NON VI E' DUBBIO CHE UNA NAZIONE PASSATA DA UN REGIME MONARCHICO AD UN REGIME REPUBBLICANO SIA UNA NAZIONE «DECLASSATA», E CIÒ NON PUÒ NON ESSERE AVVERTITO DA CHIUNQUE ABBIA UNA SENSIBILITÀ PER VALORI I QUALI, PER ESSERE SOTTILI E IMMATERIALI, NON PER QUESTO SONO MENO REALI.

venerdì 31 ottobre 2014

A Roma manifestano i monarchici

Il prossimo 8 novembre i monarchici italiani si ritroveranno in piazza Santi Apostoli, a Roma, in occasione della manifestazione promossa dall'Unione Monarchica Italiana (Umi). L'iniziativa si chiama "Attualità e valore della monarchia". Ci saranno gli interventi di Alessandro Sacchi(presidente Umi), Davide Colombo (segretario nazionale Umi) e dell'ex senatore monarchico di Alleanza Nazionale Giuseppe Basini.

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La manifestazione "verterà sull'attuale situazione del Paese e sulle possibili soluzioni", come scrivono in una nota i monarchici abruzzesi. "I monarchici sono invitati a partecipare con le Bandiere del Regno d'Italia - si legge sul sito web monarchia.it - un evento propositivo che guarda al futuro, senza nostalgismi, per il bene della Patria".
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martedì 28 ottobre 2014

Grande Guerra, Scandale apre commemorazioni del centenario

Interessante convegno e particolare mostra con pezzi autentici del periodo 1914-1918

convegno
SCANDALE lunedì 27 ottobre 2014
Il comune di Scandale è il primo comune della provincia di Crotone – in anticipo anche sul comune capoluogo – ad avere aperto le commemorazioni del centenario della Grande Guerra (1914-1918/2014-2018). Il 21 ottobre si è tenuto presso la sala consiliare del locale palazzo comunale il convegno dal titolo: “Dal Risorgimento alla Grande Guerra – i valori di ieri per l’Italia del III millennio”. La sala comunale è stata allestita con una esposizione museale di bandiere con lo stemma di Casa Savoia e dell’Anvg, e di “pezzi autentici” del periodo 1914-1918: divise e buffetterie, elmetti, attrezzi da campo, sia italiani che tedeschi, di proprietà del collezionista Maurizio Trivieri, di Scandale, socio dell’Associazione Nazionale Volontari di Guerra che ha organizzato l’incontro unitamente all’amministrazione comunale di Scandale guidata dal sindaco Iginio Pingitore. Il convegno si è aperto coi saluti del sindaco, mentre i relatori sono stati il professor Franco Severini Giordano, scrittore e preside emerito del prestigioso Liceo Classico “Borrelli” di Santa Severina, ed il dottor Claudio Pirillo, delegato provinciale dell’Associazione Nazionale Volontari di Guerra.
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http://www.ilcirotano.it/2014/10/27/grande-guerra-scandale-apre-commemorazioni-del-centenario/

domenica 26 ottobre 2014

Il ritorno di Trieste all'Italia, 60 anni fa.

Giustamente oggi si ricorda il 60° anniversario del ritorno di Trieste alla Patria. E' giusto ricordare che tale ritorno comportò la perdita definitiva, ulteriormente sancita nel 1975 con il vergognoso trattato di Osimo, delle terre Istriane. Dal nostro archivio de "Il Candido" di Giovannino Guareschi prendiamo questa vignetta del grande Carlo Manzoni: "L'ultima sconfitta". Che non ha bisogno di ulteriori commenti.


mercoledì 22 ottobre 2014

Italia Reale contro il canone Rai

COMUNICATO STAMPA


Italia Reale: “Aboliamo il Canone RAI!”

