di domani non può esistere senza &amp;nbsp;morale, senza fede e senza memoria. &amp;nbsp;Gli&lt;br /&gt;interessi particolari, il cinismo, &amp;nbsp;e la &amp;nbsp;codardia&amp;nbsp;non dovrebbero rientrare nella vita. La Romania&lt;br /&gt;ha &amp;nbsp;perseguito gli ideali di grandi uomini della&amp;nbsp;nostra storia, &amp;nbsp;esempio di &amp;nbsp;responsabilità e&lt;br /&gt;generosità.&lt;br /&gt;Nel 1989 la Romania &amp;nbsp;ha visto il levarsi di &amp;nbsp;voci&amp;nbsp;autorevoli provenienti da tutto il mondo in&lt;br /&gt;sostegno al nostro Paese. Molti giovani si sono&amp;nbsp;sacrificati per sconfiggere la tirannia &amp;nbsp;ed hanno&lt;br /&gt;ottenuto il nostro tornare ad essere la nazione.&lt;br /&gt;E’ora, dopo vent'anni, &amp;nbsp;di dimostrare&amp;nbsp;pubblicamente la rottura con il triste passato.&lt;br /&gt;Demagogia, ipocrisia, egoismo, &amp;nbsp;affezione estrema al potere non &amp;nbsp;devono trovare posto &amp;nbsp;nelle Istituzioni&lt;br /&gt;rumene del 2011. Ci riporterebbero nella situazione precedente al 1989.&lt;br /&gt;Si deve &amp;nbsp;persistere in una gestione limpida del bene pubblico e per preparare il nostro futuro. Dobbiamo&lt;br /&gt;continuare lo sforzo iniziato per riconquistare dignità e rispetto, uniti tra di noi e con i nostri vicini e fratelli.&lt;br /&gt;Ho servito la nazione rumena &amp;nbsp;per una vita lunga e ricca di eventi, alcuni felici, altri drammatici. &amp;nbsp;Sono &lt;br /&gt;passati 84 anni da quando sono diventato Re e posso dire senza esitazione nazione rumena che le cose più&lt;br /&gt;importanti da &amp;nbsp;preservare per la libertà e la democrazia, sono l'identità e dignità. &amp;nbsp;I rappresentanti della&lt;br /&gt;società rumena hanno quindi una grande responsabilità.&lt;br /&gt;La democrazia &amp;nbsp;è una fonte di arricchimento. La Romania, come tutti i paesi europei, ha bisogno di&lt;br /&gt;governanti rispettati e qualificati.&lt;br /&gt;I Rumeni non dovranno mai dimenticare &amp;nbsp;le &amp;nbsp;nostre terre che sono state perse a seguito della divisione&lt;br /&gt;dell'Europa secondo il giogo di potenze straniere. E' loro diritto di decidere se vivere nel nostro Paese o se&lt;br /&gt;rimanere separati. Oggi l'Europa è un continente dove i popoli e i confini territoriali non cambiano a seguito&lt;br /&gt;delle decisioni dei politici. Il mio impegno è stato e continua ad essere valido per tutti i rumeni. Essi sono&lt;br /&gt;tutti parte della nostra nazione e questo rimarrà per sempre.&lt;br /&gt;Solo noi abbiamo il potere di rendere il paese rispettoso, prospero e ammirato in tutto il mondo.&lt;br /&gt;La Romania di oggi è un’eredità dei nostri avi ma, come Paese, abbiamo dei precisi doveri verso i nostri figli.&lt;br /&gt;Che Dio vigili su di noi!&lt;br /&gt;Bucarest, 25 Ottobre 2011&lt;br /&gt;Michele I di Romania&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-7108387917928976493?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/7108387917928976493/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/10/il-discorso-di-re-michele-i-al.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/7108387917928976493'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/7108387917928976493'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/10/il-discorso-di-re-michele-i-al.html' title='Il discorso di Re Michele I al parlamento rumeno'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-1CnmCIkj9TY/Tqggu9SfzNI/AAAAAAAAAc8/QKov3i61aI8/s72-c/rm.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-4482132426821088171</id><published>2011-10-23T18:33:00.000+02:00</published><updated>2011-10-23T18:33:04.801+02:00</updated><title type='text'>Una cravatta rossa sventola al vento</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-I21pKMbVdLs/TqRBmifMHJI/AAAAAAAAAco/Cbnnn_btS_c/s1600/sav.png" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/-I21pKMbVdLs/TqRBmifMHJI/AAAAAAAAAco/Cbnnn_btS_c/s1600/sav.png" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 14px; line-height: 20px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; line-height: 20px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;L’anno era il 1706 e nei 117 giorni che vanno dal 14 maggio al 7 settembre si decisero le sorti dell’Italia. Oltre 44.000 soldati franco spagnoli avevano attraversato le Alpi e stringevano in un cerchio di ferro e di fuoco la città di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Torino&lt;/strong&gt;, capitale del Ducato di Savoia, difesa da meno di undicimila Piemontesi. Il giorno in cui l’assedio ebbe inizio si verificò un’eclissi di sole, che incoraggiò i Torinesi a resistere, dal momento che il sole era il simbolo del re di Francia Luigi XIV, detto il “Re Sole”. E l’eclissi fu presa come un presagio di vittoria.