Domani, 23 ottobre, dalle ore 18 alle ore 20 al presidio per l’abolizione del Canone RAI - organizzato di fronte i cancelli della direzione generale della Rai a Roma in viale Mazzini - parteciperà anche Angelo Novellino, Segretario Nazionale di ITALIA REALE, movimento politico che figura tra i promotori della iniziativa, assieme a iscritti e simpatizzanti.
“Italia Reale è in prima linea in questa battaglia di libertà contro un assurdo e iniquo balzello istituito dal regime fascista nel 1938 - dichiara Novellino -.  La RAI deve raggiungere il pareggio di bilancio con le risorse pubblicitarie se vuole operare sul mercato o alternativamente essere finanziata dallo Stato con le risorse acquisite tramite il prelievo fiscale, a fronte di una profonda ristrutturazione e di una seria programmazione che elimini la lottizzazione, riduca gli sprechi e gli ingenti compensi che gridano vendetta al cospetto di una Nazione in profonda crisi economica e delle famiglie italiane sempre più impoverite”.




Romania, premier Ponta per referendum repubblica-monarchia

(ANSA) - TRIESTE - 

Un dibattito pubblico e, perché no, anche un referendum per scegliere tra repubblica e monarchia. 

È questo lo scenario delineato domenica sera di fronte alla telecamere di Romania Tv dal premier rumeno in carica, Victor Ponta, in corsa per le elezioni presidenziali in programma a novembre e protagonista di una accesa campagna elettorale che sta entrando sempre più nel vivo. 

Ponta ha specificato che "nei prossimi anni" nel Paese membro Ue dal 2007 ci potrebbe essere un rinnovato dibattito pubblico sui pro e contro di repubblica e monarchia e infine, forse, una consultazione popolare che dia ai rumeni la possibilità di scegliere fra le due opzioni. 

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Fossano: “La legislazione italiana ed il patrimonio araldico cavalleresco di Casa Savoia”

Si terrà a Fossano, il 16 novembre prossimo, alle 9.30, presso la Sala Barbero del Castello degli Acaja un interessante e originale Convegno dal titolo “La legislazione italiana ed il patrimonio araldico cavalleresco di Casa Savoia”.

Il Convegno è stato voluto ed organizzato dal Comitato formato dal Presidente C.R.F. e Vicepresidente A.B.I. Prof. Beppe Ghisolfi, che ne cura la Presidenza, dal conte Carlo Buffa di Perrero, Delegato per il Piemonte e Valle d’Aosta degli Ordini Dinastici di Casa Savoia, dal Delegato Provinciale di Cuneo per l’Associazione Nazionale Insigniti Onorificenze Cavalleresche Cav. Clemente Malvino, dal Delegato Provinciale per Cuneo delle Guardie d’Onore alla RR. TT al Pantheon, Cav. Uff. Pietro Bruno e dallo Studio Legale Bimbato & Partners, rappresentato dall’Avv. Aldo Bimbato, che ne ha curato la direzione, l’implementazione e la competenza giuridica.

Si prevedono come relatori il prof. Emanuele Stefano Monti Bragadin dell’Università di Genova, Facoltà di Scienze Politiche, il prof. Claudio Cardellinidell’Università di Torino, il Dott. Tomaso Giuseppe Cravarezza ed il Dott. Marco Di Bartolo, esperti in Diritto nobiliare, araldico e genealogico, nonché l’Avv. Aldo Bimbato, esperto in Diritto nobiliare, araldico e genealogico e Diritto internazionale pubblico e privato.


sabato 18 ottobre 2014

Collegno: Ritratti Sabaudi, vizi e virtù di Casa Savoia


di Dino Ramella

Sabato 18 ottobre 2014 ore 16.30  Castello Provana di Collegno
Via Alpignano, 2 

Con l'autore interviene lo storico Tomaso Ricardi di Netro

La presentazione sarà allietata dalla presenza del Gruppo Storico 
Principi dal Pozzo della Cisterna


Presentarsi con la stampa del presente invito, grazie
(cliccare sul link sotto)



info Associazione Culturale San Lorenzo - Collegno - tel, 334 7552758 - e-maii saniorenzo.collegno@9nnailcorn

venerdì 17 ottobre 2014

Pescara, i Monarchici, “non donna di province, ma bordello”

“Oh che bel sito per una città commerciale! Buttiamo giù queste mura e costruiamo un porto su questo fiume e Pescara in men di un secolo sarà la più grande città degli Abruzzi” quella del 17 ottobre 1860 fu un vaticinio a metà di Vittorio Emanuele II, Re di Piemonte e Sardegna, che disse andando verso Teano ad incontrare il generale Giuseppe Garibaldi. E' Claudio Agostini (Consigliere Nazionale U.M.I.) a ricordarla, unione dei Monarchici, una esigua frangia di nostalgici che auspicano il ritorno del re per risolvere la crisi economica in Italia.

[....]

http://www.giornaledimontesilvano.com/pescara-e-provincia/64-pescara-e-provincia/28409-pescara-i-monarchici-non-donna-di-province-ma-bordello.html

giovedì 16 ottobre 2014

CIRCOLO REX - 67° CICLO DI CONFERENZE 2014-2015

PRIMA PARTE

SALA UNO
nel cortile della Casa Salesiana
San Giovanni Bosco
con ingresso in Via Marsala 42
(vicino Stazione Termini)

INGRESSO: 10,15

ORA INIZIO CONFERENZE: 10,30



PROGRAMMA DELLE RIUNIONI
2014


26 Ottobre
- Gen. C.C. Giancarlo IACHETTI

"I Carabinieri: duecento anni di fedeltà alle Istituzioni"


9 Novembre
- Prof. Salvatore SFRECOLA

"Le riforme di cui l'Italia ha effettivamente bisogno"


23 Novembre
- Dott. Antonio GALANO

"I patrioti fedeli al Governo legittimo nella liberazione di Roma"


30 Novembre
- Prof. Vincenzo CAPPELLETTI

"Necessità immutata della filosofia: l'esempio di Gentile"

lunedì 13 ottobre 2014

I Carabinieri: Duecento anni di fedeltà alle Istituzioni

E’   difficile  racchiudere  in  breve  spazio  vicende  di  due  secoli, iniziate  il  13  luglio  1814, quando  Vittorio  Emanuele  I, Re  di  Sardegna, tornato  a  Torino, Capitale  del  Regno, dopo  il  decennale  trasferimento  a  Cagliari, perché  il  Piemonte, occupato  dai  francesi, era  stato  addirittura  annesso  all’ Impero  Napoleonico, istituisse  con  Regie  Patenti  in  tale  data, un  nuovo  Corpo  Militare, avente  nome  “Corpo  dei  Carabinieri  Reali“, e per  scopo  “….la  conservazione  della  pubblica  e  privata  sicurezza…e  protezione  e  difesa  dei  buoni  e  fedeli  Sudditi  nostri….”.
E  nel  Regno  di  Sardegna  quindi  nacquero  e  si  svilupparono  i  Carabinieri, dai  primi  803  componenti  il  Corpo  agli  oltre  112.000  odierni, consolidando  le  loro  strutture  per  adempiere  alle  loro  funzioni  nel  Regno  d’ Italia, nel  1861  ed  infine, nel  1946, nella  repubblica, sempre  con  lealtà  e  fedeltà, avendo  come  fine  il  rispetto  e  la  difesa  delle  Istituzioni  Statali  dell’ Italia  Unita, e  bene  hanno  fatto  le  Poste  italiane, a  ricordarne  l’anniversario  con  l’ emissioni  di  quattro  francobolli, uniti  in  un  elegante  foglietto, riproducente  un’ opera  pittorica  di  Giovanni  Brunori , realizzata  nel  1872 , dal  titolo “Carabinieri  a  cavallo”. 