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="article-content" style="color: rgb(0, 0, 0) !important; font: normal normal normal 14px/20px Arial, Helvetica, sans-serif !important; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;L’assedio tuttavia fu lungo e sanguinoso. E non mancarono episodi gloriosi, come quando Pietro Micca si sacrificò facendo saltare una galleria che i Francesi avevano scavato sotto le mura per entrare in città. Agli inizi di settembre la situazione volse però a favore degli assediati, grazie all’arrivo di un’armata austriaca comandata da un cugino del Duca di Savoia, il Principe Eugenio di Savoia.&lt;br /&gt;Eugenio, fuggito giovanissimo dal convento in cui era stato rinchiuso con l’idea di farne un uomo di Chiesa, dopo varie vicende rocambolesche era giunto a&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Vienna&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;facendo rapidamente carriera al servizio dell’Impero. Si era distinto per il suo valore nelle continue guerre di quegli anni, come quando fu ferito da un archibugio durante l’assedio di&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Belgrado&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;del 1688. Per inciso, Eugenio di Savoia conquisterà&amp;nbsp;&lt;strong&gt;Belgrado&lt;/strong&gt;&amp;nbsp;ancora nel 1717, dopo che era tornata sotto il dominio turco. In quella occasione il primo a scalare le mura della città fu il soldato Giovanni Vittone di Sambughetto di Valstrona, nato nel 1692 e morto nel 1721. in suo onore fu coniata persino una moneta d’oro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Torniamo al 7 settembre 1706. Piemontesi ed Austriaci sferrarono il contrattacco. Il Duca Vittorio Amedeo II di Savoia guidò personalmente l’attacco della sua cavalleria sfondando le linee nemiche e aprendo la strada alla vittoria.&lt;br /&gt;Narra la leggenda che un portaordini, ferito mortalmente dai nemici, spirò dopo aver annunciato la vittoria al Duca. Il sangue sul colletto di questo ignoto soldato divenne il simbolo del reggimento Savoia Cavalleria, rappresentato dapprima da un filetto rosso sul bavero nero e dal 1933 da una cravatta rossa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Savoia Cavalleria, che esiste tuttora inquadrato nella Brigata aeromobile "Friuli", fu protagonista di un episodio bellico che ha dell’incredibile durante la campagna di Russia, nella Seconda Guerra Mondiale.&lt;br /&gt;Il 23 agosto 1942, mentre l’armata italiana sul fronte russo ripiegava, incalzata dai Sovietici, in un’ansa del fiume Don le “cravatte rosse” effettuarono l’ultima carica di cavalleria della storia. Solo dei pazzi temerari potevano pensare di caricare con le sciabole contro le mitragliatrici. Eppure, contro ogni probabilità, vinsero le sciabole.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="article-content" style="color: rgb(0, 0, 0) !important; font: normal normal normal 14px/20px Arial, Helvetica, sans-serif !important; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: small;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="article-content" style="color: rgb(0, 0, 0) !important; font: normal normal normal 14px/20px Arial, Helvetica, sans-serif !important; text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif; font-size: small;"&gt;&lt;a href="http://it.paperblog.com/una-cravatta-rossa-sventola-al-vento-646951/"&gt;http://it.paperblog.com/una-cravatta-rossa-sventola-al-vento-646951/&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-4482132426821088171?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/4482132426821088171/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/10/una-cravatta-rossa-sventola-al-vento.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/4482132426821088171'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/4482132426821088171'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/10/una-cravatta-rossa-sventola-al-vento.html' title='Una cravatta rossa sventola al vento'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-I21pKMbVdLs/TqRBmifMHJI/AAAAAAAAAco/Cbnnn_btS_c/s72-c/sav.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-8409796600512654243</id><published>2011-10-23T15:59:00.001+02:00</published><updated>2011-10-23T16:00:26.543+02:00</updated><title type='text'>Santa  Messa di riparazione</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;Il nostro è un blog laico nel quale trovano posto le opinioni e le religioni di tutti.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;Proprio per il rispetto che abbiamo delle religioni siamo indignati ed offesi per lo scempio fatto ad una statua della Vergine Maria a Roma.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;Per questo riportiamo volentieri l'invito alla Santa Messa di riparazione per la profanazione avvenuta.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;Lo staff di monarchicinrete.&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;i&gt;&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-WE8cCpzUSak/TqQc1ecHaDI/AAAAAAAAAcg/AnYglUQGJlQ/s1600/mfront_roma_madonna_statua_rotta.