 Anche  i  temi  scelti  per  i  francobolli  sono  particolarmente  significativi, rappresentando  il  primo la  statua  bronzea  di  un Carabiniere, opera  dello  scultore  Edoardo  Rubino, iniziativa  che  ebbe  il  patrocinio  della  Regina  Margherita, e  fu  inaugurata  a  Torino, il  22   ottobre  1933, alla  presenza  del  Re  Vittorio  Emanuele  III. Il  secondo  francobollo  riproduce  la  facciata  di  un  palazzo  del  settecento  piemontese, opera del  Vittone, caserma  successivamente   intitolata  al  Capitano  dei  Carabinieri  Chiaffredo  Bergia, mancato  a  52  anni  nel  1892, che  da  semplice  carabiniere, arrivò  al  grado  di  capitano  per  le  sue  azioni  contro  i  briganti   negli  anni  1862  e  seguenti, per  le  quali  ebbe  una  Medaglia  d’ Oro  e  numerose  altre  decorazioni  e  promozioni tanto  da  essere  il  militare  più  decorato  al  valore. Vi  è  nel  terzo  il  “Logo  del  bicentenario”  e  nel quarto  francobollo, l’ immagine  realistica  e  fascinosa  di  “Carabinieri  nella  tormenta”, gruppo  bronzeo   dello  scultore  Antonio  Berti, realizzato  nel  1973.
Però  non  possiamo, anzi  dobbiamo  ricordare qualche  data  e  qualche  episodio  di  questa  lunga  e  gloriosa  storia, ricca  di  eroismi  e  di  caduti  nell’adempimento  del  loro  dovere, cominciando  dalla  prima  Medaglia  d‘Oro   al  Valor  Militare, decorazione  istituita  dal  Re  Carlo  Alberto, con  Regio  Viglietto  del  26  marzo  1833, concessa  alla  memoria  del  carabiniere  reale  Giovan  Battista  Scapaccino, che  rientrando  a  cavallo  alla  sua  caserma  di  Les  Echelles, in  Savoia, la  sera  del  3  febbraio  1834 , che  era  stata  occupata  da  una  banda  di  fuoriusciti  rivoltosi, impostogli  di  gridare  “Viva  la  repubblica”, gridò  alto  e  forte  “Viva  il  Re”, e  fu  così  freddato  da  numerose  fucilate, per  poi  ricordare  la  giornata  del  30  aprile  1848, durante  la  prima  guerra  d’ Indipendenza , quando  a  Pastrengo, tre  squadroni  a  cavallo  di  Carabinieri, a  conferma  che  gli  stessi  non  erano  solo  una  forza  territoriale, ma  un  vero  corpo  combattente, poi  divenuto  nel  1861  “Arma”, visto  in  pericolo  il  Re  Carlo  Alberto, che  era, come  sempre, in  prima  linea  contro  gli  austriaci, a  rischio  di  essere  ucciso  o  preso  prigioniero, effettuarono, comandati  dal  maggiore  Negri  di  Sanfront, una  travolgente  ed  audace  carica, ancora  oggi  rievocata, che  salvò  il  Re  e  contribuì  alla  vittoria  delle  truppe  piemontesi.
E  poi  ancora  la  loro  azione  nelle  tristi  vicende  del  brigantaggio meridionale  ed  in  altre  regioni   nei  primi  anni  del  Regno, nelle  sciagure  naturali  ed  epidemie, così  che  loro  fama  travalicava  le  Alpi  e  molti  altri  stati  prendevano  esempio  dai  nostri  carabinieri  o  come  quando  gli  stessi  furono  chiamati  a  Creta  nel  1900, per  mantenere  l’ordine  ed  istruire  gli  elementi  locali, e  così  pure  furono  presenti  ed  operativi   ovunque  sventolasse  il  nostro  Tricolore, dall’ Africa  alla  Cina .
Vennero  poi, dopo  il  primo  centenario  del  1914, per il  quale  un  ufficiale, il  capitano  Cenisio  Fusi, creò  il  motto  “nei  secoli  fedele” , la  prima  e  la  seconda  guerra  mondiale  e  dal  Podgora, il  18  e  19 luglio   1915, episodio  che  farà  guadagnare  alla  bandiera  dell’ arma, la  Medaglia  d’ Oro  al  Valor  Militare,   a  Culquaber, in  Etiopia  nel  novembre  1941,  i  Carabinieri  si  distinsero  per  valore, fino  all’estremo  sacrificio, e   nel  periodo  successivo  all’8  settembre  1943  abbiamo  l’atto  eroico   di  Salvo  D’ Acquisto  e  la  tragica  fine  del  colonnello  Frignani  e  del  capitano  Aversa, trucidati  alle  Fosse  Ardeatine.  
Il   dopoguerra, dopo  iniziali  operazioni  contro  il  banditismo  in  Sardegna  ed  in  Sicilia, vide  ed  ancora  oggi  vede  i  Carabinieri  impegnati  contro  nuove  forme  feroci  di  terrorismo   nazionale  ed  internazionale, con  una  lunga  scia  di  sangue, dal  capitano  Francesco  Gentile, dilaniato  da  una  mina  in  Alto  Adige, ai  generali  Enrico  Galvaligi  e  Carlo  Alberto  Dalla  Chiesa , al  tenente, oggi  generale  Umberto  Rocca,  ferito  gravemente, ma  sopravvissuto  all’attacco  di Renato  Curcio  e  di  Mara  Cagol, per   ricordare  infine  i  Carabinieri   straziati  dalle  esplosioni  a  Nassirya, dove  si  trovavano  in  missione  di  pace.
“Fedeltà  alle  Istituzioni”,  quindi  allo  Stato  ed  ai  suoi  legittimi  rappresentanti, per  cui  la  Marcia  d’ Ordinanza  dei  Carabinieri , risalente  al  1929, opera  del  maestro  Luigi  Cirenei, si  chiama  “La  Fedelissima“ e  nella  lunga  storia  non  vi  furono  ribellioni, rifiuti, pronunciamenti, ma  l’adempimento  di  doveri, in  qualche  caso  anche  amari, come  fu  per  gli  arresti  di  Garibaldi, dopo  le  sue  improvvisate  e  sfortunate  azioni  del  1862  e  1867  per  liberare  Roma, contro  la  volontà  e  le  ragionate  decisioni   del  Governo   del  Re, ed  il  25  luglio  del  1943  per  il   cosiddetto  arresto  di  Mussolini, non  più  capo  del  Governo.         
Di  tutto  questo  è   testimonianza l’impressionante  “medagliere” dell’ Arma, oggi  quarta  Arma  delle  nostre  Forze  Armate, con  un  Ordine  Militare  di  Savoia  e  quattro  Ordini  Militari  d’ Italia  e  34  medaglie  d’ oro, da quelle  al  Valor  militare , a  quelle  per  i  terremoti, al  merito  della  Sanità, ed  al  Valor  Civile, alle  quali  decorazioni  si  uniscono   quelle  personali   che  per  limitarci  alle  Medaglie  d’oro  raggiungono  il  numero  di  trecentotrentatre, di  cui  121  al  Valor  Militare, 141  al  Valor  Civile, 59  al  Merito  Civile, e  le  altre  con  diverse  ulteriori  motivazioni.