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-WE8cCpzUSak/TqQc1ecHaDI/AAAAAAAAAcg/AnYglUQGJlQ/s1600/mfront_roma_madonna_statua_rotta.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: #ffffa5; color: #333333; font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;h3 class="post-title entry-title" style="color: #660000; font-family: Georgia, Times, serif; font-size: 19px; line-height: 1.4em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0.25em; padding-bottom: 4px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/h3&gt;&lt;h3 class="post-title entry-title" style="color: #660000; font-family: Georgia, Times, serif; font-size: 19px; line-height: 1.4em; margin-bottom: 0px; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0.25em; padding-bottom: 4px; padding-left: 0px; padding-right: 0px; padding-top: 0px;"&gt;Parrocchia tradizionale dei Pellegrini in Roma, 29 ottobre 2011&lt;/h3&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="post-header-line-1" style="font-family: Georgia, Times, serif; font-size: 14px;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="post-body entry-content" style="line-height: 1.6em; margin-bottom: 0.75em; margin-left: 0px; margin-right: 0px; margin-top: 0px;"&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-EwX_QKxIxVA/TqP2zAYJJJI/AAAAAAAACpo/uWjGzo4T-YQ/s1600/logo_lepanto.jpg" style="color: #006699; font-family: Georgia, Times, serif; font-size: 14px; text-decoration: none;"&gt;&lt;img alt="" border="0" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5666644112297239698" src="http://3.bp.blogspot.com/-EwX_QKxIxVA/TqP2zAYJJJI/AAAAAAAACpo/uWjGzo4T-YQ/s400/logo_lepanto.jpg" style="border-bottom-color: rgb(27, 112, 58); border-bottom-style: solid; border-bottom-width: 1px; border-left-color: rgb(27, 112, 58); border-left-style: solid; border-left-width: 1px; border-right-color: rgb(27, 112, 58); border-right-style: solid; border-right-width: 1px; border-top-color: rgb(27, 112, 58); border-top-style: solid; border-top-width: 1px; display: block; height: 110px; margin-bottom: 10px; margin-left: auto; margin-right: auto; margin-top: 0px; padding-bottom: 4px; padding-left: 4px; padding-right: 4px; padding-top: 4px; text-align: center; width: 110px;" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, Times, serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, Times, serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px;"&gt;SABATO 29 ottobre 2011 - ore&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Georgia, Times, serif; font-size: 14px;"&gt;&lt;strong&gt;10:00&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #3333ff;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, Times, serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px;"&gt;la Fondazione Lepanto invita a partecipare o a unirsi con la preghiera&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, Times, serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px;"&gt;alla Santa Messa nella forma extraordinaria del Rito Romano in riparazione&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, Times, serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px;"&gt;degli atti sacrileghi compiuti a Roma lo scorso 15 ottobre presso la&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, Times, serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px;"&gt;chiesa di Santa Trinità dei Pellegrini in piazza Trinità dei Pellegrini a Roma.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Georgia, Times, serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px;"&gt;Fondazione Lepanto&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: arial;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 12px;"&gt;&lt;i&gt;&lt;a href="http://blog.messainlatino.it/2011/10/parrocchia-tradizionale-dei-pellegrini.html"&gt;http://blog.messainlatino.it/2011/10/parrocchia-tradizionale-dei-pellegrini.html&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-8409796600512654243?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/8409796600512654243/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/10/s-messa-di-riparazione.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/8409796600512654243'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/8409796600512654243'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/10/s-messa-di-riparazione.html' title='Santa  Messa di riparazione'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-WE8cCpzUSak/TqQc1ecHaDI/AAAAAAAAAcg/AnYglUQGJlQ/s72-c/mfront_roma_madonna_statua_rotta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-5643817752393448407</id><published>2011-10-23T09:32:00.000+02:00</published><updated>2011-10-23T09:32:25.393+02:00</updated><title type='text'>Tre serate con Giovannino Guareschi e Alessandro Gnocchi</title><content type='html'>&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #333333; font-family: Georgia, Times, serif; font-size: 14px; font-weight: bold; line-height: 21px;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-yaUKWB9jikg/TqPC7xJcJbI/AAAAAAAAAcY/xNxbwZck5Sc/s1600/Diario-clandestino.