Domenico  Giglio

Das Vierte Reich

"Il Quarto Reich"
di Vittorio Feltri e Gennaro Sangiuliano
Mondadori
Attilio Gambino
Venerdì, 18 settembre 2014
Nell’ultimo decennio, alla Germania riunificata è riuscito quello che non le è stato possibile attraverso le due sanguinose e tragiche guerre mondiali che hanno scandito il Novecento. La conquista di un’incontrastata egemonia continentale, una sorta di dominio sull’Europa che può essere sintetizzato nella formula «Quarto Reich». Berlino, negli anni che corrispondono con la stagione dell’euro, è riuscita con le armi dell’economia laddove prima avevano fallito le armate del Kaiser poi quelle famigerate di Hitler.
La storia del ruolo svolto in questo inizio secolo dalla Germania in Europa, e in particolare nell’Unione europea, è ancora tutta da raccontare, soprattutto in relazione alle vicende politiche dell’Italia, il paese che per decenni è stato suo partner amichevole ma anche temibile concorrente economico sui mercati mondiali.
Di questa vicenda e delle sue molteplici implicazioni, Vittorio Feltri e Gennaro Sangiulianoraccontano dettagli, personaggi, retroscena segreti, di fronte ai quali parlare di «Quarto Reich», non è più una banalizzazione giornalistica ma la sintesi estrema, e forse inquietante, di un contesto politico ed economico determinatosi nell’area euro. In un decennio, infatti, grazie alla moneta unica e alla gabbia istituzionale dell’Unione, la Germania è riuscita a costruire sul Vecchio Continente una condizione di predominio economico e di egemonia politica.
L’impossibilità di dissentire sulle leggi del rigore dettate dagli euroburocrati e ispirate da Berlino ha privato gli altri paesi membri di ogni reale sovranità economica e ha concentrato tutto il potere decisionale nelle mani delle élite e delle strutture comunitarie. Ma se per i cittadini tedeschi l’«era del Quarto Reich» significa benessere, lavoro e crescita, per le altre nazioni, soprattutto del Sud Europa, vuol dire povertà, disoccupazione e recessione. Come sperimentano ogni giorno sulla loro carne viva milioni di europei, stretti nella morsa di una crisi economica decisamente più grave e prolungata di quella del 1929. È un dato oggettivo, infatti, che le economie di Italia, Spagna, Grecia e di altri paesi abbiano segnato uno spaventoso arretramento, con perdita del Pil, aumento della disoccupazione, calo dei consumi, recessione e addirittura deflazione.
«Più volte i fautori dell’Unione europea», scrivono Feltri e Sangiuliano, «hanno sostenuto che il processo di integrazione aveva garantito la soluzione definitiva della “questione tedesca”. Questa è stata la tesi degli euro-entusiasti, che in Italia sono stati a lungo una schiacciante maggioranza politica e, soprattutto, culturale. La grande crisi economica di questi anni, decisamente più grave e prolungata di quella del ’29, ha riproposto, invece, sul tavolo della storia la pericolosità tedesca, che non significa certo la minaccia di una nuova guerra europea ma certamente una ritrovata aspirazione egemonica della Germania».
Nel costruire la loro tesi, Feltri e Sangiuliano non si limitano a una dotta disquisizione sui macrosistemi ma dimostrano una trama, fatta di lettere riservate a capi di governo, telefonate segrete alle più alte cariche di Stati sovrani, pressioni esercitate in mille modi da poteri forti che si muovono al di fuori e al di sopra delle elementari regole democratiche. Per capire il Quarto Reich non si può prescindere dal suo cancelliere, Angela Merkel, figura molto meno piana di quello che si può credere e la cui biografia rivela fatti sorprendenti, alcuni ancora oscuri, a cominciare dal vero nome Angela Dorothea Kasner. Feltri e Sangiuliano ne scandagliano la vita: il misterioso trasferimento del padre, ex iscritto al partito nazista, da Amburgo all’Est sovietico, la militanza giovanile nelle organizzazioni dell’Est comunista, il tradimento di Helmut Khol, il matrimonio breve con il “signor Merkel” di cui ha mantenuto il cognome.
La “ragazza venuta dall’Est”, come è stata definita spesso la signora Merkel, ha una vera biografia degna di una spy story. Se non ci sarà un radicale riequilibrio dei rapporti di forza all’interno dell’Unione europea e non si riconoscerà pari dignità alle diverse esigenze degli Stati che ne fanno parte, cioè se all’«Europa germanica» non subentrerà una «Germania europea» (Thomas Mann), la cancelliera Angela Merkel, donna di ferro della politica globale, passerà alla storia per aver realizzato quel sogno egemonico sempre coltivato dal popolo tedesco, che nel secolo scorso si è infranto solo contro l’implacabile verdetto di due tragiche guerre mondiali.

domenica 12 ottobre 2014

I Carabinieri: duecento anni di fedeltà alle Istituzioni

Circolo di Cultura ed Educazione Politica
“REX”


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Per l’inaugurazione del LXVII Ciclo di Conferenze
Domenica 26 ottobre alle ore 10,30
in Roma, Via Marsala 42, Sala Uno
(nel cortile della Casa Salesiana)

il Generale C.C. Gian Carlo Iachetti
Medaglia d’Oro al Merito per azioni contro il terrorismo
parlerà sul tema:
“I Carabinieri: duecento anni di fedeltà alle Istituzioni”

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Ingresso libero
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Il Presidente del Circolo

Dr. Ing. Domenico Giglio