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://1.bp.blogspot.com/-yaUKWB9jikg/TqPC7xJcJbI/AAAAAAAAAcY/xNxbwZck5Sc/s1600/Diario-clandestino.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #333333; font-family: Georgia, Times, serif; font-size: 14px; font-weight: bold; line-height: 21px;"&gt;«Sono molto contento di avere qui, questa sera, Alessandro Gnocchi, per poter parlare di un grande scrittore: Giovannino Guareschi, figura da riscoprire e da amare. La letteratura guareschiana è ricca di Fede e portatrice di speranza». Così ha detto Monsignor Arrigo Miglio, Vescovo di Ivrea, nell’introdurre Alessandro Gnocchi nella prima di tre di serate interamente dedicate a Giovannino Guareschi e organizzate dal Centro Culturale «Amici del Timone» di Rivarolo Canavese.&lt;br /&gt;Il 17 ottobre, nel teatro dell’Oratorio San Giuseppe (Via Armondo Arborio 6) di Ivrea, Gnocchi, presentato dal Presidente dell’Associazione «Amici del Timone» (Dottor Andrea Peracchio) quale esperto di Guareschi, nonché il primo ad essersi occupato dello scrittore dal punto di vista peculiarmente cattolico, ha parlato proprio della Fede del grande scrittore tradotto in tutto il mondo, Fede che ha il suo fondamento nel rapporto con il Crocifisso e con la Chiesa. Da dove nasce un’adesione così convinta e così ragionata? Il lager fu il momento più importante per la messa alla prova della Fede di Guareschi: questa prova segnò per sempre la sua consapevolezza di essere una creatura che deve tutto il proprio essere al Creatore. Qui sta la radice della sua narrativa che coniuga umorismo e toni drammatici.&lt;br /&gt;Guareschi fu testimone in prima linea dei cambiamenti epocali della civiltà cristiana: attraverso il suo “piccolo” osservatorio della Bassa egli fotografò con una lucidità sorprendente la corruzione dell’identità cristiana e la crisi della Chiesa. Come non ricordare la così attuale e drammatica introduzione a Il compagno don Camillo (riportata nell’introduzione del libro di Gnocchi-Palmaro,&lt;em&gt;Giovannino Guareschi. C’era una volta il padre di don Camillo e Peppone&lt;/em&gt;)?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #333333; font-family: Georgia, Times, serif; font-size: 14px; font-weight: bold; line-height: 21px;"&gt;[...]&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #333333; font-family: Georgia, Times, serif; font-size: 14px; font-weight: bold; line-height: 21px;"&gt;&lt;a href="http://blog.messainlatino.it/2011/10/sono-molto-contento-di-avere-qui-questa.html"&gt;http://blog.messainlatino.it/2011/10/sono-molto-contento-di-avere-qui-questa.html&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="color: #333333; font-family: Georgia, Times, serif;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-size: 14px; line-height: 21px;"&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4668155959002148631-5643817752393448407?l=monarchicinrete.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/feeds/5643817752393448407/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/10/tre-serate-con-giovannino-guareschi-e.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/5643817752393448407'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4668155959002148631/posts/default/5643817752393448407'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://monarchicinrete.blogspot.com/2011/10/tre-serate-con-giovannino-guareschi-e.html' title='Tre serate con Giovannino Guareschi e Alessandro Gnocchi'/><author><name>Staff di Monarchici in Rete</name><uri>http://www.blogger.com/profile/10182380537301994954</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='28' src='http://3.bp.blogspot.com/-utJqowkcEuM/TZczhvtHiOI/AAAAAAAAASQ/iXGSE-kxmTY/s220/LOGO%2B7-MR.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-yaUKWB9jikg/TqPC7xJcJbI/AAAAAAAAAcY/xNxbwZck5Sc/s72-c/Diario-clandestino.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4668155959002148631.post-711685948056652823</id><published>2011-10-20T08:58:00.001+02:00</published><updated>2011-10-20T09:04:53.491+02:00</updated><title type='text'>In Australia sempre meno repubblicani</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-DuyLWTKwzmw/Tp_IDsq0feI/AAAAAAAAAcQ/PwiacjR1des/s1600/images+%25281%2529.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://2.bp.blogspot.com/-DuyLWTKwzmw/Tp_IDsq0feI/AAAAAAAAAcQ/PwiacjR1des/s1600/images+%25281%2529.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="background-color: white; color: #565656; font-weight: bold; line-height: 20px;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Times, 'Times New Roman', serif;"&gt;Si riunisce il Commonwealth, visita di 11 giorni della Regina Elisabetta&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span class="Apple-style
